Professionista

Ha ragione, ancora una volta, Maldini.
E come ti sbagli?, verrebbe da dire.
Ha ragione Maldini.
Gigio Donnarumma è stato ed è un serissimo professionista e non ha mai mancato di rispetto al Milan. Anzi, fintanto che ha indossato la gloriosa maglia ha sempre dato tutto se stesso ed è stato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di quest’anno.
Per cui ringraziamolo e auguriamogli il meglio per il suo futuro professionale.

Se il Milan fosse una società di investimenti, di quelle la cui ragione sociale è generalmente composta da due o tre cognomi, tipo “Maldini, Bisax & Partners Investments Co”, questo post sarebbe già finito così.
Ma il Milan è una questione di cuore, il Milan e nu piezz ‘e core, non una società di investimenti. Quindi bisogna anche dare un po’ di sfogo al cuore. E il cuore vorrebbe dire che non si fa così.

A quanto pare il Milan gli ha proposto un aumento, esclusi eventuali premi, del 33 % e passa, da 6 a 8 milioni. La proposta non è stata accettata.
Togliamo di mezzo inutili e fastidiosi moralismi (è il calcio moderno, baby).
Io cambierei azienda domani se mi offrissero un aumento di un terzo del mio attuale stipendio (che è sostanzialmente quello che ha offerto il Milan), figuriamoci se ci fosse la prospettiva di ottenere il raddoppio (che è sostanzialmente quello che pare abbia chiesto Raiola). Anzi, probabilmente mi accontenterei anche di un aumento inferiore. Ma stiamo ragionando su basi completamente diverse. Io, per guadagnare quello che prende adesso Gigio in un anno, dovrei lavorare circa 192 anni.
Chi ha un lavoro normale fatica ad immaginare come spenderebbe 6 milioni di euro in tutta una vita, per cui risulta difficile da capire come uno possa rifiutare di passare da 6 a 8 per 3 anni (3X8=24), soprattutto se si tratterebbe di continuare a lavorare per la società a cui ha più volte dichiarato eterno amore.
(Io non ho mai baciato la maglia della mia azienda).
Io con la metà di quello che il Milan ha offerto a Gigio per un solo anno ci camperei per tutta la vita senza dover più lavorare e riuscirei a lasciare una bella eredità a mia figlia.
A Gigio, che è un professionista, non bastano. Ne vuole di più. Molti di più.
Ok, sono scelte.

Insomma, parafrasando il grande Paolo Conte, siamo un mondo adulto, si sbaglia da professionisti. Ma quando si sbaglia si sbaglia, e quello di Gigio secondo me è stato un errore.
Sarebbe potuto diventare l’ultima bandiera del calcio moderno, invece verrà ricordato come una banderuola.
Come già detto, son scelte.

Condivido pienamente la scelta fatta dalla società. Di fronte a questa situazione è molto meglio lasciare il professionista libero di spiccare il volo verso altre mete, dove potrà ottenere quello che vuole, e rivolgersi altrove. Il portiere, per quanto possa essere bravo, è comunque solo un undicesimo della squadra che scende in campo.

A Gigio, cui ho voluto molto bene, faccio i miei migliori auguri.

Che tu possa trovare quello che cerchi.
Sei stato un grandissimo bucchinemmammta professionista e hai deciso di fidarti completamente del tuo procuratore, anche lui grandissimo bucchinemmammta professionista.
Ti auguro una lunga e grande carriera, altrove, sempre da secondo di qualcun altro.


Missione compiuta

Atalanta – Milan: 0-2

Avete presente quando il cattivissimo del film, dopo aver messo in scacco l’eroe, invece che ammazzarlo si dilunga in chiacchiere fino a quando l’eroe in qualche modo si libera e vince?
Anche ieri stava per succedere. Noi eravamo quasi coll’acqua alla gola e sembrava che per il cattivo, che non a caso indossava delle orribili casacche a strisce nere e blu, sarebbe stato uno scherzo farci fuori definitivamente, quand’ecco che è arrivato il Presidente, a cavallo del suo #rigoreperilmilan, e ha risolto la situazione.
Che dire, missione compiuta e tutti, o quasi, felici e contenti. Spiace per Ringhio, che ancora una volta è arrivato a un solo passo dalla qualificazione, ma questa è un’altra storia.

