Liberi e divisivi

Il 25 aprile è il giorno giusto per ricordarci che sì, va bene quasi tutto, ma non proprio tutto tutto. E che il problema di fare di tutta l’erba un fascio non è l’erba, ma il fascio.

Il 25 aprile è quel giorno che se per te non è un giorno da celebrare, sotto sotto sei un po’ fascista. E se sotto sotto sei un po’ fascista, ricordati che è molto più facile essere un po’ fascisti sotto una democrazia (anche se è sbagliato, ma se non l’hai ancora capito non c’è speranza per te) che essere qualunque altra cosa sotto il fascismo. Ed è per questo che celebriamo il 25 aprile.

Il 25 aprile è una giornata divisiva. Serve a separare chi è fascista e chi non lo è. E per ricordarci che non si può essere non fascisti senza essere antifascisti.


Milan – Onlus Sassuolo: 1 x 2

Cari ragazzi,
una cosa dovevate fare, una e una sola: scendere in campo e vincere contro la squadra di De Zerbi.
Non dovrei neanche star qui a spiegare il motivo, ma dopo tutto quello che è stato detto in questi due giorni, ci si aspettava che voi che siete i giocatori del Milan, vi faceste esplodere pur di difendere il vostro onore di portatori della maglia del Milan.
Ma qui forse bisognerebbe fare un ragionamento più ampio e in questo giorni ne ho fatti fin troppi.

Checché se ne dica, le giornate storte capitano. Quelle in cui fai tutto bene quasi fino alla fine. Ed è quel quasi che ti frega.
Quel quasi, ieri, ha fatto la differenza.
Siamo andati meritatamente in vantaggio, e quel meritato vantaggio andava consolidato. Ma se arrivi al tiro e poi la butti fuori, o la tiri moscia sul portiere, o aspetti troppo a tirare e fatalmente ti trovi davanti un difensore, poi rischi la beffa.
Soprattutto se stai giocando contro una squadra che, giustamente, ha il coltello tra i denti.

Come faremo senza

Risveglio difficile?
Avete maledetto la sveglia e chi l’ha inventata?
Cercate il lato buono di questa giornata: stasera Di Maio non sarà più ministro.
(In realtà lo sarà ancora, ma solo per sbrigare le faccende correnti e poi via, verso nuove avventure).

Ecco, prendete l’elenco dei ministri ed applicate lo stesso mantra snocciolandoli uno ad uno.
Luciana Lamorgese via, verso nuove avventure
Luigi Di Maio via, verso nuove avventure
Alfonso Bonafede via, verso nuove avventure
Lorenzo Guerini via, verso nuove avventure
Roberto Gualtieri via, verso nuove avventure
Dario Franceschini via, verso nuove avventure
Paola De Micheli via, verso nuove avventure
Roberto Speranza via, verso nuove avventure
Lorenzo Fioramonti via, verso nuove avventure
Stefano Patuanelli via, verso nuove avventure, etc. Etc.
Non è quasi consolatorio?

Diciamocelo, se non fosse che si tratta del peggiore momento possibile (per 49 milioni di motivi, oserei dire), forse ma forse a Renzi bisognerebbe fare un monumento, per aver scalzato dalla cadrega questa accozzaglia di incompetenti.

Ragazzi terribili

Dopo la partita di mercoledì, francamente temevo che contro il Sassuolo sarebbe arrivata la prima batosta in campionato. E invece abbiamo messo in saccoccia altri tre punti importantissimi per il traguardo del quarto posto a fine campionato, e già che c’eravamo abbiamo messo in saccoccia anche un altro paio di record, compreso quello per il gol più veloce della storia della serie A. Perché chi ben comincia è già a metà dell’opera.
Tutto questo giocando senza Kjaer, Bennacer, Rebic, Ibra, Gabbia (massì, contiamo anche lui), etc.

Direi che ancora una volta ci possiamo lamentare di poco.

