Milan-Empoli: 1-2

Salvo solo Gigio, perché ha evitato l’umiliazione di subire una goleada, e Romagnoli perché non c’era, e quando non c’è si sente, eccome. Tutti gli altri se se ne vogliono andare dal Milan che lo facciano. Altrimenti ci facciano la cortesia di cercare di meritarselo. Montella compreso.

Once were warriors

Stendo un velo pietoso sull’orario. 

Stendo un velo pietoso sul fatto che i nostri eroi siano riusciti a trovarsi sotto 2-0 in una partita in cui avevano subito solo due tiri e sprecato una mezza dozzina di occasioni.
Stendo un velo pietoso sul fatto che in pratica il derby lo abbiano giocato in 10 contro 11, visto l’apporto nullo di Bacca.

Stendo un velo pietoso sul fatto che in un finale giocato con 4 attaccanti (secondo gli scemi di Sky addirittura 4 punte) i gol li hanno segnati i due difensori centrali.

A furia di stendere veli pietosi rischio che mi venga il gomito della lavandaia, per cui mi fermo qui.

Ma ragazzi, diciamocelo, per l’ennesima volta: che carattere hanno. Anche se manca molto di tutto il resto, questo MIlan è fatto da giocatori con grappoli di testicoli che non mollano mai.

Gente che nuoce gravemente alle nostre coronarie. Ma comunque meglio che gli scorsi anni.

E poi togliere la vittoria a quella gentaglia al 97°, dopo almeno 20 minuti in cui non hanno fatto niente altro che perdere tempo, non ha prezzo.

Milan – Palermo e qualche altra cosa.

Ne scrivo tardi per un motivo molto semplice: non avendo visto la partita, non so cosa dovrei scrivere. Dopo aver passato quasi tutto il campionato a implorare (diciamo) santi e divinità varie perché mi concedano per una volta di poter vedere una partita tranquilla, di quelle in cui non arrivi alla fine sudato e con le palpitazioni, finalmente quella partita è arrivata.

E io me la sono persa.

Ma sapete che vi dico? Va bene così.

Non posso però promettere a nessuno che mi perderò anche la prossima, nonostante l’orario del cazzo in cui verrà giocata. Il derby è il derby, anche quando vale, forse, l’accesso attraverso la porta di servizio all’Europa dei poveri. Detto questo, non dico nient’altro, per scaramanzia.

Nel frattempo stasera ci sarà una interessante amichevole infrasettimanale fra una squadra spagnola, pardòn, catalana, e gentaglia con la maglia da carcerato. Anche in questo caso non dico niente, spero solo di godermi lo spettacolo.

Cinquanta sfumature di Montella

C’è una profonda base di masochismo nel continuare imperterriti a seguire questo Milan partita dopo partita, settimana contro settimana. Non trovo altra risposta a chi mi chiede perché lo faccio. Mi piace soffrire, è evidente. Se il Milan l’anno prossimo mettesse in vendita una serie di magliette ufficiali in latex, con le borchie ed il collarino, le comprerei subito.

Domenica scorsa Montella aveva sparigliato le carte regalando alla Fiorentina il secondo tempo invece che il primo. Nessuno se lo aspettava e la mossa a sorpresa ha fruttato la vittoria, anche se non so quante volte questo trucco potrà essere ripetuto ancora. Un secondo tempo come quello  contro la Fiorentina, in cui sembrava che stessimo giocando in 9 contro 11 come col Bologna, è comunque un attentato alla pazienza anche del tifoso più accanito, oltre che alla sua salute. 

Ieri col Sassuolo l’ha fatta più semplice. Giocate come cacchio ve pare e sgonfiatevi quando volete. Il risultato è stato che a tratti il Sassuolo sembrava una squadra molto più forte di quello che è. Se solo avessero cercato di segnare, invece che cercare il rigore buttandosi a terra ogni volta che entravano in area, avrebbero portato a casa ben altro risultato.

Alle volte, si sa, ci vuole culo. E su quello in particolare sembra aver puntato ieri il nostro bravo allenatore. Non si spiega altrimenti il fatto di aver tenuto in campo l’anima de li mortacci di Bacca per tutto quel tempo, invece che sostituirlo subito dopo aver segnato un rigore sbagliandolo.

