La partita degli addi

Milan-Novara di domenica prossima non sarà solo una inutile partita di fine anno, di quelle che arrivano quando ormai per entrambe le squadre è già tutto deciso e anche i giocatori vanno sul campo praticamente in ciabatte.
Sarà invece una delle partite più importanti della stagione, non per i punti o per il risultato, ma per quello che significa.
Sappiamo già per certo che sarà la partita dell’addio di San Drone Nesta. Quasi certamente lo sarà anche per Pippo Inzaghi e Clarence Seedorf (questa volta niente nomignoli) e si sussurra che lo sarà anche per Ringhio Gattuso, oltre ai probabili partenti Zambrotta Aquilani e Van Bommel (e, forse Robinho, ma qui sono solo voci di mercato).
Sarà una partita da lacrime agli occhi, in cui spero che Allegri voglia onorare tutti i partenti con la presenza in campo, magari da titolari.
Da una parte viene da dire che è giusto così, ci siamo portati dietro giocatori carismatici ma fuori età massima per uno e in alcuni casi due campionati di troppo, ma perdere in un colpo solo tutti questi uomini che sono entrati giustamente nella leggenda del Milan è roba per cuori forti.
Purtroppo, causa varicella della piccoletta, io non sarò allo stadio, ma mi piacerebbe vedere da casa comunque uno stadio pieno fino agli ultimi posti.
Da parte mia so già che al fischio finale, all’ultimo giro di campo, potrebbe scapparmi qualche lacrimuccia.

Grazie Grande Casa Editrice di cui non faccio il nome per potervi meglio mandare affanculo

Dunque la storia è questa (non farò nomi per evitare conseguenze legali ma chi vuole capire capisca quel che vuole):
C’è questa famosissima saga di libri fantasy iniziata un trilione di anni fa, pubblicata e letta in tutto il mondo. Una roba talmente famosa che ci stanno anche facendo un telefilm.
In Italia è stata pubblicata da una Grande Casa Editrice.
L’autore di questa saga è uno che ogni tanto si prende delle pause, il maledetto. L’ultima è durata 6 anni, se non sbaglio.
I primi 4 volumi della saga, che inizialmente era nata come una trilogia poi l’affare s’è ingrossato ed ha cambiato forma, sono stati pubblicati diversi anni fa. Anche in Italia, ma siccome noi siamo un paese speciale invece che 4 i libri sono diventati 9.
L’anno scorso è uscito quello che per il resto del mondo è il 5° volume. Tutto intero. In un colpo solo.
Per noi fortunati lettori italiani invece è uscito solo 1/3 del libro (che che per noi fortunelli è il decimo e non il quinto), perché Grande Casa Editrice ha deciso che anche questo doveva essere diviso in 3.
La logica, se per caso fosse sfuggita, non è quella di risparmiare carta, o venire incontro ai lettori per qualche astruso motivo partorito dalla mente malata di qualche editor che si ritiene un genio.
La logica, pura semplice e bastarda, è che se io prendo un libro che nel resto del mondo costa 20 o anche 30 euro, per 1.200 pagine circa, e lo spezzo in 3 volumi da 400 pagine, vendendo ogni pezzo a 20 euro, ci guadagno il triplo.
Poco male se questo significa metterlo in culo ai lettori italiani.
In questi giorni è uscito il 2° pezzo del 5° libro, sempre a 20 euro, e tanto per aggiungere un tocco di classe è uscito solo in versione cartacea.
Per cui chi come me è diventato un beato utente di lettore di ebook ha sostanzialmente tre scelte:

  • comprare a prezzo pieno (o con uno sconto minimo) il libro cartaceo, leggerselo sapendo che si dovrà aspettare un altro anno per sapere come prosegue e mandare affanculo Grande Casa Editrice;
  • aspettare che prima o poi esca l’ebook, sperando che esca a breve e che non costi quanto il libro cartaceo, poi acquistarlo e procedere come sopra, ossia mandare affanculo Grande Casa Editrice;
  • non comprare un beato cazzo di niente, farsi prestare il libro cartaceo da qualche pirla che l’ha comprato o da una biblioteca e mandare affanculo Grande Casa Editrice.

Ci sarebbe anche una quarta possibilità, ma non la consiglio perché è illegale: cercare nell’internet una copia piratata del pdf. Ma, ripeto, è illegale. Non lo fate, non si fa.
E non dimenticatevi di mandare affanculo Grande Casa Editrice.

