Con la dovuta calma (fai come il Milan)

Perché affannarsi?
Perché sbattersi?
Perché?
Fate come il Milan, con calma, rilassati, senza prendere le cose troppo a cuore.
Il campionato? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
La coppa Italia? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
IL derby? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
Il mercato? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.

E allora, faccio come il Milan anche io, e scrivo i post prendendomi tutto il tempo possibile. Con la differenza che io per scrivere queste quattro stronzate non vengo pagato, anzi rubo il mio tempo a altre attività che magari potrebbero essere più fruttuose, e che, soprattutto, questo blog lo leggono in quattro e non chiedo soldi a nessuno, mentre per vedere il Milan giocare da schifo bisogna comunque pagare, o allo stadio o alle tv.
Ma che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.

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Il più grande dirigente sportivo degli ultimi 150 anni

Facciamo volare un po’ la fantasia.
Campionato 2009. L’ultimo con Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan, che arriva terzo e conquista un posto in Champions. Dopo aver salutato l’allenatore in partenza, Adriano Galliani annuncia le proprie irrevocabili dimissioni da Vicepresidente vicario e Amministratore Delegato del Milan e indica come suo successore Leonardo, al quale spetta quindi anche la scelta del nuovo allenatore.
Qui la fantasia in qualche modo si ferma, non voglio scrivere un romanzo. Diciamo che però rispetto a quanto successo realmente negli ultimi 5 anni rimane invariato il progressivo disimpegno da parte della famiglia Berlusconi, soprattutto dal punto di vista economico.
Non voglio fare sforzi di fantasia per tentare di immaginare come Leonardo avrebbe gestito la squadra al posto di Galliani negli ultimi 5 anni, non è quello il mio scopo.
Fatto sta che molto probabilmente, a prescindere da quello che ciascuno di noi può immaginare sarebbe successo in questi ultimi 4 anni in uno scenario di questo genere, anche se pure prima del 2009 non sono mancati momenti negativi nella sua gestione, dalle luci di Marsiglia al coinvolgimento in calciopoli, per esempio, Adriano Galliani oggi sarebbe un pacioso pensionato ricordato da quasi tutti come uno dei migliori dirigenti sportivi della storia del calcio. E molti milanisti lo rimpiangerebbero.

Una banda di idioti

Peccato che quest’anno non si giochi la champions perché, invece che stare qui a cercare di scrivere qualcosa di interessante su una partita in qualche modo incommentabile, un po’ come tentare di dare un’interpretazione logica a un film dei Vanzina, avrei potuto passare la serata guardando una partita.
Vabbé, facciamocene una ragione e torniamo alla partita di domenica sera.
Avete presente quei film cui accennavo prima?
Non esiste una trama. Ogni tanto si vede qualcosa di esteticamente apprezzabile, nel caso del film una gnocca, nel caso della partita un cross di Abate con gol di testa di Honda, o un gollasso mondiale di Menez, e poi, senza nessun tipo di collegamento con quanto successo prima, qualcuno scorreggia o rutta (L’equivalente dei gol presi dal Milan). E daje a ride’.
C’è di buono che non ci si annoia.
Ancora meglio è il fatto che abbiamo fatto sei punti nelle prime due partite, cosa che non succedeva da quasi un decennio. E abbiamo segnato addirittura otto gol in due partite, anche se poi ne abbiamo presi cinque, che non è poco.
Questo vuol dire che forse la cura Inzaghi, almeno in attacco, sta funzionando. La difesa invece non sembra essere migliorata. Ma c’è tempo e Bonera, almeno per la prossima, non ci sarà.
Che altro dire? Sabato giochiamo contro i gobbi. Allenati da Allegri.
La mia inconfessabile speranza è un gol di Muntari.

