Liberi e divisivi

Il 25 aprile è il giorno giusto per ricordarci che sì, va bene quasi tutto, ma non proprio tutto tutto. E che il problema di fare di tutta l’erba un fascio non è l’erba, ma il fascio.

Il 25 aprile è quel giorno che se per te non è un giorno da celebrare, sotto sotto sei un po’ fascista. E se sotto sotto sei un po’ fascista, ricordati che è molto più facile essere un po’ fascisti sotto una democrazia (anche se è sbagliato, ma se non l’hai ancora capito non c’è speranza per te) che essere qualunque altra cosa sotto il fascismo. Ed è per questo che celebriamo il 25 aprile.

Il 25 aprile è una giornata divisiva. Serve a separare chi è fascista e chi non lo è. E per ricordarci che non si può essere non fascisti senza essere antifascisti.


Colors

La zona arancione rafforzata mi fa pensare al caffè corretto.
Io capisco che c’è sempre qualcuno cui bisogna lisciare il pelo, ma se sono stati definiti 3 colori, a prescindere da quanto siano fondati i meno i criteri di scelta, a cosa serve poi andare a cercare 50 sfumature di arancione per non passare in zona rossa?
(Per i meno acuti, è una domanda retorica).
Sei in zona gialla? Bene.
Le cose peggiorano? Zona arancione.
Peggiorano ancora? Rossa.
Non che questo mi piaccia, ovvio.
Ma non ne usciremo inventando ogni volta un nuovo modo per piegare le regole che ci siamo appena dati.

Ne usciremo quando saremo riusciti a vaccinare abbastanza persone da creare la famosa immunità di gregge, questo lo sanno ormai tutti.

E’ un bel governo! Un santo! Un apostolo!

Chi si aspettava un governo tecnico, un governo del presidente, un chiamatelo come vi pare, se l’è bellamente presa in quel posto. E devo dire che non è una gran sorpresa.
Personalmente non avevo grandi aspettative, che è un modo per diminuire il rischio di rimanere delusi.
Però.

Però.

Questo sembra davvero un pateracchio senza forma né sostanza frutto di un’applicazione pedissequa del manuale Cencelli.
C’è dentro di tutto, qualche tecnico per fare presenza, vecchi arnesi della politica che fu ripescati da chissà quale sgabuzzino, giovani arnesi inservibili della politica che non sarà mai, uomini e donne di partito con varie sfumature di impresentabilità e per finire in bellezza qualche caso umano che aiuta a tenere su l’audience.

Ora vedremo se Draghi, incassata la fiducia che dovrebbe essere piuttosto ampia, riuscirà a imporre una sua linea o se dovrà chiedere il parere di tutti i partiti anche per scegliere che calzini mettersi la mattina.

Stanotte ho fatto un sogno strano.

Mi è apparso Salvini, avvolto a mo’ di tunica in una bandiera dell’Europa, sul capo una corona di Euro, in mano una effige del Sacro Cuore di Ursula von der Leyen.
Mi ha spiegato che i famosi 40 milioni di Euro non sono più nella disponibilità della lega perché li ha dati tutti in beneficienza a Emergency e Sea Watch.

Mi sa che ieri sera ho esagerato col cren.

Movimento 5scherzavo

Le ultime elezioni hanno messo il parlamento italiano, di fatto, in mano a questa gente qua:

“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi

Un giorno ci verranno a dire che era tutto un enorme scherzo, o un esperimento sociale.

Tutti insieme appassionatamente

Quindi a parte mia nonna, che ha il legittimo impedimento di essere morta da anni, e Giorgia Meloni, che ha il problema di essere nostalgica di un periodo in cui lei non si sarebbe neppure potuta sognare di fare politica, tutti, ma proprio tutti tutti tutti, appoggeranno il Governo Draghi.

Che strano effetto fa l’odore dei soldi.

Marione nostro

Sull’eventuale governo Draghi mi esprimerò quando non sarà più un’eventualità ma una solida realtà.
Ma francamente e un po’ ottimisticamente, io sono convinto che Marione nostro ce la farà, a metterlo in piedi. Se non altro perché si prospetta la necessità di misure draconiane e nessun politico è disposto a metterci la faccia.
Meglio un governo presieduto da un tecnico (ma già ieri qualcuno faceva notare che anche Conte, all’inizio, era presentato come un tecnico), da sostenere facendo finta di non conoscerlo quando farà cose impopolari, per poi sputargli addosso appena si tornerà a votare.

Vi ricorda qualcosa?
Sentite anche voi quell’aria friccicorina, come quella che si respirava prima del governo Monti?

Eroi nel vento

Insomma, pare che non si possa fare a meno di dare un incarico a qualche storico eroe della seconda Repubblica.
Ogni riferimento a Guido Bertolaso in Lombardia è puramente casuale. D’altronde cosa mai potrebbe andare male?
Soprattutto visto l’enorme successo dell’operazione “ospedale fantasma”.
A proposito, se ne sa più qualcosa?