Se saltelli entra Locatelli

Una volta si attendevamo con ansia le partite col real Madrid o col Barcellona. Negli ultimi anni ci tocca l’ansia per il Sassuolo. Segno dei tempi che son davvero cambiati.
Stasera ho visto due Milan, anzi tre, e due di quei tre erano inguardabili.
Il primo è quello che ha giocato fino all’ingresso di Niang, incapace di far partire l’azione (quanto sentiremo la mancanza di Romagnoli!) e quindi costretto a un continuo sterilissimo possesso palla nella sua metà campo, in cui Paletta e Gomez ogni volta che si sono trovati con la palla tra i piedi non sapevano cosa farne e quando finalmente riuscivano a darla a Mortolivo quello la rimandava sempre indietro.
In pratica una schifezza totale. Al confronto quello del Milan di Inzaghi era calcio totale.
Poi è entrato Niang e se non altro (questo è il secondo Milan) abbiamo avuto lì davanti qualcuno che riusciva a saltare l’uomo e creare qualche vera preoccupazione al Sassuolo.
La difesa però, e il centrocampo, hanno continuato a ballare in maniera tremenda. Tant’è che il Sassuolo è andato, meritatamente, in vantaggio di due gol.
Per vedere anche una squadra che riusciva a far partire l’azione con la palla al piede da davanti alla difesa è dovuto entrare Locatelli al posto di Montolivo, che nelle ultime due partite ci aveva quasi illuso di essere un vero giocatore. Poi stasera ci ha riportati alla dura realtà.
Buttando via l’adrenalina della vittoria in rimonta, non è il caso di gridare ad un miracolo che non c’è. Diciamo che per una volta, raddrizzate un paio di cose che erano da raddrizzare, le occasioni sono arrivate e sono state sfruttate al massimo. C’è da baciarsi i gomiti, il Milan degli ultimi anni si sarebbe portato a casa la sconfitta e forse sarebbe anche riuscito a peggiorare il passivo.
Oggi, grazie a un rigore effettivamente generoso (non c’era, come non c’era quello che chiedono quelli del Sassuolo, se ne facciano una ragione), ad una cannonata incredibile di Locatelli ed al gol di Paletta, festeggiamo una vittoria che fino alla mezzora del secondo tempo sembrava impossibile. Ma grazie anche all’ennesimo miracolo di Donnarumma nel finale ed al fatto che loro, pur schiacciando il Milan in area nel finale, non sono riusciti a trovare di nuovo la porta.
Ma non dimentichiamo che abbiamo visto un Milan talmente brutto che, se non lo avessimo visto, si potrebbe definire solo come talmente brutto che non può essere vero.
Gli eroi della giornata sono Locatelli e Niang, se lo meritano. Gigione ormai quasi non ci stupisce più. Godiamoci questi ragazzini favolosi.
Per una sera non voglio ripensare a gente come Mortolivo e Abate.
Voglio andare a letto pensando al gran gol di Locatelli e sperando che da oggi sia lui il titolare fisso a centrocampo.

Un cucchiaio tira l’altro

Ancora un post per punti,  mischiando di tutto un po’, che è lunedì e non ho troppa voglia di articolare concetti.

