E alla fine arriva sempre la fine

Non sono tra quelli che si strappano le vesti per la mancata qualificazione in Europa. Anzi, per certi versi è meglio così. Magari qualcuno capisce che non si fanno le nozze con i fichi secchi. Che la politica dei parametri zero funziona una volta su dieci, quando va bene. E che se si proclama di voler puntare sui giovani bisogna farlo davvero, non facendoli giocare per mezza partita ogni tre mesi giusto per vedere l’effetto che fa.
Il primo problema però è che al momento non è chiaro chi dovrebbe capirle queste cose.
L’Europa non l’abbiamo persa ieri sera, e non l’abbiamo persa neppure domenica scorsa contro l’Atalanta.
L’Europa l’abbiamo persa nel girone d’andata, facendo solo 22 punti in 19 partite, perdendo alla prima giornata col Verona e all’ultima col Sassuolo, ma non solo. L’abbiamo persa pareggiando 3-3 col Bologna, perdendo 3-2 col Parma, perdendo in casa con la Fiorentina, ma anche pareggiando 0-0 col Chievo, 1-1 col Genoa, 2-2 col Livorno, e perdendo il derby.
L’Europa l’abbiamo persa a giugno dell’anno scorso, quando qualcuno ha pensato bene di trattenere Allegri, che aveva già, dicono, un accordo con la Roma. Sarebbe stato meglio non fargli neppure iniziare il campionato, lo dicevo allora e ne sono ancora più convinto adesso, ma tant’è. In quel momento prevaleva la linea Fester e ce lo siamo dovuto tenere, anche se in quattro anni non ha mai dato un vero gioco alla squadra e le sue fortune, vedasi campionato vinto al primo anno, sono dovute più al fatto di avere, allora, a disposizione dei giocatori con cui era quasi impossibile perdere (lui comunque c’è riuscito l’anno dopo).
Il pasticciaccio brutto dell’avvicendamento tra Allegri e Seedorf è frutto della guerra in famiglia tra Barbarella e zio Fester, una querra di trincea della quale al momento non si vede la fine e nella quale l’unica cosa che possiamo fare è continuare a contare i morti e i feriti.
Comunque, il fatto di non avere più Allegri sulla panchina del Milan è una delle poche buone notizie di quest’anno. Forse l’unica.
Per il resto c’è stata parecchia sfortuna, accompagnata da una gestione societaria degna dei migliori tempi del buon Giussy Farina.
Cacciare un allenatore che aveva ottenuto risultati indecenti è cosa buona e giusta. Sostituirlo con uno che non ha mai allenato è stato un azzardo. Azzardo in parte ripagato da una rimonta che sembrava quasi impossibile e che non si è conclusa solo nelle ultime giornate. Metterlo in discussione dopo due mesi è semplicemente da pirla, soprattutto se i risultati che ha ottenuto sono stati, praticamente con la stessa squadra, molto migliori di quelli del suo sciagurato predecessore.
C’è grossa crisi, signora mia, e parte da lontano.
Parte, secondo me, da quando qualcuno ha deciso di giubilare il buon Leonardo, prima da dirigente e poi da allenatore.
Tutte operazioni dietro le quali mi viene da pensare che ci fosse la volontà di allontanare un personaggio scomodo per sostituirlo con qualcuno di più malleabile.
Non dimentichiamo che Leonardo, oltre ad essersi dimostrato un ottimo dirigente, s’è dimostrato, checché se ne dica, un ottimo allenatore, arrivando quasi a vincere lo scudetto con una squadra che non era neanche lontanamente paragonabile a quella con cui ha vinto lo scudo Allegri.
Io ritengo che le disgrazie di oggi partano da allora.
Adesso però c’è da costruire il futuro, ammesso che realmente lo si voglia fare. O da trovare per il Milan qualcuno che abbia la voglia e le risorse per farlo.
Una stagione con solo il campionato e la Coppa Italia può essere un’occasione, se sfruttata adeguatamente.

