La ggente, i commenti

Il post “i cretini dei socialini” è uno sfogo, buttato giù praticamente di getto con tutti i pregi ed i difetti del caso, epiteti compresi.
Un po’ come quando senti alla televisione una cosa che ti fa imbufalire e cominci ad insultare lo schermo, fino a quando tua moglie non viene a darti una ciabatta sulla testa.
E’ uno sfogo nato su un blog che, fino a ieri, contava si e no 10 visualizzazioni al giorno nei giorni migliori, quasi sempre delle stesse persone, più qualche sventurato capitato per caso.
Il problema è che improvvisamente quel post ha cominciato a girare ed essere condiviso, soprattutto su Facebook, ed è diventato, come dicono quelli che se ne intendono, virale.
60.000 visualizzazioni in due giorni per l’equivalente della reazione di uno che si è pestato un dito con il martello. Un post in cui inveisco contro l’universo mondo più che altro per sfogare un momento di frustrazione.
Devo dire la verità, questa cosa un po’ mi spaventa, perché temo che se avessi scritto le stesse cose in forma asettica e didascalica, senza sfottò ed insulti, l’attenzione per il post sarebbe stata quella solita. Una decina di visualizzazioni e poi l’oblio.
Mi spaventa perché mi rendo conto che è il segno di un imbarbarimento non solo del linguaggio, ma anche della società, dal quale ovviamente io stesso non posso chiamarmi fuori.
Per non parlare dei tanti commenti ricevuti dal post, sia tra quelli che approvano, sia tra quelli che disapprovano o si sentono chiamati in causa e quindi rispondono agli insulti (ho cominciato io, lo so).
Anzi, parliamone.
Verrebbe da dire che ho visto cose in quei commenti che voi non potete neanche immaginare. Il fatto che invece siano perfettamente immaginabili, perché alla fine ricalcano tutto il campionato già visto migliaia di altre volte, mi toglie anche la soddisfazione della battuta.
Ho pensato a lungo su cosa fare dei commenti. Inizialmente ero dell’idea di pubblicarli tutti, sia quelli positivi che quelli negativi.
Ora, dopo averci pensato un po’ su, ho cambiato idea, per cui ho tolto l’approvazione anche a quelli che già erano visibili.
Uno dei vantaggi di essere il padrone di casa.
Per prevenire quelli che fatalmente grideranno alla censura, la moderazione ai commenti, su questo blog, esiste dalla notte dei tempi. E’ il mio piccolo sfogatoio personale, non sono tenuto a consentire che anche tutti i vostri sfoghi vengano pubblicati. E soprattutto voglio evitare che si crei una guerra tra bande nei commenti ad un mio post.
Non impedisco a nessuno di esprimere le proprie idee o opinioni. Semplicemente non qui.
Non ho cancellato comunque nessun commento, sono ancora lì in attesa di approvazione.
Qualcuno dirà “ecco, hai cominciato tu, insultando metà dell’universo mondo, e adesso non consenti neppure di risponderti!”. Sì. Cioè, no. Semplicemente non qui.
Poi con più calma deciderò anche se vale la pena di mantenere il post o cancellarlo.
Io non guadagno niente col blog, ricevere 10 o 100.000 visite per me è esattamente la stessa cosa, dal punto di vista economico. Dal punto di vista dell’autostima pure, perché se anche dà soddisfazione sapere che tanti leggono una cosa che ho scritto, mi piace molto meno l’idea che sia un post in cui lancio improperi a destra e a manca invece dei tanti, tantissimi post ironici e illuminanti che ho scritto in 13 anni di blog.

P.S: stasera c’è Napoli-Milan, per cui salvo imprevisti dal prossimo post tornerò finalmente ad occuparmi di facezie calcistiche.

5 thoughts on “La ggente, i commenti

  1. Ecco, questa mi è piaciuta mentre i cretini sui socialini proprio n (poi mi sono scocciata e devo ammettere di non averlo letto tutto) molti punti sarebbero anche giusti, mi hanno dato fastidio le parolacce e poi sempre la storia che siamo razzisti. Allora, io voglio che anche da noi vengano solo le persone che scappano dalle guerre e non voglio i giovanotti, voglio le donne,i bambini e gli anziani. I giovanotti stanno nei loro paesi e combattono per avere una nazione libera come ha fatto a suo tempo mio padre che combattendo ha perso quasi 3 dita della mano destra…..

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    • Ma davvero tu pensi di avere diritto di scegliere chi può scappare da una vita di sofferenza e chi no? Di dire ad un ragazzo che non gli è consentito cercarsi altrove una vita migliore altrove e che deve restare a rischiare la vita, o a passare la vita in povertà, perché tu preferiresti così? E ti aspetti che dopo aver dichiarato una roba del genere nessuno ti insulti?

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  2. Sono uno di quelli che hanno condiviso il tuo sfogo. Ci voleva, insulti compresi. Anche io non amo l’insulto facile e senza conseguenze permesso, purtroppo, da questo strumento. E so che i cretini e le merde ci sono sempre stati, non sono aumentati, sono solo più visibili, grazie a questo strumento. Qualche volta però ci sta puro lo sbotto: quanno ce vò, ce vò!!! E alla fine anche questa è democrazia: essere costretti ad ascoltare e sopportare ogni minchiata di opinione becera, e poter rispondere con dei sani insulti, senza finire per spararsi addosso reciprocamente!!! Forza Milan!!

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  3. Sono una nonna di 70 anni che ha sempre cercato di non insultare nessuno e dire parolacce, ma come dice Manfredi di Francesco….quanno c’è vò, c’è vò. In questi giorni mi è venuta la nausea a leggere certi commenti beceri e quando ho letto quello che hai scritto tu mi si è allargato il cuore. L’ho condiviso e pensa un po’, c’è stato chi ha apprezzato e mi ha fatto i complimenti per averlo fatto. Quei complimenti li rigiro a te che l’hai scritto e grazie per aver espresso (anche se in modo colorito) quello che pensavo anche io.

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