Ci credo solo se lo vedo

Non è che non mi fidi del berlusca, anzi. Ho una fiducia cieca e totale nel fatto che cercherà ancora di fregarci.
Il dubbio non è se lo farà, ma come e quando lo farà.
Per cui io a questa cosa delle dimissioni annunciate subito dopo la Legge di stabilità, ci credo col consueto beneficio di inventario. Di promesse solenni, giuramenti sulle teste dei figli, contratti, sono pieni gli ultimi 20 anni.
Dopo la Legge di stabilità dirà che prima di dimettersi deve ancora finire di sconfiggere il cancro, e per levarcelo dai coglioni ci vorranno le cannonate.

 

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Silvio vattene

E dai, facci sto regalino, levati di mezzo. C'ho la bottiglia in fresco per festeggiare, niente bunga bunga, una cosa sobria di serena felicità, un po' di vino ed un sorriso ebete che durerà un paio di settimane.
I motivi li conosci, sono gli stessi che ripetiamo in tanti da anni, e che adesso siamo sempre di più a ripetere.
Vattene, lasciaci un po' di aria e dacci questa speranza.

 

Ciao zio Steve


E niente, non so neanche perché sto scrivendo 'ste robe, che io Steve Jobs mica lo conoscevo di persona. Però per noi nerd quarantenni con l'adesivo della mela sulla macchina, e l'iphone, e il mac, e se potessimo anche il frigorifero ed il bidet con la mela, lui non era una persona qualunque.
Innanzitutto perché lui è quello che ha dato forma a molti dei nostri sogni giovanili. Quelli di quando guardavamo star trek e immaginavamo che un giorno quelle cose lì con le lucine che facevano cose incredibili le avremmo avute anche noi.
Se quelle cose adesso le abbiamo è grazie a lui.
Lui era un po' come lo zio che non si fa vedere quasi mai, ma quando misteriosamente appare ti porta sempre un regalo meraviglioso, per cui anche se in realtà non lo conosci tanto bene quando sai che sta per arrivare è sempre come se fosse la vigilia di Natale.
Mi mancherà zio Steve, non posso dire altro.

 

Juve – Milan: 2-0

 Sottotitolo: PIrlo – Galliani: 2-0

Quando una squadra senza Pirlo incontra una squadra con Pirlo la squadra senza Pirlo è una squadra morta.
Quando una squadra che corre incontra una squadra che cammina la squadra che cammina è una squadra morta.
L’analisi della partita di ieri sera è tutta qua. Il bello è che, con una certa dose fortuna e parecchia sofferenza, stavamo quasi riuscendo a portare a casa un pareggio che, visto l’andamento della partita, sarebbe stato tutto oro colato. Ma la fortuna da sola non basta e, soprattutto, ha questa strana caratteristica di girare un po’ dove vuole, per cui se ci aveva un po’ aiutato fino quasi alla fine ad un certo punto è passata dalla parte della Juve consentendo il rimpallo sullo stinco del primo gol e la deviazione millimetrica del secondo.
In ogni caso se dovessi definire il Milan di questi tempi fortunato è l’ultima parola che mi verrebbe in mente. Soprattutto se si guarda agli infortuni.
Però loro correvano, noi no. Loro facevano girare la palla, noi no. Loro hanno tirato in porta, noi no. Non ci sono troppe scusanti in qualunque modo la si guardi. Quello di ieri sera è stato il peggior Milan che abbia visto da parecchio tempo a questa parte, soprattutto per l’incapacità manifesta di tentare qualunque tipo di reazione. Credo che se a gennaio non arriverà qualche innesto utile (non dico il fantomatico misterX, ma almeno qualcosa di meglio di Aquilani e Nocerino) quest’anno dovremo rassegnarci a guardare gli altri che festeggiano.

