Sassuolo-Milan: 4-3

Facile prendersela con Allegri adesso. Facile.
Io però sono almeno tre anni che me la prendo con lui per cui non ho alcun rimorso a insistere adesso. E’ ovvio, non è solo colpa sua. dietro alle colpe di Allegri ci sono anche le colpe di una società che non esiste più e di una rosa di giocatori totalmente inadeguata.
Ma se con la difesa più bucata di sempre (non ho statistiche alla mano, ma credo che il Milan non abbia mai preso 30 gol in un solo girone) si continua a cercare un centrocampista, quando è evidente che ci vorrebbero almeno tre difensori, la colpa di chi è?
Di chi fa il mercato, certo. Ma anche di chi dalla panchina non si sogna di dire niente, perché va tutto bene e l’importante è arrivare a giugno col culo ben saldo alla panchina.
Lo stesso che, con questa bella difesa che ci ritroviamo, l’unico difensore nuovo che abbiamo lo tiene vicino a sé in panca, perché va tutto bene così, no?
Per cui via Allegri, subito, e poi possibilmente via anche tutti gli altri.
Abbiamo preso 4 gol da una squadra che finora, in 18 partite, ne aveva fatti solo 17 e ne aveva subiti 38, e tutto questo dopo essere passati avanti di 2 gol.Per il resto sulla partita di stasera non c’è altro da dire.
Cacciamo Allegri e affidiamo la squadra a Inzaghi con due soli compiti: far giocare i giovani e salvarsi prima possibile. Poi l’anno prossimo di vedrà, ma se anche noi trovassimo un Tohir disposto a buttare un po’ di milioni ben venga.

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Milan-Atalanta: 3-0

Dire che è stata una bella partita è dire una bugia.
Ma se dicessi che, vista la formazione, mi aspettavo una bella partita, sarebbe dire una bugia ancora più grossa. La mia fiducia in Allegri ormai sta raggiungendo lo stesso livello di quella nei confronti del suo datore di lavoro, che è tutto dire.
Se poi ci mettiamo che dopo tutto lo smantellamento di maroni che ci hanno fatto su Rami, dolce Rami (che non è un fenomeno ma come tale hanno cercato di vendercelo) il nostro Mister contentone ha riproposto la stessa coppia centrale che tanto ha fatto per rendere quella del Milan una delle difese più bucate dei campionato, capirete il mio atteggiamento prima della partita. Quello di uno che è stato indeciso fino all’ultimo se andare al cinema.
Poi al cinema non ci sono andato e se non fosse per i gol 100 e 101 di Kakà avrei il dubbio di aver buttato un pomeriggio.
Detto questo posso solo notare che Balotelli in 3 minuti ha fatto più della coppia Matri Robinho in tutto il campionato e che Cristante sembra davvero essere bravo come ci è stato detto per tutti questi mesi (mesi in cui però non ha giocato, perché?). Talmente bravo che mi pare ovvio che domenica con Sassuolo non ci sarà, per lasciare il posto a qualche fenomeno come Birsa o Montolivo.
D’altronde anche Saponara ha avuto la sua occasione prima della pausa, ed anche lui ha fatto vedere belle cose (prima di sparire insieme a tutta la squadra) ed infatti di lui ieri non c’è stata traccia.
Non vedo l’ora che questo campionato finisca per potere finalmente salutare Allegri come si merita, cioè con una sonora pernacchia.

Maledetto derby, maledetto lunedì

Derby orribile, come un po’ il resto della stagione peraltro. In qualche modo possiamo prenderlo come una metafora del campionato; noi giochiamo malino, maluccio, male, malaccio, mai bene. Gli altri pure, che di squadroni non ce ne sono. Ma alla fine chi si porta a casa i punti sono gli altri.
L’unica certezza è che Allegri non se ne va. Neppure se lo beccano a fare incularella con Piersilvio nella Jacuzzi di Arcore mentre Matri fa loro una godlen shower e utilizza Dudu come spugnetta, con l’internazionale come colonna sonora e Evanuelson e Costant fanno l’elicottero in giro per i corridioi schizzando tutti i preziosi arazzi.