E alla fine arriva sempre la fine

Non sono tra quelli che si strappano le vesti per la mancata qualificazione in Europa. Anzi, per certi versi è meglio così. Magari qualcuno capisce che non si fanno le nozze con i fichi secchi. Che la politica dei parametri zero funziona una volta su dieci, quando va bene. E che se si proclama di voler puntare sui giovani bisogna farlo davvero, non facendoli giocare per mezza partita ogni tre mesi giusto per vedere l’effetto che fa.
Il primo problema però è che al momento non è chiaro chi dovrebbe capirle queste cose.
L’Europa non l’abbiamo persa ieri sera, e non l’abbiamo persa neppure domenica scorsa contro l’Atalanta.
L’Europa l’abbiamo persa nel girone d’andata, facendo solo 22 punti in 19 partite, perdendo alla prima giornata col Verona e all’ultima col Sassuolo, ma non solo. L’abbiamo persa pareggiando 3-3 col Bologna, perdendo 3-2 col Parma, perdendo in casa con la Fiorentina, ma anche pareggiando 0-0 col Chievo, 1-1 col Genoa, 2-2 col Livorno, e perdendo il derby.
L’Europa l’abbiamo persa a giugno dell’anno scorso, quando qualcuno ha pensato bene di trattenere Allegri, che aveva già, dicono, un accordo con la Roma. Sarebbe stato meglio non fargli neppure iniziare il campionato, lo dicevo allora e ne sono ancora più convinto adesso, ma tant’è. In quel momento prevaleva la linea Fester e ce lo siamo dovuto tenere, anche se in quattro anni non ha mai dato un vero gioco alla squadra e le sue fortune, vedasi campionato vinto al primo anno, sono dovute più al fatto di avere, allora, a disposizione dei giocatori con cui era quasi impossibile perdere (lui comunque c’è riuscito l’anno dopo).
Il pasticciaccio brutto dell’avvicendamento tra Allegri e Seedorf è frutto della guerra in famiglia tra Barbarella e zio Fester, una querra di trincea della quale al momento non si vede la fine e nella quale l’unica cosa che possiamo fare è continuare a contare i morti e i feriti.
Comunque, il fatto di non avere più Allegri sulla panchina del Milan è una delle poche buone notizie di quest’anno. Forse l’unica.
Per il resto c’è stata parecchia sfortuna, accompagnata da una gestione societaria degna dei migliori tempi del buon Giussy Farina.
Cacciare un allenatore che aveva ottenuto risultati indecenti è cosa buona e giusta. Sostituirlo con uno che non ha mai allenato è stato un azzardo. Azzardo in parte ripagato da una rimonta che sembrava quasi impossibile e che non si è conclusa solo nelle ultime giornate. Metterlo in discussione dopo due mesi è semplicemente da pirla, soprattutto se i risultati che ha ottenuto sono stati, praticamente con la stessa squadra, molto migliori di quelli del suo sciagurato predecessore.
C’è grossa crisi, signora mia, e parte da lontano.
Parte, secondo me, da quando qualcuno ha deciso di giubilare il buon Leonardo, prima da dirigente e poi da allenatore.
Tutte operazioni dietro le quali mi viene da pensare che ci fosse la volontà di allontanare un personaggio scomodo per sostituirlo con qualcuno di più malleabile.
Non dimentichiamo che Leonardo, oltre ad essersi dimostrato un ottimo dirigente, s’è dimostrato, checché se ne dica, un ottimo allenatore, arrivando quasi a vincere lo scudetto con una squadra che non era neanche lontanamente paragonabile a quella con cui ha vinto lo scudo Allegri.
Io ritengo che le disgrazie di oggi partano da allora.
Adesso però c’è da costruire il futuro, ammesso che realmente lo si voglia fare. O da trovare per il Milan qualcuno che abbia la voglia e le risorse per farlo.
Una stagione con solo il campionato e la Coppa Italia può essere un’occasione, se sfruttata adeguatamente.