Il senso di culo di legno per il derby

Nel derby, si sa, quel che conta è il risultato. Questo significa, nel resto del mondo, che i derby spesso sono partite avvincenti e giocate ad alto ritmo da entrambe le squadre. Da noi, nel campionato che una volta si vantava di essere il più bello del mondo, significa il contrario.
Squadre chiuse e spaventate, incapaci di uscire dal loro buco.
Uno si aspetta una battaglia tra guerrieri assetati di vittorie e si trova davanti ad un monologo allo specchio di Gollum.
Alla fine però nel derby quel che conta è vincere e ieri ha vinto l’unica squadra delle due che almeno un paio di tiri in porta ha provato a farli.
Forza Milan, quindi, e Inter merda.

Il Balo del Quaquaraqua

Non commento la partita con la Roma. Innanzitutto perché non l’ho vista, ma anche perché francamente non è una notizia.
La notizia è che questo Milan, che nel girone di andata non riusciva a mettere in fila il primo col secondo tempo della stessa partita, prima di incontrare la Roma ha fatto 15 punti in 5 partite mettendo in fila ben 5 vittorie.
Inutile precisare chi allenava all’andata e chi allena adesso.
Che poi questo Milan non potesse francamente aspirare a battere la Roma di quest’anno è scritto nei numeri: 34 punti di distacco in classifica (31 fino a ieri) 85 per la Roma e 51 per il Milan, 19 gol subiti dalla Roma contro i 46 (44 prima di ieri) dal Milan, 71 gol fatti la Roma (69 prima) contro i 53 del Milan. 2 sole  sconfitte la Roma, mentre il Milan con la partita di ieri è arrivato a 12.
Certo, il bello del calcio è che alle volte i pronostici si sovvertono, ma servono motivazioni eccezionali e qualche botta di culo. Per le motivazioni è più che ovvio che la Roma, che sta giocando un campionato fenomenale e continua a coltivare l’illusione di poter recuperare la Juve, ne ha molte di più del Milan.
Quanto al culo,i romani (non i romanisti) qualche migliaio di anni fa dicevano che fortuna audaces juvat. E di certo il Milan di quest’anno non si può definire coraggioso, anzi.
Se poi per tutta la settimana non si parla d’altro che di allenatore in bilico, giocatori scontenti, soldi mancanti, squadra in vendita e polemiche più o meno fondate, è facile intuire come questo Milan poca sovvertire ben pochi pronostici.
In vista della prossima settimana c’è pure un nuovo argomento, nuovo mica tanto a dire il vero, che ci condurrà in allegria verso il derby. Balotelli e il suo nervosismo. Balotelli e la discussione con Marocchi.
Balotelli e basta. Basta Balotelli (non in quel senso lì).
I miei 12lettori non ne saranno sorpresi, eppure ancora una volta io tendo a dare ragione a lui.
La sua squadra perde. Lui non ha giocato benissimo, come tutta la squadra del resto, è pure stato sostituito. A fine partita gli tocca andare davanti ai microfoni e gli tocca il solito commentatore supponente e gobbo che lo critica, come se fosse lui l’unico artefice della sconfitta, perché non s’è mosso abbastanza.
Ora è evidente che, dato che l’attaccante migliore del Milan è indiscutibilmente lui, se non si riesce a segnare è anche colpa sua.Ci sarebbe, volendo, da chiarire un equivoco: se lui deve giocare da unica punta in area, non ha senso pretendere che corra per tutto il campo  (cosa per cui, tra l’altro, non ha la struttura fisica adatta).
Se invece gli si chiede di fare la seconda punta e di cercarsi palloni e occasioni di gloria fuori dall’area, manca una prima punta.
In ogni caso se la squadra non riesce a creare occasioni decenti la colpa non può essere solo sua. Peraltro è evidente che quando lui non c’è il Milan fa ancora più fatica a segnare. E se il Milan prende caterve di gol la colpa non è sua.
La colpa è del Milan.
E se lui con tutto questo suo ragionevole nervosismo si trova, dopo una sconfitta, a dover rispondere alle domande di un commentatore supponente e gobbo, la colpa non è sua.
La colpa innanzitutto è del Milan, che avrebbe dovuto mandare davanti ai microfoni chiunque altro ma non lui. E non tanto perché lui è la testina di minchia che è, ma semplicemente perché se di fronte allo stesso commentatore supponente e gobbo e alle sue domande un qualunque altro giocatore del Milan avesse avuto lo stesso tipo di reazione di Balotelli non ne sarebbe venuta fuori comunque la stessa polemica.
Ma è evidente che dietro ad una squadra allo sbando c’è una società altrettanto allo sbando, per cui non c’è nessuno che si occupa o preoccupa di queste cose. Anzi, magari c’è qualcuno che lo fa apposta, perché l’ennesima polemica sugli atteggiamenti di Balotelli fa il gioco della sua parte nella guerra delle casate in Casa Milan.

