Mamma butta la pasta

L'Olimpia aveva bisogno di una scossa, devo dire che ieri c'è stata.
Via il parrucchiere Bucchi, arriva finalmente un allenatore vincente. C'è da capire quanto l'età e i tanti anni lontano dalla panchina si faranno sentire, ma d'acchito mi viene da pensare che se c'è un uomo in grado di gettare le fondamenta per un progetto vincente quello è lui.
Dan Peterson è la storia del basket milanese, non so se riuscirà a recuperare una stagione che stava inesorabilmente finendo alle ortiche, ma se i giocatori dovessero avere dopo questa notizia anche un solo quarto dell'entusiasmo che stanno avendo i tifosi, possiamo almeno sperare di vederli, finalmente, sputare sangue sul parquet.

"Non avrei fatto questa scelta per un’altra squadra, ma solo per l’Olimpia: farò questo passo con grande cuore."

ADDENDUM: per i non tifosi, questo entusiasmo non è facilmente comprensibile. Ma essere tifoso significa abbandonare la propria razionalità per sostituirla con un paio di colori, quelli della maglia (in questo caso la canotta).
Il tifoso non vede quello che vedono tutti gli altri, cioè la scelta di scaricare un allenatore (secondo me pessimo, per la scarsa qualità del gioco data alla squadra e per i risultati nelle partite che contano veramente) in un momento in cui comunque siamo secondi in campionato. Il tifoso vede il ritorno in panchina di un uomo che è stato leggenda.
E' come il ritorno di Goldrake.
E' come rivedere il capitano in mezzo alla difesa (questa è per i fratelli milanisti).
E' una di quelle cose che tutti, nei momenti di crisi, hanno certamente sognato, pur sapendo che fosse impossibile. In questo caso sta succedendo, lasciatemi nel sogno, sperando che il risveglio non sia troppo brusco.

 

Gli uomini che fecero l'impresa

La partita dei cugini l’ho vista distrattamente, facendo zapping incrociato con l’eurolega tra l’Olimpia sciagurata di questo inizio stagione (no comment, va’ là che è meglio) e l’invincibile Siena.
Diciamolo, alla fine già pregustavo gli sfottò ai cugini per essere stati buttati fuori nuovamente dalla ciempions, ma stavolta addirittura con un gol del nostro Sheva. Ma occorre fare tanto di cappello ad una squadra che nel secondo tempo ha sfoderato due palle d’acciaio e non ha smesso mai di provarci, aiutata ma non più di tanto da una Dinamo che, ad un certo punto, aveva parecchi giocatori in debito di ossigeno.
Hanno trovato il gol, con quel tanto di culo che ogni tanto ci vuole, dopo averne sprecati per sfiga e per affanno una caterva, per cui alla fine il risultato è giusto e lo sfottò è rimandato, mi auguro, alla prossima volta.

Varese – Olimpia 73-66

Non ci si può nascondere dietro a niente: perdere la prima contro una neopromossa, per la squadra finalista del campionato precedente, è una figura di merda, e pure grossa.
Se la neopromossa è Varese è ancora peggio.
Aver cambiato 9 giocatori rispetto alla squadra che solo pochi mesi fa s’era giocata (prendendo una batosta storica) la finale del campionato non è una scusa, è un’aggravante. Vuol dire essersela cercata.

Fine gara, fine campionato

Vabbè, si sapeva che sarebbe finita così. Grazie ragazzi, la finale è stata comunque un traguardo inaspettato, raggiunto con un po’ di culo, ed un bel sogno per qualche istante spensierato.

Complimenti a Siena, sono una grande squadra, born to kill, dovremmo solo cercare di seguire l’esempio.

Forza Olimpia, sempre.
 P.S: in tribuna c’era il vulcaniano, ed io per qualche istante ho immaginato di vederlo scendere in campo, indossare la divisa ed aiutare i ragazzi nella rimonta. Si vede che ho visto troppi film del cazzo quando ero giovane.

OLIMPIA MILANO- CSKA MOSCA 80-79

Poi capitano partite come questa, che in anno in cui fai una grande fatica a seguire veramente la squadra ti fanno scoppiare il cuore e la pancia di basket ed amore per questo sport incredibile.
Non è solo il fatto di aver battuto il CSKA, che già di per sé è un’impresa di questi tempi, ma il modo, il come.
Un primo tempo di assoluto nulla in cui loro vanno sopra di 17, ma potrebbero essere il doppio, e poi un secondo tempo indescrivibile, con la rimonta e la vittoria, questa volta in volata, e tanti tanti anni lasciati lì sul parquet da loro e da noi, anche da chi come me se l’è vista da casa, e tutte le convinzioni, tutte, ribaltate; il falco  stasera è un vero leader, di quelli che ti fanno vincere qualunque cosa, Vitali è capace di colpi vincenti alla Basile e, viene quasi da dire, alla Gallinari, Bulleri che fa le sceltre giuste, che altro? Sono emozionato e contento come se avessimo vinto la coppa.
Grazie ragazzi, grazie Olimpia.
I love this game.

BEATI I PRIMI E UN PO' MENO GLI ULTIMI

 

Il Milan primo in classifica mi piace, eccome se mi piace. Anche se il gioco non è sempre il massimo, spesso viene sopperito dal carattere e, come nell’occasione dell’autogol di Denis, da una buona dose di culo. Ad un certo punto la porta del Napoli sembrava la buca di un flipper, con la palla che sbatteva da tutte le parti ma veniva continuamente rimbalzata fuori.
L’anno scorso le partite come quelle di ieri le perdevamo. Ieri abbiamo vinto, Ben venga tutto.

L’Olimpia ha perso ancora di 2 punti, in volata. E parlo solo del campionato, che l’Eurolega va anche peggio. A questo punto il problema è evidente, e spero che si riesca a correre ai ripari quanto prima. Non so se basti il rientro degli infortunati. C’è una carenza di gioco di squadra ed una carenza di leadership. Per la prima deve pensarci coach Bucchi, e magari trovare un buon play non sarebbe male. Ricordate quanto è cambiata la squadra l’anno scorso, dopo l’arrivo di Melvino Libraio? Per la seconda è sempre più evidente che ci si era illusi su Hawkins. Non è un leader, affidarsi a lui nei momenti topici significa avere un’altissima probabilità che faccia la scelta sbagliata.
Morale: mi manca il vulcaniano.