Leghismi intollerabili

Giusto per dire la mia sulla ormai famigerata scuola di Adro, quella addobbata coi simboli leghisti, ma anche quella che non fornisce i pasti ai bambini, secondo me è necessario procedere con ordine.
Prima si rimuove il cosiddetto sindaco, poi si passa tranquillamente a rimuovere i simboli di partito dalla scuola pubblica. E le spese le si addebitano alla giunta.

Se poi alle prossime elezioni dovesse vincere di nuovo la lega no problem, viva la democrazia, ma il segnale su ciò che comunque si può o non si può fare sarà già arrivato. Si spera.
Se non basta, e se la prossima amministrazione dovesse incaponire negli stessi comportamenti, si procederà ad una ulteriore rimozione, addebitando sempre i costi di eventuali operazioni di bonifica alla giunta.
Un po’ come si fa con i comuni a rischio di infiltrazione mafiosa. Che in fondo questa pretesa leghista di potersi porre al di sopra delle leggi dello stato non è poi tanto diversa.

Comprensione per i leghisti

Io ci proverei anche ad avere comprensione per i leghisti, ma è come averne per topi, o ratti, o scarafaggi.
Sono anche loro esseri viventi, ma francamente chi sarebbe contento di avere la propria casa invasa da blatte? Chi alleverebbe una colonia di ratti in cucina? Chi aprirebbe la propria dispensa ad una famiglia di topi, fossero anche i simpatici topini domestici?
Ecco, uguale, concedo ai leghisti di esistere perché non si cerca il male di nessuno, ma preferirei tenermene alla larga il più possibile.

E se si dovessero estinguere non verserei una lacrima.

Padre Pio fa rima con…

Domenica sera la prima rete del nostro servizio pubblico, quello che paghiamo noi col canone, ci allieterà trasmettendo in diretta "Una voce per padre pio, XI edizione".
Avete presente padre pio?
Quello della cripta tutta d’oro.
Quello di padrepiopoli, la disneyland dei creduloni.
Quello.

Ecco, adesso fate pure la rima.

Il blog è morto e chi l'ha morto sei tu

Dopo questo titolo accattivante volto ad attirare l’attenzione dei geek del globo terraqueo, segue un breve ma esaustivo elenco di cose che finalmente (passati 39 anni della mia vita) ho capito sulle donne:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Finalmente i vescovi

Votate Polverini, perché lei difende i valori della famiglia e la sacralità della vita, e saluta entrambi con il braccio teso e la mano aperta.
Siccome sono democratico, non critico la libertà della chiesa di esprimere la propria opinione anche nella politica italiana, purché la cosa sia reciproca e nessuno critichi  la mia libertà di mandarli affanculo con tutte le loro tonache e i paramenti addosso.

Pacatamente, come sappiamo fare noi

Ecco, non mi frega poi molto di questa storia del crocifisso. Personalmente mi mettono più ansia suore e preti, per dirla tutta. Ma una cosa, pacatamente, serenamente, vorrei proprio dirla:

se i difensori del crocifisso a tutti i costi sono tutti al livello di Giovanardi, per cui Stefano Cucchi è stato ucciso dalla droga e non da chi lo ha ammazzato di botte, il crocifisso farebbero bene ad inchiodarselo nel culo. Io porto i chiodi e il martello.

Pacatamente, serenamente.

Strane cose che succedono

Il fatto che Berlusconi senta la necessità di telefonare in diretta ogni volta che vede Rosi Bindi (a cui va tutta la mia solidarietà) mi fa pensare allo stalking.

La corte d’appello ha confermato che l’avvocato Mills è stato corrotto dal relativismo che imperversa in questi tempi bui.

Rutelli ha deciso di andare con Casini. Attendiamo le reazioni delle rispettive consorti.

Marrazzo avrebbe pagato la trans 5.000 €. Papi se la cavava con 1.000  € a botta (gentilmente offerti da Tarantini). Si può concludere che la figa è fortemente svalutata?

Solidarietà pompini e sofferenze intime indicibili

E’ mai possibile, o porco d’un cane, che le avventure in codesto reame, debban risolversi tutte con grandi putta-aaa-aane.

Ma come, uno spende tutti quei soldi in crinotrapianti e lampade, ceroni e ricostituenti gioielli e video delle vacanze, viaggi cene ville e lettoni, la camicia bella quella firmata, i pantaloni belli quelli con le pences, le scarpe col tacco quelle che però non si nota troppo, i calzini scuri in microfibra anche se quelli bianchi in cotone sono più comodi, e poi scopre che tutte quelle che cedevano alle sue lusinghe amorose e gli concedevano le loro grazie (anche a tre o quattro alla volta, che coss’è l’amor) erano niente po’ po’ di meno che delle grandissime puttanose troie a pagamento?
C’è da rimanerci veramente male, e soffrire, soffrire parecchio, e buttarci giù anche un bel paio di canzoni tristi tristi tristi che stracciano le budella.
Non si fa così, no no, proprio no.
E non c’è niente da ridere, cazzo.

P.s: questo è un post di fantasia ispirato ad una vecchia canzone di De Andrè. Ogni riferimento a notizie reali o inventate apparse ultimamente sui giornali è puramente casuale e non voluto. Nessuna escort è stata effettivamente utilizzata per la sua stesura. Il post non è stato steso sul lettone grande.

La prima lettera di Bisax agli elettori del PD

Tra pochi giorni si  voterà per l’Europa, per le provincie e per alcune amministrazioni locali.
Dopodiché i risultati elettorali verranno usati anche per dare una valutazione sul governo, se il PDL vincerà oppure no, se perderà. Il meccanismo è ben noto. Ma non è di questo che volevo scrivere.
Volevo scrivere di Ivan Scalfarotto, candidato per il PD nella circoscrizione nord-ovest (toh, che combinazione, è la mia).
Volevo scrivere perché invito, per quanto possiate o vogliate darmi retta, tutti coloro che alle elezioni europee votassero PD, a mettere anche il cognome di Scalfarotto tra le prefrenze (che sono tre, lo sapete che potete mettere fino a tre preferenze?).
Se non avere in mentre tre preferenze, mettetene una sola. O due, l’importante è che scriviate "Scalfarotto".
E mo’ vi spiego anche, brevemente, perché:
Innanzitutto perché così la smette di intasarmi la posta di Facebook, che non se ne può più.
E poi perché il PD (ed il paese) laico e moderno che ha in mente lui è completamente diverso dal PD non laico e non moderno che hanno in mente Rutelli e la Binetti, ergo più sale lui più scendono loro.
Mi si dirà, ma nel PD ci sono appunto Rutelli e Binetti.
Ed io risponderò: non votare Scalfarotto perché nel PD c’è anche la Binetti mi pare un po’ come non mangiare il pollo perché non ti piace il maiale. So che i potenziali elettori di centrosinistra, o di sinistra senza centro, sono capaci dei più assurdi ragionamenti pur di farsi del male, ma ogni tanto bisogna smettere.
Oltretutto Scalfarotto non viene dall’establishment di qualche partito pre PD, per me questo è un altro punto a suo favore. Parlano sempre tutti di rinnovamento, e poi nel segreto dell’urna scrivono sempre gli stessi nomi. Ecco, Scalfarotto si persenta come il rinnovamento, rappresenta "il nuovo", e se si vuole cambiare bisogna anche sperimentarlo, questo nuovo.