Quella con la simpatica Atalanta non è stata una bella partita, va detto. ma è stata una partita giocata di squadra e da squadra, preparata e impostata perfettamente da Pioli, giocata col massimo impegno da tutti, con un Presidente monumentale a coronare una serata che noi vecchi cuori rossoneri meritavamo di vivere.
Temevo molto questa partita, ma i ragazzi, come già hanno fatto millemila volte in questa lunghissima stagione, si sono rialzati dopo un passo falso e sono riusciti a contenere la dinamicissima Atalanta che, per una volta, è riuscita a fare un solo vero tiro verso la nostra porta.

Certo, festeggiare così tanto un secondo posto sembrerebbe cosa da sfigati, ma considerando chi siamo e da dove veniamo, ci sta.
L’obiettivo stagionale era entrare in zona Champions ed è stato raggiunto, anche se all’ultimo, arrivando addirittura secondi.
Una squadra di ragazzini, la terza più giovane nei campionati europei, è riuscita nell’impresa di lasciarsi alle spalle quasi tutti, tranne l’Intermerda che oggettivamente era stata costruita per vincere tutto, portandosi a casa la bellezza di 24 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte (di cui almeno 3 evitabilissime), giocando per metà delle partite senza il suo giocatore più rappresentativo, che peraltro ha quasi il doppio dell’età degli altri ed è riuscito comunque a segnare 15 gol. Tutto questo giocando spessissimo con formazioni molto rimaneggiate e giocatori fuori ruolo.
Non so voi, ma io penso che ci sia molto da festeggiare.

Ora c’è un’estate per prepararsi alla prossima stagione, andando sul mercato per tappare qualche buco. Ci serve come il pane una prima punta da 15-20 gol. Gigio deve firmare subito il rinnovo. Serve almeno un rinforzo per reparto, anche perché non tutti potranno restare, ma questo è un altro discorso e non è il momento di fare liste di proscrizione.
Ma se Maldini e Massara sapranno muoversi bene, ed io ho molta fiducia in loro, con una base come questa ci sono davvero tanti margini di miglioramento.

Forza Milan, sempre.

Torino-Milan. 0-7

Sette gol, due pali.
Posso solo dire una cosa: se avessimo giocato altre due partite così negli ultimi mesi, solo due (il pensiero a Spezia e Sassuolo non è casuale), oggi saremmo non solo contenti, ma tranquilli.
Invece ci servono ancora almeno 3 punti.

In ogni caso, forza Milan.

Milan – Benevento 2-0 e la vera rovina del calcio moderno

Avrei voluto semplicemente commentare la serata di ieri sera, con una vittoria meritata che, se non avessimo sprecato troppe occasioni, sarebbe stata larga anzi larghissima.
Ma poi mi sono imbattuto nella notizia che segue, e mi è salito il sangue al cervello.

La notizia è stata riportata, con un rilievo variabile ma non eccessivo, da varie testate. E questo è uno dei problemi: il fatto che ormai sia riportato quasi come una cosa normale il fatto che gli ultras possano chiedere, e ottenere, un incontro con un giocatore per ricattarlo.
Direte che ci sta che i giocatori non siano trattati come mostri sacri e che ci sia la possibilità di avvicinarli come con qualsiasi altro essere umano. Fate una prova, andate a Milanello, o dove si allena qualsiasi altra squadra, quella che volete, fate voi, e chiedete di poter fare quattro chiacchiere con qualsiasi giocatore. Poi vediamo che vi rispondono.
Ora che avete fatto la prova, anche solo mentalmente, ripensate a quello che è successo.
Vi sembra normale che una delegazione di ultras (non chiamateli tifosi, sono un’altra cosa) possa accedere al luogo del ritiro di una squadra di professionisti di qualunque sport a chiedere e ottenere un confronto con un giocatore o con l’allenatore?

Non più di un paio di settimane fa, quando è stato presentato il progetto della Superleague, c’è stata quasi una sollevazione popolare al grido, tra le altre cose, di “il calcio è dei tifosi“.
Sono questi i tifosi cui appartiene il calcio? Gli ultras?
Quelli che ricattano giocatori e società? Quelli che nel tempo libero riempiono le cronache giudiziarie?
Quelli che hanno contestato il giorno della sua ultima partita a San Siro una leggenda vera come Paolo Maldini (colpevole, secondo la loro mente distorta, di aver mancato loro di rispetto dopo la finale di Champions a Istambul per non aver accettato di scusarsi con loro, e anzi per averli sfanculizzati come ampiamente meritavano).
Se veramente è così, beh, spiace dirlo, ma il calcio non ha futuro.

