Matteo stai sereno

Non dico la mia sul destino di Renzi solo perché non ce l’ho, una mia da dire.
Il che dovrebbe essere un motivo più che sufficiente, se non fosse che per molti evidentemente non basta.
Non sono un suo fan, non lo sono mai stato. Ma non sono neppure uno di quelli che tirano fuori i canini solo a sentirlo nominare.
Diciamo che sono però uno che pensa che se lui è un male, in questo momento resta il male minore, e che chi lo vorrebbe cacciare a tutti i costi dovrebbe fare il favore di estrarre dal cilindro qualcuno che possa fare di meglio.
Prendete questo post, sostituite Matteo con Vincenzo e Renzi con Montella e rileggetelo facendo finta che abbia scritto due post invece che uno.

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Non vi pago

Ci mancava il video del berlusca che minaccia i giocatori del Milan di non pagarli perché gli sponsor non sono contenti.
Lasciamo perdere il fatto che si tratta di un video di qualche mese fa e, se fossi un filo più paranoico, troverei quantomeno sospetto il fatto che salti fuori solo adesso, alla vigilia di una finale contro la Juve.
Lasciamo perdere anche il fatto che la maggior parte di loro forse se lo meriterebbe di non essere pagato, vista la stagione di merda che hanno fatto.
Quello che però mi lascia basito è il fatto che nessuno abbia sottolineato la gravità di un ex presidente del consiglio dei ministri (minuscole volute) che minaccia alcuni suoi dipendenti di non pagarli brandendo come metaforica arma la lunghezza dei processi nel paese che lui stesso ha governato per anni.
Lunghezza dei processi che, peraltro, lui stesso ha spesso sfruttato a suo favore per godere della prescrizione.
Lo so, ormai lo danno tutti per bollito al punto che anche queste cose non vengono più considerate. Ma a me fa schifo lo stesso.

Compagno non temere, ho fatto il mio dovere

Su questo referendum, e sulle trivelle in generale, ho sentito e letto di tutto negli ultimi giorni, sia da parte dei fautori del sì che da quelli del no, o del non voto. Cose vere, cose importanti, cose serie, anche. Ma soprattutto una marea di cazzate, teorie campate in aria, a volte anche vere e proprie bufale.
Alla fine comunque ho deciso.
Da bravo cittadino ho preso la mia tessera elettorale e sono andato al seggio a mettere la mia crocetta. Lasciando perdere tutti i motivi contingenti, la possibilità di fare una cosa così semplice, ma così importante, è costata tanto a tanta gente e non mi va di svaccarla restandomene sul divano.
Poi sul referendum in sè, e sui suoi risultati, e sulle conseguenze, potremmo parlarne ancora per settimane. Ma oggi credo che quella mezzoretta scarsa che ci ho messo ad andare a votare sia stata la più importante in assoluto della giornata.

Unioni incivili

Personalmente la cosiddetta Legge Cirinnà non mi tocca.
I miei 12 lettori di vecchia data sanno che sono un vecchio porco che ha concupito una fanciulla e l’ha portata a vivere nel peccato, condizione dalla quale al momento non abbiamo intenzione di uscire.
Però capisco le esigenze di chi vorrebbe regolarizzare la sua unione con un’altra persona, anche dello stesso sesso, godendo di diritti (e avendo i doveri) che dovrebbero essere normali in un paese civile. Secondo quelli che riteniamo essere i canoni di civiltà nella parte occidentale di questo mondo ed in questo tempo, ovviamente.
Per cui non riesco neppure sforzandomi a concepire chi ritiene che ci debbano essere, nel suo stesso paese, persone che hanno meno diritti. Soprattutto se questo avviene in nome del Grande Amico Immaginario.
Tutta questa cosa della Cirinnà è ridicola. Per quanto riguarda me basterebbe una norma di una riga che estende il matrimonio civile anche alle coppie omosessuali. Con tutti i diritti ed i doveri che ne conseguono.
Senza dover stare qui a inventarsi qualcosa di nuovo che assomiglia al matrimonio ma non lo è e passare settimane a limare, togliere, aggiungere, correggere, cassare.
Poi chi vuole regolarizzare la sua unione lo fa, sposandosi. Chi non vuole, come il sottoscritto e la Signorina Stakanova, convive e basta.