Ciao papa ciao.

Cosa non si fa pur di far parlare di sé. Le dimissioni nella settimana del festival di Sanremo. In piena campagna elettorale. A poco più di una settimana da Milan-Barcellona (questa interessa soprattutto a me).
Roba che gli spin doctor del berlusca si staranno mangiando le mani per non averci pensato loro per primi.. Peccato (per il berlusca, non per noi) che non avesse nulla da cui dimettersi, altrimenti lo avrebbe fatto anche lui. Per amore di patria ovviamente. Un gesto sofferto ma necessario, fatto con grande spirito di sacrificio. E qualche lacrimuccia sulla testa del cagnetto.
Io a dire il vero un’idea ce l’avrei anche, per recuperare il campo sulle prime pagine dei giornali. Potrebbe confessare tutto, costituirsi, autodenunciarsi, vuotare il sacco.
Non so se si capisce cosa intendo.
Ma torniamo al papa. Dopo secoli in cui le dimissioni venivano date solo post mortem, finalmente uno che se ne va sulle sue gambe. Una bella novità, verrebbe da dire. Uno slancio di modernità che certamente piacerà ai teorizzatori della noia del posto fisso. Visto? È una pretesa che non esiste più neanche per i papi, figuriamoci per un impiegato di basso livello o per un addetto al call center.
Certo, diciamo che sia durante che dopo i benefit sono un po’ diversi. Ma non occorre stare sempre a sottilizzare su tutto. Bisogna essere flessibili, soprattutto mentalmente.

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