Dai dai dai

Premesso che non credo che qualcuno seriamente stia lavorando, nel Milan, per non raggiungere il sesto posto, mi viene da dire che se anche fosse lo stanno facendo sbagliato.
Cioè, preciso: il gioco ed il dinamismo mostrati contro l’Atalanta sono stati perfetti, per perdere, ma lasciarsi sfuggire l’occasione di farsi raggiungere dalla Fiorentina (l’Inter ormai è inarrivabile), addirittura con un gol in fuorigioco nel finale, potrebbe rivelarsi un errore fatale.
Detto questo, dico io quello che Montella, giustamente, non ha potuto dire nel dopo gara, pungolato dai giornalcosi di Sky sulla necessità di acquisti per l’anno prossimo: Se ne salvano in 3, forse quattro.
Tutti gli altri possono e anzi devono essere rimpiazzati da giocatori più bravi, se vogliamo uscire da questo baratro.
I quattro che si salvano ovviamente sono Gigio “Santo subito” Donnarumma, Gigio “Senza te non ce so sta‘” Romagnoli, Gigio “Quanto ci manchi” Bonaventura e Gigio “Andale andale andale arriba arriba arriba” Suso.
La proprietà cinese è pregata di prendere nota.
Grazie

Lazie-Milan: 1-1

Avessi un terapista, o un confessore, o un padre spirituale (fate voi), mi sconsiglierebbe di continuare a guardare le partite del Milan. Non fa bene al mio equilibrio psichico né alla mia anima. Ma non ho niente di tutto ciò, ho un blog, e il blog se ne fotte del mio equilibrio psichico e tanto meno della mia anima. Tanto poi scrivo un post e mi sfogo. Il fatto è che ormai anche il blog non basta come sfogatoio, perché santamadonna non si può arrivare sempre alla fine della partita con ‘sto scimmione sulle spalle. Qui non c’è da guardare al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il bicchiere non esiste più, mi sono scolato il contenuto l’ho gettato contro il televisore urlando all’arbitro ‘Ti conosco per un furfante, una canaglia, un leccapiatti… per un fegato sbiancato… ti conosco per un manigoldo schizzinoso, per l’erede di un baule di stracci… composto d’una canaglia, d’uno straccione, d’un vigliacco, d’un tenutario di lupanare e d’un figlio ed erede d’una cagna bastarda.‘ quando ha fischiato il rigore inesistente a Donnarumma. Perché io sono uno sportivo prima che un tifoso, tranne quando si parla del Milan, ovviamente. Ma soprattutto perché quel rigore semplicemente non c’era. A meno che non abbiano recentemente modificato il regolamento prevedendo il rigore contro un portiere che stende in area un giocatore della sua stessa squadra. Fatto ciò e sbollita la furia, ho preso un altro bicchiere e l’ho riempito di nuovo, ma ha fatto la stessa fine quando l’arbitro non ha fischiato un rigore, secondo me abbastanza evidente, per fallo su Abate nel secondo tempo. Quindi sono passato direttamente al collo della bottiglia. Quella di ieri è stata a larghi tratti una partita tra due squadre con la consistenza offensiva della robiola Osella. Con in più l’aggiunta di una consistenza ancora più molliccia del centrocampo e della difesa milanista. Alla fine il pareggio sta un po’ stretto ai laziali, ma chissenefrega. Il rigore non c’era, ce n’era però uno per noi. Loro hanno tirato più di noi ma senza il rigore fasullo non sono riusciti a segnare, il problema è loro. Il problema nostro è che da un po’ di tempo a questa parte si fa una fatica boia anche a trovare un tiro, altro che segnare. Certo, avere là davanti una punta vera aiuterebbe, ma questi sono particolari. Fatto sta però che la situazione degli attaccanti milanisti non è particolarmente rosea, al momento. Il Bacca delle ultime partite è difficile da considerare come una punta, a volte anche come un giocatore. Deulofeu ha dimostrato di essere in grado di fare grandi partite, ma anche di fare partite un po’ meh. Ieri era nella fase meh. Ma oltretutto è appena arrivato e viene da un lungo periodo di attività molto ridotta, non si può pretendere che faccia sempre i miracoli. E comunque non è una punta. Ocampos è appena arrivato e ancora dobbiamo trovare una risposta alla domanda “chi è?”, per cui meglio non parlarne. E comunque non è una punta. Lapadula deve avere fatto un grosso sgarbo a Montella, visto che vede il campo solo quando non ci sono più alternative, e a volte neanche in quel caso. E comunque è una punta, ma non è certamente un campione di quelli che cambiano le sorti della squadra. Bonaventura ci ha lasciati. E comunque non è una punta. Per fortuna a settembre la premiata ditta non è riuscita a vendere Suso (ci hanno provato, ma poi grazie ad un provvidenziale infortunio di Honda hanno dovuto ripensarci) e adesso ce lo godiamo. E comunque non è una punta. Ciò detto i miei ringraziamenti vanno alla mamma di Gigione Donnarumma. Per par condicio anche al papà. Senza di lui in campo (Gigione, non il papà) adesso staremmo parlando di una sonora sconfitta del Milan, che a larghi tratti è semplicemente rimasto a guardare mentre la Lazie tirava in porta (in maniera spesso piuttosto loffa a dire il vero). Un punto è comunque meglio di zero punti. Attendendo l’arrivo dei cinesi col loro fugone carico di soldoni, temo che ci dobbiamo accontentare.

