Quattro pizze fritte, e due fette di pastiera.

Non penso sia il caso di spiegare il senso di questa ardita metafora, né di spiegare la citazione in essa sottesa (questa mattina, complice una pesante carenza di sonno, mi sono svegliato così).
Se ce ne fosse bisogno, significherebbe che forse state leggendo un blog che non fa per voi, ma tant’è, provateci comunque.

Il senso della partita di ieri è, ancora una volta, è che questo Milan per vincere ha bisogno di giocare bene, non è squadra cinica e opportunista, e che per giocare bene ha bisogno di sentirsi in missione per conto di dio.
Il dio Eupalla, direbbe qualcuno.

Milan – Salernitana: 1-1

La Salernitana è una squadra di cagnacci (in senso buono, per quanto sia possibile), ma giustamente hanno fiutato nel finale la nostra stanchezza e hanno cercato di approfittarne facendo quello che sanno fare, che è un calcio più di clava che di fioretto.
La colpa è comunque nostra, perché le occasioni per aumentare il vantaggio le abbiamo avute, ho quasi perso il conto, e vuoi per meriti di Ochoa, vuoi per demeriti nostri (almeno due errori clamorosi sotto porta di Giroud), le abbiamo buttate.
Alla fine comunque risultato giusto e bene così. Forza Milan, sempre.

Vi sembra di averle già lette queste parole? Avete ragione.
Vengono da qui, il post scritto il 4 gennaio, dopo Salernitana-Milan.
Trascurando il particolare del colpevole degli errori sotto porta, trascurando un arbitraggio che è andato peggiorando di minuto in minuto (e no, non voglio parlare dei rigori per non incorrere in una scomunica), trascurando il fatto (non da poco) che almeno all’andata abbiamo portato a casa i fatidici tre punti, la partita di lunedì sera è sembrata, per larghi tratti, il prolungamento di quella dell’andata, con le stesse dinamiche e la stessa fastidiosa sensazione di Machecazzo.

Fatto sta che siccome siamo una compagine di fortunelli, laddove la nostra fortuna consiste soprattutto nel fatto che le dirette contendenti per un posto in Champions, Roma, Lazio e cuginastri, non sono messe molto meglio di noi quanto a costanza di rendimento e prestazioni, abbiamo perso due punti (inutile negarlo), ma nulla è ancora del tutto perduto.
Però dato che, come già evidenziato, le dirette contendenti per un posto in Champions, Roma, Lazio e cuginastri, non sono messe molto meglio di noi quanto a costanza di rendimento e prestazioni, dovremmo sforzarci di migliorare un po’ sotto questo aspetto, prima che lo facciano gli altri, altrimenti, per dirla con un sottile eufemismo, siamo fottuti in culo.

Tutto questo perché, ovviamente, essere ai quarti in Champions è una bellissima cosa, anche inaspettata per certi versi, e rappresenta già di per sé un risultato straordinario, ma la stagione avrà un senso solo se riusciremo a qualificarci anche per la prossima Champions, per cui verrebbe da dire che le prossime partite di campionato saranno più importanti di quelle che ci aspettano dopo i sorteggi di venerdì. Ca va sans dire (era un pezzo che sognavo di scriverlo), non è che passare anche questo turno farebbe schifo, ma ora come ora direi che vincere la coppa sarebbe davvero un miracolo oltre la nostra attuale portata.
Detto questo, saluto con il consueto Forza Milan, e a culo tutto il resto.

Milan – Sassuolo: 2-5

Finite le bestemmie, restano poche parole.

Cominciamo dalle poche note positive, se così le vogliamo chiamare: si è girato Giroud (ben due volte, se ignoriamo il fuorigioco), si è girato Rebic (ma anche qui dobbiamo fingere che non esista questo assurdo e cervellotico fuorigico), e udite udite, si è girato anche Origi (ma non l’ho visto. Preso dallo sconforto avevo già spento il televisore).

Per le note dolenti ci vorrebbe un blog a parte. Subiamo troppi gol. Giochiamo con un portiere che ormai non gode più della fiducia neanche di se stesso, e questo si riflette su una difesa che non è mai stata così scarsa. Non c’è altro modo di definirla, scarsa. Scarsa come la merda di uno stitico, lenta come un bradipo che caga e altrettanto insicura nei movimenti.

