Io rinascerò, rondine a primavera

Il faraone è tornato?  Adesso che abbiamo riaperto il campionato, abbiamo anche ritrovato la nostra grande speranza crestata? O si tratta di un ennesimo fuoco di paglia?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Il resto, la vittoria rotonda contro un Torino già in vacanza, il 100° gol di Pazzini, la buona partita dell’olandesino, la nostra porta rimasta per una volta inviolata, è grasso che cola.

Annunci

Genoa-Milan: 1-0

Tra ieri e oggi in casa Bisax abbiamo montato l’albero di Natale, appeso immaginette natalizie un po’ ovunque e illuminato il balcone come si conviene.
Lo spirito del natale lotta per farsi avanti dentro di me come la forza con Luke Skywalker, per cui non me la sento di scrivere tutto quello che veramente penso della partita di oggi.
Però una squadra che deve recuperare un gol non può passare tutto il secondo tempo facendo solo un tiro, uno solo, per altro abbondantemente fuori dallo specchio della porta.

Inseguendo una libellula nel prato, calciomercato.

Direi che ormai è evidente che le redini della gestione del Milan sono tornate in mano al dirigente pelato più titolato al mondo.
Se effettivamente Culo di Legno se ne andrà (si sa che tutto è passibile di smentita fino a che non è realmente successo, e in casa Berlusconi spesso anche dopo), secondo me la scelta del nuovo allenatore è caduta su Inzaghi non per le sue doti umane, né per le sue capacità da allenatore, ma solo perché è la scelta meno contestabile in assoluto da parte dei tifosi.
Ci saranno mugugni per l’incomprensibile allontanamento di Seedorf, magari qualche striscione, ma nulla di eclatante. Quale milanista contesterebbe superpippo?
Francamente però, spero che il buon Pippo non me me voglia, non capisco chi o cosa glie lo abbia fatto fare. Galliani si aspetterà certamente, immagino, di avere a che fare con una persona più malleabile di Seedorf e se anche così non fosse, a prescindere da quali siano le garanzie che gli sono state promesse, nulla vieta che tra un anno, se non addirittura tra sei mesi, si possa ripetere la stessa situazione.
Senza contare che difficilmente gli verrà fornita una squadra più competitiva (ma sarebbe meglio dire meno scarsa) di quella che si è ritrovato Seedorf a gennaio e che quindi anche per il prossimo anno non ci sarà da aspettarsi chissà quale risultato.
Poi magari Inzaghi si rivelerà un genio della panchina, capace di riacciuffare la Champions League e mettere tutti d’accordo sotto la grande bandiera dell’amore rossonero. Ma mi permetto di non sperarci troppo.
Lasciamo però perdere la questione allenatore, sulla quale ci sarebbe da scrivere un trattatello molto lungo e molto penoso.
Adesso si apre la questione del calciomercato. E se abbiamo sparso lacrime finora, non credo che ci sarà da divertirsi neppure da qui in poi.
Inutile girarci intorno, i segnali sono chiari e inequivocabili. Non ci sono soldi. E quando l’acqua scarseggia la papera non galleggia.
Per cui prepariamoci ad una nuova estate di nomi buttati a casaccio da qualche giornalaio compiacente per poi sentirci dire che il vero grande acquisto è il rientro di Matri.
