Referendum lo dici a tua sorella

Siccome so che ci tenete a saperlo, vi comunico che all’inutile e costoso (e purtroppo pagato con soldi pubblici) sondaggio di Maroni, che chiamarlo referendum è un’offesa, non parteciperò.

Annunci

No niente, è solo una bruschetta nell’occhio.

Da tempi non sospetti, se qualcuno mi chiede chi toglierei ai cugini di campagna per portarlo nella prima squadra di Milano rispondo Icardi. Anche se un po’ mi sta sulle balle.
Da stasera mi sta ancora più sulle balle, ma la risposta alla domanda sarebbe la stessa, anzi ancora di più, perché un giocatore che vince da solo un derby segnando una tripletta, con non più di 5-6 palle toccate in tutta la partita, dovremmo avercelo noi e non loro.
Noi però un giocatore così non ce l’abbiamo da un bel po’. Loro sì.
E quindi fanculo, possiamo anche giocare il miglior secondo tempo degli ultimi anni finché vuoi, possiamo giocarne a ripetizione in serie finché ci pare di secondi tempi così, ma poi perdiamo.
E anche se le sue colpe le può avere (e sicuramente le ha, perché ormai è ben chiaro che tutto è tranne che un genio della panchina), prendersela con Montella adesso ha senso solo perché è il bersaglio più facile. Se fossi convinto che cambiando allenatore le cose andrebbero meglio chiederei la sua testa senza esitazione.
Ma diciamocelo, quali sono le alternartive praticabili in questo momento?
C’è qualcuno che realmente crede che Carletto passi i suoi pomeriggi di fianco al telefono in attesa di essere chiamato da Fassone?
Restiamo focalizzati sulla situazione e evitiamo inutili tempeste: il MIlan è quello che è. Non una squadra in grado di competere, per ora, per i primi posti della classifica. Una squadra con giocatori mediamente migliori di quelli dell’anno scorso, ma tutti nuovi e appena arrivati. Una squadra che quest’estate ha cambiato tutto, dalla società alla formazione, e che ha bisogno ancora di tempo per capire dove può arrivare.
Secondo me arrivare al quarto posto non è ancora una missione impossibile. anche perché non arrivarci sarebbe un fallimento che la stessa società non si può permettere. per cui dopo questo derby occorre solo rimboccarsi le maniche e ricominciare, sperando che anche questo ulteriore passaggio a vuoto serva a schiarirsi le idee.
Certo è che di passaggi a vuoto come questo non ce ne potremo permettere ancora molti altri.
Per cui non ha senso mandare a casa Montella adesso, ma anche per lui ormai il bonus si sta esaurendo. Non serve un allenatore che fa i miracoli, ma uno che mette in campo una squadra con un senso compiuto per tutta la partita, non solo un tempo alla volta.
Forse se anche lui la smettesse di tentare di fare il fenomeno e cominciasse semplicemente a fare l’allenatore, farebbe il bene suo ed anche il nostro.

Milan – Roma: 0-2

Laconico: che ci vuoi fare, se non la butti dentro tu prima o poi la buttano dentro loro.

Fatalista: che poi, a dirla tutta, mi aspettavo di peggio, nel senso che temevo avrei assistito ad una partita in cui la Roma avrebbe maramaldeggiato sul nostro cadavere.

Ottimista: invece, fino allo sciagurato momento del loro gol, e soprattutto nella prima parte del secondo tempo, abbiamo giocato abbastanza bene, sfiorando anche il colpaccio.

Realista: ma rimane quel piccolo particolare che chi segna vince, che prende gol no.

Milanista: comunque vada, Forza Milan.

Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

Le cose pratiche

Le parole risveglio e entusiasmo stamattina vanno d’accordo come la Juve e le finali di coppa. Ma non siete voi, non sono io, è il lunedì.
A parte questo però v’è da dire che non è un lunedì qualsiasi. Un po’ perché mannaggia  boia cane l’estate sta finendo, un po’ perché finalmente è ricominciato il campionato.
Finalmente si passa dalle cose formali, che tanto ci sono piaciute, alle cose pratiche. Che dire, non male, soprattutto pensando che il cantiere è ancora in corso (come possono confermare tutti gli umarelli gobbi e bauscia ammassati a commentare).
Siamo appena all’inizio e tutto può succedere, anche che il cantiere crolli miseramente su se stesso, ma lasciatemi dire che i primi segnali sono promettenti.
L’aria sembra essere cambiata.  Il Milan degli ultimi anni di fronte ad avversari palesemente più deboli invece che limitarsi a fare il suo gioco e portarsi a casa i tre punti, si adattava alla pochezza dell’altra squadra e rischiava pure di uscirne con le ossa rotte.
Erano anni che alla prima di campionato non passavamo un secondo tempo di assoluta tranquillità come quello di ieri sera, col 3-0 già messo in saccoccia da un pezzo e la squadra che ha continuato a giocare senza procurare attacchi d’ansia a noi poveri tifosi.
Per non parlare del cappotto rifilato in scioltezza ai dopolavoristi macedoni giovedì sera. Ci si potrebbe quasi abituare.
Bisognerà ovviamente arrivare a scontri un po’ più probanti di quello di ieri per vedere veramente di che pasta è fatta la squadra, o di che pasta sarà fatta, visto che, cosa anch’essa da non sottovalutare, il mercato non è ancora finito e soprattutto nessuno si è nemmeno sognato di dire che siamo a posto così.
Poi verranno partite più difficili, e magari anche qualche sbandamento, sono tutte cose che vanno messe nel conto. E noi metteremo nel conto anche questo. Ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, direi che per ora questo è un buon giorno per essere milanisti.
Caffè?