Spero che rientri il prima possibile Mike Maignan, perché anche oggi in almeno tre dei cinque goal che abbiamo preso Tătărușanu ha delle serie responsabilità. In una squadra così, che va così male, non ci si può permettere di giocare praticamente senza portiere.

Il centrocampo a due funziona quando tutto funziona (verrebbe da dire grazie al cazzo) ma adesso che non funziona niente il centrocampo a due è equivalente a un cieco centrocampo a zero. Dell’attacco non ne parliamo. Certo oggi qualche pallone l’abbiamo buttato dentro, ma che fatica. E soprattutto non è una gran consolazione segnare due goal quando ne prendi cinque in quel modo.

La sensazione più spiacevole è quella che Pioli, autore del miracolo degli ultimi due anni, ci stia capendo in questo momento quanto ci stiamo capendo noi, cioè poco niente. La situazione è di quelle che fanno vacillare anche il più ostinato degli ottimisti, me compreso. Continuo a pensare che questa squadra che abbiamo visto oggi sia troppo brutta per essere vera e che in fondo la situazione si possa recuperare. Ma batosta dopo batosta, figura di merda dopo figura di merda, comincio anch’io ad avere qualche dubbio.

Quello che nessuno si spiega è come una squadra che fino all’88º della partita con la Roma sembrava essere rientrata dalla pausa mondiale con tutti i numeri per inseguire il Napoli, in un attimo si sia sciolta in questo modo diventando la roba inguardabile che è stata nelle ultime partite. Non so se è successo qualcosa, non so cosa sia successo, semplicemente non me lo spiego.

Mi è capitato nella mia lunga carriera di tifoso di assistere a partite pessime, anche ad annate pessime, ma le annate pessime tendevano a iniziare male e a continuare male, al limite malino se miglioravano. È la prima volta che assisto a un’annata che inizia bene, con una squadra che ha anche un bel gioco, che conquista gli ottavi di Champions e il secondo posto in classifica, e che all’improvviso si squaglia in questo modo. Qui siamo molto oltre lo sbagliare una partita.

Il mercato estivo finora sembra un enorme fallimento, quello invernale semplicemente non c’è stato. Francamente non so che pesci si possono pigliare in questo momento. Cacciare Pioli? Servirebbe a qualcosa? E chi mettiamo al suo posto?

E quindi le poche, ultime parole: Forza Milan, sempre e comunque. Finirà questo lunghissimo gennaio.

Salernitana – Milan: 1-2

Sulla partita si potrebbero dire molte cose, ma la prima che mi viene in mente è: che orario di merda.
Resto dell’idea che al difensore del calcio della gente che ha stabilito di riprendere il campionato in una giornata lavorativa con questi orari non si possa far altro che augurare una lunga disoccupazione.

Detto questo, abbiamo sprecato tanti di quei gol che quasi ci siamo meritati la sofferenza dell’ultimo quarto d’ora.
La Salernitana è una squadra di cagnacci (in senso buono, per quanto sia possibile), ma giustamente hanno fiutato nel finale la nostra stanchezza e hanno cercato di approfittarne facendo quello che sanno fare, che è un calcio più di clava che di fioretto.
La colpa è comunque nostra, perché le occasioni per aumentare il vantaggio le abbiamo avute, ho quasi perso il conto, e vuoi per meriti di Ochoa, vuoi per demeriti nostri (almeno due errori clamorosi sotto porta di Giroud), le abbiamo buttate.

Alla fine comunque risultato giusto e bene così. Forza Milan, sempre.

Meglio la prima

Ora che ci siamo tolto il problema della prima posizione in classifica, che ci metteva un po’ in imbarazzo dato che, si sa, è una posizione già prenotata e assegnata con largo anticipo, possiamo finalmente iniziare il campionato, con l’obiettivo dichiarato e scontato di arrivare alla fine, con un po’ di fortuna, nei primi 4 in classifica.
Voglio fare il ganassa, io ci credo. Possiamo arrivare terzi.
Non sarà facile, ma nulla lo è.

