Genova per noi – Milan: 0-3

Mi si nota di più se comincio lamentandomi della sfiga o beandomi per la vittoria?
Oppure potrei cominciare dichiarando il mio eterno amore per Andrij Shevchenko, ma anche per Ibra e, tra un po’, per Messias.

Cominciamo con la sfortuna. C’è che dice che quest’anno andiamo avanti solo a botte di culo. Sul serio, l’ho letto.
L’anno scorso erano i rigori, quest’anno sono le botte di culo.
Abbiamo talmente tanto culo che nello stesso giorno perdiamo prima Bennacer per una labirintite (ma quanti casi di calciatori con la labirintite avete mai sentito, finora?) e poi Kjaer, al primo minuto della partita (legamenti, operazione, stagione finita. Che culo, eh?).
Per non parlare degli altri assenti forzati, giusto per citarne alcuni: Calabria, Giraud, Rebic, Castillejo.

La partita non ha avuto storia, fortunatamente, ma dentro alla partita di storie ce ne sono state. Da quella, ormai arcinota, di Messias, a quella di Gabbia costretto a entrare dopo l’infortunio di Kjaer e sostituito nella ripresa (e qui si capirà se il ragazzo ha il carattere necessario per giocare a certi livelli), a quella di Ibra per cui ormai ci sono ben poche parole, o di Pioli fresco di meritatissimo rinnovo, etc. etc.
Ora non vorrei sembrare melenso, ma lo sport è bello anche per questo, per le storie di chi lo fa, e per le storie di chi lo guarda.

Tutto questo per dire che quando ho visto Sheva un po’ mi sono commosso, e per una volta, mi è un po’ dispiaciuto per un nostro avversario. Ma per poco, poi è passata.

In ogni caso, forza Sheva, ma soprattutto forza Milan, sempre.