  • Finito l’europeo (il nostro), posso finalmente ritornare a detestare Conte in tutta tranquillità. Quello del “siete voi la mafia del calcio” e del gol di Muntari. Io non dimentico.
  • Per me comunque Conte non ha fatto nessun miracolo, ha semplicemente portato una squadra con un minimo di organizzazione in un europeo in cui la maggior parte delle nazionali sembravano delle semplici raccolte di figurine.
  • E infatti siamo usciti (a testa alta, mi raccomando di precisarlo sempre) con la Germania, che ha sia le figurine che l’organizzazione di gioco.
  • L’ho scritto che però a testa alta?
  • Siamo certi che Balotelli quel rigore lo avrebbe tirato peggio di Zaza?
  • Idem per Pellè.
  • Ma Balotelli è il male, e adesso per la gioia di molti se ne torna al Liverpool, dove spero che Klopp lo faccia giocare più di quanto ha fatto quel coglione di Rodgers.
  • Io comunque lo rimpiangerò, e spero di non essere il solo.
  • Bravo Pogba, talento Pogba, fenomeno Pogba cento miliardi di euro più la Kamchakta per Pogba. Ma il trascinatore della Francia non è lui. Si rassegnino i gobbi.
  • In bocca al lupo a Montella. In carriera, soprattutto da allenatore, non ha mai fatto molto per rendersi simpatico ai milanisti. Ma ora è il nostro nuovo allenatore e merita la stessa sospensione del giudizio di chi l’ha preceduto.
  • Se veramente vogliono rilanciare la squadra, Bacca e De Sciglio devono restare. A meno che non vengano ceduti per prenderne due migliori negli stessi ruoli.
  • Con l’attuale centrocampo Montella non arriva al panettone, o se ci arriva è per disperazione.
  • Comunque, a testa alta.

Al Diavolo; Milan – Frosinone: 3-3

La capacità di questa squadra di mandare al diavolo qualunque partita e complicarsi la vita è incredibile.
Cominciamo col dire che ci eravamo abituati fin troppo bene a pensare di avere un fenomeno tra i pali. Invece alla fine tocca ricordare che Donnarumma ha solo 17 anni, per cui se già al primo minuto si trova a subire un tiro insidioso ci sta che possa anche sbagliare. Come ci sta che a fine primo tempo possa sottovalutare, per inevitabile inesperienza, una punizione da quasi 40 metri.
Ci sta un po’ meno che nessuno dei giocatori di maggior esperienza immagini di tentare di impedire ai giocatori del Frosinone di trovarsi soli davanti al portiere ogni volta che vogliono, che nello specifico significa due volte, non di più. Ma se loro fanno tre tiri e tre gol, mentre noi nel primo tempo sprechiamo occasioni su occasioni, all’inizio del secondo ci concediamo pure il lusso di sbagliare un rigore, sbagliamo altre occasioni nel secondo e riusciamo pure a prendere il terzo gol,  ci sta che alla fine il 3-3 recuperato nel finale, con tanto di traversa al 94° per sancire che la sfiga ci vede meglio dei nostri attaccanti, possa essere anche accolto con un sospiro di sollievo.
Sollievo soprattutto per il fatto che mancano ancora solo due partite e poi anche questa agonia sarà finita, in attesa di una scoppiettante estate di annunci miracolosi.

Addendum su Balotelli: il rigore lo ha sbagliato lui, troppa paura e troppa tensione non aiutano. Eppure non è stato tra i peggiori ieri, neanche lontanamente, e la traversa nel finale, quando avrebbe potuto sfondare la rete e regalarci una immeritata vittoria, è la conferma che quando tutto decide di girarti storto lo farà. Ma davvero, visti Luiz Adriano e Menez di ieri, c’è qualcuno che pensa che far partire Mario titolare sia un errore?

Haka Gare

Chiariamo subito una cosa: quelli che hanno fatto una pantomima di Haka neozelandese sul campo di San Siro, prima della partita di ieri, non erano i giocatori del Milan ma attori di uno spot pubblicitario.
Quelli che invece hanno giocato la partita sembravano comparse, ma purtroppo erano i veri giocatori.
Ci terremo fino alla morte il dubbio che, invertendo gli schieramenti, magari la partita sarebbe potuta andar meglio.
Detto questo ieri due mezze buone notizie le abbiamo anche avute, la buona mezzora di Jose Mauri in campo e l’esordio di Locatelli. Spero che si possa vederli in campo più  spesso, magari già lunedì prossimo (a proposito, era proprio necessario tentare di dimostrare che è sempre possibile trovare un orario più di merda degli altri?).
Non ci sarà Balotelli, squalificato, e secondo me la squadra ci rimette. Avrei qualcosa da dire sulla sua ammonizione; non credo che nessun altro attaccante della serie A sarebbe stato ammonito per quell’intervento. Ma Mario sì, e a tutti va bene. Perché in fondo non dimentichiamoci che lui è il male del calcio italiano.

