Fiorentina-Milan: tutto quel che c’è da fare

E’ una cosa cui pensavo già da un po’,
La partita di ieri ne è la conferma.
La soluzione dei problemi del Milan, per arrivare felicemente all’obiettivo stagionale, è vincere tutte prossime partite.
Se le vinciamo tutte, nessuno potrà toglierci il secondo posto e la qualificazione alla prossima Champions league.

It’s easy, let’do it!

La variante Udinese

Francamente la partita di stasera mi preoccupa più di quella di domenica contro la Roma.
Troppo da perdere, troppe varianti, troppe assenze.
Troppe distrazioni (il Festiva è già iniziato).

Non so, sarà dura. ma se dovesse andare bene…

Ricominciamo da 25-24

Ok, sarebbe potuta andare meglio.
Ma, come abbiamo visto giovedì sera, anche peggio.
Cominciamo col dire che sì, il Verona ci ha provato, un po’, nel primo tempo. Ma dire che il pareggio è meritato è un eccesso.
Abbiamo preso 2 gol su palla inattiva e questo potrebbe essere un problema, sono 5 in due partite, ma soprattutto abbiamo preso 2 grazie a quella che in gergo tecnico si chiama grande botta di culo.
A onor del vero va riconosciuto che la grande botta di culo ha assistito anche noi nella deviazione che ha favorito il nostro primo gol.
Poi, siccome la fortuna è cieca ma malintenzionata, si è rimessa la maglia del Verona e nel secondo tempo ha impedito che la partita finisse 6-2 (lei e Silvestri, che si è decisamente guadagnato lo stipendio).

Giusto per parlare di numeri, il Milan ieri ha fatto registrare 34 tiri, di cui 8 nello specchio, il Verona 7 tiri di cui 3 nello specchio (con 2 gol), 14 calci d’angolo contro 1, 66% di possesso palla, 520 passaggi con l’80% di precisione contro i 283 col 64%, un rigore sparato verso la ISS, 2 gol annullati, un palotraversa, almeno 4 parate clamorose di Silvestri.
Magari sarebbe stato il caso di aggiustare un po’ la mira, ma non si può dire che non ci abbiamo provato. E soprattutto se avessimo vinto nessuno avrebbe potuto recriminare.

Due parole sul capo di tutto: ieri male per almeno 80 minuti, nervoso, accentratore, per non parlare del rigore. Strepitoso nell’ultimo quarto d’ora, dominante, feroce, indispensabile. C’è stato un momento, dopo il rigore tirato in orbita, in cui ho pensato che fosse il caso di sostituirlo. Non lo farò mai più, giuro. Mai più.

19

I numeri cosano, i numeri sono importanti, soprattutto questi numeri.

19 partite consecutive senza perdere. Non so neanche più da quanto tempo non succedeva, ma sono abbastanza certo che deve essere successo ad un Milan di ben altra caratura.

3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate non si vedevano dal 2006. 3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate senza prendere gol, dal 1971, allenatore Nereo Rocco. Io avevo pochi mesi e infatti nemmeno me le ricordo.

Tutto questo ottenuto da una squadra di ragazzini. Stasera l’età media della squadra era inferiore a 23 anni e c’era un solo giocatore, tra i titolari, sopra i 25.

Non so voi, ma alle volte io ho la sensazione che da tutto questo possa nascere qualcosa di grandioso. Poi penso a come è andata negli ultimi anni e mi ritiro in un angolino buio, sperando che nessuno abbia sentito i miei pensieri.

Post number °!£$”%

Chiuso ancora nella grotta, osservo che la mia voglia di uscire diminuisce in proporzione all’aumento delle temperature e della gente che pensa che l’emergenza sia finita.
Però, visto che il fenomeno che governa la mia regione ha deciso di prolungare l’obbligo di usare le mascherine all’aperto, anche se sei nel deserto e non c’è anima viva nel giro di un paio di Km, ho ordinato delle mascherine fashion in puro cotone, di quelle in cui si può mettere il filtro. ben conscio che, esattamente come per le altre mascherine in queste condizioni, la loro funzione all’aperto e senza estranei intorno è quasi esclusivamente estetica.

A proposito di virus, sono uno dei fortunati che hanno vinto il test sierologico dell’Istat. Sono stato chiamato dal numero della Croce Rossa, ho accettato, ho risposto al questionario e il 19 giugno sono andato a farmi prelevare le mie due gocce di sangue.
Avrebbero dovuto mandarmi l’esito del test via email entro 15 giorni, ma ancora sto aspettando.
Immagino che questo significhi che l’esito del test è negativo.

