Milan – Liverpool: Reazioni a freddo

Ottimista: siamo ancora primi in campionato.

Pessimista: non siamo all’altezza della Champions League.

Complottinterista: eh, ma gli arbitri, ci hanno voluto fare fuori.

Disfattista: troppi infortuni, la sfiga ci perseguita.

Opinionista: io l’avevo detto.

Colpevolista: tutta colpa di Kessie, altro che 9 milioni di Euro, calci in culo.

Faccio l’accento svedese: eh, ma Ibra è vecchio ormai.

Benaltrista: ci sono cose più gravi, tipo la dittatura sanitaria, e voi pensate al calcio.

Vaccinista: vaccinatevi, merde.

Juventista: eh, ma se c’era Rebic (Leao, Kjaer, Giraud, Mazinga Z).

Decisionista: dobbiamo comprare una punta (un terzino, un centrale, un trequartista, Mazinga Z).

Piolista: spiace, manca ancora qualcosa, ma la squadra è giovane, sono lezioni che serviranno.

Milanista: comunque vada, forza Milan, sempre.

La partita del Porto dito

Porto – Milan di ieri sera ha dimostrato chiaramente alcune cose:
La prima è che la Champions League è su un altro livello rispetto alla serie A, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi;
La seconda è che se ti mancano contemporaneamente giocatori del calibro di Maignan (anche se Tatarusano ieri non è stato particolarmente sollecitato), Theo Ernandez, Brahim Diaz, Rebic, Kessie, alla fine la differenza si vede e si sente.
La terza è che, ancora una volta, per gli arbitri siamo una squadra di seconda fascia, forse anche terza.

Non giriamoci intorno. La sconfitta è meritata, il risultato è giusto. Anche se, formalmente, non corretto.
Spiego: il Porto ha meritato i 3 punti, noi no, per cui il risultato è sostanzialmente giusto.
Però il solo gol segnato dal Porto è irregolare, perché prima del tiro c’è stato un fallo non fischiato su Bennacer.
Quindi il risultato giusto sarebbe stato un pareggio?

Mi ci sto un po’ arrovogliando su questa cosa, perché per quello che ho visto ieri sera la sconfitta è il risultato giusto, ma mi fa girare le balle il fatto che comunque perdiamo per un gol irregolare.
ll Milan non ha fatto nulla per meritare anche un solo punto ieri sera.
Ma non è mica colpa nostra se, pur dominando, il Porto è riuscito a fare un solo tiro in porta, in una azione che sarebbe stata da fermare.

Quelli bravi in questi casi parlano di sconfitte che aiutano a crescere. Io avrei preferito un pareggio che aiuta a crescere. Anche se non del tutto meritato.
Il calcio funziona così. Segni, vinci. Non segni, non vinci.
Domini tutta la partita ma non riesci a buttarla dentro? Fatti tuoi.
Non esistono compensazioni. Non dovrebbero esistere.

Quindi si può dire tranquillamente che il risultato di ieri sera è giusto, ma non corretto? Sì.

Detto questo, Forza Milan, e a culo tutto il resto.

One week later (robe da Milan)

Eh, ne sono successe di cose in questa settimana.
Dall’ennesima rapina del secolo, ad opera dell’arbitro turco in Champions League, alla mancata rapina (ma di poco) coll’Atlanta nel finale, direi che si possono individuare alcune costanti:
– siamo belli belli in modo assurdo, fintanto che la tensione resta alta;
– siamo, diciamo, un po’ disattenti; tendiamo a lasciare il portafogli in vista;
– non siamo considerati, dagli arbitri sia in Europa che in patria, una squadra da tutelare;
Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici, ma dobbiamo imparare a evitare certi cali di tensione (repetita iuvant);
– i commentatori di DAZN fanno schifo al cazzo.