Squadra di merda non si cambia

Alla fine l’effetto culo di legno s’è schiantato contro la dura realtà. Con una squadra di scappati di casa, calciatori per caso, gente che passava di lì spacciata per campioni e ex giocatori troppo vecchi anche per una carriera da commentatore alla Rai non si va da nessuna parte. (Questo non vuole essere un modo per assolvere Allegri, anzi. Questa squadra l’ha voluta lui così).
Con una squadra capace di prendere gol contro chiunque e in qualunque modo si può fare qualunque cosa davanti, anche mettere tre punte (ad avercele) e tre trequartisti.
Tanto poi alla prima occasione segnano gli altri.
Poi i coglioni della curva ce l’hanno a morte con Balotelli, come se il colpevole di tutto fosse lui. Ma se dopo 4 minuti la squadra è già sotto di un gol, e con un giocatore in meno, grazie a fortissimo trio Bonera-Evanuelson-Abbiati, mi dispiace dar loro una delusione, ma neppure Messi e Cristiano Ronaldo insieme farebbero la differenza.
Continuo a pensare che cacciare Allegri sia stato giusto, esattamente come continuo a pensare che in ogni caso sia stato fatto troppo tardi. Sarebbe bastato lasciarlo andare via a giugno e costruire una squadra diversa.
Non abbiamo un solo terzino sinistro di ruolo e questo non è per colpa di Balotelli o di Seedorf. Qualcuno però chieda ad Allegri come mai Didac Vilà in Spagna è titolare fisso mentre da noi era l’uomo invisibile.
Ah già, ma noi abbiamo Costant e Evanuelson, a che ci serve un terzino vero?
Giusto per fare un esempio eh.
Che di nomi ce ne sarebbero anche altri da fare.
A partire dalla società. In particolare uno. Un nome che gli eroi della curva però stranamente non riescono a fare. Allora lo faccio io: Silvio Berlusconi.
Sarebbe ora che si decidesse davvero a fare quello che molti di noi auspicano da tempo: ammettere che non c’è più trippa per gatti, che i figli non gli passano più un ghello per il suo giocattolino e che la cosa migliore per il Milan ormai è trovare qualcuno che se lo compri e che abbia voglia di investirci qualcosa. O dobbiamo cominciare a pensare che se lo tiene stretto perché altrimenti non saprebbe dove parcheggiare Barbarella?
Torniamo però al nome di Seedorf. Giusto per non tralasciare niente.
Ci sono cose che non capisco. Dicono tutti che è molto intelligente e io, pur non conoscendolo di persona, tendo a fidarmi.
Per cui, essendo una persona intelligente, dovrebbe rendersi conto anche che a questo punto qualche colpa comincia ad averla.
Tipo l’insistenza a mettere in campo l’inutile e dannoso Evanuelson pur di non fare giocare a sinistra De Sciglio. Sarà anche pur vero che il suo ruolo naturale è il terzino destro, ma ormai si tratta di giocare non più di dieci partite nelle quali non si può prendere gol da idioti. Per cui il buon culo di legno faccia la cortesia di mettere De Sciglio a sinistra, e al centro della difesa quelli che quest’anno hanno fatto vedere alcune cose buone, cioè tutti tranne Mexes e Bonera. Oltretutto quello di terzino sinistro dovrebbe essere il ruolo che De Sciglio occuperà anche ai mondiali.
Lo stesso vale per l’attacco e il centrocampo. Lo so, Kakà è un’istituzione, ma non ce la fa più. Un po’ di riposo è quello che gli ci vuole. Sto Saponara con cui ci hanno sfracellato i coglioni per mesi fa davvero così tanto cagare? Siamo così sicuri che lì davanti, insieme a Poli (insostituibile) e a Taarabt, o a El Shaarawy quando sarà in grado di giocare) possa fare tanto peggio di quelli che hanno giocato oggi?
Lo stesso dicasi per Cristante. Fa così schifo vedere giocare uno che azzecca a volte anche tre passaggi di fila? Vabbé, oggi era indisponibile. Ma io mi aspetto nelle prossime partite di vederlo giocare sempre. Come mi aspetto di vedere giocare di più Pazzini non al posto di Mario, ma insieme a Mario.
E a questo punto mi auguro anche che decida di far tornare a giocare da titolare il buon Gabriel. Peggio di Abbiati e Amelia non può comunque fare.

Il ritorno di Culo di legno

Caro Clarence,
Scusami se mi permetto di romperti le scatole mentre ancora stai smaltendo lo sciampagnino per festeggiare il tuo nuovo contratto. Se ti può consolare, sto smaltendo anche io il  prosecchino con cui ho festeggiato l’esonero, seppur tardivo, di Allegri.
Mi piacerebbe però che questo nuovo rapporto tra noi, tu allenatore della mia squadra del cuore ed io, semplice tifoso non evoluto ma molto molto affezionato, iniziasse all’insegna della maggiore chiarezza possibile.
Comincio: ti ho odiato quando giocavi con quegli altri, poi ti ho amato quando giocavi con noi, poi ti ho odiato di nuovo nella tua fase Culo di legno. Ora spero che tu ti faccia amare ancora.  In fondo un culo di legno in panchina ci può stare.
Ti dico però cosa spero che succeda:

