Dice che dovrei dire qualcosa sui grillini

O magari anche no. Hanno vinto le elezioni, dice. Dice però anche che non sono un partito, anzi sono il contrario, sono un insieme di liste civiche indipendenti (facciamo che sia così) che s riconoscono in un progetto comune, ed in un personaggio carismatico (ma non è il capo del partito che non c’è).
Per cui forse la prima precisazione da fare è che il Movimento 5 stelle non ha vinto le elezioni. Sarebbe corretto dire che alcune liste del M5S hanno vinto alcune elezioni in qualche posto. Questioni di lana caprina, ma ogni tanto fa bene essere precisini.
A parte questo, io sono sostanzialmente contento che sia andata così e adesso spiego il perché: finora il M5S era riuscito a ritagliarsi qualche posto in qualche consiglio comunale, o regionale, o salcazzo. Gli eletti del M5S di cui ho (indiretta) conoscenza però si sono regolarmente distinti solo per una cosa: la spocchia. Quel continuare a ripetere di essere il nuovo, quelli puliti, quelli bravi, quelli che veramente vengono dal basso. Una roba da lega di bassa lega, per capirsi.
Ora invece ci sarà qualcuno di loro che dovra andare dall’altra parte della barricata e passare dalla spocchia ai fatti, dimostrare di essere in grado di fare le scelte e di amministrare un comune, ed è una cosa ben diversa. Ovviamente auguro loro di riuscirci, di fare bene, e di contribuire a mandare a casa le cariatidi della vecchia politica.
Staremo a vedere.

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One thought on “Dice che dovrei dire qualcosa sui grillini

  1. Il mio è un giudizio di parte, perché è da che esiste il Movimento 5 Stelle che ho ripreso a votare: scegliere il meno peggio, come mi è capitato ai tempi di Rutelli contro Berlusconi, è una cosa che spero di non fare mai più.
    Premesso questo, mi attacco a quello che scrivi (giustamente) tu nelle prime righe del post: le liste civiche. Le liste civiche, per quanto io riesca a ricordare, sono sempre state viste come un fenomeno positivo. Non facevano male a nessuno, d’altronde. Oggi, invece, sono antipolitica. Antipolitica non solo per i partiti (che ovviamente temono di perdere il loro potere assoluto e assolutamente autoreferenziale), ma anche per i giornali (che ovviamente temono di perdere i contributi della politica). Per molti, populismo di bassa lega. E mi piacerebbe capire perché. Mi piacerebbe capire perché se lo dice Bersani è una presa di coscienza (dopo anni di furti sui rimborsi elettorali, ad esempio) e se lo dice Grillo è populismo.
    La spocchia? Chiamala come ti pare, io direi consapevolezza. Consapevolezza di essere in grado di fare ciò che abitualmente fa un politico di professione oppure un personaggio dello spettacolo prestato alla politica. E anche meglio, già che il territorio lo si conosce davvero.
    Perché un Marrazzo (sparo a caso) sì e un Bisacci no?

    Mi piace

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