Detto questo toccherebbe anche parlare dell’arbitro, che in effetti ha fatto più danni di Trump ad un gay pride, ma non ne ho poi tutta questa voglia.

Per una volta pare che il Milan sia stato favorito dal susseguirsi degli errori arbitrali. Non che ci sia da festeggiare, ma non vedo perché dovrei lamentarmi. Sono certo che la classe arbitrale italiana troverà un modo per compensare.

Milan zombies

Una volta arrivato al fondo puoi solo scavare? No, puoi anche uscire dalla fossa e cominciare a muoverti barcollando alla ricerca di un cervello da addentare, perdendo pezzi durante il cammino.
Non so se si coglie la metafora.
Ne faccio un’altra. Ieri sera per tirarmi su il morale ho guardato un gustosissimo film di zombie intitolato London Zombies. Se vi pace il tema ve lo consiglio, è il secondo miglior film inglese sugli zombie dopo Shawn of the dead (che in Italia hanno ignominiosamente intitolato l’Alba dei morti dementi). A un certo punto c’è un inseguimento a piedi tra un ottuagenario con deambulatore e alcuni zombie. La scena è molto divertente, se non sei un milanista, perché sembra di vedere la nostra difesa. Anzi, potrei giurare di aver visto Bonera.
Dato l’orario di merda (auguro tanti week end sulla tazza a chi ha fatto sta bella pensata di far giocare una partita la domenica a mezzogiorno e mezzo) non ho visto la partita, ma mi sono rifatto con gli highligths. Un paio di cosette si possono anche dire.
Il primo gol del Sassuolo non era gol, ma di forse un paio di centimetri. Talmente poco che, finché non verrà introdotta la tecnologia, preferisco arbitri che certi gol li assegnano piuttosto che quelli che, nel dubbio, non li concedono.
Sul secondo gol però il fuorigioco mi è parso un po’più evidente. Ma tant’è, non è che ci si possa lamentare dell’arbitro a questo punto della stagione. Ed infatti io non lo faccio.
Anche se pure l’espulsione di Bonaventura mi è parsa un tantino esagerata.
Noto però una curiosa coincidenza: ieri Bonera titolare, tre pappine prese. Come a Napoli, quando abbiamo preso tre pappine dopo l’ingresso di Bonera.
Non sono io che mi cerco un nuovo nemico ogni anno, giuro. Io non vorrei averne di nemici nel Milan. ma si fa così fatica a capire che forse, se non c’è nessun altro disponibile, piuttosto che mettere Bonera in campo è meglio pescare qualcuno dalla primavera, o dai giovanissimi, o magari anche dai pulcini, o dal pubblico, dalle vecchie glorie, o dal piazzale antistante lo stadio?