  • patti chiari amicizia lunga: quest’anno la stagione è compromessa, inutile promettere rimonte irragionevoli. Mi basta la promessa di una salvezza tranquilla, senza patemi d’animo, con un Milan che affronta tutte le partite da Milan: nessun timore reverenziale, ma consapevolezza delle proprie capacità. Casco ben allacciato e coltello tra i denti, sempre.
  • il gioco: una delle principali accuse ad Allegri, tra le tante, è stata quella di non aver saputo dare un gioco alla squadra. Anche qui non mi aspetto invenzioni rivoluzionarie, basta che una volta deciso cosa si vuol fare, 442, albero di Natale, 4231, 11111111111, non si torni indietro dopo ogni partita per provare formazioni, moduli, schemi diversi.
  • i giovani: Allegri ogni tanto fingeva di fare quello che lancia i giovani. Per lui lanciare i giovani significava però farli giocare una partita, o uno spezzone, quando proprio non c’era nessun altro disponibile, e poi rispedirli in panchina o in tribuna appena il Muntari o il Nocerino di turno usciva dall’infermeria. Io quest’anno preferisco vedere pochi giovani impegnati con costanza (faccio due nomi a caso: Cristante e Saponara) piuttosto che vedere una girandola di fenomeni o fenomenini che giocano uno spezzone di partita e poi spariscono. De Sciglio e El Sharawy non li considero più da lanciare, solo uno stupido non li farebbe giocare se sono in forma. E tu non sei stupido.  Se poi ogni tanto dai qualche chance a pignatone Petagna meglio ancora.
  • l’Europa: diciamocelo, raggiungere l’Europa attraverso il campionato richiede uno sforzo notevole. Significa cercare di fare, nelle prossime 18 partite, il doppio almeno dei punti fatti nel girone di andata. Dato che di vincere la Champions non vale la pena neppure di parlarne, rimane la Coppa Italia. 3 partite in cui dare il massimo. Ecco, mi aspetto di vedere il Milan affrontare la Coppa Italia con la miglior formazione possibile e con il maggior impegno possibile.
  • Il mercato: un Milan che vende gente del valore di Balotelli,  El Shaarawy o Cristante per prendere Birsa o Matri non è un Milan. Con Allegri pare che si potesse fare, d’altronde lui è quello per cui Pirlo era finito e si giocava meglio senza Ibra. Spero che con te l’aria cambi. Se si vuole vincere bisogna tenersi stretti i propri talenti.

Detto questo ti auguro di dimostrare come allenatore del Milan lo stesso carattere, la stessa intelligenza e lo stesso talento che hai avuto come giocatore. E non ti offendere se continuerò a chiamarti culo di legno. Questa volta sarà detto con affetto (spero).

Milan-Roma

Assodato che il Milan gioca meglio senza Allegri, direi che non c’è molto altro da dire.
Per il resto, di questo passo dovremmo riuscire ad ottenere una salvezza tranquilla già dalla prima metà di Aprile, per cui forza Milan e abbasso le forze del male.
Domenica prossima ci sarà la partita di coppa d’Asia con l’internazionale di Jakarta. Ma è presto per preoccuparsene adesso.
Godiamoci intanto questo prezioso punticione.
Buon lunedì a tutti. Tranne uno.

Kaká vuol dire fiducia

Questo post viene scritto seduto sulla tazza perché ieri sera sono uscito a cena e temo di aver esagerato con un vinaccio di pessima qualità. Era una cena organizzata da un gruppo di papà della scuola di piccoletta, per cui non ho potuto evitare di andare.
Comunque credo di essermi giocato l’invito per la prossima cena quando a due papà che si dicevano preoccupati che i loro figli potessero usare Internet per cercare siti sconci e magari lasciare anche qualche dato personale nei form di registrazione, ho spiegato che il compito di noi papà è proprio quello di insegnar loro quali sono i siti porno che non richiedono alcuna registrazione.
Ma veniamo alla partita. Non l’ho vista.
O meglio, l’ho vista, ma dopo essere tornato dalla cena di ieri sera e facendo un larghissimo uso dello scorrimento veloce. Potenza del my sky; me la sono registrata e poi ho visto 90 minuti di partita più intervallo in poco meno di un quarto d’ora. Quindi non c’ho capito un cazzo, ma ho visto che abbiamo fatto tre gol. Almeno per questa metà settimana la panchina di Allegri è al sicuro. Oh gioia, oh tripudio.
Ha segnato anche Balotelli, tra l’altro anche un bel gol, mi si passi l’immodestia. Quindi magari per un quarto d’ora oggi forse c’è speranza che qualcuno lo lasci un po’ in pace. Poi da domani tornerà a essere la più grande testa di cazzo del pianeta, ma ogni tanto bisogna anche sapersi accontentare.