Ma non è questo il punto.
Il punto è che non è ancora finita. Non è finito niente.
Guardate oltre il metro di distanziamento dal vostro naso. Non è finito niente.
Ci siamo guadagnati, a suon di rinunce e sacrifici, una fase di maggiore tranquillità Ma dobbiamo continuare a meritarcela.
Mantenete le distanze, mettete le mascherine quando servono, lavatevi spesso le mani, soprattutto dopo che avete toccato cose o persone.
Non è finito niente e tornare indietro è un attimo.

Nel frattempo è successo qualcos’altro, ma, soprattutto, è ricominciato il campionato di serie A. E’ ricominciato, il campionato, si torna a vivere, amare sognare tifare e sudare. Sudare. Sudare. E scaricare moccoli nella notte, o in altri orari improbabili.
Ma di questo, e del nostro caro Milan, mi occuperò in un altro post.

Il derby buttato

Ci sono derby persi e derby buttati.
Questo è un derby buttato.
Stasera il Milan non ha mai dato la sensazione di giocare per vincere. Al limite per non perdere, e quando giochi solo per non perdere il derby nove volte su dieci non lo perdi, lo butti.
Questo è un derby buttato. Non tanto perché il Milan avrebbe potuto vincerlo, questo non lo sapremo mai, visto che non ci ha mai provato. È un derby buttato perché il derby lo perdi se non lo giochi, se non ci provi mai, se ti accontenti di limitare i danni.
È un derby buttato perché noi, al 92°, abbiamo sostituito un difensore con un altro difensore per cercare di perdere tempo e portare a casa il pareggio, mentre loro hanno fatto quello che avevano fatto più o meno per tutta la partita, hanno buttato al centro un crossaccio per il loro unico attaccante, sperando che andasse bene. Gli è andata bene.
Anche noi abbiamo avuto per quasi tutta la partita un solo attaccante, e che attaccante, ma se al posto di Higuain ci fosse stato ancora Kalinic, o Bacca, o l’anima de li mortacci del peggiore attaccante che abbiamo mai avuto in squadra (fate voi il nome che preferite, è lo stesso), non sarebbe cambiato nulla, perché nessuno ha tentato di fargli arrivare un pallone in area. E quando è entrato il secondo attaccante è andato a sistemarsi sulla fascia. Giusto perché cercare di tirare in porta sembrava male a un certo punto.
E loro, che hanno cercato di vincere per tutta la partita, alla fine hanno vinto.
Noi, che abbiamo cercato solo di non perdere, abbiamo buttato un derby.
E adesso ci sta bene un vaffanculo, così, in generale, per chiudere.
Forse avrei fatto meglio ad aspettare prima di scrivere.