Se fino all’anno scorso il Milan si gasava sentendo la musichetta della Champions, adesso la musica è cambiata. Si passa direttamente all’ultimo singolo di Caparezza, che potrebbe essere direttamente adottato come sigla ufficiale, soprattutto per le trattative di mercato: non me lo posso permettere.
Ovviamente sentiremo fino alla noia ripetere che prima di comprare bisogna vendere, e dato che questo è un bel problema prepariamoci ad assistere pacificamente alla cessione dei pochi prezzi pregiati che abbiamo in rosa, Balotelli, El Shaarawy e De Sciglio in primis, ma magari anche De Jong e qualche altro giovane, tipo Saponara e Cristante che verranno mandati a “farsi le ossa” (che fa rima con far cassa). Cessioni alle quali non seguiranno grossi acquisti. I giocatori che fanno la differenza costano. Non ce li possiamo permettere.
Mexes potrebbe essere svenduto in nome della riduzione del monte ingaggi. Se si trova qualche squadra disposta a sobbarcarselo. E questo sarebbe il minore dei mali.
Honda, in una nazionale costruita intorno a lui, farà un discreto mondiale e diventerà improvvisamente l’acquisto del secolo. Rassegnamoci.
Quanto a Robinho, mi sa che arriveranno offerte talmente basse che alla fine anche lui diverrà uno degli acquisti per la prossima stagione. Al pari di Muntari e Essien.
Sarò ovviamente molto contento se fossi smentito dai fatti, ma temo che queste infauste previsioni siano più o meno le stesse che purtroppo stanno facendo tutti i tifosi, evoluti e non evoluti.
Quanto al mercato in ingresso, direi che anche qui c’è poco da inventarsi. Il riscatto di Ramì e Taraabt non ci sarà. Non almeno per entrambi. Già adesso pare che Galliani stia cercando di ottenere forti sconti rispetto alle cifre che lui stesso aveva pattuito pochi mesi fa. Le opzioni verranno fatte scadere e i giocatori andranno da chi offre di più, e non sarà il Milan. Non ce lo possiamo permettere.
Però a metà estate i soliti giornalisti compiacenti scopriranno che la coppia centrale Bonera-Zapata è una delle più forti del campionato.
Ceduto De Sciglio (un sacrificio necessario per il bene della squadra, ovviamente) potrebbe forse arrivare un terzino di ruolo, ovviamente un giovane trentenne preso a parametro zero.
Oppure potrebbe essere la volta buona che vediamo cosa sa fare Didac Vilà. Ma temo che in caso di una qualsiasi offerta dalla Spagna sarà ceduto definitivamente anche lui.
E quindi? Beh, dato che lo scambio Santon-Costant è una roba che fa ridere già mentre la scrivo, avremo per un altro anno il sosia di Alf a imperversare sulla fascia sinistra e a scambiarsi palle lunghe con Abate sulla destra.
Per il portiere siam a posto per almeno un decennio. Abbiamo già preso Agazzi. No, dico, Agazzi.
Per tutti gli altri reparti il motto sarà lo stesso, non me lo posso permettere.
Se andrà bene forse verranno risolte a nostro favore le comproprietà di Poli e Paloschi, altrimenti ci dovremo accontentare di Essien e Matri.
Per non parlare poi di tutti quei fenomeni parastatali, cito solo Nocerino e Niang per non spararmi nelle palle, che abbiamo cercato di rifilare in giro per l’europa e ci verranno rispediti con tanti complimenti.
Altri nomi non me ne vengono in mente, per ora. Ma è colpa mia, non ho sotto mano un elenco di campioncini della scuderia di Raiola che improvvisamente potrebbero diventare sensazionali colpi di mercato.
Brace yourself, winter is coming.