I dolori del giovane Allegri

A vederlo lì, ritto come un parafulmini contro un cielo di guai, viene quasi da provare compassione per lui.
Quella compassione che si prova per le persone inadeguate, ma tutto sommato inoffensive.
Se a giugno se ne fosse andato a Roma, come molti di noi speravano, ora la sua situazione sarebbe diversa (banalità, banalità) e molto probabilmente sarebbe migliore (peggiore è difficile).
Al suo posto al Milan ora ci sarebbe qualcun altro, magari con qualche punticino in più, con la stessa squadra mal costruita, ma con molte più scuse.
Ora invece è qui, a prendersi le palate di merda che quotidianamente gli tiriamo, probabilmente con una vocina fissa nel cervello che continua a ripetergli che quello di Roma è un treno perso per sempre. Mantenendo sempre, con uno stoicismo quasi lodevole, quella sua espressione che non lascia capire se ci è o se ci fa.
Nel frattempo il Milan va in merda. La società sembra Fort Apache sotto assedio e la squadra sembra, sembra, …non sembra.
Non credo di aver mai visto una situazione simile prima. Il Milan di questo inizio di campionato verrà usato in futuro come termine di paragone per indicare le squadre/non squadre. Quelle robe in cui non ci capisce niente nessuno, per primo l’allenatore, in cui ci sono giocatori che sembrano arrivati per caso, altri che potrebbero fare meglio ovunque, altri ancora che solo con un po’ di supporto in più potrebbero prendere il famoso pezzo di carta e fare carriera come ragionieri, ma chissà come chissà perché sono titolari in serie A, e poi qualche talento vero ad intristirsi, su cui insensatamente cade sempre la colpa di tutto (ogni riferimento a Balotelli è puramente voluto).
Io ormai la mia su Balo l’ho già detta in tutte le salse. Ma repetita iuvant. Capisco che i milanisti di questi tempi non possano fare altro che sentirsi frustrati. Ma se il Milan è una squadra che non ha un gioco e non ha capo né coda non è colpa di Balotelli.
Se la difesa del Milan ha la consistenza del burro lasciato a riposare sotto il sole di agosto non è colpa di Balotelli.
Se sono anni che tutti dicono che serve un terzino sinistro e quest’anno l’unico di ruolo, anche se scarso, è stato ceduto per fare posto a Costant e Evanuelson non è colpa di Balotelli.
Se Zapata ha giocato titolare tutte le partite finora invece che occuparsi delle Begonie a Milanello non è colpa di Balotelli. E non è colpa di Balotelli neppure se le begonie a Milanello sono appassite.
Se a centrocampo Muntari sembra titolare fisso più perché è impossibile spostarlo che per meriti sportivi non è colpa di Balotelli.
Se a fianco di Balotelli c’è l’immobile Matri non è colpa di Balotelli.
Se a fianco di Balotelli quando non c’è Matri c’è Robinho, che non vede la porta neppure quando ci passa sotto, non è colpa di Balotelli.
Se l’unico schema del Milan in attacco è “hontinuate a passarvela e po vedete he hosa succede ” non è colpa di Balotelli.
Poi Balotelli ha le sue colpe. Sabato per esempio ha giocato malino in una squadra che gioca di merda.
Ha sbagliato un rigore. Ma ha anche fatto un paio di giocate di quelle che da sole valgono il biglietto, e se Matri nel secondo tempo ha sparato in tribuna un suo assist alla Ibra non è colpa di Balotelli.
Se gli fosse venuta la rovesciata del primo tempo adesso sarebbero tutti lì a dire che è un campione (oppure magari un difensore a caso avrebbe fatto un’altra cagata e staremmo commentando un 2-2).
Invece il Milan ha giocato come al solito, cioè non ha giocato, lui non è riuscito a segnare ed è diventato il nemico pubblico del milanista medio.
Lo ripeto, ha giocato malino (ove il giudizio negativo è dovuto al fatto che non ha segnato e s’è fatto parare un rigore). Non male, non malissimo. Malino. Ci sono almeno 8 giocatori (non conto le riserve per amor di patria) che sabato hanno fatto peggio di lui.
Eppure il nemico adesso sembra essere diventato lui, al punti che ci sono tifosi che ne invocano la cessione a gennaio, come se in questa situazione  rinunciare a uno dei pochi giocatori che abbiamo in grado di fare qualcosa di buono avesse un senso.
Continuiamo così, facciamoci del male.

