Neurobasket 2015 Italia -Spagna

Che notte, Che botte quella notte!
Mi ricordo di sei mascelle rotte:
ho un sinistro da un quintale,
ed il destro, vi dirò,
solo un altro ce l’ha eguale
ma l’ho messo KO

E’ da un po’ che non scrivo di basket da queste parti. E forse potrei risparmiarmelo anche stavolta, potreste commentare voi.  Ma ieri sera è successa una cosa che, agli impallinati della palla a spicchi, resterà appiccicata alla memoria per un bel pezzo.
Ma facciamo un piccolo passo indietro, a favore di chi invece ci capisce poco e segue solo gli interregionali di uncinetto.
Sono in corso i campionati europei di basket, in Germania. Quest’anno partecipa anche l’Italia, evento non scontato dato il rendimento “altalenante” (in realtà tra lo scarso e il pessimo, con punte di decenza appena sfiorate) della nostra nazionale degli ultimi anni:
ottavi agli europei del 2013, diciassettesimi a quelli del 2011, neanche qualificati per quelli del 2009, non qualificati alle olimpiadi del 2008 e del 2012, non qualificati ai mondiali del 2010 e a quelli del 2014
Gli europei sono importanti già di per se, ma poi valgono anche per la qualificazione alle prossime olimpiadi, per cui non sono un torneino da sottovalutare.
Dicevamo che c’è anche l’Italia. Non solo; non è tra le favorite in assoluto, ma neppure è considerata una squadra materasso. Diciamo che, sulla carta, è data tra le possibili piazzate, a scanso di sorprese, e che dà finalmente la sensazione di potersela giocare, dopo anni di magre figure.
I giocatori ci sono. C’è un bel mix di giovani talenti e giocatori di esperienza. Ci sono tre giocatori NBA (il Gallo, il Mago e il Beli) (sta cosa dei soprannomi alle volte…) e altri che in NBA ci sono passati (Datome) o quasi certamente ci passeranno in futuro (Gentile, magari anche Della Valle). Soprattutto è una squadra che, come dicono gli intenditori, ha tanti punti nelle mani.
Però, prima della partita di ieri sera contro la Spagna (mica pizza e fichi), non è che avessero impressionato.
Sconfitti, anche se di misura e in rimonta dopo un primo tempo inguardabile, dalla Turchia. Vincenti, ma soffrendo francamente ben oltre il lecito, contro l’Islanda. L’Islanda, l’equivalente cestistico di Malta o San Marino, senza voler mancare di rispetto a nessuno.
Il problema, al di là dei risultati, era quello della sensazione che dava vedere giocare la squadra.
La sensazione era quella di vedere una squadra non squadra, che si basava in attacco sulla vena dei singoli ed in difesa sulla vena dell’attacco. Della serie “che difendiamo a fare, tanto segniamo quando vogliamo”.
Ieri, alla prima vera partita importante, ho visto qualcosa di molto diverso.
Non sono in grado e non voglio neppure tentare di approfondire gli aspetti tecnici della partita di ieri. Né ho voglia di parlare dei singoli, anche se posso dire che mi sono venuti i lucciconi a vedere finalmente il vulcaniano così in forma e determinante.
Ho visto finalmente difendere con intensità. Ho visto tutti i giocatori in campo fare o tentare di fare tutto quello che potevano a favore della squadra.
Ho visto soprattutto l’Italia vincere contro una squadra più forte (ma ieri non è bastato). Di più, ho visto la squadra, che temevo di vedere in campo con la paura di essere schiacciata, giocare con una forza mentale e fisica che veramente fa ben sperare. E soprattutto li ho visti giocare così per tutta la partita.
Adesso però c’è la Germania. Quella di oggi è diventata, dopo ieri, la partita fondamentale per il passaggio del turno. Oggi sapremo se la vera Italia è quella di ieri o quella delle prime due partite.

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