Tutto è bene quel che comincia in merda

Tutto il buono visto col Perugia è scomparso ieri sera contro la Fiorentina. Si sapeva che lo spessore degli avversari sarebbe stato decisamente diverso, per cui direi che è presto per agitarsi e stracciarsi le vesti.
Diciamo che la partita di ieri ha confermato quel che sapevamo. Serve un centrocampista pensante, che detti i ritmi e faccia girare la palla. Ruolo che non può essere coperto da Bonaventura o da Bertolacci.
Oppure serve uno come Ibra, che da solo riesce a far girare le partite come vuole lui.
Non getterei la croce addosso su Ely né su Romagnoli. Ha ragione Mihajlovic, la partita l’abbiamo persa a centrocampo.   E poi l’esperienza si fa anche con seratacce come quella di ieri. Serataccia in cui,peraltro non sono stati aiutati dall’arbitro.
Ma non voglio parlare dell’arbitro. Parliamo del Milan.
Ecco le mie personalissime pagelle.

Diego Lopez: 7 – Sette per una partita in cui ha preso due pere? Sette? Sì, certo. Perché almeno in altre tre occasioni ha dimostrato che senza di lui le pere sarebbero state quattro o cinque. E sì, le due pere le abbiamo prese, ma una su un missile su punizione e l’altra su rigore.

De Sciglio: 5,5 – Dopo Perugia si sperava in qualcosa di più. Ma se ripenso agli ultimi due anni direi che una certa ripresa si vede. Certo, se smettesse di avere quello sguardo da bambino spaventato magari riuscirebbe anche a non sembrare un bambino spaventato e a non giocare come un bambino spaventato.

Rodrigo Ely: 5 – A rigor di logica a uno che è riuscito a farsi espellere per doppia ammonizione in 35 minuti bisognerebbe dare un 4 secco e un biglietto di sola andata per la tribuna. Ma a parte il fatto che comunque i due falli per cui è stato cacciato sono segno di una certa difficoltà, le due ammonizioni, soprattutto la seconda, le ha viste solo l’arbitro (di cui non voglio parlare), e se il centrocampo praticamente non esiste non è che puoi fare miracoli. Per cui gli do un punto in più sulla fiducia.

Romagnoli: 5,5 – Anche a lui mezzo punto in più perché alla fine sì, sarà pure mister 25 milioni, ma se davanti invece che un centrocampo hai una immensa pianura erbosa in cui gli altri scorrazzano come cervi a primavera non puoi mica fare i miracoli. Il rigore, visto e rivisto alla nausea, secondo me è un’altra invenzione dell’arbitro, di cui non voglio parlare. Certo che l’intervento era pericoloso, e infatti è successo quello che è successo.

Antonelli: 5,5 – Fa i suo mestiere, come uno che conosce il suo mestiere. Non so fino a quando potremo farci bastare il fatto di avere un terzino sinistro di ruolo nel ruolo del terzino sinistro, ma per ora va così.

Zapata: 5,5– Forse ci stava anche un 6, ma abbiamo comunque perso, per cui no. Non ha fatto danni, a quello ci hanno pensato altri.

Bonaventura :5,5 – Francamente a me è sembrato uno che giocava fuori ruolo. Cosa che peraltro capitava spesso anche lo scorso campionato. Solo che in una squadra che neppure immaginava cosa fosse avere un gioco riusciva comunque ad emergere. Adesso che si tenta di costruirlo, un gioco, ci vuole qualcosa di più.

Bertolacci: 5 – Boh. Quando è arrivato sembrava che fosse un mammasantissima del centrocampo. Visto ieri e settimana scorsa, non sono ancora riuscito a capire che giocatore sia.

De Jong: 5 – Due cose deve fare: scardinare palloni e terrorizzare avversari. Ieri sembrava che non ci fosse in campo.

Honda: 5 – Vabbè, si potrebbe giustificare dicendo che non ha avuto l’occasione di incidere visto che ha dovuto lasciar posto a Zapata, ma in realtà prima della sostituzione non ha fatto vedere nulla.

Nocerino: s.v. – Se lui è quello che entra per cercare di cambiare una partita storta siamo a posto.

Luiz Adriano 5,5 – Isolato là in fondo, in attesa di ispirazioni che non arrivano. Non so, ma mi dà comunque l’idea che se arrivasse davvero Ibra si ritroverebbe presto isolato in fondo alla panchina. Spero di sbagliarmi.

Bacca: 5 – Stesso discorso di Luiz Adriano, con la differenza che lui è arrivato per fare la differenza. Per cui mezzo voto in meno.

Cerci: sv – Povera bestia.

 

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