Su ieri sera

Ieri sera sono successe due cose interessanti ed una storica. A voi la scelta su quale sia l’una e quali le altre. Insomma, ci siamo capiti.

In ordine di tempo, la prima è il pareggio del Milan in Europa league, contro una squadra di livello decisamente scarso, con due gol annullati, un gol preso al 93° alla fine di un azione il cui la quaterna arbitrale stava già pensando alla birrata post-partita, giocando in modo preoccupantemente insulso per qualità ed intensità.
Possiamo cercare scuse nel fatto che, per l’ennesima volta, la formazione era abbondantemente rimaneggiata, e che qualcuno avrà avuto ancora da smaltire le scorie mentali della figuraccia rimediata sabato contro lo Spezia, ma si tratta comunque di scuse.
La Stella Rossa vista ieri correva la metà dello Spezia di sabato, eppure siamo riusciti a segnare due gol solo grazie a un autogol e a un rigore. E a regalare loro la speranza di passare il turno con un pareggio nel finale che francamente non ci voleva.

La seconda, decisamente migliore, è l’ennesima vittoria in Euroleague dell’Olimpia Milano, che quest’anno sta facendo una stagione veramente straordinaria.
Lo so, negli ultimi anni sull’Olimpia ho scritto pochissimo rispetto al passato. Un po’ per scaramanzia, un po’ per pigrizia. Ma ho sempre e comunque seguito la squadra, andando spesso, quando si poteva, a vederla al Forum, e quella di quest’anno è veramente una corazzata.

La terza è l’atterraggio di Perseverance su Marte. E su questo, veramente, c’è poco da dire.
Ho una certa, molte cose che adesso sono comuni, fanno parte di quello che quando avevo l’età di mia figlia (primi anni ’80, per intendersi), si vedevano solo nei telefilm di fantascienza. Basti pensare a cosa si può fare oggi con uno smartphone.
Magari quando mia figlia avrà l’età che ho io adesso i viaggi spaziali saranno un’esperienza più comune. E se sarà così, un tassello del progresso che avrà portato a quel punto è stato piantato ieri sera.

Stanotte ho fatto un sogno strano.

Mi è apparso Salvini, avvolto a mo’ di tunica in una bandiera dell’Europa, sul capo una corona di Euro, in mano una effige del Sacro Cuore di Ursula von der Leyen.
Mi ha spiegato che i famosi 40 milioni di Euro non sono più nella disponibilità della lega perché li ha dati tutti in beneficienza a Emergency e Sea Watch.

Mi sa che ieri sera ho esagerato col cren.

Meno male che c’è Settore

Aspettavo il post di Settore, stimato blogger di fede ostinatamente sbagliata, perché come al solito si dimostra intelligente oltre lo standard del tifoso medio (a prescindere dalla squadra). Anche stavolta, sulla lite tra Ibrahimovic e Lukaku di ieri sera, non mi ha deluso, per cui adesso faccio una cosa che fa molto vecchia blogosfera: vi metto il link a un post di un altro blog, invitandovi a leggerlo.
Settore: lo zingaro e il ne**o.

(Avete notato che se scrivete zingaro, termine usato comunemente in senso molto dispregiativo, nessuno dice niente, mentre la parola con la n, anche se usata solo a scopo di riferimento, è diventata un tabù proprio perché usata generalmente in senso dispregiativo?
Ma questo, cari miei, è un altro discorso).

Capita però che anche ai migliori di debba, o si possa, fare un appunto. Trovo poco interessante, tra tutte le altre cose, il dibattito su chi ha iniziato. Se due bambini litigano, li si separa e li si mette in castigo entrambi, a prescindere da chi ha cominciato, e basta.
Ma se vogliamo entrare nello specifico, Ibra non ha iniziato, ha buttato (da stronzo, perché le cose ogni tanto vanno chiamate col loro nome) un secchio di benzina su un fuoco già acceso. E ovviamente l’incendio non ci ha messo molto a divampare.

Detto questo, caro Settore, ti copio pure il finale, a spregio, ma migliorandolo.
Ci stiamo preoccupando un po’ troppo di due energumeni senza problemi economici che si sono fatti una litigata tipo campetto, tirando in ballo madri e mogli (no dico, dov’è la novità?). Torniamo alle cose serie, forza Milan, Inter e Juve merda.

Pablito

(Momento vecchiaia) Per quelli della mia generazione, il mondiale del 1982 è stato quello della scoperta delle partite di calcio in TV.
Sembrerà strano ora, soprattutto per chi è cresciuto in un periodo in cui ci sono partite in TV praticamente tutti i giorni, ma ai tempi a parte i fortunati che venivano portati allo stadio dal padre, per tutti gli altri il poco calcio visibile era la sintesi di un tempo di una partita trasmessa in differita su Raidue la domenica. E novantesimo minuto su Raiuno. Basta.
Poi c’erano le radioline, ma questa è un’altra storia.

