Bonucci, la VAR, il Milan e l’alcolismo

“Iuston, mi sa che abbiamo un problema.”
“Un problema?”
“Sì, un problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un grande condottiero e ci avete mandato un fashion blogger.”
“Ma se abbiamo preso Bonucci.”
“Appunto!”

“Iuston, mi sa che abbiamo un altro problema.”
“Un altro problema?”
“Sì, un altro problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un grande stratega e ci avete mandato un artigiano della qualità.”
“Ma se in panchina avete Montella.”
“Appunto!”

“Iuston, mi sa che abbiamo un altro problema.”
“Un altro problema?”
“Sì, un altro problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un finalizzatore implacabile e ci avete mandato un cartonato pubblicitario.”
“Ma se abbiamo preso Kalinic.”
“Appunto!”

 

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Sacrifici

Toccherà anche sforzarsi di farsi diventare simpatico Bonucci. 

Cosa che, a dire il vero, si può fare, dal momento in cui indosserà quella maglia lì, con quei colori lì. Il rosso e il nero. 

Poi ovviamente, come altri che prima hanno indossato quell’altro orribile maglia con le righe sbagliate, l’amore se lo dovrà sudare, faticare, meritare.

Pippo e Ibra c’è l’hanno fatta.

In cuor mio, alla fine, auguro che c’è la faccia anche lui. Per lui, ma soprattutto per noi.