La mi porti un bacione a Firenze

Il Milan di quest’anno soffre contro le squadre che giocano a calcio. La soluzione, se non si vuole procedere in altri modi (tipo trovare un allenatore che dia un gioco alla squadra) potrebbe essere quella di portare i ragazzi al bar a giocare a scopone invece che allo stadio.
Avevo pensato anche al biliardo, ma metter in mano a Balotelli oggetti contundenti come una stecca mi pare un azzardo.
Poi il biliardo generalmente ha il panno verde e non vorrei che questo me li facesse intristire.
Le carte sono una buona alternativa.
Oppure ci si arrende all’evidenza che un allenatore già sfiduciato nei fatti, col contratto in scadenza che non verrà rinnovato, e che in quattro anni non è riuscito a dare un gioco alla squadra, è un lusso che non ci si può permettere di mantenere.
Meglio a questo punto qualcuno che arrivi col solo mandato di salvare il salvabile tentando di dare nuove motivazioni (ma ce n’è davvero bisogno? Quando uno è nella merda, la voglia di uscire dalla merda non dovrebbe averla già da solo?) ma soprattutto un paio di schemi e istruzioni semplici, applicabili e coerenti. Un gioco di base, un paio di regole di base (tipo che chi è in barriera deve restare in barriera, cazzo!), un modulo che sia lo stesso per almeno tre partite di fila. E magari una bozza di progetto e di gerarchia in squadra. Ma questo richiede uno sforzo della società che al momento mi pare fuori prospettiva.
Sia chiaro, non penso che Allegri sia la causa dei problemi della squadra. Allegri è una delle conseguenze. Allegri è la febbre, il sintomo, l’infezione è altrove. Ma nell’attesa che il dottor House capisca se la causa è il Lupus o la puntura di una rara zanzara artica, una tachipirina può essere utile; se non altro abbassa la febbre e il paziente riesce a reggersi in piedi.
Certo è che non è che comunque ci siano in giro tutti questi fenomeni della panchina e soprattutto anche quei pochi che sarebbero disponibili a salire in corsa su un treno che sembra stia per deragliare non lo faranno gratis. Ma qualcosa a questo punto va fatto e a meno che la società non decida di aprire il portafogli e comprare a gennaio i difensori e il centrocampista di alto livello che mancano, la soluzione più a basso costo è quella di cambiare allenatore.
Poi magari si interviene sull’infezione, che a mio avviso è la guerra in famiglia tra Galliani e Barbara Berlusconi. Ma qui la metafora diventa difficile da gestire, come la situazione. Perché è evidente che il problema non è neppure tanto quello di capire se il Berlusca prima o poi deciderà di seguire una linea oppure l’altra (ammesso che dietro ci siano davvero due linee diverse e che non sia solo una lotta di potere fine a se stessa), ma se e fino a che punto al Berlusca interessi ancora il Milan, tranne che durante le campagne elettorali.
E qui casca l’asino.
Barbararella e Galliani possono avere tutte le divergenze del mondo sul nome dell’allenatore o su come impostare un progetto o una campagna acquisti, ma sia per l’uno che per l’altro non esiste progetto attuabile a costo zero. I progetti di entrambi dipendono, per ora, dai soldi del Berlusca. I momenti di crisi ci sono sempre stati, anche negli ultimi 25 anni. Ma sono sempre stati superati grazie ad una società che aveva le idee chiare su dove voleva arrivare, ma soprattutto le risorse per arrivarci. I vari Nesta, Thiago Silva, Ibrahimovic, non arrivano gratis e non restano se non sei in grado di pagarli.
Si dice che Berlusca starebbe cercando un acquirente per il Milan già da un paio di anni. Io non mi scandalizzo. Trovo che sia l’evoluzione necessaria delle cose. O ricomincia a spendere, se ne ha, o vende. È chiaro che una squadra, se vuole essere grande, deve contare su grandi risorse economiche.
Altrimenti dovremo accontentarci di vedere il Milan tornare ad essere quello piccolo degli anni ottanta. Senza troppe pretese ma, si spera, almeno con una sua dignità.

