Stare alla casa (cronache di una quarantena annunciata)

(L’amore ai tempi del flashmob).
Io vorrei tanto partecipare ad uno dei numerosi flashmob che vi inventate tutti i giorni, ma innanzitutto il mio balcone si affaccia su un parchetto, per cui non lo vedrebbe nessuno, e poi mi sembrano tutti delle puttanate galattiche.

(Il mondo esterno è là fuori, ma non lo sa).
Una volta tutti usavamo Skype per chattare o videochiamarci. Ho provato a riutilizzarlo, ma non c’è più nessuno dei miei vecchi contatti on line.
Ho provato a organizzare una videochiamate a tre coi miei fratelli, ma non ci siamo riusciti.
Con facetime invece non abbiamo avuto nessun problema.
Adesso sto provando a far funzionare quella meraviglia della tecnica che è Microsoft teams. Non so voi, ma io lo trovo un progetto criminale.

(Venti chili in venti giorni).
Vedo sull’internet che c’è un sacco di gente che passa il tempo cucinando. L’Italia si sta riscoprendo un paese di cuochi.
D’altronde c’è un sacco di gente che si ritrova a mangiare a casa a mezzogiorno e sera, qualcosa bisognerà pur fare.
Per contro io invece ho poca voglia di mettermi a cucinare, soprattutto cose elaborate e complicate, ma mangerei qualunque cosa.

(Tu dimmi quando, quando).
Quando finirà tutta questa storia?
Non lo so, ma mi sono già messo l’animo in pace: non penso che finirà il 3 aprile. E forse neppure il 3 maggio.
E’ una situazione del tutto nuova, come si fa a fare previsioni?
Non si sa, ma tutto lascia pensare che sarà una cosa lunga.

(La crisi)
Stavo considerando che di tutte le grosse crisi mondiali che sono capitate durante la mia vita, e avendo una certa età ce ne sono un po’, questa è quella assolutamente più impattante sulla mia quotidianità.
Le altre, compresa la nube radioattiva di Chernobyl, sono acqua fresca al confronto.
Ma se poi penso ai posti dove ci cono state e ci sono ancora guerre o carestie, anche questa in fondo è solo acqua fresca.
Ci tocca solo restare in casa per un po’.

(La retorica)
Ah, i vari post del tipo di quello scritto dal belga che vive in Germania (ci siamo capiti?) hanno già rotto i maroni.
Sarà che sono sempre più insofferente alla retorica, soprattutto a quella di stampo patriottico (con vaghe venature di autarchia e retrogusto di fascismo).

(Dieci milioni per me, posson bastare)
Bravo Silvio, come acconto sul risarcimento, è un buon inizio.

moriremo tutti

Sono un vecchio milanista, non anziano, ma quasi.
Ho fatto in tempo a non vedere il Milan della stella, ero troppo piccolo e a quei tempi il calcio in TV era difficilissimo da vedere. però c’ero, e ero milanista, forse senza neanche sapere il perché.
Ho fatto anche in tempo a non vedere, per gli stessi motivi, il Milan due volte in B. Ma ero Milanista e sono rimasto milanista.
Quando il Milan è diventato la squadra più forte del mondo ed è rimasto tale, con alti e bassi, per oltre vent’anni, sono rimasto milanista. E quel Milan sono riuscito e vederlo, a San Siro e anche in TV.
Ne ho visti tanti di Milan, sia vincenti che perdenti.
Vorrei poter dire che ci sono già passato, che ho già visto tutto quello che sta succedendo negli ultimi anni, che passerà, come è già passato.
Ma alla fine moriremo tutti e nulla di tutto cò ha più senso. alla fine tutti quanti avremo un metro di terreno, e solo quello. Per cui è inutile angosciarsi, interrogarsi sul futuro, costruire false speranze. Morirò milanista.
E a culo tutto il resto.

Forza Milan. Sempre.

Non volendo aderire a assurde teorie complottiste, tocca ammettere che il Milan di quest’anno manca di fortuna, e questo è evidente, ma soprattutto che nel calcio italiano ormai conta meno di un due di bastoni in un mazzo di carte da poker.
La combinazione delle due cose, sfiga ai massimi e considerazione ai minimi, produce situazioni assurde come quella dell’espulsione di Paquetà.
Apprezzo il fatto che Gattuso si sia fatto diplomatico e di fronte alla stampa abbia parlato di ingenuità del giocatore, ma la verità è che quell’espulsione è una porcata da qualunque angolazione la si guardi e che toglierà alla squadra un giocatore fondamentale.
Per cui no, non voglio credere a assurde teorie complottiste, ma alla sfiga mi tocca crederci eccome.
Mettiamoci poi la squalifica per tre giornate ed il quadro è completo.
Resta il fatto che in una partita che a pathos ha avuto poco da invidiare a Avengers Endgame, un Milan raffazzonato come pochi è riuscito, comunque e non ostante tutto, a fare l’unica cosa che doveva fare, portare a casa i tre punti.
Io penso che in un momento come questo ci sia poco d’altro da fare. Portare a casa i tre punti, contro tutto e contro tutti. Tutto il resto in questo momento è accademia e non mi interessa.
Forza Milan. Sempre.