Milan – Udinese: 1- 1

Il bravo commentatore direbbe di aver visto una partita a due volti. Primo tempo giocato decisamente meglio dall’Udinese, secondo tempo saldamente in mano al Milan.
Il tifoso che è in me si lamenta invece per una squadra che ha regalato un tempo prima di accorgersi che senza Bonaventura non si può giocare come se lui ci fosse, pensando soprattutto di sostituirlo con Kucka.
Il tifoso un po’ becero che è in me invece evidenzia che forse l’arbitro s’è fatto ingannare dalle maglie bianconere della Juv dell’Udinese.
Mettiamoci poi la traversa, la pioggia, la palla che si ferma sulla riga. Mettiamoci tutto.
Frulliamo, versiamo, e ne viene fuori l’ennesimo risultato inutile in una domenica in cui si sarebbe potuto risucchiare qualche punticino a chi sta davanti.
Eppure, considerando anche altre partitacce viste quest’anno, non mi sento di parlare di involuzione. Se non altro per quel che si è visto nel secondo tempo.
Restiamo una squadra mediocre, ma oggi avremmo meritato di vincere.

Milan zombies

Una volta arrivato al fondo puoi solo scavare? No, puoi anche uscire dalla fossa e cominciare a muoverti barcollando alla ricerca di un cervello da addentare, perdendo pezzi durante il cammino.
Non so se si coglie la metafora.
Ne faccio un’altra. Ieri sera per tirarmi su il morale ho guardato un gustosissimo film di zombie intitolato London Zombies. Se vi pace il tema ve lo consiglio, è il secondo miglior film inglese sugli zombie dopo Shawn of the dead (che in Italia hanno ignominiosamente intitolato l’Alba dei morti dementi). A un certo punto c’è un inseguimento a piedi tra un ottuagenario con deambulatore e alcuni zombie. La scena è molto divertente, se non sei un milanista, perché sembra di vedere la nostra difesa. Anzi, potrei giurare di aver visto Bonera.
Dato l’orario di merda (auguro tanti week end sulla tazza a chi ha fatto sta bella pensata di far giocare una partita la domenica a mezzogiorno e mezzo) non ho visto la partita, ma mi sono rifatto con gli highligths. Un paio di cosette si possono anche dire.
Il primo gol del Sassuolo non era gol, ma di forse un paio di centimetri. Talmente poco che, finché non verrà introdotta la tecnologia, preferisco arbitri che certi gol li assegnano piuttosto che quelli che, nel dubbio, non li concedono.
Sul secondo gol però il fuorigioco mi è parso un po’più evidente. Ma tant’è, non è che ci si possa lamentare dell’arbitro a questo punto della stagione. Ed infatti io non lo faccio.
Anche se pure l’espulsione di Bonaventura mi è parsa un tantino esagerata.
Noto però una curiosa coincidenza: ieri Bonera titolare, tre pappine prese. Come a Napoli, quando abbiamo preso tre pappine dopo l’ingresso di Bonera.
Non sono io che mi cerco un nuovo nemico ogni anno, giuro. Io non vorrei averne di nemici nel Milan. ma si fa così fatica a capire che forse, se non c’è nessun altro disponibile, piuttosto che mettere Bonera in campo è meglio pescare qualcuno dalla primavera, o dai giovanissimi, o magari anche dai pulcini, o dal pubblico, dalle vecchie glorie, o dal piazzale antistante lo stadio?