Milan-Barça: 1-1 Le pagelle

Amelia: compitino semplice: fare meno peggio di Abbiati. Ci riesce anche perché per una volta non viene messo in grande difficoltà, se non in una occasione in cui si fa trovare pronto. Però sul gol di Messi era anche lui in mezzo alla terra di nessuno, per cui si becca un 5,5.
Abate: compito non semplice, limitare Neymar. Tutto sommato se la cava abbastanza bene nella fase difensiva. Nella fase offensiva c’è questo problema che il suo bonus di un cross venuto bene a stagione se l’è già giocato nel preliminare, per cui lui corre, spinge, si impegna, ma tutta questa fatica produce solo una gran quantità di sudore. Voto 6.
Zapata: quando si ha a che fare con gente come Messi, Iniesta, Xavi, Sanchez, Neymar e compagnia bella bisogna essere concentrati al 150%. Non ci si può permettere cazzate come quella che ha combinato lui. Purtroppo di questo genere di cazzate lui se ne concede più o meno una a partita, a prescindere dall’avversario. In questo caso bisogna riconoscere una certa coerenza, che però non serve ad alzare il voto, che è un 4.
Mexes: 5,5, sarebbe stato un 6 se non avessimo preso un gol.
Costant: dinamico e motivato in fase di spinta, colabrodo in fase difensiva, che per essere uno che gioca da terzino non è il massimo. Voto 4,5.
Birsa: tanta corsa, poche luci. Quando finisce la bombola dell’ossigeno finisce anche la sua partita, ma la sufficienza c’è tutta. Voto 6+. (Poli: un po’ di passerella a partita quasi finita, si mette a far legna e dà una mano. Voto 6).
De Jong: una diga, sopra alla diga c’è un cartello, dice di qui non si passa. Davanti alla diga c’è un fossato. Davanti al fossato c’è un cancello, con un cartello su cui c’è scritto accesso vietato. Davanti al cancello c’è De Jong. Per cui cancello fossato e diga sono quasi inutili. Voto 7.
Montolivo: è in forma e si vede. Gli rimbalza addosso la palla del gol di Messi, ma non è colpa sua. Però è in forma e si vede. Voto 6,5.
Muntari: in una partita in cui lo scopo del centrocampo è soprattutto quello di fungere da campo minato per gli avversari la sua presenza in campo trova finalmente una ragione d’essere. Riesce anche rendersi utile davanti. Peccato che nel finale, esaurite le scorte d’energia, abbia fatto tutto il possibile per farsi espellere. Sbaglia anche lui un’occasione nel finale, non è chiaro se per umiltè o perché è uno scarpone. Voto 6.
Kakà: che bello rivederlo in campo con quella maglia lì. Che bello rivederlo distribuire sapienza calcistica a quei ferri da stiro di cui ama circondarsi Allegri. Purtroppo ha un’autonomia limitata, ma c’è un tale bisogno dei suoi piedi buoni lì in mezzo che io lo avrei tenuto in campo fino alla fine. Voto 7,5. (Emanuelson: far entrare lui dopo Kakà è un po come andare da Cracco e ordinare un panino alla merda. Si applica in difesa, ma non sempre con grandi risultati. Voto 5 per la buona volontà).
Robinho: rischiava di passare come l’eroe di giornata, grazie al gol ad inizio partita, ma tutti sappiamo che il vero campione è anche un campione di umilté, per cui per pareggiare il suo tabellino ha fatto un liscio sanguinoso nel finale sulla palla che avrebbe potuto regalarci la vittoria. Voto 6 di umiltè. ( Balotelli: entra ormai a giochi praticamente fatti, col Milan spompo e chiuso in difesa. Prova a dare una mano e a vivacizzare un po’ il gioco dvanti, ma sembra l’ultimo dei mohicani. Voto 6 sulla fiducia).
Allegri: La matematica insegna che 1-1=0. Nel calcio invece fa 1, che sono i punticini che ci portiamo a casa noi, ma fa anche -2, che sono i punti che non porta a casa il Barça e che tutti prima della partita davano quasi per certi.
Tra i tanti demeriti che spesso attribuisco a Allegri, c’è almeno un merito che bisogna onestamente riconoscergli: quello di riuscire ogni anno a impostare una buona partita contro il Barcellona. L’anno scorso è andata addirittura di lusso, con quel 2-0 casalingo agli ottavi, cui purtroppo è seguito un ritorno catastrofico. Questa volta ci dobbiamo accontentare di un pareggio frutto anche dei nostri errori, sia quelli difensivi che quelli sottoporta. A lui il merito di puntare sui piedi buoni di Kakà e Robinho invece che sul cartonato di Matri. Per una volta la sufficienza è piena. 6,5