Inseguendo l’uccello padulo nel prato, calciomercato (fate voi la rima con padulo)

Non so se bearmi per la mia lungimiranza nella parte finale del post precedente. Francamente avrei di gran lunga preferito non azzeccarci ancora una volta.
La cessione di Balotelli a 20 milioni di euro è una cagata pazzesca, sia dal punto di vista economico che da quello calcistico. Punto.
Personalmente io sono tra i pochi che ritengono che sarebbe stato un errore anche a cifre sensibilmente più alte, una squadra che vuole vincere non si priva del suo giocatore migliore, a meno che non sia per prendere qualcuno ancora più forte. Ma per 20 milioni di euro quella di oggi è un operazione di mercato assurda che serve a ben poco, a meno che non si voglia dare credito alle voci ricorrenti su presunte creste da parte di qualcuno.
Non serve a rimpinguare le casse del Milan, visto che non c’è nessuna plusvalenza, e soprattutto non servirà a rinforzare la squadra, perché pur con tutti i suoi (tanti) difetti caratteriali Balotelli in una stagione e mezza al Milan ha segnato 30 gol, oltre a quelli che ha fatto segnare, per di più giocando in uno dei Milan più scarsi degli ultimi 20 anni.
Per 20 milioni di euro non se ne trovano altri così (non è del tutto vero, ne ha appena trovato uno il Liverpool). Forse non se ne trovano neanche per 30. A Liverpool certamente c’è chi si starà baciando i gomiti per l’affare fatto, mentre qui da noi c’è anche chi invece sostiene che l’affare l’avrebbe fatto Galliani.
Chi ci guadagna in questo presunto affare?
Non certo il Milan. Sicuramente Raiola. E poi?
Probabilmente il Liverpool, che si porta a casa un giocatore che potrebbe fare la differenza, che probabilmente la farà e che, dovesse anche andar male, avrà preso a prezzi di saldo.
Forse anche Balotelli, non solo dal punto di vista economico. Tornerà a giocare in un campionato di livello maggiore del nostro, dove finalmente non si troverà per 90 minuti circondato solo da difensori che mirano a portarsi a casa un pezzo delle sue caviglie e da tifosi avversari che lo bombardano ininterrottamente di cori razzisti. E magari troverà un clima un po’ diverso anche fuori dal campo, visto che, grazie a certi suoi atteggiamenti, ma secondo me soprattutto a causa di una martellante campagna stampa, Balotelli era ormai diventato il giocatore più odiato d’Italia, l’unico colpevole del fallimento al mondiale, come se la nazionale tolto lui avesse mostrato un gioco brillante e sfavillante, oltre che di un’altra infinita serie di colpe varie.
Non che i giornali inglesi gli abbiano mai risparmiato niente,  ma sarà comunque tutto diverso.
A lui non posso che augurare di far ricredere tutti sulle sue capacità. Io sono convinto che ci riuscirà e che molti che adesso si esaltano per la sua partenza si pentiranno.
Resto convinto che ci sta rimettendo, adesso, non solo il Milan ma tutto il calcio italiano.
Quindi vediamo quale futuro radioso pare che ci aspetti: se l’affare va in porto – sottolineo il se perché il Torino ha chiesto inizialmente 25 milioni, non è detto che accettino di prenderne solo la metà e non è detto che qualche altra squadra non possa offrire di più – almeno 12 milioni verranno  spesi per prendere Cerci, che l’anno scorso ha fatto un campionato eccezionale, ma a parte gli ultimi due anni nel Torino in carriera ha sempre frequentato più le panchine e la tribuna che il campo.
Resterebbero  8 milioni, che secondo la stampa potrebbero essere usati per prendere Pandev e Dzemaili. Ripeto, Pandev e Dzemaili.
Finora non mi pare di aver visto nomi tali da pensare che la squadra possa essere migliore di quella dell’anno scorso.
Poi ci sono i nomi di fantasia, quelli fatti per scrivere righe sui giornali ma che costano troppo.
Tipo Jackson Martinez,  27 anni, che però ha una clausola rescissoria di 30 milioni. Già me lo vedo Galliani chiamare il presidente del Porto e proporgli un prestito con diritto di riscatto a 10 milioni in 26 rate senza cambiali.
E poi ci sarebbe questo Rabiot di cui parlano oggi i giornali, ma ammetto la mia ignoranza, non lo avevo mai sentito nominare prima. Però è del ’95. 19 anni, troppo giovane per il progetto giovani. E poi con che soldi lo prendono?
Alla fine l’ipotesi più probabile è che salti fuori il solito giocatore a parametro zero, oppure la butto lì, potrebbe pure tornare Borriello, sempre per quella storia che certi amori non finiscono, etc.
Teniamoci stretti amici, l’inverno sta arrivando.

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5 thoughts on “Inseguendo l’uccello padulo nel prato, calciomercato (fate voi la rima con padulo)

  1. La cessione di Balotelli ha una sua logica sportiva (ci sono calciatori più bravi di lui) ed economica (non vale quello che guadagna), ma in questo Milan era il giocatore migliore e la sua cessione può essere accettata solo se finalizzata a rafforzare la rosa.
    Ma siccome sappiamo tutti che fine faranno i 20 mln di Balo (la stessa fatta dai mln ricavati vendendo Ibra e Thiago o, prima ancora, Kakà), allora io avrei tenuto supermario perchè tra nessuno e Balotelli è pur sempre preferibile il pazzoide bresciano…

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    • Concordo, ma mi punge vaghezza di fare una precisazione: la cessione di Balotelli avrebbe avuto una sua logica sportiva ed economica, se fosse servita ad acquistare giocatori più bravi di lui (o anche meno bravi, magari, ma utili alla causa), ed avrebbe avuto una sua logica economica se fosse servita ad incassare un gruzzolo ben più consistente. Prima del mondiale si parlava di 30-35 milioni, venderlo allora ed a quelle cifre avrebbe avuto senso. Non mi sarebbe piaciuto lo stesso, ma avrebbe avuto senso. Soprattutto se i soldi fossero stato spesi per rinforzare la squadra.
      L’operazione di ieri, proprio per quello che dici tu, non ha effettivamente senso.
      A parte quello di accontentare un’opinione pubblica italiana che odia Balotelli ben oltre la gravità dei suoi comportamenti.
      Ecco, adesso abbiamo mandato via il lupo cattivo, potremo finalmente uscire dalle nostre case e presto finirà anche la crisi, e tutto questo grazie al buon cuore di Galliani.

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      • Dico che concordo. Faccio solo un’aggiunta. Balotelli è stato abbondantemente aiutato a disattendere le attese. Perché se veramente il tuo gioco si basa su un unico attaccante che deve risolvere tutto, giochi per lui, gli fai arrivare mille palloni in tutti i modi, o almeno ci provi.
        Invece l’Italia giocava regolarmente all’indietro, o in orizzontale. Anche quando c’è stato da tentare il recupero (e Balo non c’era).

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