E venne il giorno

31 anni. 29 trofei. 

Nel bene e nel male credo che ci sia poco da dire. Da milanista non posso che ringraziare il berlusca per tutte le vittorie che mi ha fatto festeggiare. Ci saranno altri momenti per recriminare sul fatto che ha usato il Milan per scopi tutt’altro che calcistici, o per il totale disinteresse in cui il suo presunto amore si è trasformato negli ultimi anni.

È stato comunque bello essere milanista in tutti questi anni, anche in quelli peggiori, per il semplice motivo che non potrei essere qualcos’altro. Ero milanista da ragazzino quando il Milan è stato due volte in serie B, sono stato milanista quando vinceva tutto e anche quando ha smesso di vincere, sarò milanista anche domani e nei prossimi anni. 

Come mi è spesso capitato di ripetere, soprattutto a chi mi rimproverava l’apparente contraddizione di essere un milanista antiberlusconiano, il berlusca passa, il Milan resta. 

Oggi la prima parte si è avverata. Il berlusca presidente del Milan è passato. Ora è da vedere se il Milan resterà, ma soprattutto che Milan resterà. Tutto è nelle mani di questo sconosciuto cinese di cui nessuno sembra sapere niente. Incrociamo le dita e stringiamoci forte. Il futuro è un’ipotesi.

Cinquanta sfumature di Montella

C’è una profonda base di masochismo nel continuare imperterriti a seguire questo Milan partita dopo partita, settimana contro settimana. Non trovo altra risposta a chi mi chiede perché lo faccio. Mi piace soffrire, è evidente. Se il Milan l’anno prossimo mettesse in vendita una serie di magliette ufficiali in latex, con le borchie ed il collarino, le comprerei subito.

Domenica scorsa Montella aveva sparigliato le carte regalando alla Fiorentina il secondo tempo invece che il primo. Nessuno se lo aspettava e la mossa a sorpresa ha fruttato la vittoria, anche se non so quante volte questo trucco potrà essere ripetuto ancora. Un secondo tempo come quello  contro la Fiorentina, in cui sembrava che stessimo giocando in 9 contro 11 come col Bologna, è comunque un attentato alla pazienza anche del tifoso più accanito, oltre che alla sua salute. 

Ieri col Sassuolo l’ha fatta più semplice. Giocate come cacchio ve pare e sgonfiatevi quando volete. Il risultato è stato che a tratti il Sassuolo sembrava una squadra molto più forte di quello che è. Se solo avessero cercato di segnare, invece che cercare il rigore buttandosi a terra ogni volta che entravano in area, avrebbero portato a casa ben altro risultato.

Alle volte, si sa, ci vuole culo. E su quello in particolare sembra aver puntato ieri il nostro bravo allenatore. Non si spiega altrimenti il fatto di aver tenuto in campo l’anima de li mortacci di Bacca per tutto quel tempo, invece che sostituirlo subito dopo aver segnato un rigore sbagliandolo.

Detto questo toccherebbe anche parlare dell’arbitro, che in effetti ha fatto più danni di Trump ad un gay pride, ma non ne ho poi tutta questa voglia.

Per una volta pare che il Milan sia stato favorito dal susseguirsi degli errori arbitrali. Non che ci sia da festeggiare, ma non vedo perché dovrei lamentarmi. Sono certo che la classe arbitrale italiana troverà un modo per compensare.

Sindrome cinese 3 – preliminari

  • I preliminari, si sa, sono una bella cosa. Saltare i preliminari, si sa, è una brutta cosa, una cosa da brutte persone. Per cui viva viva i preliminari, soprattutto se portano 100 milioni di eurini di caparra.
  • Resta il fatto che si tratta di un accordo preliminare, il Berlusca non ha ancora venduto niente.
  • Nessun’altro ha pensato che con un accordo preliminare come questo all’anno, anche senza arrivare al closing, in tre anni la squadra si rifà completamente?
  • Perché quei 100 milioncini sono una caparra, caparra. Il berlusca se li tiene anche se l’affare salta.
  • Il problema sarebbe al limite trovare due fessi di fila che si fanno fregare con una caparra da 100 milioni, ma si sa, i cinesi sono tanti.

