Non vendiamo la pelle dell’orso

Due vittorie consecutive, nell’arco di quattro giorni erano anni che. Aaaaanni.
Che poi magari no, ma la memoria è quella che è e spesso ci si ricorda le cose più per sensazioni che per come sono realmente. Per cui diciamo così: due vittorie ravvicinate come quelle del derby e di ieri sera non me le ricordo da anni. Non suona bene come la prima frase. Accontentiamoci.
Poi a voler essere onesti ieri sera nel secondo tempo si è fatto mediamente cagare. Anche seil risultato non è mai stato messo in discussione.
Diciamo che forse ma forse Mihajlovic sta cominciando a trovare una quadra, con la squadra compatta e cazzuta delle ultime due partite. Il problema è vedere se ce ne sarà una terza così, e poi magari una quarta, o se già da domenica ci ritroveremo a commentare la solita squadra molle e fastidiosa.

L’entusiasmo

Sarà, ma ieri sera per contenere tutto l’entusiasmo della partita con la Fiorentina e della sua abbacinante bellezza mi sono dovuto fare un paio di caffè extra. Poi sono andato a dormire senza seguire il consueto post partita, che le palpebre mi calavano un pochino.
Però per un pezzetto di partita il Milan formidabile ed eccezionale di questa stagione è stato al terzo posto. Roba che se un tornado pieno di squali giganti ed assassini avesse colpito in sequenza tutti gli stadi d’Italia portando alla irrevocabile fine del campionato l’anno prossimo saremmo tornati in Champions League di diritto.
Sfortunatamente gli squali nella realtà tendono a disinteressarsi delle sorti della serie A, per cui abbiamo ancora tutto un campionato da affrontare.
Vabbé, c’è il turno infrasettimanale. Possiamo sempre sperare nelle cavallette.

P.s: il mio primo nemico quest’anno è senza alcun dubbio Muntari.

P.p.s: chiamatemi scemo, ma io al momento continuo a rimpiangere Balotelli.

Le cinque giornate di Milan

Approfitto del fatto che quest’anno non si gioca in Champions League per prendermi nel bel mezzo della settimana un po’ di tempo, il necessario, per snocciolare qualche numero.
Sarà pur vero che cinque giornate non sono poi così tante per fare delle statistiche credibili, ma i numeri cominciano già a farsi interessanti.
Vediamo dunque cos’è successo: in queste prime 5 giornate di campionato il Milan ha fatto 8 punti. 2 vittorie, 1 sconfitta, 2 pareggi. Il Milan, in queste 5 giornate, ha perso 7 punti dalle prime. 1,2 punti a giornata. Fate voi il conto di quale sarà la distanza dalle prime se questo andamento non dovesse cambiare.
In queste prime 5 giornate il Milan ha segnato 11 gol, e ne ha presi 9.
In media invece che fare 3 punti a partita ne ha fatti molti meno (1,8 di media).
La Juve, per dire, ha fatto 15 punti, e ha preso 0 gol. La Roma ha fatto 15 punti, anche lei, ed ha preso 1 solo gol.
Noi di goal ne abbiamo presi quasi 2 a partita e abbiamo fatto come media meno di 2 punti a partita.
Sarà che forse quella cosa che noi tifosi poco evoluti diciamo da tempo, cioè che il primo reparto su cui bisogna intervenire è la difesa, non è poi questa gran sciocchezza?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Dato per assodato che una squadra che prende 9 gol in 5 partite non può fare chissà quanta strada, se non te ne frega niente di difendere, puoi prendere tutti i gol che vuoi, ma devi segnarne di più.
Se invece punti su una squadra che non segna tantissimo ma prende pochi gol, devi prendere molti meno gol di quelli che segni.
In ogni caso una squadra che prende quasi gli stessi gol di quelli che segna, punta a una media di un punto a partita. Cioè al pareggio. Che va bene quando si parla di bilanci. Un po’ meno quando si cerca di fare un campionato dignitoso.
Cosa voglio dire?
Non lo so, ma i fatti mi cosano come diceva quello là.
E i fatti adesso sono questi: non siamo ancora condannati, perché il campionato è lungo, ma siamo sulla buona strada.
Cosa serve per recuperare?
Magari basta solo un po’ di culo in più, ma non penso. La sensazione, e qui spero di sbagliarmi, è che paghiamo il fatto di essere una squadra costruita senza uno straccio di programmazione.
Le prime due giornate avevano forse fatto pensare che un mercato fatto di improvvisazioni, parametri zero, botte di culo, saldi e occasioni dell’ultimo minuto, fosse qualcosa di diverso da quello che era in effetti. Invece sarà una banalità, ma le cose spesso tendono a essere quello che sembrano essere, semplicemente perché sono quello che sono.

Milan-Atleticomerda: 0-1

Perdere così, non dovremmo farne un dramma.
Eppure forse fa più male che se avessimo perso male, dominati da una squadra che tutti sanno essere, al momento, molto più forte.
Invece no, nel primo tempo questa squadra molto più forte quasi non s’è vista, e nel secondo non è che abbia fatto chissà che per vincere.
Abbiamo preso il solito gol da pirla. Ancora più da pirla del solito, perché se nel primo tempo collezioni un palo, una traversa, un altro paio di tiri fuori di un soffio e un rigore negato (dov’è il vostro #rigoreperilmilan adesso?), perdere è proprio una roba da pirla.
Ma se questa squadra in fondo non fosse una massa di pirla, non sarebbe dov’è adesso.

Kaká vuol dire fiducia

Questo post viene scritto seduto sulla tazza perché ieri sera sono uscito a cena e temo di aver esagerato con un vinaccio di pessima qualità. Era una cena organizzata da un gruppo di papà della scuola di piccoletta, per cui non ho potuto evitare di andare.
Comunque credo di essermi giocato l’invito per la prossima cena quando a due papà che si dicevano preoccupati che i loro figli potessero usare Internet per cercare siti sconci e magari lasciare anche qualche dato personale nei form di registrazione, ho spiegato che il compito di noi papà è proprio quello di insegnar loro quali sono i siti porno che non richiedono alcuna registrazione.
Ma veniamo alla partita. Non l’ho vista.
O meglio, l’ho vista, ma dopo essere tornato dalla cena di ieri sera e facendo un larghissimo uso dello scorrimento veloce. Potenza del my sky; me la sono registrata e poi ho visto 90 minuti di partita più intervallo in poco meno di un quarto d’ora. Quindi non c’ho capito un cazzo, ma ho visto che abbiamo fatto tre gol. Almeno per questa metà settimana la panchina di Allegri è al sicuro. Oh gioia, oh tripudio.
Ha segnato anche Balotelli, tra l’altro anche un bel gol, mi si passi l’immodestia. Quindi magari per un quarto d’ora oggi forse c’è speranza che qualcuno lo lasci un po’ in pace. Poi da domani tornerà a essere la più grande testa di cazzo del pianeta, ma ogni tanto bisogna anche sapersi accontentare.