La rivoluzioncina è cominciatina

Buona la prima. Tre punti is mei che gnent.
Come volevasi dimostrare, alla fine Brocchi non ha inventato nulla di nuovo e, anche a livello di scelte individuali, non ha stravolto niente di niente.
Pure i cambi, alla fine, sembrano ricalcare quelli che aveva fatto Mihajlovic nelle ultime giornate. Menez per Bacca, Poli per Bortolacci e Harvey Esajas Boateng per Bonaventura.
D’altronde sarebbe stato folle aspettarsi chissà quale stravolgimento in soli 4 allenamenti.
Ancora rimandato l’esordio di Locatelli, che tra l’altro Brocchi dovrebbe conoscere bene.
L’unica novità è stata, per ora, la disposizione del centrocampo, con Bonaventura costretto nuovamente a inventarsi trequartista (sotto gli occhi del genio Savicevic, nostalgia canaglia) e gli altri tre dietro a fare la parte bassa del rombo. Nel senso di quello chiodato però.
Il rombo è un ottimo pesce, ma ha scarsa resa e, soprattutto, un sapore molto delicato. Per esaltarlo occorrono accompagnamenti saporiti.
Il rombo, inteso come schema di centrocampo, ha un po’ lo stesso problema. E’ un ottimo schema, ma richiede ingredienti sopraffini per compensare la sua intrinseca delicatezza. Se vuoi giocare puntando sul controllo di palla a centrocampo hai bisogno di giocatori che danno del tu al pallone e di terzini molto molto bravi a coprire le inevitabili falle sulle fasce, lasciate scoperte dai due vertici laterali del rombo.
meglio non fare confronti tra i protagonisti del rombo quando lo schierava Ancelotti e quello attuale. Molto meglio non pensarci proprio.
Nel primo tempo del nostro centrocampo s’è salvato solo Kucka, che ha corso per quattro, Peccato che di lui si possano dire molte cose, ma non che ha i piedi buoni.
Montolivo è entrato completamente nella parte del recuperatore di palloni e si è piazzato davanti alla difesa, fermo come un cassonetto.
Bertolacci ormai è un caso umano prima ancora che sportivo. Magari mi sbaglio, ma non mi ricordo di averlo visto tenere un pallone che fosse uno.
Bonaventura ci ha messo un po’ a ingranare nella sua nuova posizione e secondo me non è un caso  se  la sua prestazione (insieme a quella della squadra) è migliorata nel secondo tempo, quando ha cominciato a spaziare un po’ di più verso le fasce.
Davanti mi è piaciuto Balotelli. Deve aggiustare un po’ la mira nei calci piazzati, ma secondo me nel primo tempo è stato il migliore del Milan. Nel secondo è cresciuta la squadra e lui si è dedicato ad un lavoro un po’ più utile. Lo so, io sono decisamente di parte nei suoi confronti, ma sono convinto che se non avesse avuto problemi fisici quest’anno, giocando con continuità per tutta la stagione, adesso staremmo parlando di un altro campionato. Poi è ovvio che sui se e sui ma non c’è mai la controprova.
Bacca ha il merito di aver segnato alla terza occasione. Il gol ha riabilitato la sua prestazione, ma non nego di averlo sommerso di bestemmie e contumelie per gli errori sanguinosi delle prime due.
Del gol annullato alla Samp non so che dire. Pur con tutti i replay del mondo non si riesce a capire se Quagliarella ha toccato la palla oppure no, per cui non resta che affidarsi alle sagge parole del maestro Boskov: “rigore è quando arbitro fischia”. I tifosi sampdoriani dovrebbero ricordarle meglio degli altri.
Alla fine non ho visto nulla di eccezionale ma penso che la vittoria sia meritata. Legittimata più dal secondo tempo che dal primo.
Vediamo come andrà già da giovedì. Vediamo se ci sarà, finalmente, un cambio di passo, o se questo risultato rientra nell’andamento altalenante di tutta la stagione.