Missione compiuta

Atalanta – Milan: 0-2

Avete presente quando il cattivissimo del film, dopo aver messo in scacco l’eroe, invece che ammazzarlo si dilunga in chiacchiere fino a quando l’eroe in qualche modo si libera e vince?
Anche ieri stava per succedere. Noi eravamo quasi coll’acqua alla gola e sembrava che per il cattivo, che non a caso indossava delle orribili casacche a strisce nere e blu, sarebbe stato uno scherzo farci fuori definitivamente, quand’ecco che è arrivato il Presidente, a cavallo del suo #rigoreperilmilan, e ha risolto la situazione.
Che dire, missione compiuta e tutti, o quasi, felici e contenti. Spiace per Ringhio, che ancora una volta è arrivato a un solo passo dalla qualificazione, ma questa è un’altra storia.

Quella con la simpatica Atalanta non è stata una bella partita, va detto. ma è stata una partita giocata di squadra e da squadra, preparata e impostata perfettamente da Pioli, giocata col massimo impegno da tutti, con un Presidente monumentale a coronare una serata che noi vecchi cuori rossoneri meritavamo di vivere.
Temevo molto questa partita, ma i ragazzi, come già hanno fatto millemila volte in questa lunghissima stagione, si sono rialzati dopo un passo falso e sono riusciti a contenere la dinamicissima Atalanta che, per una volta, è riuscita a fare un solo vero tiro verso la nostra porta.

Certo, festeggiare così tanto un secondo posto sembrerebbe cosa da sfigati, ma considerando chi siamo e da dove veniamo, ci sta.
L’obiettivo stagionale era entrare in zona Champions ed è stato raggiunto, anche se all’ultimo, arrivando addirittura secondi.
Una squadra di ragazzini, la terza più giovane nei campionati europei, è riuscita nell’impresa di lasciarsi alle spalle quasi tutti, tranne l’Intermerda che oggettivamente era stata costruita per vincere tutto, portandosi a casa la bellezza di 24 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte (di cui almeno 3 evitabilissime), giocando per metà delle partite senza il suo giocatore più rappresentativo, che peraltro ha quasi il doppio dell’età degli altri ed è riuscito comunque a segnare 15 gol. Tutto questo giocando spessissimo con formazioni molto rimaneggiate e giocatori fuori ruolo.
Non so voi, ma io penso che ci sia molto da festeggiare.

Ora c’è un’estate per prepararsi alla prossima stagione, andando sul mercato per tappare qualche buco. Ci serve come il pane una prima punta da 15-20 gol. Gigio deve firmare subito il rinnovo. Serve almeno un rinforzo per reparto, anche perché non tutti potranno restare, ma questo è un altro discorso e non è il momento di fare liste di proscrizione.
Ma se Maldini e Massara sapranno muoversi bene, ed io ho molta fiducia in loro, con una base come questa ci sono davvero tanti margini di miglioramento.

Forza Milan, sempre.

Il dottor JacPiol e Mister HidePiol

Milan – Cagliari: 0-0

Siamo quelli dei 10 gol in due partite a Torino o quelli che ieri non avrebbero segnato neppure giocando 10 ore contro una squadra che aveva passato il pomeriggio a festeggiare la salvezza?
Volendo fare una citazione, ancorché abusata, ai posteri l’ardua sentenza. Solo che i posteri questa volta non dovranno aspettare molto prima di pronunciarsi.
Tra una settimana sapremo.

Il bello è che è tutto nelle nostre mani. Il brutto è che, ancora una volta, è tutto nelle nostre mani.

Milan-Sampdoria: 1-1

La prima cosa da dire è che non si è mai detto abbastanza quanto quello delle 12,30 sia un orario di merda per le partite.
Peggio anche di quelle alle 18,00.
Chi ha fatto questa pensata dovrebbe avere una scarica di diarrea al giorno, in orario sempre diverso, possibilmente quando si trova in pubblico.

