l’analisi del voto che tutti stavate aspettando

Prima di queste elezioni il PD (o meglio il centro-sinistra) amministrava 53 dei Comuni in cui si è votato. Ora sono 91.
E’ evidente che si tratta di un tracollo, Bersani deve subito dimettersi, cospargersi il capo di cenere e sparire dalla faccia della terra per lasciare il posto a …. (metteteci voi il nome, se lo avete).
Il movimento 5 stelle ha stravinto le elezioni, visto che adesso ha il Sindaco in 3 Comuni:

Parma

Salcazzo sul membro

Vergate di sotto.

Lo so, i nomi dei due comuni più piccoli sono inventati di sana pianta, ma per quanto quelli veri li abbia letti sui giornali non riescono a restarmi in testa.
Certo, il risultato di Parma è significativo. Sono passati da un’amministrazione di centro-destra ad una di grillini eletti col voto del centro-destra. Adesso finalmente vedremo se dietro agli slogan ed alla faccia di Grillo ci sono persone in grado di amministrare una città.
IL PDL si sta liquefacendo e francamente la cosa non può che farmi piacere, ma il motivo di vera esultanza è la tranvata epocale presa dalla lega. Non mi illudo che i suoi elettori abbiano improvvisamente raggiunto l’illuminazione, probabilmente si sono presi una vacanza ed al prossimo turno troveranno qualcuno di ancora peggiore da votare, ma sono uno che alle volte sa anche accontentarsi.

Monti, Monti, ti sorridon le Heidy

Il governo Monti piace ai tedeschi e nuoce gravemente allo spread, che infatti oggi si sta rimpicciolendo a vista d’occhio, soprattutto da quando sono stati (finalmente) presentati i famigerati provvedimenti anti crisi (il finalmente è per la presentazione, non per i provvedimenti). Ricordo però che uno spread non fa primavera e che bisogna ancora passare dal parlamento. Giusto per contestualizzare la situazione.

Passata l’euforia per la presentazione dei provvedimenti si può anche andare, volendo, nel merito, che (molto sinteticamente) è questo: Monti non è di sinistra. Il governo Monti non è di sinistra, è un governo tecnico, ma fatto da gente sostanzialmente di centro-destra (più destra che centro, in alcuni casi). Non ci si può aspettare che un governo così, oltre a fare finalmente qualcosa di serio per fronteggiare la crisi (e questo, mi si consenta, è comunque un mezzo miracolo in confronto al governo precedente), lo faccia anche con provvedimenti che piacciano a chi si sente di sinistra.

La novità è che, per una volta, abbiamo a che fare con una destra seria, che fa le cose seriamente e sembra quasi di essere in un altro paese. Un governo di destra fa cose da governo di destra, anche quando è appoggiato dai partiti di sinistra come in questo caso, per un motivo molto semplice: sono quelle le cose che sa fare.

Per tentare di salvare il paese dalla crisi abbiamo dovuto sostituire un governo di destra impresentabile, con un altro governo sempre di destra, stavolta presentabile, ma pur sempre di destra. Se ci si deve rammaricare di qualcosa è del fatto che in questo momento i partiti di sinistra non sono in grado di fare un governo di sinistra che faccia anche cose che piacciono alla sinistra.

Buongiorno Milano


Pensarci, sorridere: Milano senza Moratti Sindaco, ma soprattutto senza De Corato, Salvini e tutti gli altri personaggi che per anni hanno anteposto la loro faccia all’attività delle istituzioni.
È difficile fare previsioni su come amministrerà veramente Pisapia, probabilmente nel sottobosco c’è già un gran movimento per piazzare le persone giuste nelle poltrone giuste (non dobbiamo illuderci che queste cose non esistano più solo perché ha vinto Pisapia) e la Moratti ha lasciato sul piatto del nuovo Sindaco almeno un paio di polpette avvelenate (Expò, consulenze, etc) ma mi pare che comunque il tasso di bellezza della città sia già salito di molti gradini.
Pensarci, sorridere.
Quanto tempo era che non pensavamo a Milano con questo sorriso stampato sulla faccia?

Un lunedì abbastanza lungo

Qui si aspettano le 15,00, ma ancora di più si aspettano le 17,00, quando cominceranno ad arrivare i primi numeri credibili.
Ricordo a tutti coloro che ancora non l’hanno fatto di andare a votare per il ballottaggio e di votare bene, lasciando a casa il cervello e portandosi un po’ di cuore, che di quello Milano ha bisogno e sappiamo che dietro a certe facce di plastica non ce n’è abbastanza.