  • Abbiati: ha fatto un paio di mezzi miracoli, ma alla fine ci poteva fare ben poco. Il secondo gol gli è passato in mezzo alle gambe, ma c’è stata quella mezza deviazione di Matri. Voto 6, perché se ci siamo illusi è stato soprattutto grazie a lui.
  • Bonera: a sinistra non è un granché, ormai si sa. Chiamato a sostituire Abate a destra è stato un mezzo disastro. Spostato al centro a sostituire Nesta abbiamo preso due pere, sarà un caso? Voto 3. Antonini non è stato molto migliore, ha la scusante di aver giocato poco ma dopo una serata così il suo 4 se lo porta a casa pure lui.
  • Nesta: gli anni cominciano a farsi sentire, purtroppo non c’erano alternative, visto che anche Yepes s’è fatto male. Comunque finché è rimasto in campo ha avuto qualche pericolosa incertezza di troppo, voto 4,5.
  • Thiago Silva: un paio di interventi prodigiosi, l’unico insieme ad Abbiati a salvarsi e tentare di salvare la carretta. Ma da solo, ovviamente, non basta. Visto il risultato finale si becca un 6 e via così. Se avessimo sculato il pareggio sarebbe stato da 8.
  • Zambrotta: un ex, in tutti i sensi. Ha fatto appena un po’ meglio di Bonera, ma sarebbe stato quasi impossibile fare peggio. Voto 4.
  • Van Bommel: non è Pirlo, non può neppure provare a far girare la palla come faceva lui. Il suo mestiere è quello di creare un argine davanti alla difesa, ma non ha la mobilità per fare tutto da solo. Voto 4,5.
  • Seedorf: culo di legno all’ennesima potenza. Non riesce a giocare due partite in una settimana, figuriamoci 7 in meno di un mese. Lento, svogliato, incapace di trovare il guizzo per lanciare Ibra. Voto 3,5. Galliani e Allegri: prima o poi qualcuno ci dovrà cosa avevano in mente quando hanno deciso di lasciare andare via Pirlo per tenersi lui. Voto 2 alla coppia.
  • Nocerino: c’è poco da fare, è costretto a giocare anche perché non ci sono alternative, ma ogni volta che lo vedo in campo mi dà la sensazione di correre soprattutto a vuoto. I piedi sono quelli che sono, l’intregrazione con la squadra pure, non sembra per ora un giocatore da Milan. Voto 4. Ambrosini: rientrato dall’infortunio, non poteva farci niente, ma si accomuna anche lui alle sorti della squadra. Voto 5 sulla fiducia.
  • Boateng: vabbé, rientra dall’infortunio. Vabbé, se non gli arrivano palloni giocabili non è colpa sua. Vabbè, l’espulsione è una cagata dell’arbitro, ma lui l’ha aiutato e ci ha messo del suo. Voto 4.
  • Cassano: la bella statuina. Bella poi, è tutto da vedere. A suo favore c’è da dire che non è mai stato una prima punta. Ma col suo talento ci si aspetta sempre e comunque qualcosa di più. Voto 4. Emanuelson: il sospetto si fa man mano certezza, non è un giocatore da Milan. Voto 3.
  • Ibra: mah, ha giocato una partita mercoledì portando avanti la baracca quasi da solo. Ieri però gli avversari erano di tutt’altro spessore e lui è sparito insieme al resto della squadra. Dice che era stanco. Dopo essere stato fermo più di un mese. Stanco. Ma va’ a cagare va’. Voto 4,5.
  • Allegri: non capisco. Mi sembra soprattutto che manchi di coraggio, affidandosi ai vecchi bolliti nella speranza che la classe e l’esperienza bastino. È evidente che non è così. Voto 4.

Milan – Udinese: 1-1

Sottotitolo: la papera il  papero e il faraone

Secondo sottotitolo: e la sfiga poi ci avvolse come il miele

 

Terzo sottotitolo: METTI A PIPPO


Ci sono quelle serate un po’ così, in cui tutto gira un po’ di traverso. Noi in campionato siamo alla terza serata di fila un po’ così.
Si possono (e si devono) riconoscere tutti i meriti di questo mondo agli avversari, soprattutto quando ne hanno, ma l’Udinese di ieri sera non ha fatto praticamente nulla per metterci in difficoltà per almeno 80 minuti, eppure ci siamo ritrovati sotto di un gol grazie ad una papera di Abbiati di quelle che farebbero quasi rimpiangere Dida (no, sto scherzando).
Se poi ti presenti con un solo vero attaccante di ruolo intero e pure questo si rompe quasi camminando (prima o poi Milan Lab dovrebbe essere tirato giù a cannonate) la tentazione di chiamare un esorcista viene.
La giornata di oggi sarà dedicata all’attesa per il bollettino medico sull’infortunio del papero, con la speranza che possa rimettersi in tempo per mercoledì prossimo. In caso contrario rischiamo di giocare la partita di Champions con un solo “attaccante” di ruolo, Cassano.
Alla fine se non altro abbiamo visto El Sharawy all’opera per più di un quarto d’ora (anche se io lo avrei messo dall’inizio in ogni caso) ed è stato un bene, visto che almeno lui è riuscito a buttare dentro un gol.
Perché oltre alla fragilità difensiva, prima o poi bisognerà che qualcuno si occupi anche della quantità di occasioni che regolarmente sprechiamo.
Manca un cecchino. Dovrebbe essere il compito di Pato, quando non è rotto, ma non lo può fare se deve continuare a girare intorno all’area. La soluzione si chiama Pippo, in attesa della guarigione di Ibra. Ieri ha giocato pochi minuti e s’è quasi procurato un rigore.
Sabato sera contro il Cesena secondo me dovremmo giocare con davanti El Sharawy e Inzaghi, un po’ per  evitare il rischio che anche Cassano si rompa (mettiamolo in naftalina e tiriamolo fuori solo mercoledì pomeriggio), un po’ per cercare di sfruttare meglio le occasioni da gol. Anzi, fosse per me farei riposare anche culo di legno e Aquiloni (non è un errore di battitura).
 