Bene ha fatto Maldini, ancora una volta, a prendere le distanze da questa gentaglia ed a chiarire che “nessuno al di fuori del Milan può decidere chi gioca e chi rinnova. Certe scelte competono all’allenatore per quanto riguarda il campo e al club per le questioni contrattuali“.
Il passo successivo è però fare in modo che queste scene non debbano più ripetersi e che a nessuna delegazione di ultras sia consentito, per nessun motivo, di accedere a giocatori, squadre o società per tentare di porre le loro condizioni.
Per quanto mi riguarda, occorre anche fare in modo che non sia consentito loro di accedere alle partite, a meno che non lo facciano rispettando le stesse regole che devono rispettare tutti gli altri tifosi, quelli veri.
Se il calcio non riesce a liberarsi degli ultras e continua ad accettare i loro ricatti è destinato a finire, e a finire male.

A questo punto una breve storia edificante: nel 2014, dopo l’eliminazione della squadra dalla coppa Italia, una cinquantina di ultras dell’Olimpia Milano (stiamo parlando di basket, per chi non lo sapesse), ha pensato bene di irrompere durante un allenamento della squadra per contestare (in particolare ce l’avevano con il presidente Livio Proli e con Alessandro Gentile) e chiedere chiarimenti sull’impegno della squadra. (vi ricorda qualcosa?)
(Cito, solo per dovere di cronaca, la voce secondo cui alla base di questa voglia di contestare ci fosse anche il fatto che la società avesse ritirato i pass gratuiti concessi in altri tempi ai capi ultras, costringendoli quindi a pagare il biglietto per assistere alle partite).
L’allenamento è stato interrotto per circa tre quarti d’ora, c’è stato un confronto (anche duro) con alcuni giocatori, poi anche grazie all’intervento della polizia i 50 fenomeni sono stati allontanati.
La differenza però è nel finale. Da quel confronto non voluto con gli ultras sono scaturiti daspo, denunce e diffide. Con la società in prima fila.
Non ci sono moltissime notizie in internet su come è finita la storia. Il basket è purtroppo considerato uno sport minore, per cui si riesce a sapere tutto anche sulla marca di carta igienica usata da Cristiano Ronaldo, ma su vicende come questa, che dal punto di vista dello sport in generale dovrebbero avere comunque un certo peso, si trova poco o niente.
A quanto pare i daspo sono stati revocati, con la motivazione che si trattava di un allenamento e non di una partita aperta al pubblico a pagamento e che non ci sono stati scontri fisici (motivazioni a parer mio un po’ eccepibili, ma tantè).
Le denunce sono rimaste, e se non è dato conoscerne l’esito, una cosa è certa: chi ha avuto la fortuna di andare al Forum a vedere una partita dell’Olimpia negli ultimi anni, ha potuto notare quanto la curva degli ultras dell’Olimpia, com’è come non è, si è ridotta ad una sparuta compagnia di scappati di casa (gente ben informata mi dice che in alcune partite molto sentite per non sembrare i quattro gatti che sono, sono costretti a farsi prestare gente dagli ultras di altri sport).
Per anni, fino al 2019, i quattro gatti di cui sopra hanno esposto un inutile e fastidioso striscione che recava la scritta “Via Pioli e Portaluppi”. Ma di fatto la società si è limitata a d ignorarli e le loro file si sono assottigliate sempre di più, mentre è continuamente aumentato il numero dei tifosi che affollavano il Forum.
Quindi allontanare certe gente si può, basta volerlo.

Supermegascherzone

Circolare, circolare, non c’è nulla da vedere.

