I 5 eventi più belli del 2011*

*= In realtà l’anno non è ancora finito e in 10 giorni potrebbero succederne di cose, ma facciamo che per ora va bene così e poi nel caso aggiorno la classifica.

  1. Le dimissioni di Berlusconi
  2. Le dimissioni di Berlusconi
  3. Le dimissioni di Berlusconi
  4. Le dimissioni di Berlusconi
  5. Lo scudetto del Milan

Ci credo solo se lo vedo

Non è che non mi fidi del berlusca, anzi. Ho una fiducia cieca e totale nel fatto che cercherà ancora di fregarci.
Il dubbio non è se lo farà, ma come e quando lo farà.
Per cui io a questa cosa delle dimissioni annunciate subito dopo la Legge di stabilità, ci credo col consueto beneficio di inventario. Di promesse solenni, giuramenti sulle teste dei figli, contratti, sono pieni gli ultimi 20 anni.
Dopo la Legge di stabilità dirà che prima di dimettersi deve ancora finire di sconfiggere il cancro, e per levarcelo dai coglioni ci vorranno le cannonate.

 

Silvio vattene

E dai, facci sto regalino, levati di mezzo. C'ho la bottiglia in fresco per festeggiare, niente bunga bunga, una cosa sobria di serena felicità, un po' di vino ed un sorriso ebete che durerà un paio di settimane.
I motivi li conosci, sono gli stessi che ripetiamo in tanti da anni, e che adesso siamo sempre di più a ripetere.
Vattene, lasciaci un po' di aria e dacci questa speranza.

 

Un lunedì abbastanza lungo

Qui si aspettano le 15,00, ma ancora di più si aspettano le 17,00, quando cominceranno ad arrivare i primi numeri credibili.
Ricordo a tutti coloro che ancora non l’hanno fatto di andare a votare per il ballottaggio e di votare bene, lasciando a casa il cervello e portandosi un po’ di cuore, che di quello Milano ha bisogno e sappiamo che dietro a certe facce di plastica non ce n’è abbastanza.

 

Settimana durissima

Innanzitutto il mio macbook è ancora fermo ai box. Poi si sono fermate ai box (di nuovo!) pure le mie tonsille. Avete idea di cosa vuol dire restare due giorni a casa dal lavoro senza un computer funzionante?
Mi è toccato accendere la tv, mi è toccato.
In tutto questo , intorno a tutto questo, tutto intorno a noi direbbe qualcuno, c’è il ballottaggio a Milano. Che sta esplodendo più della primavera, in un crescendo di manifesti e balle che girano quasi Rossiniano (ci ho ragionato almeno un quarto d’ora per poter inserire questa frase nel post).
Innanzitutto, avete notato il primo, vero, grosso cambiamento? La scomparsa della Moratti dai manifesti.
Prima del primo turno la sua facciona da joker di plastica era dappertutto in città. Adesso è quasi del tutto sparita. Solo stamattina ho cominciato a vedere una foto in cui c’è lei, ma per sicurezza è in una foto di repertorio insieme al suo predecessore Albertini. Come per dire “su su, non spaventatevi, è addomesticata”.
Evidentemente qualcuno ha capito che, per tentare la rimonta, la prima cosa era spaventare i milanesi con la moschea, zingaropoli, i comunisti, le cavallette, etc, ma la seconda era evitare di spaventarli con la Moratti.
La quantità di balle che raccontano è direttamente proporzionale alla paura che hanno di perdere davvero.
Avevano tentato di trasformare il primo turno in un referendum pro-Berlusconi. È andata male.
Ora cercano di fare del ballottaggio un referendum anti-Pisapia.
La candidata del centrodestra in questo gioco quasi non è contemplata. Io credo che non sia una cosa da sottovalutare.
Sanno anche loro che una buona fetta di colpa per la sconfitta è dovuta al fatto che per  gran parte dei milanesi la signora Moratti è stata un pessimo sindaco. Poi molti l’hanno comunque votata per scongiurare il pericolo rosso, ma il tasso di turamento di naso è stato altissimo.
Tutto questo per dire che io da lunedì scorso indosso solo camicie o magliette arancioni. Sono fiducioso e terrorizzato nello stesso tempo. Ho pronta la bottiglia, per dimenticare o per festeggiare.  Non voglio sentir parlare di vittoria, per scaramanzia, ma neppure di sconfitta, per non continuare a tirarcela addosso.
Ma sono convinto che comunque vada da lunedì ci sarà un’aria diversa.
Questo è comunque l’inizio.
Però, se vogliamo farla breve, è necessario che voi, miei 5/6 lettori milanesi, domenica vi mettiate una mano sul cuore, ed un altra in testa dalle parti del cervello, e andiate a votare per Pisapia. E se conoscete qualcuno di quelli che “matantononcambianiente, sonotuttiuguali, dovevanofarelaleggesulconflittodiinteressiquandopotevano, iononvado” , prendetelo a mazzate sulla capa ragionate con lui finché non si decide a recuperare la tesserina elettorale e non va a votare. Anzi, per essere sicuri accompagnatelo fino al seggio.
Mi raccomando, PISAPIA LA BEFANA SI PORTA VIA