Squadra di merda non si cambia

Alla fine l’effetto culo di legno s’è schiantato contro la dura realtà. Con una squadra di scappati di casa, calciatori per caso, gente che passava di lì spacciata per campioni e ex giocatori troppo vecchi anche per una carriera da commentatore alla Rai non si va da nessuna parte. (Questo non vuole essere un modo per assolvere Allegri, anzi. Questa squadra l’ha voluta lui così).
Con una squadra capace di prendere gol contro chiunque e in qualunque modo si può fare qualunque cosa davanti, anche mettere tre punte (ad avercele) e tre trequartisti.
Tanto poi alla prima occasione segnano gli altri.
Poi i coglioni della curva ce l’hanno a morte con Balotelli, come se il colpevole di tutto fosse lui. Ma se dopo 4 minuti la squadra è già sotto di un gol, e con un giocatore in meno, grazie a fortissimo trio Bonera-Evanuelson-Abbiati, mi dispiace dar loro una delusione, ma neppure Messi e Cristiano Ronaldo insieme farebbero la differenza.
Continuo a pensare che cacciare Allegri sia stato giusto, esattamente come continuo a pensare che in ogni caso sia stato fatto troppo tardi. Sarebbe bastato lasciarlo andare via a giugno e costruire una squadra diversa.
Non abbiamo un solo terzino sinistro di ruolo e questo non è per colpa di Balotelli o di Seedorf. Qualcuno però chieda ad Allegri come mai Didac Vilà in Spagna è titolare fisso mentre da noi era l’uomo invisibile.
Ah già, ma noi abbiamo Costant e Evanuelson, a che ci serve un terzino vero?
Giusto per fare un esempio eh.
Che di nomi ce ne sarebbero anche altri da fare.
A partire dalla società. In particolare uno. Un nome che gli eroi della curva però stranamente non riescono a fare. Allora lo faccio io: Silvio Berlusconi.
Sarebbe ora che si decidesse davvero a fare quello che molti di noi auspicano da tempo: ammettere che non c’è più trippa per gatti, che i figli non gli passano più un ghello per il suo giocattolino e che la cosa migliore per il Milan ormai è trovare qualcuno che se lo compri e che abbia voglia di investirci qualcosa. O dobbiamo cominciare a pensare che se lo tiene stretto perché altrimenti non saprebbe dove parcheggiare Barbarella?
Torniamo però al nome di Seedorf. Giusto per non tralasciare niente.
Ci sono cose che non capisco. Dicono tutti che è molto intelligente e io, pur non conoscendolo di persona, tendo a fidarmi.
Per cui, essendo una persona intelligente, dovrebbe rendersi conto anche che a questo punto qualche colpa comincia ad averla.
Tipo l’insistenza a mettere in campo l’inutile e dannoso Evanuelson pur di non fare giocare a sinistra De Sciglio. Sarà anche pur vero che il suo ruolo naturale è il terzino destro, ma ormai si tratta di giocare non più di dieci partite nelle quali non si può prendere gol da idioti. Per cui il buon culo di legno faccia la cortesia di mettere De Sciglio a sinistra, e al centro della difesa quelli che quest’anno hanno fatto vedere alcune cose buone, cioè tutti tranne Mexes e Bonera. Oltretutto quello di terzino sinistro dovrebbe essere il ruolo che De Sciglio occuperà anche ai mondiali.
Lo stesso vale per l’attacco e il centrocampo. Lo so, Kakà è un’istituzione, ma non ce la fa più. Un po’ di riposo è quello che gli ci vuole. Sto Saponara con cui ci hanno sfracellato i coglioni per mesi fa davvero così tanto cagare? Siamo così sicuri che lì davanti, insieme a Poli (insostituibile) e a Taarabt, o a El Shaarawy quando sarà in grado di giocare) possa fare tanto peggio di quelli che hanno giocato oggi?
Lo stesso dicasi per Cristante. Fa così schifo vedere giocare uno che azzecca a volte anche tre passaggi di fila? Vabbé, oggi era indisponibile. Ma io mi aspetto nelle prossime partite di vederlo giocare sempre. Come mi aspetto di vedere giocare di più Pazzini non al posto di Mario, ma insieme a Mario.
E a questo punto mi auguro anche che decida di far tornare a giocare da titolare il buon Gabriel. Peggio di Abbiati e Amelia non può comunque fare.