Quindi signora mia, ricapitolando, non se ne fa nulla?
Quindi, signora mia, abbiamo scherzato?
La rivoluzione dei Club ricchi (di debiti) contro i difensori dei sacri valori fondanti del calcio moderno è già finita?
Parrebbe di sì.
E forse è un bene, forse no, ai posteri l’ardua sentenza. Di certo c’è che, a meno che non ci siano dietro cose che non sappiamo, e sicuramente ce ne saranno a bizzeffe, la cosa più incomprensibile di tutta questa faccenda è perché l’hanno annunciata così, come un fulmine a ciel sereno, in un momento in cui i campionati nazionali e la Champions non sono ancora finiti.
Non dico che le cose sarebbero andate diversamente, ma magari se l’annuncio fosse stato fatto in un altro momento, a bocce ferme, dopo aver in qualche modo “preparato” l’opinione pubblica e i media (soprattutto loro), la discussione sarebbe stata più serena.

A me rimane comunque il dubbio che l’annuncio sia stato fatto in questo momento e in questo modo per avere qualcosa da sbattere sui denti alla UEFA e forzare qualche trattativa. Posso solo ipotizzare, ma è una malignità personale, quale fosse l’argomento: gli sghei. C’è da capire se i Club prestigiosi adesso si ritirano perché hanno ottenuto qualcosa, o perché si sono resi conto di essere improvvisamente diventati meno popolari del Sars-COV2.

Pare, ma sono notizie circolate nella notte, di quelle che di giorno già non si sa più se siano vere o no, che la UEFA, in difesa come si diceva dei valori morali del calcio moderno, abbia aperto il portafogli con le squadre inglesi. Le quali, dato che volevano salvare il calcio moderno da se stesso, hanno aperto le tasche e si sono ritirate dal progetto.
Pare, ma non v’è certezza a questo punto, che anche le due milanesi abbiano detto “no Perez, io esco”.
(in realtà, al momento l’Intermerda ha già annunciato la sua uscita dal progetto, il Milan ancora no).

Personalmente sono in attesa di qualche parola di conforto da parte del Milan.
Mi piacerebbe sapere chi ha deciso di partecipare e perché. Mi piacerebbe sapere cosa speravano di ottenere.
Mi piacerebbe soprattutto sapere cosa intendono fare adesso. Escono davvero dalla Superlega? O qualcuno ha siglato un patto di sangue con Agnelli e quindi si va avanti a cazzo duro contro il muro?
La cosa peggiore, in questo momento, è il silenzio.

ADDENDUM: nel frattempo stasera si gioca.
Solito orario di merda.
Solita squadra rimaneggiata (sembrava troppo bello riuscire a vedere una formazione con 10 titolari).
Partita che già prima di tutto questo casino non era facile, contro il Sassuolo del simpaticissimo De Zerbi (puoi essere d’accordo o no con la Superlega, ma le dichiarazioni contro il Milan sono state quanto meno eccessive*) che certamente eviterà di scansarsi con noi come invece sembra fare contro altre squadre**.
Mi chiedo con che spirito entreremo in campo.
Mi chiedo che trattamento avrà la squadra in queste ultime 7 giornate di campionato. Ho il sospetto (infondato, ovviamente) che se già prima il nostro possibile ritorno in Champions non era proprio visto di buon occhio, adesso sarà ancora peggio.
La domanda, quindi, è questa: ne è valsa la pena?

*=sono bravo con gli eufemismi?
**= mi sa di no.

La supermegafantalega

La sollevazione di scudi contro questa ipotesi di superlega europea del calcio è totale, compatta, variegata, trasversale e monolitica. Al punto che mi viene quasi voglia di tifare perché si faccia davvero.
Al punto che mi viene voglia, almeno questo, di fare il solito ragionamento per punti, come al solito in ordine sparso.

