Chievo-Milan: 1-3

Come trovarsi secondi in classifica a propria insaputa e vivere felici, almeno per 6 giorni.
Certo, sulla posizione in classifica incidono pesantemente i continui suicidi degli altri, ma importa il giusto. Dopo anni in cui il Milan si sparava regolarmente sulle gengive ogni volta che qualcosa cominciava a girare non dico bene, ma almeno benino, guardare gli altri che fanno la stessa cosa dà un minimo di consolazione. Soprattutto se nel frattempo i tuoi simpatici paladini riescono finalmente a non perdere punti una domenica sì e l’altra pure.
Ora, da qui a immaginare che si possa competere seriamente per il secondo posto fino alla fine, dato per assodato che il primo è già stato assegnato a settembre, mi sembra un po’ presuntuoso. I problemi degli ultimi anni sono stati risolti solo in parte, la rosa è quella che è e non si può pensare di reggere tutto il campionato giocando solo nel secondo tempo. Prima o poi bisognerà tentare di giocare anche una partita intera, per dire.
Ma finora questo nuovo vecchio Milan di Montella un paio di indicazioni positive le sta dando. Lo dimostrano i punti fatti, lo dimostra la classifica, lo dimostra il nostro sorrisetto quando incrociamo tifosi della seconda squadra di Milano.
La prima, e più importante, indicazione, è che il cosiddetto progetto giovani, con cui ci hanno frantumato l’anima per anni senza mai attuarlo né cominciare a provarci, è fattibile. Bastava provarci.
E’ possibile far giocare in porta un diciassettenne al posto di un trentenne. E’ possibile promuovere un ragazzino della primavera in prima squadra e addirittura fargli sostituire il trentenne capitano.
E’ possibile giocare con la squadra più giovane del campionato e battere formazioni infarcite di giocatori d’esperienza, portando anche a casa i risultati.
Altra indicazione da non trascurare è che fortuna audaces iuvat. Tradotto dal latinorum, se provi a tirare in porta hai più probabilità che entri, magari su una carocchia sanguinosa tirata da 40 metri da un centrocampista coi piedi a forma di mattone, o di sponda rimbalzando su un difensore. Se non ci provi mai e pensi solo a tentare di non prenderle, non lo saprai mai, ma soprattutto rischi che i tiri di sponda entrino nella tua porta.
Fino a sabato godiamoci il momento.
Poi sabato sera, non è il caso di farsi troppe illusioni, occorrerà fare qualcosa di più di quanto fatto finora per portare a casa la pellaccia. Se fossi uno che scommette, punterei sul bagno di sangue.
Ma in fondo in fondo una piccola parte di me pensa che sperare non costa niente.

3 thoughts on “Chievo-Milan: 1-3

  1. Stiamo andando oltre le aspettative e le nostre effettive possibilità. Non credo durerà ancora a lungo, tuttavia mi godo pienamente il momento.
    Oltre ai punti che hai giustamente sottolineato tu (largo ai giovani, un allenatore che legge le bene le partite e schiera la squadra con criterio pur avendo scarso materiale a disposizione) c’è un fattore che secondo sta incididendo molto: il cambio di proprietà.
    La consapevolezza che a breve Berlusconi non sarà più il presidente e Galliani il suo plenipotenziario ha determinato due cose secondo me fondamentali:

    1) i giocatori ci mettono un po’ più di garra rispetto all’anno scorso
    2) non ci sono deliranti dichiarazioni di Berlusconi a destabilizzare l’ambiente e mettere in difficoltà l’allenatore

    Speriamo regga!!!!

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  2. ..purtroppo dovevamo essere a corto di -pecunia- per puntare sui giovani…Montella sta riuscendo a plasmarli per bene. Se restiamo umili la champions non è un miraggio.

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