Dice che dovrei dire qualcosa sui grillini

O magari anche no. Hanno vinto le elezioni, dice. Dice però anche che non sono un partito, anzi sono il contrario, sono un insieme di liste civiche indipendenti (facciamo che sia così) che s riconoscono in un progetto comune, ed in un personaggio carismatico (ma non è il capo del partito che non c’è).
Per cui forse la prima precisazione da fare è che il Movimento 5 stelle non ha vinto le elezioni. Sarebbe corretto dire che alcune liste del M5S hanno vinto alcune elezioni in qualche posto. Questioni di lana caprina, ma ogni tanto fa bene essere precisini.
A parte questo, io sono sostanzialmente contento che sia andata così e adesso spiego il perché: finora il M5S era riuscito a ritagliarsi qualche posto in qualche consiglio comunale, o regionale, o salcazzo. Gli eletti del M5S di cui ho (indiretta) conoscenza però si sono regolarmente distinti solo per una cosa: la spocchia. Quel continuare a ripetere di essere il nuovo, quelli puliti, quelli bravi, quelli che veramente vengono dal basso. Una roba da lega di bassa lega, per capirsi.
Ora invece ci sarà qualcuno di loro che dovra andare dall’altra parte della barricata e passare dalla spocchia ai fatti, dimostrare di essere in grado di fare le scelte e di amministrare un comune, ed è una cosa ben diversa. Ovviamente auguro loro di riuscirci, di fare bene, e di contribuire a mandare a casa le cariatidi della vecchia politica.
Staremo a vedere.

Si fa presto a dire derby

Vada per lo scudetto. Per come si erano messe le cose davo per scontato che ormai sarebbe finito sulle maglie del pigiama di Hello Kitty. Speravo che si riuscisse a tenergli il pepe al culo almeno fino alla fine, ma che loro non avrebbero perso altri punti con Cagliari e Atalanta e che il Milan fosse ormai ad un buon punto di bollitura era ormai una cosa evidente già dalle ultime partite.
Quello che non mi va giù è perdere il derby. Anzi quello che proprio non mi va giù è perdere il secondo derby consecutivo, contro una delle Inter peggiori degli ultimi dieci anni, soprattutto in questo modo.
Nel primo tempo il Milan praticamente non ha giocato o quasi. Se fosse finito sotto 3-0 non ci sarebbe stato nulla da dire (o meglio, io qualcosa ho detto, ma non è ripetibile). E’ finito invece in pari, grazie ad un regalo dell’arbitro (pessimo, di gran lunga il peggiore in campo in assoluto) e ad un gol fantasma che si sarebbe potuto dare o non dare allo stesso modo, visto è praticamente impossibile stabilire se la palla sia veramente entrata tutta oppure no.
Nel secondo tempo il gol lampo di Ibra ha dato l’illusione di una partita diversa, ma non ci si può permettere di sbagliare l’occasione del raddoppio come abbiamo fatto noi, tanto più che si poteva immaginare che un arbitro scarso come Rizzoli avrebbe cercato a modo suo di rimediare al torto fatto al’Inter.
Intendiamoci, non sto dicendo che i due rigori dati ai cugini non fossero da fischiare. In una ipotetica scala di validità da 1a 10, stabilendo che il rigore inesistente fischiato su Boateng si piazza sullo 0, ci stanno tutti e due piazzandosi esattamente a metà, nel senso che sono rigori che alcuni arbitri fischiano ed altri no. Diciamo che al primo si può dare un 5,5, al secondo al massimo 4,5.
Abate ha fatto una stronzata toccando Milito in area. Milito, da attaccante esperto qual è, è stato furbo a crollare come se fosse stato abbattuto da un uragano. Qualche altro arbitro, magari uno più sereno, avrebbe anche potuto dirgli di rialzarsi e finirla lì. Il fatto è che certamente Rizzoli, oltre ad essere scarso, era certamente anche poco sereno, per cui ha fischiato. Ci sta.
Il secondo rigore invece secondo me è più dubbio. Nesta aveva il braccio alto, ma la palla gli è rimbalzata addosso da meno di un metro dopo una spizzata di Pazzini. Vabbé.
C’era invece un fallo da rigore di Muntari su Samuel, quello sì da 7, per cui alla fine l’unica conclusione che se ne può trarre è che Rizzoli è stato un pessimo arbitro (Samuel nel finale del primo tempo sarebbe stato da buttare fuori), ma il Milan ci ha messo molto di suo per perdere.
Niente scuse comunque, loro avevano più gambe, il Milan avrebbe dovuto avere più testa e non l’ha avuta. Sul 2-1 avrebbero dovuto cercare di arrotondare il risultato senza scoprirsi troppo, hanno fatto esattamente il contrario. In questi casi la figuraccia è quasi inevitabile.
Ora però, a bocce praticamente ferme, un paio di considerazioni vanno anche fatte.
La prima è sulla società. Lasciare partire Pirlo si è rivelato, come immaginavo, un errore grossolano. Senza di lui le merde pigiamate avrebbero avuto qualche punto in meno e noi, magari, qualcuno in più. Ne resto convinto e i fatti sembrano darmi ragione.
La seconda è su Allegri: con la quantità di infortuni ed altre sfighe che sono capitati quest’anno il secondo posto sarebbe visto come un miracolo in qualunque altra squadra, ma a me il suo gioco continua a piacere poco. Quanti punti abbiamo perso per strada per la sua insistenza a far giocare Emanuelson trequartista insieme a Seedorf, anche quando magari c’erano le alternative?
Che fine hanno fatto El Sharawy e Maxi Lopez?
Il Milan non è una provinciale qualunque, se sacrifichi gente come Pirlo per avere un centrocampo di soli onesti cazzuolatori del pallone il risultato si vede. Se poi i tuoi onesti cazzuolatori si rompono come piatti messi nella lavatrice ti ritrovi con una squadra che non può fare il suo gioco di quantità, ma non è nemmeno in grado di compensare con la testa e con la qualità.
Non gli si possono addossare tutte le colpe per questa stagione, ma non lo si può neppure assolvere a pieno titolo.
Domenica lo spettacolo chiude, mi auguro che si possa salutare serenamente un po’ di vecchie glorie e che l’estate porti consiglio.