  • La mia opinione personale è che si tratta di una forzatura per tentare di imporre condizioni più stringenti sulle regole della attuale Champions e sulla riforma prontamente lanciata dalla UEFA (estensione a 36 squadre, girone unico con almeno 10 partite garantite per ciascuna squadra, accesso agli ottavi tramite piazzamento nel girone per le prime 8 e tramite playoff per le piazzate tra il 9° e il 24° posto, etc.). Non a caso la data di inizio della Superlega non è stata fissata, ma si sono limitati a scrivere “prima possibile”.
    Ci sono margini di trattativa e i club coinvolti sanno che le sanzioni minacciate resteranno solo delle minacce.
  • Sin da quando è stata annunciata la Superlega, tutti, a partire dalla superficialissima stampa italiana, hanno cominciato a parlare di modello NBA. Ovviamente non c’entra un cazzo con l’NBA. ma proprio niente.
    Se proprio si vuole fare un paragone con il basket, bisogna guardare all’attuale Eurolega (che Florentino Perez conosce bene, perché l’ha anche vinta un paio di volte).
  • No, non è una cosa di ricchi contro i poveri. E’ una cosa di ricchi, i club fondatori, contro altri ricchi, FIFA UEFA e varie leghe nazionali.
  • I tanto citati valori fondativi del calcio non saranno certo difesi da UEFA E FIFA. Avete presente il FAIR PLAY finanziario e come è stato applicato? Avete presente i mondiali 2022 e come sono stati assegnati?
  • Stupisce (ma non troppo) che anche Salvini sia contrario. In fondo la secessione delle regioni squadre ricche dovrebbe essere il suo pane (ed è ancora alla base dello statuto del suo partito).
  • Ma quelli che si dicono contrari in nome di un calcio in cui anche la Marapollese (Cit.) possa sognare di vincere un giorno la Champions, dove sono stati negli ultimi anni?
    Agevolo a titolo dimostrativo l’elenco delle vincitrici delle ultime 10 edizioni:
    2010-2011   Barcellona
    2011-2012   Chelsea
    2012-2013   Bayern Monaco
    2013-2014   Real Madrid
    2014-2015   Barcellona
    2015-2016   Real Madrid
    2016-2017   Real Madrid
    2017-2018   Real Madrid
    2018-2019   Liverpool
    2019-2020   Bayern Monaco
  • Non penso che la UEFA squalificherà dalla Champions di quest’anno Real Chelsea e City. significherebbe non giocare le semifinali e la finale, rinunciando agli introiti delle televisioni e degli sponsor e assegnando d’ufficio la coppa al PSG. Sarebbe decisamente contrario ai valori fondativi del calcio moderno.
  • Ipotizziamo invece che l’UEFA decida di ripescare al volo le squadre eliminate nei turni precedenti dalle squadre squalificate. Il problema è che se per una delle semifinali, quella del PSG, si potrebbe ripescare il Borussia Dortmund (eliminato ai quarti dal City) per l’altra si dovrebbero ripescare le squadre eliminate dal Real e dal Chelsea, che sono rispettivamente il Liverpool (eliminato ai quarti dal Real) e il Porto (eliminato ai quarti dal Chelsea). Ma anche il Liverpool ha aderito alla Superleague, per cui bisognerebbe ripescare il Lipsia (eliminato agli ottavi).
    Però questo significherebbe annullare retroattivamente sin dagli ottavi tutte le partite giocate dalle squadre che hanno aderito alla Superleague, e per assurdo Atalanta e e Borussia Monchengladbach (eliminate rispettivamente da Real e City) potrebbero chiedere di essere ripescate e che si rigiocassero i quarti.
  • Allo stesso modo, non credo proprio che le tre italiane coinvolte nella Superleague possano essere squalificate dal campionato in corso. Né che possano essere non ammesse al prossimo.
    Significherebbe o giocare le prossime 7 giornate senza le partite delle tre squadre con più seguito (Chi lo dice a Sky e DAZN?), o fare giocare tutte le partite regolarmente, con Milan Inter e Juve consapevoli però che i loro risultati non conteranno niente.
    E poi come si regolano con le avversarie delle tre squadre?
    Danno il 3-0 a tavolino a tutte? E lo fanno solo per le prossime partite, o retroattivamente anche per tutte quelle giocate finora?
    O congelano la classifica attuale e chiudono di fatto il campionato 7 giornate prima?
    Come farebbero poi a far finta che sia un campionato con una parvenza di regolarità?
  • E come la mettiamo con i diritti appena acquistati per il prossimo campionato? Siamo sicuri che DAZN possa essere interessata a pagare la cifra che ha offerto per un campionato senza le tre squadre più seguite?
    E che offerta potrebbe fare Sky per il famoso pacchetto 2, sapendo di perdere comunque la stragrande maggioranza dei suoi abbonati?
    Alla fine i valori fondanti del calcio moderno avranno la meglio.
  • E tutto questo solo per la serie A italiana.
    Pensate cosa succederebbe nel campionato spagnolo senza Real, Barcellona e Atletico Madrid. O nella premier League senza Liverpool, Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottenham, Manchester United. Chi li guarderebbe?
  • Chi guarderebbe i prossimi Mondiali senza la maggior parte dei campioni che adesso giocano nelle squadre della Superlega?
  • C’è davvero qualcuno che pensa che pur di giocare nelle rispettive nazionali, tutti questi giocatori possano chiedere di essere trasferiti in squadre che non possono permettersi il loro ingaggio?
  • E ora parliamo del Milan, che in tutto questo baillamme è comunque la cosa che mi sta più a cuore. Non sono particolarmente contento del fatto che abbia deciso di imbarcarsi in questa impresa, facendo tra l’altro comunella con la Juvemerde e con l’Intermerda.
    Non mi piace, ma mi sforzo di capirne le ragioni.
    Innanzitutto, in un progetto del genere, che si propone di coinvolgere le squadre con maggiore prestigio Europeo, il Milan non poteva essere escluso. Certo, se la nostra proprietà avesse detto di no, sarebbe stato un gesto forte, fortissimo.
    Ma avrebbe anche significato che, nel remoto caso in cui la Superleague decollasse, il Milan avrebbe dovuto pietire di anno in anno uno dei 5 accessi supplementari rischiando di stare per anni fuori dal giro (soprattutto quello economico) e il fondo Elliot non è una Onlus.