Il ritorno di Culo di legno

Caro Clarence,
Scusami se mi permetto di romperti le scatole mentre ancora stai smaltendo lo sciampagnino per festeggiare il tuo nuovo contratto. Se ti può consolare, sto smaltendo anche io il  prosecchino con cui ho festeggiato l’esonero, seppur tardivo, di Allegri.
Mi piacerebbe però che questo nuovo rapporto tra noi, tu allenatore della mia squadra del cuore ed io, semplice tifoso non evoluto ma molto molto affezionato, iniziasse all’insegna della maggiore chiarezza possibile.
Comincio: ti ho odiato quando giocavi con quegli altri, poi ti ho amato quando giocavi con noi, poi ti ho odiato di nuovo nella tua fase Culo di legno. Ora spero che tu ti faccia amare ancora.  In fondo un culo di legno in panchina ci può stare.
Ti dico però cosa spero che succeda:

  • patti chiari amicizia lunga: quest’anno la stagione è compromessa, inutile promettere rimonte irragionevoli. Mi basta la promessa di una salvezza tranquilla, senza patemi d’animo, con un Milan che affronta tutte le partite da Milan: nessun timore reverenziale, ma consapevolezza delle proprie capacità. Casco ben allacciato e coltello tra i denti, sempre.
  • il gioco: una delle principali accuse ad Allegri, tra le tante, è stata quella di non aver saputo dare un gioco alla squadra. Anche qui non mi aspetto invenzioni rivoluzionarie, basta che una volta deciso cosa si vuol fare, 442, albero di Natale, 4231, 11111111111, non si torni indietro dopo ogni partita per provare formazioni, moduli, schemi diversi.
  • i giovani: Allegri ogni tanto fingeva di fare quello che lancia i giovani. Per lui lanciare i giovani significava però farli giocare una partita, o uno spezzone, quando proprio non c’era nessun altro disponibile, e poi rispedirli in panchina o in tribuna appena il Muntari o il Nocerino di turno usciva dall’infermeria. Io quest’anno preferisco vedere pochi giovani impegnati con costanza (faccio due nomi a caso: Cristante e Saponara) piuttosto che vedere una girandola di fenomeni o fenomenini che giocano uno spezzone di partita e poi spariscono. De Sciglio e El Sharawy non li considero più da lanciare, solo uno stupido non li farebbe giocare se sono in forma. E tu non sei stupido.  Se poi ogni tanto dai qualche chance a pignatone Petagna meglio ancora.
  • l’Europa: diciamocelo, raggiungere l’Europa attraverso il campionato richiede uno sforzo notevole. Significa cercare di fare, nelle prossime 18 partite, il doppio almeno dei punti fatti nel girone di andata. Dato che di vincere la Champions non vale la pena neppure di parlarne, rimane la Coppa Italia. 3 partite in cui dare il massimo. Ecco, mi aspetto di vedere il Milan affrontare la Coppa Italia con la miglior formazione possibile e con il maggior impegno possibile.
  • Il mercato: un Milan che vende gente del valore di Balotelli,  El Shaarawy o Cristante per prendere Birsa o Matri non è un Milan. Con Allegri pare che si potesse fare, d’altronde lui è quello per cui Pirlo era finito e si giocava meglio senza Ibra. Spero che con te l’aria cambi. Se si vuole vincere bisogna tenersi stretti i propri talenti.

Detto questo ti auguro di dimostrare come allenatore del Milan lo stesso carattere, la stessa intelligenza e lo stesso talento che hai avuto come giocatore. E non ti offendere se continuerò a chiamarti culo di legno. Questa volta sarà detto con affetto (spero).

Colpa di Mario

Va a vedere che alla fine la colpa di tutta ‘sta situazione al Milan è di Mario Balotelli e che la soluzione sarà venderlo al migliore offerente, magari già da gennaio, magari insieme a quell’altro capellone indisciplinato di El Shaarawy.
Credo che uno dei più grossi problemi di Balotelli sia che c’è un sacco di gente che giudica il calciatore da come si veste o si pettina e l’uomo da quello che fa sul campo di calcio.
Ieri sera per esempio ero lì che guardavo una partita di calcio e Balotelli non stava giocando. Però alla fine del primo tempo il Milan sta perdendo solo due a uno. Senza aver fatto praticamente neanche un tiro in porta.
È ovvio che essendo Balotelli l’attaccante del Milan è colpa sua se non c’era e se quindi il Milan non aveva neanche un tiro.
Poi nel secondo tempo Balotelli è entrato e il Milan ha perso tre a uno. È straovvio che la colpa è di Balotelli, se quando lui è fuori il Milan perde ma solo con un gol di scarto e quando lui entra i gol di scarto aumentano.
La colpa è sua e di quel il suo brutto carattere di merda che si ritrova.

