E venne il giorno

31 anni. 29 trofei. 

Nel bene e nel male credo che ci sia poco da dire. Da milanista non posso che ringraziare il berlusca per tutte le vittorie che mi ha fatto festeggiare. Ci saranno altri momenti per recriminare sul fatto che ha usato il Milan per scopi tutt’altro che calcistici, o per il totale disinteresse in cui il suo presunto amore si è trasformato negli ultimi anni.

È stato comunque bello essere milanista in tutti questi anni, anche in quelli peggiori, per il semplice motivo che non potrei essere qualcos’altro. Ero milanista da ragazzino quando il Milan è stato due volte in serie B, sono stato milanista quando vinceva tutto e anche quando ha smesso di vincere, sarò milanista anche domani e nei prossimi anni. 

Come mi è spesso capitato di ripetere, soprattutto a chi mi rimproverava l’apparente contraddizione di essere un milanista antiberlusconiano, il berlusca passa, il Milan resta. 

Oggi la prima parte si è avverata. Il berlusca presidente del Milan è passato. Ora è da vedere se il Milan resterà, ma soprattutto che Milan resterà. Tutto è nelle mani di questo sconosciuto cinese di cui nessuno sembra sapere niente. Incrociamo le dita e stringiamoci forte. Il futuro è un’ipotesi.

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Inseguendo due libellule nel prato, calciomercato.

Eppur si muove, diceva il buon Galileo assistendo ad uno scatto in velocità di Honda.
Archiviata la sciagurata gestione della faccenda Seedorf, in attesa che scendano in campo gli avvocati, con i mondiali che si avviano alla conclusione (io tifo Messi, si sappia), è ora di dare un’altra occhiata al calciomercato.
Sono arrivati i primi parametri zero, annunciati in pompa magna come di consueto, nella speranza che si dimostrino giocatori utili alla causa e non ex-giocatori come Essien. Il dubbio sarebbe anche legittimo, ma come al solito staremo a vedere.
Ovviamente ora che Galliani ha realizzato i nostri sogni con l’ingaggio di Alex e Menez possiamo fare ciao ciao con la manina a Rami e Taarabt. Anche se loro davvero hanno tirato la carretta nella seconda metà della scorsa stagione (Ogni riferimento all’ignobile capitano della nazionale è voluto e consapevole).
Intanto il Chievo ha riscattato la comproprietà di Paloschi e questa per me non è una buona notizia. Va a finire che davvero ci dovremo tenere Matri. È il progetto giovani, baby.
Anche perché, al di là dei vari nomi che un giorno sì ed uno anche vengono fatti sui giornali, la sensazione è che il mercato in entrata si sia già esaurito, mentre quello in uscita (sfoltire la rosa, smacchiare giaguari, etc.) non partirà mai, se non per vendere solo i giocatori che non dovrebbero essere venduti.
D’altronde chi spenderebbe dei soldi per Robinho, Niang, Mexes, Birsa, Nocerino, etc? Nessuno. E infatti se va bene riusciremo a darne un paio in prestito, magari continuando a pagare noi metà dell’ingaggio.
Intanto abbiamo salutato Kaká, anche in questo caso senza guadagnarci un ghello, e ci hanno rotto talmente tanto i coglioni con Iturbe che già non lo sopporto più. Che in fondo è un modo di prepararsi, dato che alle cifre che fanno girare sui giornali il Milan non lo prenderà mai. Iturbe diventerà un giocatore pigiamato e noi saremo già preparati.
C’è poi da ringraziare il presidente onorario, che con le sue illuminate parole pare sia riuscito a convincere definitivamente Balotelli a cambiare aria a qualunque costo. Bella mossa. Illuminata.
Per capirsi, questo significa che il miglior giocatore della squadra (inutile che storcete il naso, è così), l’unico che, insieme al Faraone, potrebbe fare la differenza in campo, se ne andrà sbattendo la porta a qualunque costo. Questo significa forte minusvalenza, dalle mie parti. Cioè oltre a perdere il giocatore ci sarà anche un discreto mancato guadagno.
Tradotto in soldoni, vuol dire che per intascare un po’ di soldi la cessione di Balotelli non sarà sufficiente. Bisognerà mettere sul mercato anche qualcun altro (gli unici altri giocatori vendibili che ci restano sono De Sciglio e il faraone). Brace yourself, winter is coming.
Per prendere chi poi? Mah.
Son finiti i tempi in cui pescavamo ragazzini in giro per il mondo e questi diventavano Kakà o Shevchenko.
Non mi stupirei se tirassero fuori l’ennesimo ritorno del cuore, il povero Pato che ha bisogno di essere rigenerato dalle amorevoli cure del suo Milan.
Ma questa è la società Milan di questi ultimi tempi.
Ogni tanto un Berlusconi si veglia e fa casino. E se non lo fa un Berlusconi c’è sempre Galliani.
Poi ci raccontano che stanno inseguendo chissà quale grande acquisto (libellule, prati, etc) ed alla fine, se va tutto bene, ci si ritrova col solito pugno di mosche. Però prese a parametro zero.

Da domani

Da domani non cambia quasi niente.
Il cittadino Berlusconi continuerà a dettare l’agenda di una gran parte del parlamento ed anche del governo.
Il cittadino Berlusconi continuerà ad essere fottutamente e schifosamente ricco.
Il cittadino Berlusconi continuerà a raccontare tutte le balle che vuole godendo della potenza dei suoi media.
Il cittadino Berlusconi continuerà a essere considerato una sorta di eroe martire da una fetta comunque sempre troppo grossa di popolazione.
Il cittadino Berlusconi continuerà ad essere chiamato “presidente” dagli eserciti di leccaculo di cui ama circondarsi.

Però.

Però, c’è quel quasi, che è un quasi di quelli che fanno la differenza.
Perché quel quasi fa sì che da domani, anzi da stasera, stiamo parlando del cittadino Berlusconi. Non dell’onorevole, non del senatore, non del presidente e neppure del candidato. Per almeno 6 anni.
6 anni in cui il cittadino Berlusconi potrà essere indagato processato e condannato come un cittadino qualunque.
Niente più legittimi impedimenti.
Niente più immunità parlamentare.
E questo varrà per i processi già in corso, ma anche per quelli a venire.