A proposito di Eurolega di Basket, stasera l’Olimpia gioca la prima partita dei Playoff contro il Bayern. Inutile dire che ho già un po’ di ansietta.

Milan-Stella Rossa: 1-1

Se fossimo tifosi di un’altra squadra saremmo soddisfatti per il passaggio agli ottavi di Europa League.
Se fossimo tifosi di un’altra squadra, quella per cui vincere è l’unica cosa che conta, non importa come, andrebbe tutto bene così.
Invece ci lamentiamo. Perché dopo 10 anni di carestia e vacche magrissime, abbiamo passato il turno e siamo agli ottavi di Europa League, ma soffrendo più del dovuto.

Essere tifoso non è, decisamente, la cosa più razionale che uno possa fare nella vita.

Cominciamo col dire che sì, contro questa Stella Rossa abbiamo sofferto più del dovuto e il Milan schiacciasassi del 2020, quello che segnava sempre almeno 2 gol a partita, avrebbe dovuto e potuto fare molto meglio.
Ma forse i solutori più acuti potrebbero aver notato che siamo nel 2021 e che dopo aver corso alla disperata per un anno quel Milan, come Forrest Gump, è un po’ stanchino.
Normale, ci sta.
Per quel che vale, cioè poco o nulla, mi pare di aver evidenziato altre volte (pure l’anno scorso, mentre macinavamo record su record) che la coperta è un po’ corta e se manca qualche titolare i rincalzi non sempre sono all’altezza, come dimostrato dal primo tempo di ieri,
e che non tutti i nuovi innesti si sono dimostrati, finora, all’altezza delle nostre aspettative.

Detto questo, leggo commenti di milanisti che si strappano i capelli disperati. Vorrei ricordare a costoro chi siamo e da dove arriviamo.
Contegno, suvvia.
Con una squadra così giovane, e una rosa così corta, era inevitabile una flessione fisica e mentale.

La stagione è ancora lunga. La palla è rotonda e una volta qui era tutta campagna.

Milan-Inter: 0-3

Perdere contro la seconda squadra di Milano è una cosa che dà particolarmente fastidio. Non che ci siano sconfitte piacevoli, ovviamente, ma con loro è una cosa particolare. Sembra quasi contro natura.
L’unica squadra contro cui è ancora peggio è la Juvemerda.
Perdere contro l’Inter allenata da quel tipo lì, l’emblema del gobbo dentro, quello della partita del gol di Muntari, quello del “siete voi la mafia del calcio”, è come perdere contemporaneamente contro l’Intermerda e la Juvemerda. Insieme, una sopra l’altra, fuse in un mostro osceno.
Al di là della classifica, ed al di là del fatto che loro sono la squadra costruita per vincere tutto quest’anno e i prossimi.

