Il risveglio della forza

Mai, mai, e sottolineo mai decidere di dare solo una piccola regolata alla barba la domenica mattina, prima ancora di aver preso il primo caffè, soprattutto se hai pure un po’ fretta perché hai preso i biglietti per Star Wars alle 11. Può succedere che ti distrai un attimo sulla regolazione della macchinetta e invece che dare una regolatina sembra che tu abbia tirato un fendente con la spada laser.
Risultato: una schiera di santi tirati giù dal calendario e la barba che l’ultima volta che l’ho avuta così corta c’era ancora la lira.
Detto questo ne approfitto per dire due cose sul film, visto che ci sono, evitando ovviamente qualsiasi tipo di spoiler.
Mi è piaciuto? Sì. Ma non so quanto faccia testo. C’è sempre il rischio che, da buon fan della prima ora, uno le cose se le faccia piacere di forza pur di non vedere deluse le proprie aspettative (ma direi che non è questo il caso).
E’ piaciuto a chi era con me? Sì, anche alla piccoletta che, a dire il vero, prima non era molto entusiasta all’idea di vedere Star Wars. Non è il suo genere, preferisce le storie di principesse, fate, sirene, pony ed altre cagate del genere. Invece nell’intervallo era talmente entusiasta che non riusciva a stare ferma al suo posto. Buon segno, direi.
Che dire? La sensazione a freddo, è che JJ Abrams, memore delle polemiche dopo il reboot di Star Trek (che, per inciso, a me invece è piaciuto), non abbia voluto tirare troppo la corda con la saga di Star Wars, in questo probabilmente saggiamente consigliato anche dalla Disney. Questo ha consentito di confezionare un film pienamente inserito nella serie, anche più dei tanto criticati episodio 1, 2 e 3 di Lucas.
Un film molto nerd, pieno zeppo di citazioni che hanno provocato piccole scosse di piacere a tutti i fans, me compreso, e di qualche momento da lacrimuccie trattenute a stento.
Oltre ad un momento da lacrimoni solidi e pesanti, forse po’ telefonato, di cui non vi dirò altro.
La sensazione a caldo invece è stata più una roba tipo “era ora, eccheccazzo, quando arriva il prossimo?. Quando arriva il prossimo? Eh, quando arriva?”.
Ecco, direi quindi che la missione di JJ si può considerare pienamente compiuta.
Almeno per quanto riguarda il sottoscritto.
A margine solo poche noterelle finali, che potete anche far finta di non aver letto:

  • Il villanzone, Kilo Ren, sarebbe stato un pelo più credibile se il suo nome non facesse venire in mente, ogni volta che lo si pronuncia, un prodotto dimagrante. Per non parlare poi del fatto che quando si toglie la maschera sembra il gemello scemo (e un filo più brutto) del maestro Zlatan “spacco botilia” Ibrahimovic, ma senza la stessa cattiveria intrinseca nello sguardo.
  • Non vi dirò in che punto del film appare Luke Skywalker, ma una cosa la posso dire: quando l’ho visto ho esclamato “minchia, Paolo Rossi!”. Il comico, non il calciatore.
  • Finalmente anche nella versione italiana hanno usato i nomi originali della saga, Han Solo, Darth Vader, R2-D2, etc.

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