Nomen omen

La squadra di Brocchi.
Battuta abusata ancora prima di poter essere effettivamente utilizzata.
Il problema è che non è questo il problema.
Non è l’allenatore, o gli allenatori. Non sono i giocatori, che per quanto possano essere o non essere “da Milan”, hanno la sola colpa di essere quello che sono. E di essere stato comprati da qualcuno per giocare nel Milan.
Il problema è la società, e per società intendo Silvio Berlusconi.
Il pesce puzza dalla testa.
Spiace dover continuare a infilare banalità una dietro l’altra, ma la situazione lo impone.
Galliani è un falso problema, non esiste come questione in se perché si risolve automaticamente solo se il Berlusca vende il Milan.
Lo stesso dicasi di Barbarella Berluschella. Se il berlusca vende, lei sparisce.
E qui, altra frase fatta, casca l’asino.
Perché trovare uno che si accolli il Milan attuale non è facile. Diventa impossibile se il berlusca insiste con quella sua valutazione esagerata della società.
Però è ormai chiaro a tutti che finché il Milan resterà nella mani della famiglia Berlusconi non ci saranno miglioramenti.
Ora due parole su Mihajlovic. Non sono mai stato un suo grandissimo fan, in parte per il suo passato da giocatore, in parte per il fatto che lo ritenevo, e continuo a ritenerlo, un allenatore da squadra da mezza classifica (in un certo senso, quindi, l’uomo giusto al posto giusto).  Va detto però che con la rosa di giocatori che gli hanno messo a disposizione nessuno avrebbe potuto fare miracoli, per cui pretendere da lui un salto di qualità rispetto agli ultimi tre anni era un mero esercizio di ipocrisia.
Detto questo, secondo me è riuscito a tirare fuori da questa rapa qualcosa che assomiglia molto al sangue, anche se solo a fasi alterne.
La continuità purtroppo c’è stata solo nella mediocrità, con sporadiche partite di maggiore intensità che, in alcuni momenti, ci hanno quasi fatto gridare al miracolo. Miracolo che, probabilmente, è veramente avvenuto, anche se solo in alcune, troppo poche, occasioni.
In ogni caso cambiare allenatore oggi, sempre che arrivi l’ufficialità, secondo me è un errore, perché semplicemente non cambierà nulla.
Per quanto Brocchi possa essere un genio (ammesso che lo sia e noi, comunque, non lo sappiamo), non credo che si possa fare molto di più o molto di meglio di quanto ha fatto finora Mihajlovic.
Quando la maionese impazzisce non serve a niente cambiare la frusta. Bisogna prendere altre uova e ricominciare da capo.
Il Milan è una squadra da ricostruire, in cui si possono salvare forse tre/quattro elementi. Tutto il resto è la solita manfrina inutile.
Ma la prima cosa da cambiare è la società. E per società intendo, come prima, Berlusconi.

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