Purtroppo la sconfitta è netta. Purtroppo non c’è molto da dire. Bravi loro, meno bravi noi.
Ora, dato che loro comunque sono quella cosa lì, bauscia fino al midollo, racconteranno di una partita in cui hanno avuto dominio assoluto per 110 minuti e avrebbero potuto vincere 47-0.
Non è andata esattamente così.
Certo, loro hanno vinto di 3 gol, riuscendo ad andare a segno al 5° minuto grazie anche a un nostro marchiano errore in difesa, ma dopo il primo quarto d’ora del primo tempo, in cu abbiamo risentito del gol preso troppo presto, la partita è stata molto più equilibrata di quel che dice il risultato. soprattutto negli ultimi dieci minuti prima dell’intervallo. Loro ci hanno fatto paura in contropiede, ma abbiamo avuto almeno due nette occasioni per pareggiare, sfumate per un soffio.
Nei primi 5 minuti del secondo tempo abbiamo avuto altre tre occasioni clamorose, sventate da altrettanti miracoli di Handanovic.
Il fatto che il tuo portiere sia stato il migliore in campo in una partita che hai vinto 3-0 la dice comunque lunga su come è andata realmente.
Hanno trovato altri due gol in contropiede, ma fino al gol dello 0-2 la partita s’è svolta sempre intorno alla loro area e nessuno si sarebbe stupito del pareggio.
Sono stati bravi a fare il loro gioco e a capitalizzare le occasioni. Onore al merito. Questo non mi priverà del piacere di mandare in posti poco piacevoli tutti gli interisti che mi rivolgeranno la parola nei prossimi giorni.

Quindi, la batosta c’è. è incontestabile, ma non sul piano del gioco. Anzi, ho visto pure dei segnali di ripresa. Però è evidente che non ci si può sempre e solo affidare agli estri di Ibra. Occorre trovare delle alternative, anche a livello di modulo, perché ormai è chiaro che, dopo un anno a mille all’ora, gli altri sanno fin troppo bene come giochiamo e come fermarci, per cui se non riesci ad andare al massimo son guai.

Incidentalmente, siamo ancora messi abbastanza bene per l’obiettivo di fine stagione, che è quello di entrare nei primi 4 posti, per cui affidiamoci a quei segnali di ripresa che abbiamo visto oggi in vista delle prossime partite. E fanculo alla capolista.

Su ieri sera

Ieri sera sono successe due cose interessanti ed una storica. A voi la scelta su quale sia l’una e quali le altre. Insomma, ci siamo capiti.

In ordine di tempo, la prima è il pareggio del Milan in Europa league, contro una squadra di livello decisamente scarso, con due gol annullati, un gol preso al 93° alla fine di un azione il cui la quaterna arbitrale stava già pensando alla birrata post-partita, giocando in modo preoccupantemente insulso per qualità ed intensità.
Possiamo cercare scuse nel fatto che, per l’ennesima volta, la formazione era abbondantemente rimaneggiata, e che qualcuno avrà avuto ancora da smaltire le scorie mentali della figuraccia rimediata sabato contro lo Spezia, ma si tratta comunque di scuse.
La Stella Rossa vista ieri correva la metà dello Spezia di sabato, eppure siamo riusciti a segnare due gol solo grazie a un autogol e a un rigore. E a regalare loro la speranza di passare il turno con un pareggio nel finale che francamente non ci voleva.

La seconda, decisamente migliore, è l’ennesima vittoria in Euroleague dell’Olimpia Milano, che quest’anno sta facendo una stagione veramente straordinaria.
Lo so, negli ultimi anni sull’Olimpia ho scritto pochissimo rispetto al passato. Un po’ per scaramanzia, un po’ per pigrizia. Ma ho sempre e comunque seguito la squadra, andando spesso, quando si poteva, a vederla al Forum, e quella di quest’anno è veramente una corazzata.

La terza è l’atterraggio di Perseverance su Marte. E su questo, veramente, c’è poco da dire.
Ho una certa, molte cose che adesso sono comuni, fanno parte di quello che quando avevo l’età di mia figlia (primi anni ’80, per intendersi), si vedevano solo nei telefilm di fantascienza. Basti pensare a cosa si può fare oggi con uno smartphone.
Magari quando mia figlia avrà l’età che ho io adesso i viaggi spaziali saranno un’esperienza più comune. E se sarà così, un tassello del progresso che avrà portato a quel punto è stato piantato ieri sera.