Ora c’ho l’ansia da derby.

Non è ancora successo niente. Perdere lo scudo di un punto o di tre non cambia nulla, per cui calma e gesso. Il Milan deve fare sei punti nelle ultime due partite e poi vedere quello che faranno le merdacce, tutto il resto è noia.
Fatto sta che il derby di domenica diventa improvvisamente uno dei derby più ansiogeni degli ultimi anni, perché non ci si può permettere di sbagliare, anche se nel derby non ci si può permettere di sbagliare a prescindere. Eppure questa volta di più, perché i cuginastri potrebbero, dopo una stagione fallimentare, togliersi almeno la soddisfazione di scucirci lo scudetto dalla maglia (per attaccarlo su quella dei gobbi, contenti loro).
Se trovo che il momento sia ansiogeno per noi, non oso immaginare come sarebbe mettermi nei panni di un cuginastro (oddio che idea orribile, ora devo dare fuoco alla tastiera per purificarla)(e dovrei darmi fuoco al cervello solo per aver pensato una roba del genere).
Se devo dire la mia però il Milan che ho visto nelle ultime 3 partite è una squadra che non ce la fa a correre per più di mezzora, un tempo al massimo.
Anche ieri non ho visto una grande squadra. Certo, ha il merito di aver trovato subito il gol e di averlo difeso senza particolari affanni, ma ho visto per larghi tratti una squadra stanca e affannata, senza slanci né voglia. Solo quando è arrivata la notizia del gol del Lecce è partita una scarica di adrenalina che ha portato al secondo gol.
Senza culo di legno e Evanuelson nel ruolo sbagliato i risultati sono migliorati, ma comunque siamo ben lontani dal poter dire che si tratta di una squadra in forma.
La speranza è comunque l’ultima a morire. Ora tutto sta nel non buttarla via in questo derby di fine stagione contro un’Inter che annaspa più di noi. Ma, ripeto, si tratta di un maledetto, fottutissimo derby.
Crederci non costa niente, sperare in un altro passo falso delle merdacce pure, per cui siam qui a contare i minuti.
Se poi alla fine perderemo comunque il campionato per un punto cinquanta centimetri, avremo almeno la consolazione di averci potuto sperare fino alla fine. Ed una intera estate davanti per recriminare sulle occasioni sprecate per errori nostri o degli arbitri.

Quel che si deve fare si fa

Bene, vedo che anche se magari non legge direttamente il mio blog lo spirito degli mortacci che gli ho tirato per tutto il campionato ha fatto effetto su Allegri e per una volta non s’è portato allo stadio l’inutile Evanuelson. Anzi, né Evanuelson né culo di legno.
Io non credo molto alle coincidenze, tendo più ad avere fiducia in discorsi tipo causa-effetto etc. etc.
Per cui per me se il Milan ha giocato finalmente un po’ meglio delle ultime partite e ha rifilato addirittura 4 gol ai malcapitati del Siena non è un caso. Chiamiamolo anche effetto “METTI A CASSANO”, o METTI A BOATENG, o genericamente metti QUALCUNO CHE OLTRE A CORRERE SA ANCHE CALCIARE IL PALLONE, e magari ha voglia di giocare dopo una stagione in infermeria.