Il culo, la capra e il complotto della palla

La capra ce l’ha fatta ancora. Ma non è stata la batosta che temevamo alla vigilia, perché la Juvemerda, che comunque è una squadra più forte del Milan sgangherato degli ultimi anni, non ha dimostrato quasi nulla di tutta la sua superiorità.
Una squadra talmente forte che può vincere il campionato anche senza allenatore. O con uno come la capra in panchina, che è né più né meno che la stessa cosa.
Senza un po’ di culo, che alla capra in versione bianconera non manca, staremmo parlando probabilmente di un più giusto pareggio e nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anche se un punto è appena meglio di zero punti, ma non fa poi tanta differenza per noi. Per come siamo messi, gli unici risultati utili possibili sono quelli da 3 punti. Tutto il resto è noia.
Comunque, sabato abbiamo visto un buon Milan, in grado di rendere molto difficile la vita di una Juvemerda non certo tra le migliori della stagione. Merito anche nostro. Finalmente una partita giocata con lo spirito giusto e la necessaria cattiveria, per lo meno fino al momento in cui il fisico, soprattutto quello di Kucka, ha retto.
La Juve se l’è cavata grazie a Buffon, ma anche grazie al culo. Sono ripetitivo?
Repetita Juve.
(Erano anni che volevo scriverla).
Il culo è soprattutto quello del gol di Pogba, che ha ciabattato la palla come il peggiore dei dilettanti. La palla però ha assunto volontà propria e, prendendosi una libertà che io non condivido, ha scavalcato il povero Gigione con un pallonetto.
La stessa palla si è invece rifiutata di entrare in porta quando a calciarla era Supermario, per me ieri migliore in campo fintanto che ha retto.
Ora, forse parlare di complotto sarà un po’ azzardato, ma non mi sembra del tutto casuale che proprio nella partita commemorativa del gol di Muntari la palla decida di prendersi certe libertà?
Mi punge vaghezza di citare con snob indifferenza i tre pali tre presi dal Milan. Parafrasando una vecchia canzone di Vecchioni, molto bella peraltro, forse non lo sai ma pure questo è culo.
Detto questo, ci sarebbe infine da parlare di quell’inezia della spintarella a Abate prima del tiro. Ma Pogba è il futuro del calcio, mica si può star lì a guardare queste sottigliezze.
Ora è da capire se il Milan riuscirà ad affrontare le prossime partite con la stessa cattiveria. Sarebbe l’unico modo di portare a casa la pellaccia.
Ma già quest’anno abbiamo visto prestazioni del genere, seguite da settimane di agonia. Per cui scusatemi ma mi faccio poche illusioni.

Lo scoglio e il mare (Atalanta – Milan: 2-1)

Come può uno scoglio arginare il mare?
Come fa una ferrovia a trafiggere i solai?
Perché dovrei sforzarmi di scrivere cose sensate su una squadra che un senso non ce l’ha?
Ieri ho visto cose che, cose che, non so, vanno oltre la peggiore immaginazione.
Non so neppure come potrebbero fare peggio sabato contro la Juve. Ma temo che ci riusciranno.
Non vale neanche la pena di soffermarsi sui singoli. Ormai tutto è già stato detto e scritto.  Alla fine il tanto vituperato Balotelli è riuscito a sembrare un giocatore sprecato per la squadraccia con cui stava giocando. L’unico che, nel secondo tempo, ha provato a tirare in porta o a servire palloni decenti a Bacca.
Il tutto mentre i nostri scarti. vedi Suso e El Sharaawy, seminavano su altri campi forti dubbi sulla salute mentale di chi decide chi deve far parte della squadra e chi no.
Certo, direte voi, non è che Suso al Milan abbia fatto miracoli, e una occasionale tripletta non lo trasforma improvvisamente in Messi. Ma Bertolacci, De Sciglio, Poli, sono più forti? Ne siamo sicuri?
Quanto al Faraone lasciamo perdere. Direi che a Roma si stanno baciando i gomiti pensando al prezzo ridicolo per il suo riscatto a fine stagione. Considerando poi che ci hanno rifilato Bertolacci a quasi il doppio.