Il piano C

Ecco, fallito anche il piano Champions, non potendo limitarci a piangere, direi questo. Adesso cerchiamo di limitare le figure di merda in campionato.
Tutto qua.
Limitiamo le figure di merda, please.
Grazie.

E poi a giugno fuori i coglioni. Nel senso di fuori, via raus. E nel senso di coglioni.

Edit: l’elenco dei coglioni da sbattere fuori lo rimando ad un momento di maggior calma. Adesso credo che non si salverebbe nessuno.

In Seedorf we trust

Il piano del culo di legno è abbastanza chiaro. O perlomeno a noi tifosi a un livello di evoluzione indefinito par di vederci dietro un piano. Che sostanzialmente questo: il campionato è già fottuto. C’è poco da fare.
Anche l’idea di inseguire l’Europa League alla fine rischia di essere un inutile dispendio di energie. In campionato conta salvarsi dignitosamente, nulla di più. E poi si tenta il colpaccio in Champions League. Tenendo presente che già solo il passaggio del turno vale qualcosa come 8 milioni di euro.
Da qui, per esempio, la formazione piena di riserve e scarti di sabato sera.
Lo so, tutto questo cinismo un po’ ferisce il cuore dei tifosi più ingenui. Ma bisogna fare i conti con la realtà, la realtà è quello di una squadra che ha forse nove giocatori decenti, di cui un paio sopra la media. Tutti gli altri sono scarsi. Per cui per esempio non si può fare affidamento sul turnover, questo l’abbiamo capito benissimo.
E quindi tanto vale puntare al colpaccio sul bersaglio grosso e mantenere la linea di galleggiamento in campionato, dando per scontato che l’anno prossimo durante settimana ci si riposerà e si potrà sperare di costruire una squadra che punti a tornare in Champions in fretta.
L’importante è che a giugno si decidano a buttare via la rumenta, i nomi di Evanuelson e Rovinho sono fatti puramente a caso, e a comprare quel che serve, cioè magari un terzino sinistro decente e un centrale.
In ogni caso stasera c’è solo una cosa da fare: tenere le chiappe strette e sostenere la squadra.
Io ci voglio crederci. SI PUO’ FARE!
FORZA MILAN
INTER MERDA
JUVE MERDA

Milan- juventus 0-2

Di bello c’è che finalmente si vede un Milan che gioca a calcio cercando di imporre un suo gioco.
Di brutto c’è Tevez.
Ma soprattutto di brutto c’è che si fa una fatica boia a buttarla dentro. Non segnano mai, tanto meno se manca Balotelli.
Il problema è che non esiste nessuna regola che dice che ogni tre gol sbagliato d te ne danno uno buono. Mentre tutti conoscono la regola non scritta del gol sbagliato- gol subito. Per fortuna non è una regola matematica, altrimenti oggi saremo usciti dal campo con il classico cappotto.
Credo che solo stasera abbiamo collezionato più gol sbagliati di quanti ne abbia rimediati la Juve in tutto il campionato.
La differenza, oggi, è stata solo questa. Loro quattro tiri due gol. Noi non so neppure quanti tiri, zero gol, un salvataggio sulla linea, una traversa (Maledetto Robinho, solo lui può prendere una traversa da un metro sottoporta), svariate parate di Buffon, etc.
Per non parlare del conto dei feriti che ogni volta aumenta.
Direi che si può parlare tranquillamente di serata anche sfortunata. Anche, perché non è solo sfiga se gli altri segnano tirando poco e tu non segni tirando tanto.
Ma la sensazione, almeno sul piano del gioco, è che la strada sia quella giusta. E che magari l’anno prossimo, se buttiamo via un po’ di rumenta e prendiamo i giocatori giusti in un paio di ruoli, vedremo un altro campionato.

Dimenticavo: JUVE MERDA. A prescindere.