Mai una gioia

Dopo la partita di domenica, o meglio dopo il risultato di domenica, avrei voluto poter scrivere un post un po’ più allegro. Ma niente, i giorni del condor incombevano e lo sapevo, giuro che lo sapevo che sarebbero riusciti a farmi ingoiare quel mezzo sorriso che mi si stava stampando in viso.
Abbiamo battuto la Lazio, che ha dimostrato di essere una delle poche squadre messe peggio di noi, e invece di godersi la vittoria che cosa si inventa la nostra bella dirigenza?
Prendono In prestito un ragazzino dal Chelsea, prestito di un anno senza diritto di riscatto, in modo da avere la scusa per vendere un futuro prospetto come Cristante (così ce l’hanno venduto negli ultimi due anni) e utilizzare i soldi guadagnati per prendere Biabany.
Il bello è che poi Biabany non riescono neanche a prenderlo e, all’ultimo, ripiegano su Bonaventura, spendendo più di quanto incassato dalla cessione di Cristante.
Io già ero abbastanza (eufemismo) incazzato dopo settimana scorsa, figuriamoci adesso.
Ora, per carità, niente da dire sull’arrivo di Bonaventura, magari si rivela un ottimo acquisto. Non spero altro.
E magari anche Torres si ricorda di essere stato uno che ogni tanto la metteva. E magari Alex riesce a reggere per tutta la stagione, Armero si trasforma improvvisamente in un terzino affidabile, Menes si trasforma in qualunque cosa purché sia utile alla squadra, Van Ginkel dimostra di essere il nuovo Crujff (in questo caso non si capisce perché un volpone come Muorinho lo avrebbe lasciato partire, ma lasciatemi sognare) (e in ogni caso, sia che vada bene sia che vada male, tra un anno se ne andrà), Abate sforna almeno un cross a partita, Essien ringiovanisce di 7 anni grazie alla dieta a base di bresaola, etc.
Insomma, magari poi succedono tutta una serie di cose per cui, alla fine, vinciamo il campionato.
Sì, crediamoci.
E magari nel frattempo a Galliani viene una ricrescita naturale dei capelli da far scoppiare di invidia la testa di Conte.
Sì, crediamoci.
Se vogliamo farci del male.
Se invece vogliamo essere un po’ realisti, dobbiamo confrontarci con una realtà un po’ diversa.
La realtà è che il Milan odierno è una squadra che vende il suo miglior realizzatore delle ultime due stagioni (30 gol in 54 partite non sono bruscolini per una squadra che spera di vincere qualcosa, figuriamoci per una che vivacchia alla giornata) senza avere la minima idea di chi prendere per sostituirlo e, dopo una assurda girandola di nomi, risolve la pratica prendendo uno che è stato uno degli attaccanti più forti del mondo, fino a 4 anni fa, ma che nelle ultime stagioni ha segnato 20 gol in 110 partite. Giocando nel Chelsea, non proprio una neopromossa, nel campionato inglese, in cui se sei capace (ma devi esserlo) la possibilità di segnare gol a grappoli non manca di certo.
Una squadra che all’ultima giornata di mercato vende uno dei suoi migliori giovani per cercare di prendere un giocatore che non riesce a prendere.
Una squadra il cui massimo dirigente lascia fare le trattative ai procuratori e segue l’ultimo mese di mercato dalla spiaggia, come avrei fatto io se avessi avuto un mese di ferie intero.
Una squadra che alla fine non è chiaro se si è rinforzata (secondo me no, ma staremo a vedere), e quasi certamente non è neppure riuscita a guadagnarci dal punto di vista economico, perché dobbiamo comunque ricordarci che le eventuali plusvalenze sono praticamente già spese, dato che oltre a dover ancora finire di pagare Matri e Balotelli (oltre ad altri ingaggi eccessivi di cui non parlo per non eccedere in bestemmie), c’è pure quella questioncina da niente dello stipendio e della buonuscita di Seedorf.
Per cui se c’è qualcuno che pensa che si sia messo da parte un gruzzoletto da spendere a gennaio per eventuali rinforzi, si metta il cuore in pace. La tiritera sarà la stessa di quest’estate. Non si compra nessuno se prima non si vende qualcuno. Lascio ai quattro lettori rimasti indovinare che ci sarà di vendibile.
Un tale livello di improvvisazione e mancanza di programmazione io non lo vedevo dai tempi delle aste del fantacalcio con gli amici, quando la principale preoccupazione era quella di decidere chi doveva andare al discount a prendere le birre.