La finale del mondiale

Poteva mancare un post sulla finale delle finali del mondiale dei mondiali del calcio dei calci?
Forse anche sì, dirà qualcuno, ma chi se ne frega. Vi ho rifilato la mia pregiata opinione anche su partite inutili o brutte (qualsiasi riferimento alla nazionale italiana è da considerarsi non casuale), non vedo perché far mancare questa.
Cominciamo col dire che essendo una finale in cui giocavano i tedeschi la partita è iniziata puntualissima. Saranno anche piccole cose, ma sono quelle che alle volte fanno la differenza.
Possiamo poi tranquillamente dire che il primo tempo è stato un bel primo tempo, abbastanza emozionante, seppur scevro di marcature. Germania più squadra. L’Argentina che dipende molto da Messi ma non ha paura e si fa vedere (Questo l’ho scritto perché è previsto nel regolamento dei commentatori mondiali dei mondiali).
La Germania è partita con maggior iniziativa, ma si è visto che gli argentini hanno avuto il permesso di sudare (creando a lungo andare problemi non preventivati ai tedeschi, forse di respirazione). 
Le occasioni non sono mancate, né per i crucchi né per i sudamericani, ma la palla non è voluta entrare e quando è entrata il gol non era valido (bravo l’arbitro italiano, orgoglio italiano del calcio italiano, VIVA L’ITALIA, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO).
0-0, ma non di quelli tipo due palle.
Certo, tutti quei quasi gol avranno generato un’ordalia di bestemmie tale che conosco almeno uno stato in cui tutti rischiano la scomunica di massa. Per non parlare poi di Argentina e Germania.
Che poi, mi son chiesto, chissà come suona un bestemmione in tedesco. Deve essere una roba tale che se uno non c’è abituato gli si sloga la mandibola. Deve essere per questo che i tedeschi non sono noti per essere dei gran bestemmiatori. E quei pochi che ogni tanto tirano una saracca si riconoscono per la particolare conformazione del volto a forma di tedesco cattivo (meglio non fare esempi).
Secondo tempo non dissimile dal primo tempo. ancora una volta Germania più squadra e Argentina che dipende molto da Messi. Qualche momento di nervosismo in più, ma ci sta. L’arbitro italiano (orgoglio italiano del calcio italiano, VIVA L’ITALIA, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO, ARBITRI CAMPIONI DEL MONDO) comunque ha gestito la partita con inflessibile rigore e, severo ma giusto, ha tirato fuori qualche cartellino ma rigorosamente ad minchiam, per non turbare nessuno.
Sicuramente durante l’intervallo qualche giocatore si sarà scaricato la vescica. Dicono che, come suo solito, Messi abbia scaricato anche qualcos’altro. E non sto parlando dell’IVA. Si vede che non aveva aspettato le consuete due ore dopo aver mangiato prima di entrare in campo. E sì che il vecchietto in panchina mi pare uno attento a queste cose. Sono le basi. Le basi, cazzo.
Da notare l’ingresso dopo l’intervallo del genero di Maradona al posto di non so chi per l’Argentina. D’altronde per l’Argentina l’unico che conta è Messi, gli altri non è necessario sapere come si chiamano.
Peccato che nel secondo tempo ancor più che nel primo Messi si sia spesso nascosto chissà dove. Comunque, ancora una volta le occasioni da gol sono fioccate come le nespole e ancora una volta le diverse occasioni da gol non si sono concretizzate, per cui si sono resi necessari i tempi supplementari.
0-0, non di quelli tipo due palle ma insomma, quasi quasi, sarebbe anche ora di darsi una mossa.
Dato che nel intervallo prima dei supplementari nessuno è rientrato negli spogliatoi direi che questa volta nessuno si è scaricato la vescica. Né altro. Son cose.
Il primo supplementare è partito subito con una raffica di occasioni da gol non realizzate. tanto per cambiare. E come è partito è finito. Col solito corollario sul quale è inutile soffermarsi.
0-0 di quelli che “e basta, cazzo, che domani c’ho la sveglia alle sette. Vi volete decidere o no!”
Nel secondo supplementare, giusto per fare qualcosa di diverso, alcuni giocatori delle due squadre hanno cominciato anche a prendersi un po’ a testate. Ma anche qui la cosa è finita senza esiti risolutivi per nessuno. L’arbitro italiano (vedi parentesi precedente) ha deciso di non vedere, così si fa prima.
Il copione intanto non è cambiato: occasioni sprecate di qua e di là, gente che sviene un po’ a caso e poi si riprende, Messi nascosto chissà dove. Ormai sembrava chiaro che ancora una volta ci sarebbe toccata la lotteria dei rigori.
Fino a quando un ragazzino che di nome si chiama Mario e di cognome fa Goetze è riuscito a buttarla dentro. Gol per la Germania. Anche un gran gol bisogna ammettere, da parte di uno che a 22 anni viene etichettato da tempo come grande prospetto per il calcio, ma nel frattempo fa panchina (faceva, direi) sia nel Bayern che in nazionale. Maledetti crucchi.
Seguono scene di giocatori argentini che tentano alla disperata di fare un gol, bimbi argentini che piangono, bimbi tedeschi che esultano con la bocca impastata di würstel, tedeschi che si ubriacano fino alla soglia del coma etilico e poi invadono un paese a caso.

Mondiale finito.
Ciao a tutti.
Maledetti crucchi.

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