Immagini e filmati della squadra al ritorno dalla partita sembrano le immagini di una gita scolastica (se si potessero ancora fare).
Compresi i pessimi gusti musicali (ma cosa ci vuole fare, signora mia, son ragazzi).
Son ragazzi. Età media 22 anni. E sono primi in campionato, ancora imbattuti.

Mercoledì prossimo all’elenco degli assenti si aggiungerà anche il presidente del centrocampo, punito da un’ammonizione un po’ così. D’altronde, perché non aumentare ogni volta il livello di difficoltà?
A questo punto direi di provare a giocarcela con la Lazio schierando direttamente un magazziniere, anche perché la primavera di fatto sta già giocando e non so se il regolamento consente di utilizzare giocatrici della squadra femminile.

A parte questo, male che vada rischiamo di arrivare alla pausa da secondi in classifica. Se invece non dovesse andare male, da primi. Alzi la mano chi, a inizio di questo sciagurato 2020, ci avrebbe puntato qualche centesimo.

E chissà che nel frattempo Babbo Natale o la befana non ci portino qualche regalino per allungare la coperta.

Detto questo, auguri milanisti a tutti e, ancora per un paio di giorni, salutate la capolista.

Il diritto di puttanata

Io sono un sostenitore del diritto di puttanata, perché si sa, prima o poi scappa.
Chi non ne ha mai detta una di cui si è pentito quasi subito?
In quei casi la soluzione migliore è far finta di niente se nessuno te lo fa notare, o scusarsi se qualcuno ti controbatte. Negare funziona solo se la puttanata l’hai detta in un contesto in cui nessuno può in qualche modo rinfacciartela o se quelli a cui la dici sono ubriachi quanto te e il giorno dopo non se la ricordano.

Se stai parlando in un convegno al Senato, con le telecamere e i giornalisti che registrano anche i sospiri, la strada del “sono stato frainteso” non esiste.
Esiste solo “scusate, ho detto una cazzata”.
Specie quando parli di un argomento del quale sai poco o niente.

Perché esiste ed è sacrosanto il diritto di puttanata, ma esiste anche il dovere di scusarsi.
Soprattutto se sei un personaggio pubblico famoso in tutto il mondo, non un piccolo blogger di periferia che, alla terza media in un pub, si lascia scappare uno sproloquio.

Ovviamente questo post nasce dalle dichiarazioni del cantante Bocelli sulla pandemia, ma come tutte le parole di saggezza è estensibile a tutti gli ambiti e a tutte le puttanate, chiunque le abbia dette.

Cose.

E’ finita? No.
Non è finita finché non è finita.
Al momento possiamo dire che non è ancora finita.
Io ve lo dico, poi fate quello che volete.

La scuola invece è finita.
Per quest’anno, e per chi non ha esami da fare.
Un avviso per quelli che “aprono la serie A e non le scuole”: a parte che il paragone mi è decisamente inopportuno, sono due cose ben diverse. La serie A si è fermata per il Covid-19, le scuole no. Sono state chiuse fisicamente, ma le cosiddette attività didattiche sono andate avanti, anche se con modalità e difficoltà diverse da quelle solite.

Bill, non ti preoccupare, io sto dalla tua parte, nonostante powerpoint.
Per cui, se anche tu vuoi stare dalla mia, contattami.

Le grandi rapine del cinema americano lo insegnano: se la prima parte del piano fila lidcia, il resto è tutto grasso che cola. La juvemerda lo sa.

Immuni sì, immuni no, la terra dei cogli… tori di opportunità

Visto il bailamme in rete, del quale sono un attento osservatore in quanto possiedo almeno un account su tutti i social che contano (compreso tik tok).
Visto chi si dichiara favorevole alla app immuni, anzi l’ha già scaricata.
Visto chi si dichiara contrario e non la scaricherà mai e poi mai.
Viste le motivazioni espresse dai primi e dai secondi.
Visto tutto ciò

DICHIARO CHE

Per il momento, credo che il rischio di incontrare qualcuno di positivo al SARS-COV2 andando in bagno sia nullo.

