Son le storie che piacciono agli americani, ma mica solo a loro.
Quand’è arrivato nella grande mela il Gallo s’è beccato i fischi dei tifosi, gente che crede di capire tutto e ogni tanto piglia le peggiori cantonate. Ma c’è da dire che il Gallo ha un nome strano per loro, Danilo, e un cognome ancora più strano, Gallinari, e soprattutto è italiano e gli americani mi sa che mica ci credevano che un italiano sapesse giocare a basket.
E meno male che non sapevano che io l’ho personalmente soprannominato “il vulcaniano”, perché se avessero saputo che era un italiano vulcaniano chissà cosa altro avrebbero detto.
Beh, il Gallo era giovane quando è arrivato a nuova yorke, e loro non sapevano neppure che è uno dei più grandi talenti italiani della pallacanestro, forse il più grande. Per cui lo hanno fischiato. Poi però lo hanno visto giocare, anche se il primo anno il mal di schiena lo ha costretto a giocare poco, e ci hanno messo poco a ricredersi.
Il bello degli americani (non tutti, ma qualcuno sì) è che quando si accorgono di aver sbagliato un giudizio poi ce n’è sempre uno che si alza, da solo, e comincia ad applaudire, e poi alla fine sono tutti commosi e applaudono tutti fino a spellarsi le mani.
Anche se a Nuova Yorke gli chiedevano quasi solo di tirare da lontano, i tifosi lo hanno capito che il Gallo è bravo e gli hanno voluto bene. Ma poi la squadra ha voluto inserirlo in una complicata operazione commerciale per comprare uno di quei giocatoroni che fan girare i soldi e, secondo loro, fan vincere i campionati, e il Gallo lo hanno spedito a Denver. Non una grande idea secondo me.
A Denver però il Gallo ha trovato un allenatore che ha deciso che non lo si poteva sprecare solo a fare i tiri da lontano, e gli ha fatto fare un sacco di altre cose. Beh, mi sto dilungando, arriviamo al sodo.
Ieri sera il Gallo è tornato a Nuova Yorke con la sua nuova squadra, e si vede che aveva un paio di sassolini da levarsi, perché gli ha sbattuto sul muso una partitina da 37 punti e 11 rimbalzi, mica cotiche. La squadra di Nuova Yorke ha perso, la squadra di Denver ha vinto. E il Gallo ha fatto il suo record di punti.
E ora mi sa che qualcuno a Nuova Yorke si sta masticando i polpastrelli.
Queste sono le cose che mi piacciono, anche se sarebbe stato edecisamente meglio trovarcisi, al Madison Square Garden.
New York non ne azzecca una. E il fatto che di mezzo ci sia anche Mike mi intristisce parecchio.
Sul Gallo: avesse la pelle di un altro colore (leggi: l’atletismo che solo i negri possono avere) oggi non varrebbe meno di Lebron James.
Forza Danilo!