Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

3 pensieri su “Cosa dovremmo dire noi

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