MA

Non appena mi toccherà uscire dalla mia grotta e frequentare persone dal vivo, la scaricherò anche io.

Se per questo motivo ritenete che io debba cancellare il vostro numero dalla lista contatti, eliminarvi dai miei social, togliervi il saluto o prendermela con vostra madre (per quella vecchia storia della mamma dei cretini), alzate la manina qui sotto.
Vale anche per quelli che non sanno cosa farsene del pollice opponibile.

L’amore ai tempi dell’amuchina #1

Domenica:
il gol di Ibra era regolare, ma vabbé. È una quisquilia rispetto a quel rigore per fallo sulla palla.
Il Milan ormai è un vecchio cane zoppo sdraiato vicino al marciapiedi. Gli arbitri passano e, volendosi far vedere forti e coraggiosi, tirano un calcio al cane zoppo. E poi scappano, che non si sa mai.

Ieri:
Situazione coronavirus. Sono a casa in smart working con Mati, visto che la scuola è chiusa.
Dato che si annoiava, stamattina le ho fatto pulire la cucina, poi le ho fatto preparare l’impasto per una pizza, poi le ho fatto grattugiare il pane vecchio e preparare l’impasto per una torta.
Credo che domani chiamerà la preside per chiedere che venga riaperta la scuola.

Oggi:
A un certo punto si passa dallo smart working all’arresto domiciliare. Diciamocelo, in ufficio, alla fine, si è più tranquilli. E a un certo punto si stacca. Qui invece, con il fatto che non vuoi dare l’impressione di lavorare meno, un’ora dopo la fine del tuo orario sei ancora lì a rispondere alle email.
La mia religione vieta di lavorare gratis.

Oggi: Mati ha sparecchiato, apparecchiato, svuotato la lavastoviglie, riempito e fatto partire la lavatrice, guardato tik tok sul mio iPhone, aiutato a preparare il pranzo, è venuta con me a fare la spesa (a proposito, i supermercati si stanno riempendo di nuovo e ringraziano per gli incassi inaspettati).
Ad un certo punto ha anche fatto i compiti si scienze. Per ben 4 minuti. Al quinto era stanca.

Mi sono ricordato di avere da parte un flacone di Amuchina, ancora sigillato, da un litro. Scadenza agosto 2021.
Io non dico niente, ma le offerte sono libere.
Astenersi perditempo, arbitri e juventini.

90 minuti di orgasmi

Generalmente non gioisco per le sconfitte altrui. Generalmente.
Nel caso della Juve è diverso. Faccio il tifo direttamente per l’altra squadra. Il che mi ha consentito, negli anni, di festeggiare vittorie di squadre bellissime, cosa che la Juve non è mai stato né mai sarà.
Loro sono quelli del “vincere è l’unica cosa che conta”, quelli del gol di Muntari, quelli che quando vincono alla Juve, ossia rubando anche se in Italia non ce n’è bisogno, pretendono pure che ti scusi se nel portafogli avevi pochi spicci.
Sono quelli che espongono come propri anche gli scudetti che gli sono stati tolti, perché sono quelli che se vengono beccati con le mani nel tuo portafogli pretendono di tenersi i soldi, dicendo che se li sono meritati sul campo.
Non è assolutamente possibile, per chi non è gobbo, tifare Juve. Mai.
Anzi, mi chiedo spesso come possano tifare Juve gli stessi juventini.
Ma poi penso che c’è gente che vota Salvini e tutto torna al suo posto.
E poi sappiamo come andrà a finire. Compreranno mezzo Ajax (per loro il Fair Play finanziario non vale), per poi tenere tutti in panchina e far giocare De Sciglio, perché la capra (l’allenatore più sopravvalutato del mondo) fa così.