Dopo Milan-Roma

Adesso butterò giù una serie di banalità da bar e di considerazioni personali che potrete condividere o meno. Cioè farò quello che si fa in un blog.
Toh, guarda caso, proprio come questo.
Come non aveva senso giudicare fallimentare una stagione per aver perso la prima partita, non ha senso che adesso ci si senta arrivati per la vittoria con la Roma.
Resta il fatto che vincere è decisamente meglio che perdere, la palla è rotonda, il campionato è ancora lungo e Higuain è una gran bel giocatore.
Il tipo di giocatore che non avevamo più da tempo, da quando hanno sciaguratamente venduto sua maestà Zlatan (cosa di cui bisogna ringraziare il buon Allegri per inciso).
Uno di quei giocatori in grado, finalmente, di farti vincere una partita quando sembra ormai impossibile.
Verrebbe quasi da ringraziare anche Bonucci per il doppio favore, essersi levato di mezzo e aver creato le condizioni per far venire da noi il pipita.
Ora si tratta di continuare sulla strada iniziata venerdì sera al 95° minuto, cercando di portare a casa tutti i punti possibili nelle partite (sulla carta) facili e di rubarne più possibili alle squadre che ancora hanno qualcosa più di noi (purtroppo ce ne sono e la Roma è una di queste).
Il Milan è, per forza di cose, un cantiere ancora aperto. Ecco, avevo promesso banalità da bar e questa lo è fino al midollo. Che non si dica che non mantengo le promesse.
Per ora abbiamo affrontato due partite, una è andata bene e l’altra si era messa molto bene, ma poi è successo quello che è successo. Ossia che preso troppo presto il gol del 1-2 dopo aver segnato il secondo gol la squadra si è (attenzione, arriva un francesismo) letteralmente cagata in mano. Sono convinto che se fossero riusciti a tenere il risultato sullo 0-2 per almeno un quarto d’ora avrebbe preso fiducia e magari sarebbero anche riusciti a tenere il vantaggio fino alla fine. Ma qui siamo alla solita storia dei se e dei ma.
È certo che col Napoli ci ha messo del suo anche Gattuso. Ha sbagliato i cambi, questo lo ha ammesso anche lui. Ma soprattutto ogni tanto, secondo me, avrebbe dovuto dire ai ragazzi che non è peccato buttare via la palla invece di cercare sempre di uscire in palleggio dalla propria linea di porta contro una squadra che ti pressa alla disperata.
Acqua passata.
Con la Roma è andata meglio, soprattutto perché non c’è stato, oltre ad un comprensibile calo fisico, anche il temuto cedimento psicologico. Ma soprattutto Gattuso ha azzeccato i cambi.
Non so che con quali giocatori o con che schemi finirà questa stagione, né in che posizione di classifica.
Dirò la mia, da tifoso che non ha nessuna pretesa di essere un tecnico: personalmente preferisco le due punte, anche perché credo che consentano proprio a Higuain di avere un po’ più di spazio lì davanti. E anche perché Cutrone ha già dimostrato di meritare di giocare tanto.
Altra convinzione puramente personale è che Laxalt alla fine potrebbe essere titolare al posto di Rodriguez. Troppa la differenza in termini di dinamismo e grinta.
Come sono convinto che un posto da titolare se lo meriterà anche Caldara al posto di Musacchio. E Conti, una volta che si sarà ripreso, se si riprenderà.
Come metterli in campo sarà un affare di Gattuso.
La stagione è appena cominciata e ci saranno un sacco di partite.
Ma io sono fiducioso.

Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

Bella Torino, ma non ci vivrei

Il Torino è da sempre una di quelle squadre che, quando giocano contro qualcun altro, mi stanno simpatiche. Un po’ per quella storia lì, che insomma non si può dimenticare, un po’ perché comunque per essere l’altra squadra di calcio di quella città lì, insomma, qualcosa devi avere. È quel qualcosa, per quanto riguarda il Torino, si chiama dignità.
Dignità e palle d’acciaio, da squadra operaia vera nella città della squadra più borghese che ci sia.
Tutto questo, ovviamente, vale quando non giocano contro il Milan.
Ora, se vogliamo parlare delle due partite consecutive contro il Torino, parliamone, ma c’è poco da dire che non sia già stato detto dopo quasi tutte le altre partite di questa stagione. Milan squadra operaia che non molla mai, anche se regala sempre però un tempo agli avversari, e in altre stagioni queste partite sarebbe finite con una sconfitta, quando riesci a recuperare uno svantaggio così devi anche avere la cattiveria necessaria per chiudere la partita, etc. etc.
Un sassolino però me lo voglio togliere dalla scarpa. Balotelli è stato messo alla gogna ed accusato di tutte le nefandezze possibili e immaginabili per molto meno di quello che ha fatto (o meglio non fatto) Niang nelle ultime partite. E Balotelli, scusate se è poco, è comunque uno che di gol per Milan ne ha segnati molti di più di quelli di Niang.

Milan-Torino: 3-2

Facciamo finta di non aver visto la partita e guardiamo solo i freddi numeri:

  • Abbiamo segnato 3 gol, cosa che non capitava da tempo, vincendo la prima partita del campionato con una tripletta dell’unico giocatore che per tutta l’estate abbiamo mandato in giro con il cartello “saldi” appeso al collo.
  • Abbiamo preso 2 gol ed abbiamo evitato il terzo solo grazie ad un 17enne che ha parato un rigore al 94° della prima di campionato.
  • Siamo, almeno ancora per 5 giorni, nel mucchione delle prime, a pari punti con la juvemerda e 3 punti sopra alla seconda squadra di Milano (che staziona in zona retrocessione).

Ecco, non è che ci sia da fare molte analisi, i problemi a centrocampo ed in difesa sono gli stessi che abbiamo lamentato negli ultimi 4 anni, non è cambiato nulla. Ma se il campionato finisse adesso avremmo poco da lamentarci.