La seconda cosa è che la squadra che segnava ogni partita, e che ne segnava due ogni partita, non c’è più, persa chi sa dove. Probabilmente appesantita nelle gambe e nella testa da troppe partite e aspettative che sono man mano cresciute oltre il lecito. Fortunatamente il rischio di vincere il campionato a questo punto è passato definitivamente, per cui magari qualcuno ricomincerà a giocare con la mente un po’ più libera.
Siamo ancora messi abbastanza bene per la qualificazione alla prossima Champions League, ma non ci possiamo permettere ulteriori rallentamenti.
Quindi sempre forza Milan.
E complimenti alla seconda squadra di Milano per lo scudetto.

Fiorentina-Milan: tutto quel che c’è da fare

E’ una cosa cui pensavo già da un po’,
La partita di ieri ne è la conferma.
La soluzione dei problemi del Milan, per arrivare felicemente all’obiettivo stagionale, è vincere tutte prossime partite.
Se le vinciamo tutte, nessuno potrà toglierci il secondo posto e la qualificazione alla prossima Champions league.

It’s easy, let’do it!

Milan – Napoli: 0-1 la ciambella senza buco

Sottotitolo: facciamo imprese, non miracoli.
Sotto-sottotitolo: roba di diavoli e pentole senza coperchi.

All’andata, a Napoli, con la formazione praticamente al completo, abbiamo portato a casa una vittoria convincente (1-3). Ma quella è stata forse l’unica partita del campionato in cui abbiamo giocato con tutti i titolari in campo e nel loro ruolo.

Domenica invece, giusto per non farci mancare niente, abbiamo provato a giocarcela senza 3 difensori titolari, senza tre centrocampisti titolari, senza Ibra, per non parlare di quelli che c’erano ma, per un motivo o per l’altro, non stavano in piedi, o giocavano fuori ruolo, o di quello che, per un motivo o per l’altro, sembrava non avere tutta questa voglia (ma ovviamente è solo una mia malignità).
Tutto questo per dire che quando, come a Manchester, riesci a giocartela in queste condizioni, si parla giustamente di impresa.
Ripetersi giocando ogni tre giorni diventa un miracolo, cosa che notoriamente non è la specialità del diavolo.

Il problema è che ci stiamo complicando la vita per l’obiettivo di rientrare nei primi 4 e sarebbe un peccato (ma questa invece è la specialità del diavolo) dopo tutta la fatica fatta negli ultimi 12 mesi.

moriremo tutti

Sono un vecchio milanista, non anziano, ma quasi.
Ho fatto in tempo a non vedere il Milan della stella, ero troppo piccolo e a quei tempi il calcio in TV era difficilissimo da vedere. però c’ero, e ero milanista, forse senza neanche sapere il perché.
Ho fatto anche in tempo a non vedere, per gli stessi motivi, il Milan due volte in B. Ma ero Milanista e sono rimasto milanista.
Quando il Milan è diventato la squadra più forte del mondo ed è rimasto tale, con alti e bassi, per oltre vent’anni, sono rimasto milanista. E quel Milan sono riuscito e vederlo, a San Siro e anche in TV.
Ne ho visti tanti di Milan, sia vincenti che perdenti.
Vorrei poter dire che ci sono già passato, che ho già visto tutto quello che sta succedendo negli ultimi anni, che passerà, come è già passato.
Ma alla fine moriremo tutti e nulla di tutto cò ha più senso. alla fine tutti quanti avremo un metro di terreno, e solo quello. Per cui è inutile angosciarsi, interrogarsi sul futuro, costruire false speranze. Morirò milanista.
E a culo tutto il resto.

Faccio come Giampaolo

Cambio idea, mi contraddico, me ne fotto e vado per la mia strada senza sapere quale sia, dove sto andando, cosa sto facendo.
La scorsa settimana ho scritto che era necessario stare dalla parte di Giampaolo. Oggi scrivo che spero che venga mandato via prima di fare ulteriori danni.
Domani forse potrei anche scrivere che bisogna dargli fiducia, non si butta il bambino insieme all’acqua sporca, è troppo presto per giudicare, etc.
Ma oggi, e ho lasciato passare 24 ore per sbollire, sono per la cacciata immediata.