Ipocondriaco, just for one day

Se ne faccia una ragione il ministro dell’intestino.
Gattuso ha capito che ogni giocatore che entra in campo aumenta le probabilità che un giocatore si faccia male, per cui niente sostituzioni a meno che uno non si sia già infortunato.
It’ statistic, baby.
Ci sarebbe poi da disquisire parecchio su un ministro dell’intestino che sente la necessità di dire la sua(da padre, da ministro o da cosa?) anche sulle scelte di gioco del Milan. Certo, si dirà che non è il primo, ma almeno quell’altro era il proprietario della squadra. Questo neppure il biglietto allo stadio paga.
D’altronde il campione mondiale di scrocco è notoriamente anche un campione di frocio col culo degli altri. E poi siamo in una democrazia, qualunque cosa significhi, per cui tutti hanno diritto di opinione. Anche quelli che hanno opinioni di merda.
Il problema è quando diventano maggioranza.
Detto questo, considerando per qualche riga anche un po’ la partita, viste le premesse e la formazione in campo il pareggio per noi è un gran risultato. D’altronde, in un campionato che è diventato come la regalar season dell’NBA, in cui arrivare in zona playoff conta più che arrivare primi, l’importante è restare attaccati al quarto posto.
Tutto il resto è grasso che cola.

Il governo dei miracolati.

Quindi l’onda di rinnovamento che doveva travolgerci e produrre il favoloso governo del cambiamento si è risolta in un’accozzaglia di vecchi arnesi della politica (di quelli che però hanno avuto l’accortezza di rendersi poco visibili negli anni scorsi) e scappati di casa miracolati. Oltre a qualche nostalgico di una dittatura che per sua fortuna non ha mai vissuto sulla sua pelle.
Bene ma non benissimo, verrebbe da dire tra una lacrima e l’altra.
C’è solo da sperare che vengano travolti dalla loro incompetenza prima che questa travolga noi, ma la paura è per quello che potrebbe succedere dopo.
Il mio innato ottimismo è fortemente tentato di arrendersi e scappare in Papuasia.
Anche perché trovo che sia molto più probabile una vincita al Superenalotto piuttosto che questo governo riesca davvero a migliorare qualcosa, qualsiasi cosa, in questo paese. A parte la posizione sociale ed economica dei suoi stessi componenti.
Come passare da nullatenente mantenuto a Ministro della Repubblica in pochi anni.
In questi giorni poi ho letto di tutto, per cui non c’è molto che potrei aggiungere, soprattutto un lunedì mattina.
Noto solo che un tratto che sembra accomunare gli elettori di entrambi i partiti del nuovo Governo è l’odio verso qualcuno o qualcosa.
Odio alimentato ad arte sia dai 5S che dalla Lega.
Questo è quello che mi spaventa di più, perché sia che il governo resti in piedi sia che fallisca tutto questo odio in qualche modo si scaricherà da qualche parte. E io non auguro (quasi) a nessuno di essere lì in mezzo quando succederà.

I pazzi, quelli veri.

Quando la realtà supera la fantasia che supera la realtà che supera la fantasia.
La bozza di contratto di governo vera va oltre. Oltre tutto.
Remissione di parte del debito. Ci starebbe anche, via, chi non è mai andato in banca a chiedere che cancellassero un po’ di rate del mutuo?
E poi fuori tutti, usciamo dall’Euro. Ma dopo la cancellazione del debito, così ce lo cancellano in Euro e non in Lire.
E dopo essere usciti dall’Euro tutti in braccio a papà Putin. Così riusciranno in quello in cui non sono riusciti i COMUNISTI in 40 anni di COMUNISMO: farci annettere all’unione sovietica (o a quel che ne rimane).
Per non parlare del COMITATO DI CONCILIAZIONE, ma che bella invenzione.
Non mi è chiaro però se sarà un consesso di persone che si incontrano veramente o una chat su Whatsapp. Direi meglio la seconda, che si possono mettere le faccine.

Nella cabina elettorale, nessuno può vederti urlare (ma ti sentono tutti)

Non so voi, ma io se ancora ho qualche dubbio su chi votare domenica (dopo essermi tolto quello su andare o no a votare), non ne ho assolutamente su chi certamente non voterò, né voterei mai:
⁃ Quelli che giurano sul vangelo e poi dimostrano, a parole e a fatti, di non averlo mai letto (e di non aver mai neppure visto il film);
⁃ Quelli che giurano su una costituzione che fino a poche anni fa volevano bruciare;
⁃ Quelli che no i vaccini obbligatori, sì la medicina preventiva;
⁃ Quelli che se cercassero su google saprebbero che i vaccini sono medicina preventiva, ma non lo fanno perché sono troppo occupati a fare ricerche sulle scie chimiche e il signoraggio;
⁃ Quelli che forse dovremmo uscire dall’euro, ma forse anche no, ma forse anche si, a seconda del giorno e di come si sono svegliati al mattino;
⁃ Quelli che non sono razzista ma;
⁃ Quelli che non sono fascista ma;
⁃ Quelli che in fondo ha fatto anche cose buone (voi sapete chi);
⁃ Quelli che meno male che Silvio c’è;
⁃ Quelli che in fondo pure Silvio ha fatto anche cose buone;
⁃ Quelli che pensano che ci sia una razza da difendere;
⁃ Quelli che non pensano, se non leggono sul sacro blog cosa devono pensare;
⁃ Quelli che se ci sono i poveri la colpa è di quelli che sono ancora più poveri;
⁃ Quelli che prima il Nord;
⁃ Quelli che prima gli Italiani, poi i cagnolini e le pecorelle, poi basta che siamo già troppi;
⁃ Quelli che difendono la famiglia tradizionale degli altri, perché delle loro non saprebbero quale scegliere;