Dopo Napoli – Milan

Per un attimo, ma solo per un attimo, avevo quasi pensato di titolare "vedi Napoli e poi muori", ma cè un limite all'uso di luoghi comuni oltre il quale questo blog potrebbe esplodere, per cui ho lasciato perdere. Siccome nulla deve restare impunito ho pensato di farvelo sapere comunque.
Dunque, dopo la partita col Barcellona ci siamo tutti gasati per la ritrovata solidità difensiva del Milan. Che poi uno dice, "solidità difensiva, ma se avete preso due pere?". Sì, solo due pere. Solidità difensiva. Catenaccio.
Ha funzionato. Almeno lì, una settimana fa.
Visto che tre giorni dopo per scrollarsi di dosso la frustrazione il Barça ne ha fatte 8 di pere, ai malcapitati dell'Osasuna, le nostre due sono da considerarsi al momento un ottimo risultato.
Di fatto col Napoli la solidità difensiva non s'è vista, per questo questo e quest'altro motivo. Che non starò ad elencare, perché siamo tutti allenatori nel profondo del nostro cuore e tutti abbiamo una ricetta diversa.
Di fatto la scelta di utilizzare i giocatori esperti (l'esperienza si accompagna all'età) per sostituire altri giocatori esperti e malconci non ha dato grandi frutti.
Forse, ma dico solo forse, l'idea di sfruttare questo momento per sperimentare qualche giovane non sarebbe poi così male.
Son due mesi che ci fracassano i testicoli con Al Sharawy, il campione del futuro, il ragazzino che ha portato il Padova ai playoff, la nuova speranza del calcio galattico; perché non farlo giocare dall'inizio contro l'Udinese, invece che buttarlo in mezzo al campo a partita ormai segnata come contro il Napoli?
E' un'idea, di quelle che vengono ai tifosi quando vedono la propria squadra perdere giocando con gente che passeggia sfiatata in mezzo al campo.
E' ovvio che culo di legno ha ancora un tocco di palla che lévati, ma non regge più di una partita al mese, figuriamoci due in 6 giorni.

 

Barcellona – Milan: 2-2

Come affrontare Mike Tyson nel suo momento di forma migliore (ma credo che ai fini dell’arguta metafora basterebbe anche quello attuale) e riuscire a restare in piedi.
La fuga è la tentazione primaria. Ma dato che non si può scappare, gli si molla uno schiaffetto quando proprio non se lo aspetta, poi si cerca disperatamente di evitare i suoi cazzotti per tutto il tempo.  Se restano le forze, si cerca di dare un ultimo schiaffetto proprio alla fine, giusto per dire “c’ero anche io”.
Se il piano funziona il premio è la sopravvivenza, che coi tempi che corrono – signora mia – è un gran risultato.
Se poi proprio va di culo – serve anche quello – si strappa un punticino da festeggiare come se fosse una vittoria.

Credo che dovrò ricredermi su Allegri, si sta dimostrando un allenatore molto intelligente.
D'altronde contro questa squadra mostruosa non si può pensare di giocarsela a centrocampo. Ammazzarsi col pressing per tentare invano di togliergli la palla serve solo a fare il loro gioco, meglio lasciare che si sfoghino col loro asfissiante possesso palla, tentare di evitare che arrivino palla al piede in area (Grazie San Drone) e cercare di colpirli a sorpresa, puntando anche sul fatto che non sono molto abituati a difendersi vicino alla propria area. Direi che questo ci è riuscito abbastanza bene .
L'unica nota stonata è che nel secondo tempo abbiamo badato quasi solo a difendere, con un atteggiamento che a tratti sembrava di rassegnazione. La zampata nel finale però mi ha esaltato.
W il Milan, W la beffa (Cit.)

 

Dialoghi domestici

Ritornano, dopo non so quanti anni, i fantastici dialoghi domestici in casa Bisax.

S.S: “Però, che stronzo che è il mio ex, sua nonna è morta un anno fa e non mi ha detto niente.

Bisax: “Beh, insomma, l’hai lasciato più di 10 anni fa per metterti con me, nel frattempo noi abbiano avuto una figlia e lui s'è sposato, non ci trovo nulla di strano.”

S.S: “Cosa vuol dire? Siamo stati insieme un sacco di tempo e io a sua nonna ero affezionata, poteva almeno avvisarmi.

Bisax: “Ok, allora facciamo così, quando muore mia nonna io ti avviso”

S.S.: “Cretino”.