Mamma butta la pasta

L'Olimpia aveva bisogno di una scossa, devo dire che ieri c'è stata.
Via il parrucchiere Bucchi, arriva finalmente un allenatore vincente. C'è da capire quanto l'età e i tanti anni lontano dalla panchina si faranno sentire, ma d'acchito mi viene da pensare che se c'è un uomo in grado di gettare le fondamenta per un progetto vincente quello è lui.
Dan Peterson è la storia del basket milanese, non so se riuscirà a recuperare una stagione che stava inesorabilmente finendo alle ortiche, ma se i giocatori dovessero avere dopo questa notizia anche un solo quarto dell'entusiasmo che stanno avendo i tifosi, possiamo almeno sperare di vederli, finalmente, sputare sangue sul parquet.

"Non avrei fatto questa scelta per un’altra squadra, ma solo per l’Olimpia: farò questo passo con grande cuore."

ADDENDUM: per i non tifosi, questo entusiasmo non è facilmente comprensibile. Ma essere tifoso significa abbandonare la propria razionalità per sostituirla con un paio di colori, quelli della maglia (in questo caso la canotta).
Il tifoso non vede quello che vedono tutti gli altri, cioè la scelta di scaricare un allenatore (secondo me pessimo, per la scarsa qualità del gioco data alla squadra e per i risultati nelle partite che contano veramente) in un momento in cui comunque siamo secondi in campionato. Il tifoso vede il ritorno in panchina di un uomo che è stato leggenda.
E' come il ritorno di Goldrake.
E' come rivedere il capitano in mezzo alla difesa (questa è per i fratelli milanisti).
E' una di quelle cose che tutti, nei momenti di crisi, hanno certamente sognato, pur sapendo che fosse impossibile. In questo caso sta succedendo, lasciatemi nel sogno, sperando che il risveglio non sia troppo brusco.

 

Vuvuzela la la la

Lasciamo perdere. Lasciamo perdere.
Tornare in ufficio non è difficile. Il difficile è restarci.
Ma che ce frega, stasera giuoca la fantastica compagine italiana e ci sarà da divertirsi.
Sto già trattenendo gli sbadigli.

Intanto va avanti anche il resto del mondo. Per dire, l’Olimpia Milano è riuscita a raggiungere la finale dei playoff per la seconda volta consecutiva, e per la seconda volta consecutiva perderà 4 a 0 contro Siena. Ma è bello esserci.

Il gallo canta e NY si sveglia

27 punti (4/7 da due, 6/12 da tre, 1/2 ai liberi), 10 rimbalzi, due stoppate e due assist del vulcaniano, e NY riesce nell’impresa di battere Phoenix.

Da tifoso del Gallo più che della squadra, dico quello che penso da un po’,  poi ditemi voi che ne pensate: se Mike D’Antoni vuole tentare di dare un’anima a questa squadra, in attesa che arrivi Lebronio (se mai arriverà), l’unica cosa che può fare è affidarsi a Danilo ed alle sue doti di leadership (che a Milano conosciamo bene), oltre che al suo enorme talento.
Se non farà così i NY Knicks continueranno ad essere quello che sono stati finora, un’inguardabile accozzaglia di discreti solisti che credono di essere prime donne. E continueranno a fare schifo.

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