Allegri, sull’orlo di una crisi di nervi

L’importante era qualificarsi. Il 3-0, oltre ad essere un risultato un po’ bugiardo, è grasso che cola. Ma ben venga.
La palma del migliore in campo la do senza ombra di dubbio a Supermario. Non solo per come ha giocato ieri, ma perché lo è a prescindere.
Visto da vicino, e ieri sera mi son concesso il lusso di vederlo dal primo anello arancio, più vicino c’è solo il guardalinee, si apprezza di più il fatto che il suo controllo di palla pare non aver nulla da invidiare a quello di Ibrahimovic. E soprattutto si apprezza molto di più la sua partecipazione al gioco della squadra. Se qualcuno lo descrive come un giocatore che sta fermo in area ad aspettare palloni piovuti da cielo o mente o ha visto un’altra partita.
Certo, non arretra fino a fare quasi il terzino come El Shaarawy, ma spazia su tutto il fronte offensivo e spesso arretra quanto basta per trovare più spazio per se e cercare l’assist o fare partire l’azione.
Detto questo, dalla posizione privilegiata di ieri ho visto un Milan discreto, non buono né spettacolare. Ma sufficiente a superare il turno, complice anche qualche imprecisione di troppo degli attaccanti del PSV e grazie anche a Abbiati, che per una sera ci ha risparmiato papere e altri pennuti.
Chi non ci ha risparmiato nulla del suo campionario peggiore sono stati Zapata ed un po’ anche Muntari (molto meglio Poli, che però è entrato a partita quasi finita, anche se è stato fondamentale per il terzo gol.).
Nella lista dei migliori metto anche De Jong, De Sciglio, El Shaarawy e Boateng, ma più per i due gol che per come ha giocato.
Montolivo altalenante e nervoso. Continuo a pensare che non sia del tutto all’altezza delle aspettative, ma staremo a vedere.
Se ho dimenticato qualcuno si vede che era dimenticabile.
La partita di ieri non mi fa certo cambiare idea su Allegri, che continuo a ritenere un allenatore non da Milan. Anzi in un certo modo le conferma, perché ancora una volta si passa da un Milan fiacco e inguardabile come quello di Verona ad un Milan determinato, anche se magari non bellissimo, in pochi giorni e senza soluzione di continuità (era da tempo che volevo usare questa espressione) ed entrambi sono “il Milan di Allegri”, per il semplice motivo che non esiste un vero e proprio “Milan di Allegri”. In tre anni l’unica costante è stata questa incostanza, dovuta al fatto che non c’è un vero e proprio gioco della squadra.
Oltre a questo ci sono le questioni di mercato. É apparso ancora una volta evidente che quello che serve come l’ossigeno è un buon difensore centrale, oltre ad un centrocampista, per cui fatico a spiegarmi la sua insistenza su Matri, che oltre a non essere né un difensore né un centrocampista, non è neppure un attaccante in grado di spostare gli equilibri di un campionato e, coi suoi 29 anni suonati, fatica anche ad essere inserito nel fantomatico “progetto giovani”.
Per il resto non ho visto nulla del dopopartita, per cui non commento le dichiarazioni di Allegri sulle sue presunta dimissioni.
Battuta o non battuta, ho sempre pensato che le dimissioni sono una cosa seria, per cui o si danno o non si danno. Punto.

Ancora su Allegri ( ma non solo)

