Il calciomercato come non l’avete mai visto 1

Parlando da milanisti l’ultimo mese è stato scoppiettante e frizzantino come non ne ricordavamo da tempo, signora mia. Lasci che le spieghi cosa gira nella cabezza di alcuni di noi tifosi poco evoluti.
In pochi giorni siamo passati dalle figure demmerda cosmiche di zio Fester, che annunciava acquisti di giocatori per sentirseli smentire dai diretti interessati solo poche ore dopo, ad una serie di acquisti, e di cessioni e/o mancati rinnovi, da far quasi girare la testa. Tant’è che rischio di dimenticarmi qualcuno.
Cominciamo dai nuovi arrivati, che da qualche parte bisogna pur partire. Se le ricorda, signora mia, le parole d’ordine degli ultimi anni? No?
Male, sono quelle lanciate direttamente dal presidentissimo, mai scordarsele. Erano:

  1. il Milan ai Milanisti
  2. progetto giovani
  3. un Milan di italiani

E infatti la prima cosa è stata prendere un allenatore interista e Serbo. Poi sono arrivati Bertolacci (giovane e italiano), e qui le parole d’ordine sono state tutte rispettare, quindi Carlos Bacca, ventottenne  Colombiano, vabbè, poi Luiz Adriano, ventottenne brasiliano, rivabbè (28 is the new 18), poi Jose Mauri, ventenne italoargentino (fuochino), oltre a tutti i ritorni dai vari prestiti in giro per il mondo, tra cui mi piace ricordare Niang, e un po’ meno mi piace ricordare Matri.
Ma non solo; si tratta per il grande ritorno di Ibra, Svedese e ultratrentenne, e qui signora mia le tre parole d’ordine vanno proprio in vacca. Si salva solo, in parte, la prima, che Ibra ha un suo posto d’onore nel cuore di noi milanisti poco evoluti.
Lasciando perdere le considerazioni sul reale impatto in campo dei nuovi acquisti, che faremo solo dopo averli visti giocare un numero congruo di partite, non si può non essere lieti per il fatto che finalmente vengono messi sotto contratto giocatori non a fine carriera.
Veniamo alle cessioni. Non può mancare un commosso saluto per chi non ce l’ha fatta a farsi rinnovare nuovamente il contratto. Sto parlando di Essien e Bonera, oltre allo svincolato Muntari. Tre nemici persi in un colpo solo, non so se il mio cuore può reggere a tanta gioia.
Ce l’ha fatta, per motivi che ignoriamo, Mexes. Ma questo mi rende più facile la vita per l’anno prossimo. Uno da insultare ce l’ho già bello pronto e impacchettato senza sforzo alcuno.
Ci sono anche un po’ di zavorre che inopinatamente (e fortunatamente, per noi) hanno trovato altre squadre disposte ad accollarsele, tipo Birsa e Rami, e qualche giocatore preso in prestito e restituito al mittente.
Un saluto un po’ più commosso lo merita Pazzini, che se non altro la buona volontà ce l’ha sempre messa.
Discorso a parte (meriterebbe un post tutto suo e non è detto che non lo scriva, prima o poi) per El Shaarawy. Era la grande speranza bianca, l’uomo del rilancio del Milan, il futuro, il l’incarnazione delle tre parole d’ordine. Adesso è, se va bene, una plusvalenza come tante. Vittima forse delle troppe pressioni, sicuramente dei troppi e troppo lunghi infortuni e delle troppe voci. Auguri faraone. Un po’ ci mancherai.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...