DIFENDI DIDA DAI DAI DAI

 

Quel che resta di Nelson Dida portiere del Milan campione del mondo è uno spettacolo quasi imbarazzante, povero lui e poveri noi, roba per stomaci forti.
Ieri sera contro uno Zurigo che ha fatto due tiri in porta, ha rischiato di prendere tre gol (uno preso, uno annullato ed un palo). Questo vuol dire che decisamente è giunto il momento di cambiare mestiere.
Tra l’altro visto in faccia sembrava invecchiato di dieci anni, e poi che cazzo di mania è questa di farsi i ricci? Questo passaggio dall’improponibile pettinatura scolpita a Kunta Kinte l’abbiamo già visto fare da un suo connazionale (Foto) e non ha portato una grande fortuna.

UN BRASILIANO COI RICCIInsomma, ci sono un sacco di riflessioni che mi spingono a compiere questo passo, il lancio di una nuova mirabolante campagna sociale dell’Interinale:

DIFENDI DIDA DAI DAI DAI

E’ ormai chiaro a tutti che quest’uomo da solo non è in grado di provvedere a se stesso, soprattutto che deve costruirsi un futuro con quello che gli resta del presente e cercando di scordare il passato. Per questo ha bisogno di noi e del nostro sostegno morale.
Questa sera, quando tornate a casa, date una carezza ai vostri bambini, o a quelli dei vicini se non ne avete, e se non avete neppure vicini date una carezza al ficus, al tronchetto della felicità, agli affettati in frigo, insomma fate voi, e poi dite loro (ai bambini o agli affettati):

"anche io difendo Dida".
(E’ solo un piccolo gesto simbolico per voi, ma sarà un grande gesto simbolico per Dida.)

(Nella foto, un altro brasiliano coi ricci, come il nuovo Dida).

 

 

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LA GITA DEI CRETINI

 

Partenza sabato mattina, rientro domenica sera. Nel mezzo l’addio al celibato enogastronomico  del fratellino in compagnia di 5 amici, 5 bistecche da un chilo circa, salsicce salami e formaggi toscani, svariate bottiglie di Chianti.

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Tutto questo per spiegare come mai ieri mi sono addormentato durante la partita e mi sono svegliato solo a lotteria dei rigori già conclusa.

 

L'ESTATE AI TEMPI DEL BISCOTTO

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Monta l’attesa dell’estate che arriverà, ma più ancora  ed ancora prima monta l’attesa della sfida tra azzurri e bleu, Italia-Francia, nel tentativo di infilare baguette dove non si dice ai mangialumache cercando di non pensare al biscotto che non c’è.
In onore dell’evento, ma anche e soprattutto perché avevo finito quell’altro, ho messo nella mia penna stilografica uno stilosissimo inchiostro color royal blue. Adesso finalmente scrive, ma il blu non è ancora blu come dovrebbe essere, come il cielo di questi giorni che dovrebbe essere azzurro ed invece è grigio.
Ma da domani arriva l’anticiclone e vedrà, signora mia, vedrà che estate ci aspetta.
Ci aspetta un’estate molto calda ed estiva, con tante belle donne gnoccolone tettealvento e tanti omaccioni fustaccioni spallealsole, e l’arsura e la calura, e l’emergenza afa uffacheafafa, e le temperature percepite e quelle intercettate no che non si può più, e il nonno nel reparto deI surgelati e la nonna in quello delle verdure, e invece io in quello delle birre che preferisco, e metta i piedi nella fontana ed i polsi sotto il getto del rubinetto se ci riesce, che il rubinetto è in bagno e la fontana è in piazza, vedrà signora mia che razza di estate ci aspetta, là fuori.

 

SCOOP DI PRIMA MATTINA

 

Cristo s’era fermato a Eboli, il "camper del Corriere", (che in realtà è un pullman, come quello di Uolterueltroni) s’è fermato a Bonola, incastrato con la coda contro un marciapiede.

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Vederlo e decidere di fare lo scoop fotografico della giornata è stato un attimo.

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Servizio gentilmente offerto dal vostro amichevole blogger di quartiere.

UPDATE: s’è liberato. Viva la stampa libera.

 

 

RIFIUTATI DI RIFIUTARE

Non sembra quasi neanche MilanoMilano avrà un altro inceneritore.
L’ha detto Formigoni, Penati concorda, la sig.ra Moratti si frega le mani.
D’altronde i consumi diminuiscono (o diminuivano, quando eravamo poveri sotto il governo Prodi), la gente non arriva (o arrivava, idem come sopra) alla terza settimana del mese,  Milano fa ben il 43% di raccolta differenziata, ma inspiegabilmente i rifiuti aumentano, bisogna smaltirli, o bruciarli, insomma da qualche parte bisognerà pur metterli. Pare inoltre che non si possa più mandarli sotto mentite spoglie in Campania. Qualcosa bisogna fare.
Io non sono di quelli che si oppongono a priori, i contestatori di professione, quelli che hanno sempre un’idea migliore, dopo (evidentemente se la tenevano in tasca aspettando l’occasione di tirarla fuori). Ce ne sono, che appena vedono che qualcuno sta progettando qualcosa tirano fuori i cartelli e si lanciano in battaglia. Senza magari neppure informarsi su cosa si stia progettando.
Io invece sono tendenzialmente ottimista. Sono convinto che, se le cose verranno fatte bene, come devono essere fatte, un ulteriore inceneritore, che contribuirà a diminuire la quantità di rifiuti gettata in discarica, potrebbe essere un’ottima cosa. Ci sarebbe poi da discutere sul fatto che da noi si facciano le cose come devono essere fatte, ma questo è un altro discorso e si rischia la deriva.
Però, tornando a bomba, continuo a pensare, e purtroppo è questa la cosa di cui si parla meno, che la prima soluzione al problema dei rifiuti e del loro (oneroso) smaltimento, sta nel non produrne.
Il guaio è che i rifiuti, prima di essere tali, sono prodotti e in quanto tali entrano nella grande famiglia del Pil. Inoltre, udite udite, anche dopo, quando rappresentano un costo, entrano nel giro del Pil.
Intorno ai rifiuti girano soldi, tanti, troppi, prima dopo e durante, per cui di tutto si parla tranne che di smettere di crearli.
Pensateci, la prossima volta che comprate una Pen-drive grande come un mignolo e ve la danno imballata in un involucro di plastica e cartone delle dimensioni di un quadernone. L’imballaggio eccessivo costa quando lo comprate e quando lo buttate. E se costa, vuol dire che fa girare soldi, i vostri. Qualcuno, non voi, ci guadagna. 
Pensateci la prossima volta che comprate un prodotto usa e getta convinti di risparmiare. Quel prodotto vi costa quando lo comprate, vi costa quando lo buttate e poi si ricomincia, perché ne comprerete un altro uguale per fare la stessa fine.