La parola tripletta l’ho imparata il giorno di Italia-Brasile nel 1982.
Avevo 11 anni e il giorno dopo la partita, vista in TV, sul prato dove giocavamo a pallone tutto il pomeriggio era tutto un fioccare di triplette e di PaoloRossiGol (tutto attaccato).
Il mondiale precedente, quello di Argentina ’78, non l’avevo visto per questione di età e di orari (le partite erano quasi tutte in notturna).
Per questo per me, che ho comunque avuto la fortuna di vedere due Mondiali vinti dall’Italia, il Mondiale vero, quello che non si può dimenticare, è quello di Spagna 1982.
Quello di Pablito, che avrà sempre un posto nel mio cuore.

Diego

Continueremo a chiederci chi è stato il più grande, e continueremo a non sapere come rispondere. Perché non sono i teofei che fanno il più grande, o le statistiche, o i tifosi.

L’ho amato, e l’ho odiato.

Ho odiato il fatto che non giocasse nel Milan, anche se sapevo e so che in Italia solo a Napoli avrebbe potuto giocare.

L’ho odiato per paura, e per la distanza tra lui e i miei campioni, Baresi, Maldini, Van Basten, solo per citare quelli che l’hanno affrontato.

Però lui era il calcio e non lo si poteva non amare, nonostante tutto.

Non so se è stato lui il più grande, non ci sará mai un più grande in assoluto.

Ma so che non ce ne sarà mai più uno grande come lui.

Mozione Biden

Ai compagni che festeggiano la vittoria elettorale di Joe Biden ricordo che per quanto rispetto ai canoni politici statunitensi lui possa essere catalogato a sinistra, in realtà rispetto ai nostri canoni sarebbe un po’ più a destra di un Ciriaco De Mita, per chi se lo ricorda.
Se non vi ricordate Ciriaco, o siete troppo giovani, studiate.

Poi non dite che nessuno vi ha avvisato.

E comunque sì, resta una gran bella notizia.

19

I numeri cosano, i numeri sono importanti, soprattutto questi numeri.

19 partite consecutive senza perdere. Non so neanche più da quanto tempo non succedeva, ma sono abbastanza certo che deve essere successo ad un Milan di ben altra caratura.

3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate non si vedevano dal 2006. 3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate senza prendere gol, dal 1971, allenatore Nereo Rocco. Io avevo pochi mesi e infatti nemmeno me le ricordo.

Tutto questo ottenuto da una squadra di ragazzini. Stasera l’età media della squadra era inferiore a 23 anni e c’era un solo giocatore, tra i titolari, sopra i 25.

Non so voi, ma alle volte io ho la sensazione che da tutto questo possa nascere qualcosa di grandioso. Poi penso a come è andata negli ultimi anni e mi ritiro in un angolino buio, sperando che nessuno abbia sentito i miei pensieri.

Stare alla casa (cronache di una quarantena annunciata) #5

Siamo a fine marzo e sembra di essere a novembre. Ma non uno di quei giorni di novembre in cui sembra di essere in una seconda primavera.
Un giorno di novembre di quelli brutti, neri, grigi, tristi, umidi.
Siamo a fine marzo e fuori ci sono 8 gradi centigradi. Alle due del pomeriggio.


(Fascistelli da riporto)
Credo di aver già manifestato la mia idiosincrasia per i vari slogan di impostazione autarchico-fascistoide sul tema del io compro italiano, etc. etc.
Adesso gira un elenco di catene di supermercati, in cui vengono distinti quelli di proprietà italiana da quelli tedeschi e francesi (con un errore, una delle catene di supermercati francesi è stata recentemente acquistata una catena italiana, ma da gente che inneggia a quello là che è stato appeso in piazzale Loreto non si può chiedere di distinguere il passato dal presente). Non può mancare il solito slogan “io compro italiano”.
La risposta dovrebbe essere il solito, liberatorio, eterno sticazzi.
Ma non è così. C’è gente, purtroppo anche gente che normalmente non dà segnali di demenza fascistoide, che trova degne di essere diffuse questa cavolate.
E allora io chiedo: ma in questi supermercati non italiani, in Italia, vengono venduti prodotti italiani? Sì, direi di sì. Per cui di cosa state parlando?
Esattamente come nei supermercati di proprietà italiana vengono venduti tanti prodotti non italiani. Quindi, ma di cosa cazzo state parlando?
Per questi fenomeni, se io compro una birra belga in un supermercato italiano, sto comprando italiano, mentre se compro un pacco di pasta in un supermercato francese, no?
O a breve arriverà una seconda lista con l’elenco dei prodotti che possono essere acquistati per sentirsi veramente e fieramente camerati italiani?
E poi, nelle filiali di questi supermercati, in Italia, lavorano anche dipendenti italiani? Sì, direi di sì. Anzi, soprattutto italiani. E sono tanti.
E se i dipendenti italiani di questi supermercati dovessero perdere il lavoro per colpa di questi quattro fascistelli da social network, che pensano solo a creare un facile nemico cui dare la colpa di tutto, sarebbero autorizzati poi ad andare a cercarli uno a uno per appenderli per i piedi?
(Come si dice, chiedo per un amico. Io non ho intenzione di appendere nessuno, tanto meno per i piedi).
No, non lo sarebbero, perché finché questi fascistelli da riporto saranno una minoranza, noi continueremo a essere una democrazia.