Liberi e divisivi

Il 25 aprile è il giorno giusto per ricordarci che sì, va bene quasi tutto, ma non proprio tutto tutto. E che il problema di fare di tutta l’erba un fascio non è l’erba, ma il fascio.

Il 25 aprile è quel giorno che se per te non è un giorno da celebrare, sotto sotto sei un po’ fascista. E se sotto sotto sei un po’ fascista, ricordati che è molto più facile essere un po’ fascisti sotto una democrazia (anche se è sbagliato, ma se non l’hai ancora capito non c’è speranza per te) che essere qualunque altra cosa sotto il fascismo. Ed è per questo che celebriamo il 25 aprile.

Il 25 aprile è una giornata divisiva. Serve a separare chi è fascista e chi non lo è. E per ricordarci che non si può essere non fascisti senza essere antifascisti.


Il 25 aprile deve essere divisivo

Divisivo tra noi e quelli che non lo festeggio perché è divisivo (nessuno ti ha invitato);

Divisivo tra noi e quelli che in fondo ha fatto anche cose buone (tipo morire);

Divisivo tra noi e quelli che ci vorrebbe il duce (sì, certo, abbiamo già dato);

Divisivo tra noi e quelli che non c’è un problema di fascismo in Italia (ma infatti, c’è un problema di fascisti);

Divisivo tra noi e quelli che non sono fascista ma… (segue una stronzata che non è fascista, ma…);

Divisivo tra noi e quelli che bella ciao è una canzone comunista (si, beh, le sai proprio tutte tu);

Divisivo tra noi e quelli che non ci hanno liberati i partigiani, ma gli angloamericani (di certo non ci hanno pensato i tuoi camerati);

Divisivo tra noi e quelli che hanno deciso che farsi chiamare sovranisti sia un buon modo di mascherare il loro fascismo (la merda resta merda, in qualunque modo la chiami);

Divisivo tra noi e quelli che se sei antifascista sei comunista (e tu sei scemo, ma si sapeva);

Divisivo tra noi e quelli che l’olocausto è un invenzione (non so che dire, muori male);

Divisivo tra noi e quelli che ci sono cose più importanti cui pensare in questo momento (ci sono sempre altre cose, ma non più importanti);

Divisivo tra noi e quelli che non ci sono negri italiani (razzista e fascista, una faccia una razza);

Divisivo tra noi e quelli che non si rendono conto che il 25 aprile si festeggia la liberazione di tutti, anche la loro (e ciò che consente loro di dire le loro stronzate fasciste, la democrazia).