Milan – Lazio no gniente

Ma quant’è bello Kakà. Ma quant’è bravo Kakà. No niente, sto cercando disperatamente la battuta ma non mi viene proprio niente.
Ieri sera c’è stato uno scontro di antimateria contro altra antimateria. Sarebbe interessante capire, da qualche genialone, se questo può avere effetti particolari sull’universo, tipo un buco nero a S. Siro o una ricrescita di capelli naturali sulla testa di Conte.
Al momento sono in grado di descrivere, ma non lo faccio perché sono un gentiluomo, l’effetto che la partita di ieri ha avuto sui miei coglioni.
A questo punto sono abbastanza rassegnato a quasi tutto, anche a vedere vendere a gennaio Balotelli e El Sharawy con la motivazione del bilancio. Poi magari ci acquistano, che so, Borriello, perché gli ex quest’anno funzionano.
Ah, mi raccomando, sempre forza Allegri. Lui sì che ha le idee chiare.

Parma – Milan: Allegri – Vattene

Premetto che ho visto solo gli ultimi 25 minuti della partita, dal 2-2 in poi, quindi posso giudicare solo quelli.
Kakà si sta dimostrando anche un buon acquisto, ma se poi lì davanti si ritrova Matri non ci siamo.
In quei 25 minuti ho visto di tutto. Ho visto Gabriel tentare di uccidere Cassano. Ho visto Birsa tirare le punizioni ( tre punizioni dal limite in 25 minuti) ed ogni volta mi sono chiesto dove fosse Balotelli. Ma il genio di Livorno aveva deciso di sostituirlo. Brillante.
Ho visto Costant fare cose gli sarebbero valse un pedatone del culo in qualsiasi squadra dell’emisfero boreale. Ma non nel Milan di Allegri.
E poi ho visto Matri spostarsi ed aprire una barriera a due in una punizione da quasi metà campo al 94esimo facendo passare la palla diritta verso la porta.
Questo ho visto e un po’ mi sono girate, ma non troppo.
Perché la colpa è talmente distribuita e radicata che è anche difficile trovare un solo colpevole. Te la puoi prendere con Allegri, è cosa buona e giusta, ma la colpa è anche di chi Allegri se lo tiene e continua a stringerselo al petto.
Te la puoi prendere con con Galliani, ma la colpa è anche di chi Galliani l’ha messo lì e di chi ce lo lascia. Che poi è quello che trova anche comodo lasciare che le colpe le prendano Galliani e Allegri, salvo poi cercare di prendersi i meriti quando qualcosa va un pochino meglio (vedi Barbarella che dice che se col Barça non si è fatta la solita figuraccia è merito dei suggerimenti di papà).
La soluzione? Eh, chi lo sa. Il pesce puzza dalla testa questo è chiaro, quindi ci vorrebbe un qualche riccastro che sostituisca la testa.
Un Tohir, per capirsi, magari uno un po’ più sveglio di quello capitato in sorte ai cugini. Nel frattempo una prima soluzione a basso costo è quella di cercare un allenatore che dia la sensazione di capirci qualcosa. Uno che non faccia le formazioni pescando il bigliettino col cappello, uno che dia alla squadra un gioco riconoscibile per almeno tre partite di fila, uno che non sia fatalmente allergico a tutti giocatori coi piedi buoni. Uno che non pensi che in fondo il cartonato di Matri può essere più utile di Balotelli, anche se Balotelli è in una delle sue giornate negative.
Insomma uno che non sia Allegri, al quale auguro il meglio, possibilmente lontano da Milano.

