Yes we Pato

Stasera avrei voluto vedere la registrazione della puntata di ieri del noto telefilm di  zombie, invece sono successe un po’ di cose.
La prima è che è venuto a cena da me il mio gemello, per cui gli orari si sono scombussolati (cosa che alla mia età fa malissimo).
La seconda è che quando il fratello (gemello) è andato via, ho visto che era iniziato su sky il solito film americano sullo sport americano che più americano non si può, quello delle mazze da girare e della palla che sembra un mattone da quanto pesa, per cui alla fine ho visto il film e fanculo agli zombie.
Innanzitutto vorrei dire che se c’è una cosa che gli americani sanno fare è i film sui loro sport preferiti, al punto che io che sono un italiano ignorante non so se preferisco il baseball o i film sul baseball.
(Noi, per dire, film sul calcio che anche solo si avvicinino al loro peggiore film sul baseball non ne abbiamo mai fatti.)
(Punto.)
(Non tirate fuori “l’allenatore nel pallone” che vi mando affanculo per direttissima).
(Detto questo, fate voi gli sforzi che volete per trovare un aggancio con quanto sto per scrivere adesso, che se c’è una cosa che non manca di scorrere durante certe visite di famiglia è la grappa e adesso non ho troppa voglia di impegnarmi).
Fatto sta che verso la fine del film che dicevo prima mi è venuto da pensare che Pato è la perfetta metafora del Milan di quest’anno. Non solo, non è una metafora, è un’emblema.
Guardi il Milan e vedi Pato, guardi Pato e vedi il Milan.
Funziona così.Se si risveglia lui, il precoce campione caduto in disgrazia, si risveglia la squadra. Altrimenti addio sogni di gloria. Non vedo alternative.
Pato è il Milan. Ha gli stessi problemi di fiducia, gli stesso problemi mentali e financo gli stesso problemi di ruolo.
Se Allegri vuole salvare la stagione della squadra (oltre che la sua carriera) deve salvare il soldato Pato e riportarlo ai livelli di un paio di anni fa. Altrimenti tanto vale che si rassegni ad un fallimento. Come possa farlo non so (se lo sapessi domani mattina non dovrei svegliarmi troppo presto per andare in ufficio), spero che prima o poi lo sappia lui.
Di questo sono convinto e su questo scrivo qui, stasera, sotto i fumi dell’alcool.

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