Milan – Genoa 1-0

Finalmente.
Nella giornata di campionato che sancisce al di là di ogni dubbio la superiorità tecnica e atletica della formazione arbitrale bianconera il Milan prova a far partire la rimonta, con una prestazione maiuscola contro un Genoa mai domo e determinato fino all’ultimo secondo a portarsi a casa una partita senza nenche provare un tiro, nemmeno da lontano, nemmeno per sbaglio.
Il risultato alla fine è anche bugiardo, dato che l’arbitro ha dimenticato di assegnare ai rossoneri almeno un paio di rigori netti ed una rimessa laterale. Ma di fronte a certe prestazioni si può anche evitare polemiche e far finta di niente. La sorte dà e la sorte prende. Il bel calcio alla fine paga e questo è tutto ciò che conta.
L’azzardo, provare la centounesima difesa diversa in dieci partite, ha portato i suoi frutti. Finalmente la porta rossonera è rimasta inviolata e pare che si veda una luce in fondo al tunnel. La difesa a 3 tutta di difensori centrali ha dato la spinta e lo stimolo necessario ad una formazione che, aggrappata con tutte le sue forza alle sopracciglia di El Shaarawy, ha mostrato finalmente i muscoli e si candida seriamente al conseguimento del risultato  minimo della stagione, un 14° posto che certamente è alla portata della squadra.
Domani contro il Palermo si potrebbe addirittura provare una difesa a due, stanti le fisiologiche necessità di riposo degli esperti e indomabili Yepes e Bonera, con l’introduzione del portiere volante a supporto di Zapata e quell’altro di cui non ricordo il nome.
In questo modo si potrà definitivamente abbandonare l’anacronistica necessità di giocare con un paio di terzini, ruolo non più necessario nel calcio post rivoluzione, e inserire a centrocampo un altro paio di mediani a supporto del trottolino Evanuelson, che sabato  ha macinato kilometri e pallonate da prestigiatore per 90 minuti (la palla è quà, la palla è là, la palla non c’è più, dove cazzo è finita la palla?), dimostrando come se ce ne fosse ancora  bisogno le ragioni della fiducia accordatagli dal mister. Era ora, anzi ne approfitto per rinnovare anche la mia incondizionata fiducia nel mister. Trovatelo voi, se riuscite, un altro come lui, in grado di cambiare squadra ogni quarto d’ora senza mai perdere il filo del bel gioco.
In attacco finalmente si è rivisto Pato ed è stato come se allo stadio avessero cambiato tutte le lampadine. Una nuova luce, sotto la quale tutti vedranno finalmente come gioca il migliore attacco del campionato. Una partita così, quasi tutta in campo senza neppure un dolorino intercostale, non la giocava da anni e i veri milanisti si augurano che sia solo l’inizio di quella resurrezione calcistica che, negli anni futuri, verrà iscritta negli almanacchi come uno dei tanti miracoli del nostro prodigioso mister.
Una parola infine per il funanbolico Bojan. Per oltre un ora ha mostrato, riscaldandosi a bordo campo, tutta la classe di cui è capace. Avercene di giocatori così.

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