Detto questo, un pareggio in casa dell’Atalanta ci sta. Se avessimo sprecato un po’ meno forse ci sarebbe stato anche un risultato migliore.
Ma alla fine va comunque bene così.
Siamo in perfetta media inglese (chi ha una certa età sa di cosa parlo) e ancora una volta abbiamo affrontato la partita giocando dall’inizio con una formazione in cui non c’era nessuno dei nuovi arrivati.
Non so se si tratti di un eccesso di gratitudine da parte di Pioli nei confronti dei ragazzi che hanno appena vinto uno scudetto, o se si tratti solo di dare ai nuovi i tempi giusti per inserirsi nel gioco della squadra. Lo vedremo nel prosieguo del campionato.
Però questo è un fatto.

Come è un fatto quello che abbiamo incassato già 3 gol, segnandone 5.
In due partite.
A agosto.
Buon segnale in attacco o pessimo in difesa? Ai posteri l’ardua sentenza.

Il campionato è ancora molto lungo, e sarà un campionato molto strano.
Che noi affronteremo, è giusto ribadirlo, con lo scudetto sulla maglia.
Forza Milan, sempre.

Fiorentina-Milan: tutto quel che c’è da fare

E’ una cosa cui pensavo già da un po’,
La partita di ieri ne è la conferma.
La soluzione dei problemi del Milan, per arrivare felicemente all’obiettivo stagionale, è vincere tutte prossime partite.
Se le vinciamo tutte, nessuno potrà toglierci il secondo posto e la qualificazione alla prossima Champions league.

It’s easy, let’do it!

La variante Udinese

Francamente la partita di stasera mi preoccupa più di quella di domenica contro la Roma.
Troppo da perdere, troppe varianti, troppe assenze.
Troppe distrazioni (il Festiva è già iniziato).

Non so, sarà dura. ma se dovesse andare bene…

Ricominciamo da 25-24

Ok, sarebbe potuta andare meglio.
Ma, come abbiamo visto giovedì sera, anche peggio.
Cominciamo col dire che sì, il Verona ci ha provato, un po’, nel primo tempo. Ma dire che il pareggio è meritato è un eccesso.
Abbiamo preso 2 gol su palla inattiva e questo potrebbe essere un problema, sono 5 in due partite, ma soprattutto abbiamo preso 2 grazie a quella che in gergo tecnico si chiama grande botta di culo.
A onor del vero va riconosciuto che la grande botta di culo ha assistito anche noi nella deviazione che ha favorito il nostro primo gol.
Poi, siccome la fortuna è cieca ma malintenzionata, si è rimessa la maglia del Verona e nel secondo tempo ha impedito che la partita finisse 6-2 (lei e Silvestri, che si è decisamente guadagnato lo stipendio).

Giusto per parlare di numeri, il Milan ieri ha fatto registrare 34 tiri, di cui 8 nello specchio, il Verona 7 tiri di cui 3 nello specchio (con 2 gol), 14 calci d’angolo contro 1, 66% di possesso palla, 520 passaggi con l’80% di precisione contro i 283 col 64%, un rigore sparato verso la ISS, 2 gol annullati, un palotraversa, almeno 4 parate clamorose di Silvestri.
Magari sarebbe stato il caso di aggiustare un po’ la mira, ma non si può dire che non ci abbiamo provato. E soprattutto se avessimo vinto nessuno avrebbe potuto recriminare.

Due parole sul capo di tutto: ieri male per almeno 80 minuti, nervoso, accentratore, per non parlare del rigore. Strepitoso nell’ultimo quarto d’ora, dominante, feroce, indispensabile. C’è stato un momento, dopo il rigore tirato in orbita, in cui ho pensato che fosse il caso di sostituirlo. Non lo farò mai più, giuro. Mai più.

19

I numeri cosano, i numeri sono importanti, soprattutto questi numeri.

19 partite consecutive senza perdere. Non so neanche più da quanto tempo non succedeva, ma sono abbastanza certo che deve essere successo ad un Milan di ben altra caratura.

3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate non si vedevano dal 2006. 3 vittorie consecutive nelle prime tre giornate senza prendere gol, dal 1971, allenatore Nereo Rocco. Io avevo pochi mesi e infatti nemmeno me le ricordo.

Tutto questo ottenuto da una squadra di ragazzini. Stasera l’età media della squadra era inferiore a 23 anni e c’era un solo giocatore, tra i titolari, sopra i 25.

Non so voi, ma alle volte io ho la sensazione che da tutto questo possa nascere qualcosa di grandioso. Poi penso a come è andata negli ultimi anni e mi ritiro in un angolino buio, sperando che nessuno abbia sentito i miei pensieri.