Chiarisco il mio pensiero, se mai ce ne fosse bisogno: non è che sono convinto che via Allegri il Milan risorge.
Sarebbe facile e bello, ma non è così.
Via Allegri e la squadra, a meno che non si siano innesti seri in difesa e a centrocampo, resta la stessa che è. Ma almeno si comincia a risolvere l’equivoco, si comincia a mandare un segnale.
L’equivoco è quello che va tutto bene così, con una proprietà che ormai non mostra alcun interesse, se non in campagna elettorale, e una società gestita in maniera a dir poco approssimativa, col progetto che sembra cambiare ad ogni giro di vento e l’unica costante dei continui richiami al pareggio di bilancio (tutto bello e necessario, per carità, ma la gente non va allo stadio e non paga le care pay tv per leggere un bilancio).
Se va via Allegri se non altro si chiarisce che no, non va bene così. Magari arriva qualcuno che, pur non essendo un genio, tenta di dare alla squadra un gioco ed una fisionomia definita, senza cambiare formazione e schema tattico ogni partita nella speranza che vada bene.
Le colpe di Allegri ci sono, ma vanno equamente condivise anche con il resto della premiata ditta.
Non si può chiedere a nessuno di fare miracoli se il materiale umano è quello che è.
Certo che ci vuole anche una particolare perseveranza ad insistere con un allenatore che, sia quando la squadra era infarcita di giocatori di livello sia ora che di quei giocatori ce ne sono un paio (Balo e El Shaarawy) più un paio di belle promesse (De Sciglio, Niang, e poi? Il fantasma di Saponara? Petagna?), ha avuto come unica costante quella di non riuscire a dare una vera identità di gioco alla squadra, mettendo spesso in campo giocatori fuori ruolo e incaponendosi su invenzioni fallimentari.
Per fare un esempio, tra tanti possibili, perché Emanuelson davanti a destra? Perché? Io vorrei almeno questo, una spiegazione. Emanuelson è, dicono, uno che faceva il terzino sinistro. Gioca solo col piede sinistro. Quando si trova lì davanti, sulla destra, ogni volta che gli arriva un pallone deve perdere tempo a girarsi e mettere la palla sul sinistro. Nel frattempo tutti i difensori, che ormai lo sanno benissimo, gli si mettono davanti e l’unica cosa che può fare è tentare qualche inutile mezzo cross sghembo. È così da due anni, la scena si ripete regolarmente. Eppure ogni volta che Emanuelson va in campo parte da quella posizione.
Ha giocato solo una volta da terzino sinistro, settimana scorsa con il PSV. E poi sabato gli è stato preferito Costant. Altra invenzione di Allegri.
Peccato che sabato Costant sia stato quasi nullo, al punto che il terzino vero alla fine l’ha fatto praticamente El Shaarawy. Il quale, poi, è stato sostituito da Emanelson, messo inizialmente a giocare in avanti, a destra. A suo modo, ed è un modo un po’ diabolico, tutto torna.
E intanto De Sciglio s’è goduto la partita dalla panchina.
Il problema però non è solo Allegri. È lui, ed è chi lo sostiene. Perché si tratta poi della stessa persona che non meno di una settimana fa ha sostenuto che il mercato del Milan è concluso, che la squadra è a posto così e che anzi è competitiva per lo scudetto. Che ha passato l’estate inseguendo Honda e Liajc, senza far nulla per porre rimedio alla mancanza di un difensore centrale pensante, perché tanto con Zapata e Mexes la difesa è a posto così, e senza preoccuparsi di risolvere il problema del portiere, che c’è ed è evidente. Infatti sabato abbiamo preso due gol di testa, uno a gioco fermo, da un trentaseienne che probabilmente la prossima doppietta la segnerà soltanto alla playstation.
Estate passata inoltre senza cercare un centrocampista che detti i tempi e le geometrie, e che ogni tanto riesca ad innescare decentemente Balotelli e il faraone. Mestiere per il quale Montolivo non sembra essere portato. A meno che non siano convinti che questo mestiere lo possa fare Saponara, se e quando mai vedrà il campo. Perché poi anche questa cosa di Allegri che lancia i giovani non è così tanto vera. Li mette in campo, ma solo quando è costretto dall’assenza di tutti i vecchi scarponi che lui preferisce.
A parte questo ci sono poi quelle altre piccole cose che non mi spiego: perché nessuno sembra prendersi la briga di cercare di insegnare a Abate a fare dei cross almeno decenti? Non è possibile che ogni volta che avanza palla al piede poi finisca per sparacchiarla a casaccio in quel modo. Ci sarà un modo. Lo si mette lì, ogni giorno per due ore, a fare allenamento specifico sui cross e poi si vede se ci sono risultati. Se non ci sono si cercano alternative.
Un’altra cosa che non mi spiego è questa: se quest’anno hanno fatto una preparazione specifica per i preliminari, dovrebbero essere non dico tutti al 100%, ma almeno un po’ più in forma dei soliti inizi di stagione sì. Perché quelli del Verona correvano tutti di più?
Che cazzo di preparazione hanno fatto?
L’anno scorso l’inizio disastroso veniva giustificato con le tante partenze. Quest’anno chi è andato via? Non ci vorranno mica far credere che le partenze di Yepes e Flamini sono tanto gravi da giustificare un passo indietro di 12 mesi?
E se così fosse, cosa è stato fatto per rimediare? Silvestre e Poli? Che magari poi si rivelano due buoni acquisti, ma temo che siano passati i tempi in cui i cugini si lasciavano scappare giocatori come Seedorf e Pirlo. Anche perché semplicemente non ce ne sono in giro.
Intanto mercoledì c’è già una partita fondamentale per la stagione e ci arriviamo dopo una sconfitta con una neopromossa e con esattamente gli stessi problemi degli ultimi anni e con poche speranze di vederli risolti in breve tempo.
Ci toccherà armarci di santa pazienza, con l’augurio che quella di dopodomani non sia già l’ultima partita di Champions della stagione.