I.T.A.P.

Questa campagna elettorale mi ucciderà.
Salvini vuole mettere nel suo programma la riapertura delle case chiuse. Finalmente una proposta di buon senso!
Ok. Però ne facciamo una professione seria, cui possono accedere tutti in base alle proprie aspirazioni. Ovviamente, prima gli italiani. Non sia mai che arrivino masse di extracomunitari a rubarci posti di lavoro nel settore più antico del mondo.
E, direi, con tanto di offerte formative adeguate. Magari ci facciamo su anche un bell’istituto tecnico.

I.T.A.P., istituto tecnico di avvio alla prostituzione.

Sia maschile che femminile. Con tanto di crocifissi nelle classi, come piace alla lega. E niente battute sulla prova orale alla maturità.

Il mondo sarà un posto migliore solo quando sentiremo un buon padre di famiglia, di quelli che comprano Libero o Il Giornale e vanno a messa tutte le domeniche, vantarsi del 100 preso dalla figlia all’ITAP.

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Matteo stai sereno

Non dico la mia sul destino di Renzi solo perché non ce l’ho, una mia da dire.
Il che dovrebbe essere un motivo più che sufficiente, se non fosse che per molti evidentemente non basta.
Non sono un suo fan, non lo sono mai stato. Ma non sono neppure uno di quelli che tirano fuori i canini solo a sentirlo nominare.
Diciamo che sono però uno che pensa che se lui è un male, in questo momento resta il male minore, e che chi lo vorrebbe cacciare a tutti i costi dovrebbe fare il favore di estrarre dal cilindro qualcuno che possa fare di meglio.
Prendete questo post, sostituite Matteo con Vincenzo e Renzi con Montella e rileggetelo facendo finta che abbia scritto due post invece che uno.

Non vi pago

Ci mancava il video del berlusca che minaccia i giocatori del Milan di non pagarli perché gli sponsor non sono contenti.
Lasciamo perdere il fatto che si tratta di un video di qualche mese fa e, se fossi un filo più paranoico, troverei quantomeno sospetto il fatto che salti fuori solo adesso, alla vigilia di una finale contro la Juve.
Lasciamo perdere anche il fatto che la maggior parte di loro forse se lo meriterebbe di non essere pagato, vista la stagione di merda che hanno fatto.
Quello che però mi lascia basito è il fatto che nessuno abbia sottolineato la gravità di un ex presidente del consiglio dei ministri (minuscole volute) che minaccia alcuni suoi dipendenti di non pagarli brandendo come metaforica arma la lunghezza dei processi nel paese che lui stesso ha governato per anni.
Lunghezza dei processi che, peraltro, lui stesso ha spesso sfruttato a suo favore per godere della prescrizione.
Lo so, ormai lo danno tutti per bollito al punto che anche queste cose non vengono più considerate. Ma a me fa schifo lo stesso.

Compagno non temere, ho fatto il mio dovere

Su questo referendum, e sulle trivelle in generale, ho sentito e letto di tutto negli ultimi giorni, sia da parte dei fautori del sì che da quelli del no, o del non voto. Cose vere, cose importanti, cose serie, anche. Ma soprattutto una marea di cazzate, teorie campate in aria, a volte anche vere e proprie bufale.
Alla fine comunque ho deciso.
Da bravo cittadino ho preso la mia tessera elettorale e sono andato al seggio a mettere la mia crocetta. Lasciando perdere tutti i motivi contingenti, la possibilità di fare una cosa così semplice, ma così importante, è costata tanto a tanta gente e non mi va di svaccarla restandomene sul divano.
Poi sul referendum in sè, e sui suoi risultati, e sulle conseguenze, potremmo parlarne ancora per settimane. Ma oggi credo che quella mezzoretta scarsa che ci ho messo ad andare a votare sia stata la più importante in assoluto della giornata.