I.T.A.P.

Questa campagna elettorale mi ucciderà.
Salvini vuole mettere nel suo programma la riapertura delle case chiuse. Finalmente una proposta di buon senso!
Ok. Però ne facciamo una professione seria, cui possono accedere tutti in base alle proprie aspirazioni. Ovviamente, prima gli italiani. Non sia mai che arrivino masse di extracomunitari a rubarci posti di lavoro nel settore più antico del mondo.
E, direi, con tanto di offerte formative adeguate. Magari ci facciamo su anche un bell’istituto tecnico.

I.T.A.P., istituto tecnico di avvio alla prostituzione.

Sia maschile che femminile. Con tanto di crocifissi nelle classi, come piace alla lega. E niente battute sulla prova orale alla maturità.

Il mondo sarà un posto migliore solo quando sentiremo un buon padre di famiglia, di quelli che comprano Libero o Il Giornale e vanno a messa tutte le domeniche, vantarsi del 100 preso dalla figlia all’ITAP.

E venne il giorno

31 anni. 29 trofei. 

Nel bene e nel male credo che ci sia poco da dire. Da milanista non posso che ringraziare il berlusca per tutte le vittorie che mi ha fatto festeggiare. Ci saranno altri momenti per recriminare sul fatto che ha usato il Milan per scopi tutt’altro che calcistici, o per il totale disinteresse in cui il suo presunto amore si è trasformato negli ultimi anni.

È stato comunque bello essere milanista in tutti questi anni, anche in quelli peggiori, per il semplice motivo che non potrei essere qualcos’altro. Ero milanista da ragazzino quando il Milan è stato due volte in serie B, sono stato milanista quando vinceva tutto e anche quando ha smesso di vincere, sarò milanista anche domani e nei prossimi anni. 

Come mi è spesso capitato di ripetere, soprattutto a chi mi rimproverava l’apparente contraddizione di essere un milanista antiberlusconiano, il berlusca passa, il Milan resta. 

Oggi la prima parte si è avverata. Il berlusca presidente del Milan è passato. Ora è da vedere se il Milan resterà, ma soprattutto che Milan resterà. Tutto è nelle mani di questo sconosciuto cinese di cui nessuno sembra sapere niente. Incrociamo le dita e stringiamoci forte. Il futuro è un’ipotesi.

Cinquanta sfumature di Montella

C’è una profonda base di masochismo nel continuare imperterriti a seguire questo Milan partita dopo partita, settimana contro settimana. Non trovo altra risposta a chi mi chiede perché lo faccio. Mi piace soffrire, è evidente. Se il Milan l’anno prossimo mettesse in vendita una serie di magliette ufficiali in latex, con le borchie ed il collarino, le comprerei subito.

Domenica scorsa Montella aveva sparigliato le carte regalando alla Fiorentina il secondo tempo invece che il primo. Nessuno se lo aspettava e la mossa a sorpresa ha fruttato la vittoria, anche se non so quante volte questo trucco potrà essere ripetuto ancora. Un secondo tempo come quello  contro la Fiorentina, in cui sembrava che stessimo giocando in 9 contro 11 come col Bologna, è comunque un attentato alla pazienza anche del tifoso più accanito, oltre che alla sua salute. 

Ieri col Sassuolo l’ha fatta più semplice. Giocate come cacchio ve pare e sgonfiatevi quando volete. Il risultato è stato che a tratti il Sassuolo sembrava una squadra molto più forte di quello che è. Se solo avessero cercato di segnare, invece che cercare il rigore buttandosi a terra ogni volta che entravano in area, avrebbero portato a casa ben altro risultato.

Alle volte, si sa, ci vuole culo. E su quello in particolare sembra aver puntato ieri il nostro bravo allenatore. Non si spiega altrimenti il fatto di aver tenuto in campo l’anima de li mortacci di Bacca per tutto quel tempo, invece che sostituirlo subito dopo aver segnato un rigore sbagliandolo.

Detto questo toccherebbe anche parlare dell’arbitro, che in effetti ha fatto più danni di Trump ad un gay pride, ma non ne ho poi tutta questa voglia.

Per una volta pare che il Milan sia stato favorito dal susseguirsi degli errori arbitrali. Non che ci sia da festeggiare, ma non vedo perché dovrei lamentarmi. Sono certo che la classe arbitrale italiana troverà un modo per compensare.