Ajax – Milan: napartitemmerda

Si potrà discutere quanto volete sul fatto che il rigore ci fosse oppure no (no, ma qui lo dico e qui lo nego), però alla fine il pareggio dopo una partitaccia così alla fine ci sta anche.
Poi ci sta cacciare a calci in culo un allenatore che dopo un primo tempo così indecoroso dice che la squadra ha fatto quello che lui ha detto loro di fare.
Migliore in campo per il Milan ancora una volta De Jong, subito dopo Balotelli, che se fosse un altro (che so, Toni) verrebbe esaltato per aver procurato un rigore frutto dell’esperienza, ma siccome è lui ha rubato. In compenso ha anche preso un sacco di botte, ha beccato una traversa da capogiro, ed è l’unico che non ha mai smesso di lottare. Eroe. Avercene.
Per il resto, non vorrei essere al posto dell’arbitro domenica sera.
Ma questa è un’altra storia.

Milan – Napuleemillecolori: 1-2

Come sempre, nel bel giuoco del calcio come nel bel giuoco della vita, perdere ci sta. Fa parte delle possibilità possibili, che al netto di imprevedibili catastrofi che portano alla conclusione anticipata della partita (terremoti, invasioni aliene, lampadine fulminate), sono solo tre: perdere, pareggiare, vincere.
Quel che ci sta un po’ meno, almeno per i miei gusti, è perdere e poi presentarsi davanti ai tifosi e sostenere che va bene così, perché alla fine abbiamo giocato una buona partita. Che è un modo di negare la sconfitta e, in certi casi, anche di negare la realtà.
Chiariamo: non sono fanatico del risultato fine a se stesso. Certo, concludere incassando 1 o 3 punti è meglio che perdere, ma conta anche come ci si arriva. E il guaio è che se quella col Napoli è stata la miglior partita della stagione, se questo rappresenta il punto apicale di un percorso, avremmo potuto anche vincere 5-2 e ci sarebbe stato da festeggiare (forse) solo per il risultato. Perché il gioco, diciamolo, fa schifo. L’unico schema individuabile pare essere darla a Balotelli e vedere che combina. A parte questo continua ad essere impossibile tentare di capire qual è il gioco della squadra.
Per cui, se non si può gioire per il gioco, e non si può gioire del risultato, mi si spiega di cosa cazzo dovremmo essere contenti?
Forse solo perché, con la difesa che ci ritroviamo, e col portiere che ci ritroviamo, non abbiamo fatto la fine del Sassuolo.
Dopo anni che, quando insultavo Emanuelson, mi sentivo rispondere che era fuori ruolo, finalmente lo abbiamo visto giocare nel suo ruolo d’origine, terzino sinistro, e non ha smesso di far cagare.
Dopo anni che continuiamo a prendere gol a cazzo con la difesa schierata, guarda caso ieri abbiamo preso un altro gol a cazzo con la difesa schierata, a cazzo di cane.
Per non parlare di Abbiati sul tiro di Higuain.
Tutto quello che succede sul campo per il Milan passa attraverso Balotelli, ma non solo perché è un accentratore. Più che altro perché gli altri non esistono. O se ci sono fanno danni.
Poi volendo si potrebbe recriminare sul fatto che non ci hanno dato un paio di rigori (alla faccia del complotto pro Milan), o che Balotelli ha scelto il momento peggiore per sbagliare il primo rigore della carriera, o che il fallo da dietro su Balotelli era da rosso, che quello di Behrami era fallo (dalle mie parti è un blocco in movimento), ma non cambia la sostanza. Che è quella di una squadra che non ha un gioco, ma che ha una serie di difetti ormai noti e arcinoti ai quali sembra essere affezionata, al punto che li coltiva, li coccola e li tira fuori in ogni occasione possibile, come certi vecchietti un po’ rincoglioniti che puntualmente, a tavola coi parenti, si tolgono la dentiera e la sciacquano nel bicchiere. Giusto per vedere l’effetto che fa.
Prendo nota però degli episodi, giusto come promemoria di fronte a quelli che sostengono tutt’ora che il Milan è favorito dagli arbitri. Come diceva il maestro, rigore è quando arbitro fischia.

