Inseguendo una libellula nel prato, calciomercato.

Direi che ormai è evidente che le redini della gestione del Milan sono tornate in mano al dirigente pelato più titolato al mondo.
Se effettivamente Culo di Legno se ne andrà (si sa che tutto è passibile di smentita fino a che non è realmente successo, e in casa Berlusconi spesso anche dopo), secondo me la scelta del nuovo allenatore è caduta su Inzaghi non per le sue doti umane, né per le sue capacità da allenatore, ma solo perché è la scelta meno contestabile in assoluto da parte dei tifosi.
Ci saranno mugugni per l’incomprensibile allontanamento di Seedorf, magari qualche striscione, ma nulla di eclatante. Quale milanista contesterebbe superpippo?
Francamente però, spero che il buon Pippo non me me voglia, non capisco chi o cosa glie lo abbia fatto fare. Galliani si aspetterà certamente, immagino, di avere a che fare con una persona più malleabile di Seedorf e se anche così non fosse, a prescindere da quali siano le garanzie che gli sono state promesse, nulla vieta che tra un anno, se non addirittura tra sei mesi, si possa ripetere la stessa situazione.
Senza contare che difficilmente gli verrà fornita una squadra più competitiva (ma sarebbe meglio dire meno scarsa) di quella che si è ritrovato Seedorf a gennaio e che quindi anche per il prossimo anno non ci sarà da aspettarsi chissà quale risultato.
Poi magari Inzaghi si rivelerà un genio della panchina, capace di riacciuffare la Champions League e mettere tutti d’accordo sotto la grande bandiera dell’amore rossonero. Ma mi permetto di non sperarci troppo.
Lasciamo però perdere la questione allenatore, sulla quale ci sarebbe da scrivere un trattatello molto lungo e molto penoso.
Adesso si apre la questione del calciomercato. E se abbiamo sparso lacrime finora, non credo che ci sarà da divertirsi neppure da qui in poi.
Inutile girarci intorno, i segnali sono chiari e inequivocabili. Non ci sono soldi. E quando l’acqua scarseggia la papera non galleggia.
Per cui prepariamoci ad una nuova estate di nomi buttati a casaccio da qualche giornalaio compiacente per poi sentirci dire che il vero grande acquisto è il rientro di Matri.
Se fino all’anno scorso il Milan si gasava sentendo la musichetta della Champions, adesso la musica è cambiata. Si passa direttamente all’ultimo singolo di Caparezza, che potrebbe essere direttamente adottato come sigla ufficiale, soprattutto per le trattative di mercato: non me lo posso permettere.
Ovviamente sentiremo fino alla noia ripetere che prima di comprare bisogna vendere, e dato che questo è un bel problema prepariamoci ad assistere pacificamente alla cessione dei pochi prezzi pregiati che abbiamo in rosa, Balotelli, El Shaarawy e De Sciglio in primis, ma magari anche De Jong e qualche altro giovane, tipo Saponara e Cristante che verranno mandati a “farsi le ossa” (che fa rima con far cassa). Cessioni alle quali non seguiranno grossi acquisti. I giocatori che fanno la differenza costano. Non ce li possiamo permettere.
Mexes potrebbe essere svenduto in nome della riduzione del monte ingaggi. Se si trova qualche squadra disposta a sobbarcarselo. E questo sarebbe il minore dei mali.
Honda, in una nazionale costruita intorno a lui, farà un discreto mondiale e diventerà improvvisamente l’acquisto del secolo. Rassegnamoci.
Quanto a Robinho, mi sa che arriveranno offerte talmente basse che alla fine anche lui diverrà uno degli acquisti per la prossima stagione. Al pari di Muntari e Essien.
Sarò ovviamente molto contento se fossi smentito dai fatti, ma temo che queste infauste previsioni siano più o meno le stesse che purtroppo stanno facendo tutti i tifosi, evoluti e non evoluti.
Quanto al mercato in ingresso, direi che anche qui c’è poco da inventarsi. Il riscatto di Ramì e Taraabt non ci sarà. Non almeno per entrambi. Già adesso pare che Galliani stia cercando di ottenere forti sconti rispetto alle cifre che lui stesso aveva pattuito pochi mesi fa. Le opzioni verranno fatte scadere e i giocatori andranno da chi offre di più, e non sarà il Milan. Non ce lo possiamo permettere.
Però a metà estate i soliti giornalisti compiacenti scopriranno che la coppia centrale Bonera-Zapata è una delle più forti del campionato.
Ceduto De Sciglio (un sacrificio necessario per il bene della squadra, ovviamente) potrebbe forse arrivare un terzino di ruolo, ovviamente un giovane trentenne preso a parametro zero.
Oppure potrebbe essere la volta buona che vediamo cosa sa fare Didac Vilà. Ma temo che in caso di una qualsiasi offerta dalla Spagna sarà ceduto definitivamente anche lui.
E quindi? Beh, dato che lo scambio Santon-Costant è una roba che fa ridere già mentre la scrivo, avremo per un altro anno il sosia di Alf a imperversare sulla fascia sinistra e a scambiarsi palle lunghe con Abate sulla destra.
Per il portiere siam a posto per almeno un decennio. Abbiamo già preso Agazzi. No, dico, Agazzi.
Per tutti gli altri reparti il motto sarà lo stesso, non me lo posso permettere.
Se andrà bene forse verranno risolte a nostro favore le comproprietà di Poli e Paloschi, altrimenti ci dovremo accontentare di Essien e Matri.
Per non parlare poi di tutti quei fenomeni parastatali, cito solo Nocerino e Niang per non spararmi nelle palle, che abbiamo cercato di rifilare in giro per l’europa e ci verranno rispediti con tanti complimenti.
Altri nomi non me ne vengono in mente, per ora. Ma è colpa mia, non ho sotto mano un elenco di campioncini della scuderia di Raiola che improvvisamente potrebbero diventare sensazionali colpi di mercato.
Brace yourself, winter is coming.

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