 

Settimana durissima

Innanzitutto il mio macbook è ancora fermo ai box. Poi si sono fermate ai box (di nuovo!) pure le mie tonsille. Avete idea di cosa vuol dire restare due giorni a casa dal lavoro senza un computer funzionante?
Mi è toccato accendere la tv, mi è toccato.
In tutto questo , intorno a tutto questo, tutto intorno a noi direbbe qualcuno, c’è il ballottaggio a Milano. Che sta esplodendo più della primavera, in un crescendo di manifesti e balle che girano quasi Rossiniano (ci ho ragionato almeno un quarto d’ora per poter inserire questa frase nel post).
Innanzitutto, avete notato il primo, vero, grosso cambiamento? La scomparsa della Moratti dai manifesti.
Prima del primo turno la sua facciona da joker di plastica era dappertutto in città. Adesso è quasi del tutto sparita. Solo stamattina ho cominciato a vedere una foto in cui c’è lei, ma per sicurezza è in una foto di repertorio insieme al suo predecessore Albertini. Come per dire “su su, non spaventatevi, è addomesticata”.
Evidentemente qualcuno ha capito che, per tentare la rimonta, la prima cosa era spaventare i milanesi con la moschea, zingaropoli, i comunisti, le cavallette, etc, ma la seconda era evitare di spaventarli con la Moratti.
La quantità di balle che raccontano è direttamente proporzionale alla paura che hanno di perdere davvero.
Avevano tentato di trasformare il primo turno in un referendum pro-Berlusconi. È andata male.
Ora cercano di fare del ballottaggio un referendum anti-Pisapia.
La candidata del centrodestra in questo gioco quasi non è contemplata. Io credo che non sia una cosa da sottovalutare.
Sanno anche loro che una buona fetta di colpa per la sconfitta è dovuta al fatto che per  gran parte dei milanesi la signora Moratti è stata un pessimo sindaco. Poi molti l’hanno comunque votata per scongiurare il pericolo rosso, ma il tasso di turamento di naso è stato altissimo.
Tutto questo per dire che io da lunedì scorso indosso solo camicie o magliette arancioni. Sono fiducioso e terrorizzato nello stesso tempo. Ho pronta la bottiglia, per dimenticare o per festeggiare.  Non voglio sentir parlare di vittoria, per scaramanzia, ma neppure di sconfitta, per non continuare a tirarcela addosso.
Ma sono convinto che comunque vada da lunedì ci sarà un’aria diversa.
Questo è comunque l’inizio.
Però, se vogliamo farla breve, è necessario che voi, miei 5/6 lettori milanesi, domenica vi mettiate una mano sul cuore, ed un altra in testa dalle parti del cervello, e andiate a votare per Pisapia. E se conoscete qualcuno di quelli che “matantononcambianiente, sonotuttiuguali, dovevanofarelaleggesulconflittodiinteressiquandopotevano, iononvado” , prendetelo a mazzate sulla capa ragionate con lui finché non si decide a recuperare la tesserina elettorale e non va a votare. Anzi, per essere sicuri accompagnatelo fino al seggio.
Mi raccomando, PISAPIA LA BEFANA SI PORTA VIA
 

Lettere e consigli per il voto

La letterina del Milan club non l’ho ricevuta per un motivo molto semplice, non sono iscritto a nessun Milan Club e se mai avessi avuto intenzione di iscrivermi ora mi è passata del tutto.
Se fossi stato iscritto e l’avessi ricevuta probabilmente l’avrei rispedita al mittente, insieme alla tessera e alla richiesta di veder rotolare (metaforicamente, s’intende) la testa del coordinatore.
La prima considerazione che viene da fare è che, nonostante lo sforzo da servo zelante del coordinatore dei Milan Club, i milanisti si sono limitati a festeggiare lo scudetto e poi hanno votato come cazzo gli pareva. Dimostrandosi meno pecore di quanto qualcuno vorrebbe e tenendo giustamente separati i due ambiti, quello della passione sportiva e quello della politica.
La seconda considerazione è che forse questi iscritti ai Milan Club non sono poi tanti. Non lo vedo come un brutto segno. Da tempo le tifoserie organizzate sono ben lontane da quello che avrebbero dovuto essere alle origini e personalmente non avverto tutta questa necessità della loro esistenza.
In compenso ho ricevuto una letterina del CdA della fondazione che gestisce l’asilo di piccoletta. Un asilo privato, ahime, gestito da ciellini. Lo sapevo, ma per una serie di motivi che non sto a spiegarvi quando l’abbiamo iscritta abbiamo dovuto scegliere tra mandarla lì o aspettare un altro anno ed entrare nella girandola delle graduatorie. E poi magari doverla comunque mandare lì, ma con una anno di asilo in meno.
La letterina del CdA della fondazione ciellina che gestisce l’asilo, inviata ai genitori ed agli insegnanti, suggeriva senza troppi giri di parole di votare per la Moratti.
Essendo la comunicazione del CdA di una fondazione privata che gestisce una scuola privata non credo che questo costituisca reato, anche se forse dovrebbe, dato che la scuola è privata ma gode di finanziamenti pubblici e fornisce un servizio pubblico, anche se a pagamento. Di certo è una di quelle cose che, nella mia etica personale, non si fanno.
Evidentemente (ma su questo ho sempre avuto pochi dubbi) l’etica personale dei ciellini è ben diversa dalla mia. Io non sono come loro. E’ una di quelle cose di cui vado fiero.
La prima reazione è stata quella di rispondere con una letteraccia e ritirare piccoletta dall’asilo. Poi ho pensato che non fosse giusto che fosse lei a pagare per la loro scorrettezza e per la mia incazzatura venendo allontanata dai compagni di classe e dalle maestre cui è ormai affezionata.
Un genere di attenzione che, evidentemente, a quelli della fondazione ciellina non è passata manco per la capa.
Ovviamente non ho votato per la Moratti e non lo farò al ballottaggio.  Perché è solo col voto che ci si libera di certi personaggi e della loro moralità a flusso variabile.
Ho votato PISAPIA al primo turno,  voterò PISAPIA al ballottaggio e invito tutti voi che passate di qua, se siete milanesi o avete amici milanesi, a votare e far votare PISAPIA. E’ semplice, basta mettere una crocetta sul nome e passa la paura.
Io posso farlo, qui, perché questo è il mio blog privato, non rappresento una scuola, o una passione sportiva, rappresento solo me stesso e le mie opinioni. Non mischio le carte, dico quel che penso e sottopongo il mio pensiero al vostro giudizio. Poi voi siete liberi, dopo aver letto questo post, di fare quello che vi pare; commentare, ignorarmi, cancellare il mio blog dal vostro feed, grattarvi o anche, magari, decidere di darmi retta.
 