Mai una gioia

Dopo la partita di domenica, o meglio dopo il risultato di domenica, avrei voluto poter scrivere un post un po’ più allegro. Ma niente, i giorni del condor incombevano e lo sapevo, giuro che lo sapevo che sarebbero riusciti a farmi ingoiare quel mezzo sorriso che mi si stava stampando in viso.
Abbiamo battuto la Lazio, che ha dimostrato di essere una delle poche squadre messe peggio di noi, e invece di godersi la vittoria che cosa si inventa la nostra bella dirigenza?
Prendono In prestito un ragazzino dal Chelsea, prestito di un anno senza diritto di riscatto, in modo da avere la scusa per vendere un futuro prospetto come Cristante (così ce l’hanno venduto negli ultimi due anni) e utilizzare i soldi guadagnati per prendere Biabany.
Il bello è che poi Biabany non riescono neanche a prenderlo e, all’ultimo, ripiegano su Bonaventura, spendendo più di quanto incassato dalla cessione di Cristante.
Io già ero abbastanza (eufemismo) incazzato dopo settimana scorsa, figuriamoci adesso.
Ora, per carità, niente da dire sull’arrivo di Bonaventura, magari si rivela un ottimo acquisto. Non spero altro.
E magari anche Torres si ricorda di essere stato uno che ogni tanto la metteva. E magari Alex riesce a reggere per tutta la stagione, Armero si trasforma improvvisamente in un terzino affidabile, Menes si trasforma in qualunque cosa purché sia utile alla squadra, Van Ginkel dimostra di essere il nuovo Crujff (in questo caso non si capisce perché un volpone come Muorinho lo avrebbe lasciato partire, ma lasciatemi sognare) (e in ogni caso, sia che vada bene sia che vada male, tra un anno se ne andrà), Abate sforna almeno un cross a partita, Essien ringiovanisce di 7 anni grazie alla dieta a base di bresaola, etc.
Insomma, magari poi succedono tutta una serie di cose per cui, alla fine, vinciamo il campionato.
Sì, crediamoci.
E magari nel frattempo a Galliani viene una ricrescita naturale dei capelli da far scoppiare di invidia la testa di Conte.
Sì, crediamoci.
Se vogliamo farci del male.
Se invece vogliamo essere un po’ realisti, dobbiamo confrontarci con una realtà un po’ diversa.
La realtà è che il Milan odierno è una squadra che vende il suo miglior realizzatore delle ultime due stagioni (30 gol in 54 partite non sono bruscolini per una squadra che spera di vincere qualcosa, figuriamoci per una che vivacchia alla giornata) senza avere la minima idea di chi prendere per sostituirlo e, dopo una assurda girandola di nomi, risolve la pratica prendendo uno che è stato uno degli attaccanti più forti del mondo, fino a 4 anni fa, ma che nelle ultime stagioni ha segnato 20 gol in 110 partite. Giocando nel Chelsea, non proprio una neopromossa, nel campionato inglese, in cui se sei capace (ma devi esserlo) la possibilità di segnare gol a grappoli non manca di certo.
Una squadra che all’ultima giornata di mercato vende uno dei suoi migliori giovani per cercare di prendere un giocatore che non riesce a prendere.
Una squadra il cui massimo dirigente lascia fare le trattative ai procuratori e segue l’ultimo mese di mercato dalla spiaggia, come avrei fatto io se avessi avuto un mese di ferie intero.
Una squadra che alla fine non è chiaro se si è rinforzata (secondo me no, ma staremo a vedere), e quasi certamente non è neppure riuscita a guadagnarci dal punto di vista economico, perché dobbiamo comunque ricordarci che le eventuali plusvalenze sono praticamente già spese, dato che oltre a dover ancora finire di pagare Matri e Balotelli (oltre ad altri ingaggi eccessivi di cui non parlo per non eccedere in bestemmie), c’è pure quella questioncina da niente dello stipendio e della buonuscita di Seedorf.
Per cui se c’è qualcuno che pensa che si sia messo da parte un gruzzoletto da spendere a gennaio per eventuali rinforzi, si metta il cuore in pace. La tiritera sarà la stessa di quest’estate. Non si compra nessuno se prima non si vende qualcuno. Lascio ai quattro lettori rimasti indovinare che ci sarà di vendibile.
Un tale livello di improvvisazione e mancanza di programmazione io non lo vedevo dai tempi delle aste del fantacalcio con gli amici, quando la principale preoccupazione era quella di decidere chi doveva andare al discount a prendere le birre.

Da domani

Da domani non cambia quasi niente.
Il cittadino Berlusconi continuerà a dettare l’agenda di una gran parte del parlamento ed anche del governo.
Il cittadino Berlusconi continuerà ad essere fottutamente e schifosamente ricco.
Il cittadino Berlusconi continuerà a raccontare tutte le balle che vuole godendo della potenza dei suoi media.
Il cittadino Berlusconi continuerà a essere considerato una sorta di eroe martire da una fetta comunque sempre troppo grossa di popolazione.
Il cittadino Berlusconi continuerà ad essere chiamato “presidente” dagli eserciti di leccaculo di cui ama circondarsi.

Però.

Però, c’è quel quasi, che è un quasi di quelli che fanno la differenza.
Perché quel quasi fa sì che da domani, anzi da stasera, stiamo parlando del cittadino Berlusconi. Non dell’onorevole, non del senatore, non del presidente e neppure del candidato. Per almeno 6 anni.
6 anni in cui il cittadino Berlusconi potrà essere indagato processato e condannato come un cittadino qualunque.
Niente più legittimi impedimenti.
Niente più immunità parlamentare.
E questo varrà per i processi già in corso, ma anche per quelli a venire.