Sindrome cinese 2, la vendetta

Riassumiamo per punti la situazione:

  • Dato che la prima cordata cinese cincischia, adesso ne è saltata fuori un’altra, giusto per fare chiarezza sulla situazione.
  • La seconda cordata sembra essere più forte, più affidabile e anche più bella della prima. Non vedo l’ora di vedere la terza.
  • D’altronde i cinesi sono tanti, milioni di milioni, prima o poi qualcuno che vorrà realmente comprare il Milan lo troveranno davvero.
  • Intanto, un po’ sotto traccia, lo squadrone cresce. Con l’arrivo di Gustavo Gomez, pagato di tasca sua dal Berlusca con i risparmi sulle cene eleganti, il sesto posto per l’anno prossimo non sarà più un miraggio.
  • Gustavo Gomez, Lapadula e Vangioni. Higuain chi?
  • Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perché, se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te. Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là, sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità… (Cit:)

Non vi pago

Ci mancava il video del berlusca che minaccia i giocatori del Milan di non pagarli perché gli sponsor non sono contenti.
Lasciamo perdere il fatto che si tratta di un video di qualche mese fa e, se fossi un filo più paranoico, troverei quantomeno sospetto il fatto che salti fuori solo adesso, alla vigilia di una finale contro la Juve.
Lasciamo perdere anche il fatto che la maggior parte di loro forse se lo meriterebbe di non essere pagato, vista la stagione di merda che hanno fatto.
Quello che però mi lascia basito è il fatto che nessuno abbia sottolineato la gravità di un ex presidente del consiglio dei ministri (minuscole volute) che minaccia alcuni suoi dipendenti di non pagarli brandendo come metaforica arma la lunghezza dei processi nel paese che lui stesso ha governato per anni.
Lunghezza dei processi che, peraltro, lui stesso ha spesso sfruttato a suo favore per godere della prescrizione.
Lo so, ormai lo danno tutti per bollito al punto che anche queste cose non vengono più considerate. Ma a me fa schifo lo stesso.

Il clima da finale

Come cambia il clima intorno alle cose.
Quando il Milan ha raggiunto la finale di coppetta italietta, nonostante l’evidente dislivello con la Juvemerda, c’era comunque chi osava sperare l’insperabile. In fondo si trattava di una partita secca in cui tutto può succedere, la palla è rotonda, il cielo è blu sopra le nuvole ed il Milan di Mihajlovic, pur non essendo bello da vedere, col suo gioco da provinciale e mettendo in campo un po’ di carattere qualche risultato lo portava anche a casa.
Sono bastate poche mosse (una in particolare, la cacciata di Mihajlovic) e adesso nessuno osa neppure immaginare un esito diverso da una carneficina ai danni della squadra di brocchi (ho riflettuto parecchio per decidere se mettere la maiuscola).
Già prima la sfida sembrava impari, figuriamoci adesso.
La squadra molle e insensata vista in campo nell’ultimo mese, soprattutto quella di sabato contro la Roma, è condannata a fare una figuraccia epocale. Ne siamo tutti convinti. Temo che soprattutto ne siano convinti i giocatori.
Però cazzo faccio una fatica mostruosa a rassegnarmi all’idea che sia veramente così.
Io voglio vedere in campo un Milan diverso, voglio vedere in campo gente che si rende conto di cosa significano i colori della maglia che indossa, voglio poter sperare di godermi una partita vera contro i gobbi, con una squadra che lascia l’anima sul campo piuttosto che arrendersi.
E alla fine della partita voglio festeggiare una vittoria.
Non sono e non sarò mai tra quelli che sperano che il Milan perda per poter continuare a sputare fiele sulla società. Quello lo faccio a prescindere, perché anche se per assurdo dovessimo vincere 8-0 la stagione resterebbe quello che è, cioè l’ennesimo fallimento. Il declino è evidente e dura da anni, non basterebbe una coppetta italietta a negarlo. Ma io voglio comunque poter festeggiare per una finale vinta.
Chiedo troppo? Certo che sì. Chiedo troppo al destino. Chiedo troppo a quella massa informe di muscoli sfilacciati e ossa molli che chiamano impropriamente giocatori del Milan. Chiedo troppo a Brocchi. E chiedo troppo anche alla Juvemerda, che, spiace dirlo, sulla carta è in grado di strapazzarci anche giocando con le riserve che indossano solo scarpini sinistri su entrambi i piedi.
Non chiedo troppo a me stesso. Essere tifosi è questa roba qua, è una malattia irrazionale del pensiero che ti porta a amare quella squadra lì, con quei colori lì, al di là di qualsiasi evidenza. Una malattia dalla quale non riusciranno a curarmi, anche se ci stanno provando da tempo.
Forza Milan, Juve merda.