D'amore di morte e di elezioni regionali

Note a margine dei risultati elettorali e pensieri sparsi, che non mi va di elaborare troppo (per ora).

Mi raccomando, quando avremo finito di masticare amaro e ci sarà passato lo sconforto, ricominciamo, in vista delle prossime elezioni, a fare tutti i distinguo dell’universo, a dividerci in quindici milioni di incomprensibili sinistre diverse, a sceglier di non scegliere, mentre gli altri votano compatti qualunque merda gli si dica di votare (Il trota è il più votato in provincia di Brescia. E’ chiaro il messaggio?).

E poi chiediamoci di chi è la colpa.

Anzi, è proprio il momento giusto, questo, per chiedere le dimissioni di Bersani e ricominciare a litigare sul prossimo segretario.

E, magari, creare un altro paio di partitini duri e puri, di quelli che lottano per un 2% di verginità politica.

Non si tratta di turarsi il naso (propongo la moratoria per questa espressione) ma di capire che se continuiamo a autoflagellarci poi non possiamo pretendere di andare lontano.

Il vero nemico è la ggente che non capisce (e se fossimo noi?).

Stasera vado a rifare la tessera del PD, che non è il momento di scendere dal carrozzone. Anzi, vista la consolidata abitudine di salire sul carro del vincitore, magari la compagnia dopo l’ennesima batosta migliora un po’.

I voti a Formigoni erano scontati, ma magari il PD lombardo adesso apre gli occhi sulle sue scelte suicide (see, illuso). Far piovere candidati dal cielo, senza le primarie, evidentemente non funziona. Soprattutto se si tratta di candidati già trombati dagli elettori.

Dopo questa seconda batosta consecutiva, Penati si leverà finalmente dai maroni o ce lo troveremo candidato a vita fino a che non riescie finalmente a vincere qualcosa? O avrà, come premio di consolazione, un posto in qualche C.d.A. di un’azienda pubblica, magari da Presidente?

Avete visto cosa è successo in Puglia?

Il partito più grosso è quello degli astenuti. Ma io, a tutti questi che hanno scelto di non scegliere, voglio fare questa domanda: cosa credete di avere vinto?

Adesso manca solo che l’Inter vinca scudetto e Champions league e siamo a posto.

Andrò a votare

Per fermare la deriva,
nonostante tutto,
non ostante abbia dei dubbi anche su come si scrive nonno stante,
per poter dire che io no, ancora una volta io non l’ho votato il berlusca,
o Formigoni, nel mio caso,
ma non solo, per poter dire che ancora una volta io ho votato il suo avversario,
anche se, vabbé, l’avversario, meglio non parlarne,
io con Formigoni Berlusconi ducojoni non ci voglio avere a che fare,
per cui andrò a votare
e invito anche voi a fare lo stesso,
no no sta nte tutto.

Strane cose che succedono

Il fatto che Berlusconi senta la necessità di telefonare in diretta ogni volta che vede Rosi Bindi (a cui va tutta la mia solidarietà) mi fa pensare allo stalking.

La corte d’appello ha confermato che l’avvocato Mills è stato corrotto dal relativismo che imperversa in questi tempi bui.

Rutelli ha deciso di andare con Casini. Attendiamo le reazioni delle rispettive consorti.

Marrazzo avrebbe pagato la trans 5.000 €. Papi se la cavava con 1.000  € a botta (gentilmente offerti da Tarantini). Si può concludere che la figa è fortemente svalutata?