L’alba de li mortacci su friendfeed

Francamente nemmeno mi ricordo da quanto tempo frequento (virtualmente) quella incredibile piazza virtuale che è, ed è stata, friendfeed. Qualche anno, certamente.
Anni in cui ho assistito e partecipato a conversazioni virtuali brillanti e divertenti, ho visto cose e ho fatto cose, ho conosciuto gente di tutti i tipi, intelligenti, meno intelligenti, stronzi, gobbi e interisti.
Certo, in tanti anni mi è capitato anche di assistere a qualche ad episodio che mi è piaciuto poco, aggressioni verbali che mi hanno dato fastidio, episodi di accanimento ingiustificato, gente che sosteneva che nella carbonara ci va la panna. Ma questo purtroppo succede ovunque e devo dire che, per come l’ho vissuto io, friendfeed è stato soprattutto un luogo dove per lo più si praticava l’arte dell’ironia. Molto più che in altri social network.
MI ricordo che quando ho cominciato era ancora nella sua fase di maggior popolarità, il che vuol dire un numero di frequentatori che non è mai stato nemmeno paragonabile con altri social più di moda.
Insomma, friendfeed è sempre stato un posto (virtuale, ovviamente, ma viene spontaneo descriverlo come se fosse un luogo reale), di nicchia.
Una piazza virtuale di nicchia ai tempi frequentata da cricche diverse di persone virtuali.
In pratica la stessa cosa che succede un po’ da tutte le parti.
Una di queste cricche era quella di coloro che si definivano blogstar.
Ora non so se il declino di friendfeed sia cominciato perché le blogstar hanno cominciato ad uscirne o se le blogstar (avendo un istinto naturale per queste cose) hanno fiutato che qualcosa stava mutando in peggio ed hanno deciso di migrare in posti migliori (o resi tali dalla loro presenza).
Di fatto per quel micromondo strano che è la blogopalla italiana, con il progressivo abbandono di coloro che appartenevano all’eletta razza della blogstar, friendfeed è sempre più diventato un brutto posto da frequentare.
Un po’ come un vicolo scuro pieno di rancorosi e livorosi pronti a stuprare l’intelligenza di chiunque vi si avvicinasse.
La notizia di questi giorni è che friendfeed chiuderà presto. Meno di un mese. Notizia su cui la gran parte delle nostrane blogstar si è tuffata a volo d’angelo (non potrebbe essere altrimenti) per esprimere il disprezzo per quel vituperato socialino che (da quando non ci sono più loro, ovviamente) è diventato un ricettacolo di meschinità e di cattiva educazione.
Beh, come dar loro torto.
Friendfeed è diventato un bruttissimo, infestato da fake, troll, fake di troll e trollatori di fake. E flame, flame da tutte le parti, flame che escono dalle fottute pareti, flame ovunque e su qualunque argomento, dal’immacolata concezione alla panna nella carbonara.
Su friendfeed, lo posso testimoniare perché lo so, avendolo visto ed avendolo fatto personalmente di persona, si scrivono parolacce. Tante anche, a seconda dell’argomento e della situazione (e di chi scrive). Mi ricordo ancora quando la allora fiorente blogopalla italiana si interrogava sull’opportunità di scrivere parolacce nei blog e so quanto le blogstar siano sensibili alla volgarità.
Su friendfeed, soprattutto, non ci sono mostri sacri, né santi, né eroi. Non importa se sei l’uomo che ha creato dal nulla la blogopalla italiana salvando il paese dall’arretratezza e dall’ignoranza, se scrivi una cazzata vieni messo in croce, ricoperto di pece, impiumato e sputazzato. Da tutti gli altri. Insieme. A turno. A più riprese anche.
Capisco quindi che le blogstar abbiano cominciato ad aver noia di un ambiente tanto volgare. Loro, che si aggiravano per il friendfeed commentandosi l’un l’altro con arguzia e finezza, elargendo sporadici like a qualche altro friendfeeder per pura generosità d’animo, sentenziando al solo scopo di spargere il seme della saggezza.
Giustamente adesso che la piazza sta per essere finalmente chiusa, dopo anni in cui non ci hanno mai messo piede per  loro stessa ammissione, la loro infinita bontà d’animo li costringe, loro malgrado, a gettar merda sulle teste di coloro che sono rimasti. Non per insozzare però, badiamo bene, ma per spargere il concime che farà crescere e fiorire la pianta di una nuova consapevolezza.