Post intimistico calcistico

Sono molto triste, perché il mio Milan non mi dà le giuoie che vorrei.
Come la vita del resto. E’ il destino che tocca in sorte a noi, angeli con le ali spezzate e una sensibilità fuor del comune.
Soffrire per i dolori degli altri, ma anche per le loro giuoie. Noi giuovani che non siamo mai stati veramente giovani, noi adulti che in fondo veramente adulti non saremo mai.
Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai, tant’è che per recuperare almeno un risultato al limite della decenza tocca aspettare il recupero, con un gol di culo che più di culo non si può (c’è da dire che dopo quella partita con la Juve Muntari ne ha da recuperare), ed un rigore sacrosanto, ma che corona il pareggio alla fine di una partita in cui se avessimo perso 4-0 nessuno si sarebbe scandalizzato.
La morale è siampre quella, siam nati per patire e patiamo.
Ma se almeno Allegri si levasse dai coglioni, patiremmo con un po’ più di giuoia.

La premiata ditta

La premiata ditta Allegri-Galliani è tornata, quando ormai avevo cominciato a gustare la partenza di almeno uno dei due. È tornata e devo dire quando sembrava in dissoluzione che non ne ho sentito la mancanza neppure per un istante. Cosa che, viste le voci che già adesso cominciano a girare, posso soltanto confermare.
Ammesso e non concesso che ci stiano veramente pensando (di questi tempi è d’obbligo non dare nulla per scontato, neppure il fatto che qualcuno realmente stia facendo quel che si dice sta facendo) la sola ipotesi della vendita di El Shaarawy è una roba che non sta né in cielo né in terra sotto diversi punti di vista.
Il primo che viene in mente è quello della coerenza (questa sconosciuta). Ma come? L’anno scorso la premiata ditta ha cercato di farci digerire la vendita di Thiago Silva e Ibrahimovic, oltre che per le esigenze di bilancio, propinandoci la favola bella del nuovo progetto, di un Milan dei giovani proiettato verso il futuro, e adesso che questo fantomatico progetto sembra non essere più messo in pericolo a causa del cambio di allenatore vendono uno di questi giovani al primo offerente per prendere due trentenni?
Certo si sa che nel calcio la coerenza, come tutte le cose che non solo sono gratis, ma anzi hanno un costo, è una roba che fa un po’ schifo. Meglio stare lontani, che magari è contagiosa.
Poi ci sarebbe il discorso calcistico. Alla fine del campionato, e contro le previsioni di quasi tutti i tifosi, il Milan è riuscito ad agguantare un insperato terzo posto, arrivato sì grazie a superMario (sempre sia lodato) ma anche e soprattutto grazie ai 16 gol ed alle prestazioni di El Shaarawy. Senza di lui è facilissimo pensare che il girone d’andata sarebbe finito come era iniziato, col Milan in zona salvezza, ed è davvero difficile immaginare che sarebbero arrivati Balotelli e il terzo posto. Uno così qualsiasi squadra che vuole costruire un progetto vincente ci penserebbe molto seriamente prima di venderlo. Se quel che interessa sono i risultati futuri.
Se quel che interessa invece sono solo i bilanci allora si può vendere chiunque. Ma questo voglio sperare che non sia il modo di fare del nuovo Milan che ci aspetta. Se le prospettive sono queste, diventare una squadra che svezza giocatori per poi venderli, allora lo dicano.
Poi bisogna vedere anche quali sono le alternative. Un conto è se mi dicono che è necessario vendere il faraone per arrivare a un giocatore come Messi, o Cristiano Ronaldo, o Bale. Nessuno avrebbe da ridire, visto che si andrebbe indubbiamente a migliorare. Ma siamo poi così sicuri che Tevez adesso valga più di El Shaarawy?
Su Matri la domanda neppure la faccio.
Con tutto il bene che gli si può volere, Matri non va bene neanche come rincalzo di Pazzini. Certo, è un pallino di Allegri.
Allegri.
Uno che ci ha messo quasi due anni a capire che Evanuelson non è un trequartista (ammesso che sia stato lui a capirlo e non qualcun altro in società che lo ha ceduto in prestito pur di non vederlo più titolare), uno che sembra ritenere che Boateng sia l’erede calcistico di Pirlo o di Seedorf, uno che preferisce Matri a Ibrahimovic.
Ho detto tutto.