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Il 31 gennaio (ode a Splinder)

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette il server immemore
orbo di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al blogger sta,
muta pensando all’ultima
ora del feed fatale;
né sa quando una simile
orma di troll mortale
la sua cruenta polvere
a commentar verrà.
Lui folgorante in homepage
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai post
l’ardua sentenza.

Go fato un’intervista

Un grazie a settore, che alla quasi vigilia del derby ha pensato di intervistare il sottoscritto in qualità di rossonero sul suo blog esclusivamente nerazzurro.
Io ho fatto del mio meglio e lui è stato bravissimo a rendere comprensibili le mie risposte sconclusionate.
Buon derby a tutti e che vinca il migliore (stavolta, sperém).

P.S: e Grazie anche a Igor per le belle parole.

Prandelli, metti a Farina

L’umile tenutario di questo piccolo blog, dopo una profonda riflessione (il tempo di leggere il post), ha deciso di sposare la causa proposta da Settore e di rilanciare, se possibile, sui tempi: perché solo 1 minuto? Facciamolo partire da titolare. Si tratta di un’amichevole, partita utile per fare sì esperimenti, ma anche per fare da vetrina al meglio (così dovrebbe essere) del nostro calcio. Ecco, Simone Farina i meriti sportivi per partire da titolare con la maglia della nazionale ce li ha tutti, facciamogli questo regalo e ringraziamo come si deve uno sportivo onesto, ma soprattutto una persona onesta.

Il racket del rating

Mi ha telefonato uno, stanotte. Non che mi ricordi tutto parola per parola, era notte e sono reduce dall’assembla di condom_inio, ma è andata più o meno così:

“Prontoooo,  che è successo?”

“Oh, sono Goldman & Sachs, non dire niente, ho un messaggio per te”

“Goldamn chi? Ma non siete in due?”

“Zitto cretino, ho detto di non dire niente, parlo solo io” –  CLICK (riattacco).

“Ma tu vedi la gente che rompe i coglioni a quest’ora la notte…”

Driiin driin (suono simulato, in realtà il telefono ha una suoneria che fa più o meno così pimpirulin plin plin plon plin plon, ma non rende l’idea).

“Eeeeeeh, chi è che rompe a quest’ora di notte?!”

“Sono Goldman & Sachs, ascolta e non dire niente…

“MAVAFFANCULOVA, GOLDMAN, SACHS E LE RISPETTIVE MAMME, FANCULO!” – CLICK!

Driiin driin

“SonoGoldmaneSachsascoltasenzadirenientesedomaninonmifaiunpostbenevolo sulleagenziediratingtiabbassoilratingdelblogapuccypuccyconl’angelochespezzale cateneeicuoricininell’avatar”

“Ué pirla, mo’ mi hai rotto, va’ che mica sono Luca Sofri, il mio blog non se lo caga nessuno

“Non sei Luca sofri?”

“No, sono Bisax”

“Ah, mi scusi, mi sa che ho sbagliato numero, buonanotte”

“Mavaffanculova”

Consiglio per la lettura

Oggi avrei voluto scrivere un post allegro e divertente sul Milan e uno sferzante e incazzato su una cosa seria. Però prima di cominciare ho fatto quello che faccio sempre, un giro sui miei blog di riferimento.
Magari il post sul Milan lo scrivo, ma quell'altro sulla cosa seria no. Lo ha già scritto Settore ed è, come al solito, condivisibile fino all'ultima riga, comprese le pause e la punteggiatura. Per cui cliccate sul link e buona indignazione a tutti (tanto è comunque lunedì).

Link :"I nuovi barbari"

"Il giorno in cui qualcuno fa stampare e poi affigge un certo tipo di manifesti, la democrazia dimostra tutti i suoi limiti. Ci sono troppi coglioni in giro. C'è troppa gente ignorante. C'è troppa approssimazione. C'è la diffusa sensazione che sia permesso dire e fare tutto quello che si vuole. E' questo che rimprovero a Berlusconi e a quelli che lo votano: perchè ci si dovrebbe fermare entro un certo limite, e invece no, ogni giorno è peggio, ogni giorno è un gradino sceso verso il baratro."