Sindrome cinese 3 – preliminari

  • I preliminari, si sa, sono una bella cosa. Saltare i preliminari, si sa, è una brutta cosa, una cosa da brutte persone. Per cui viva viva i preliminari, soprattutto se portano 100 milioni di eurini di caparra.
  • Resta il fatto che si tratta di un accordo preliminare, il Berlusca non ha ancora venduto niente.
  • Nessun’altro ha pensato che con un accordo preliminare come questo all’anno, anche senza arrivare al closing, in tre anni la squadra si rifà completamente?
  • Perché quei 100 milioncini sono una caparra, caparra. Il berlusca se li tiene anche se l’affare salta.
  • Il problema sarebbe al limite trovare due fessi di fila che si fanno fregare con una caparra da 100 milioni, ma si sa, i cinesi sono tanti.
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Nomen omen

La squadra di Brocchi.
Battuta abusata ancora prima di poter essere effettivamente utilizzata.
Il problema è che non è questo il problema.
Non è l’allenatore, o gli allenatori. Non sono i giocatori, che per quanto possano essere o non essere “da Milan”, hanno la sola colpa di essere quello che sono. E di essere stato comprati da qualcuno per giocare nel Milan.
Il problema è la società, e per società intendo Silvio Berlusconi.
Il pesce puzza dalla testa.
Spiace dover continuare a infilare banalità una dietro l’altra, ma la situazione lo impone.
Galliani è un falso problema, non esiste come questione in se perché si risolve automaticamente solo se il Berlusca vende il Milan.
Lo stesso dicasi di Barbarella Berluschella. Se il berlusca vende, lei sparisce.
E qui, altra frase fatta, casca l’asino.
Perché trovare uno che si accolli il Milan attuale non è facile. Diventa impossibile se il berlusca insiste con quella sua valutazione esagerata della società.
Però è ormai chiaro a tutti che finché il Milan resterà nella mani della famiglia Berlusconi non ci saranno miglioramenti.
Ora due parole su Mihajlovic. Non sono mai stato un suo grandissimo fan, in parte per il suo passato da giocatore, in parte per il fatto che lo ritenevo, e continuo a ritenerlo, un allenatore da squadra da mezza classifica (in un certo senso, quindi, l’uomo giusto al posto giusto).  Va detto però che con la rosa di giocatori che gli hanno messo a disposizione nessuno avrebbe potuto fare miracoli, per cui pretendere da lui un salto di qualità rispetto agli ultimi tre anni era un mero esercizio di ipocrisia.
Detto questo, secondo me è riuscito a tirare fuori da questa rapa qualcosa che assomiglia molto al sangue, anche se solo a fasi alterne.
La continuità purtroppo c’è stata solo nella mediocrità, con sporadiche partite di maggiore intensità che, in alcuni momenti, ci hanno quasi fatto gridare al miracolo. Miracolo che, probabilmente, è veramente avvenuto, anche se solo in alcune, troppo poche, occasioni.
In ogni caso cambiare allenatore oggi, sempre che arrivi l’ufficialità, secondo me è un errore, perché semplicemente non cambierà nulla.
Per quanto Brocchi possa essere un genio (ammesso che lo sia e noi, comunque, non lo sappiamo), non credo che si possa fare molto di più o molto di meglio di quanto ha fatto finora Mihajlovic.
Quando la maionese impazzisce non serve a niente cambiare la frusta. Bisogna prendere altre uova e ricominciare da capo.
Il Milan è una squadra da ricostruire, in cui si possono salvare forse tre/quattro elementi. Tutto il resto è la solita manfrina inutile.
Ma la prima cosa da cambiare è la società. E per società intendo, come prima, Berlusconi.

E poi, la bottiglia è vuota (Milan – Lazio: 1-1)

Alla fine ci diranno che la colpa è tutta di Mihajlovic, che con la formidabile rosa a disposizione non è riuscito ad arrivare neppure al terzo posto.
Del fatto che stia cercando di tenere in piedi la baracca pur venendo evidentemente sfiduciato dal Berlusca una settimana sì e l’altra pure non faranno cenno, ovviamente.
Come non faranno cenno del fatto che in questa rosa ci sono a malapena 10 giocatori in grado di fare una discreta figura (discreta, non buona) ma solo nella formazione ottimale e con un solo modulo possibile, il 4-4-2. Sì, avete letto bene, ho scritto 10. L’undicesimo bisogna inventarselo di volta in volta. Non parliamo poi delle riserve.
Per quanto riguarda la partita di ieri, guardatevi il post di settimana scorsa, o di quella precedente. C’è una tragica costanza di non rendimento in questa squadra che in qualche modo conforta.
Eppure da qui alla fine di campionato, tolte la Juve e la Roma, abbiamo tutte partite sulla carta abbordabili. Sulla carta, sottolineo sulla carta, almeno il 6° posto dovremmo riuscire a mantenerlo.
Io comunque, per non sbagliarmi, mi procuro qualche altra bottiglia.

Cosa fatta male capo fatto male ha

Impegnato a festeggiare con abbondanti libagioni il raggiungimento dei 45 anni del mio gemello, non ho visto la partita. Per cui di cosa stiamo parlando?
Tanto più che in seguito, preso da una inspiegabile spossatezza, non ho neppure voluto vedere gli highlights della partita, per cui ogni mio commento sarebbe inevitabilmente futile e sbagliato.
Ho però letto qualche altro commento, che riassumo più o meno così: il Milan è stato in partita per i primi 20 – 25 minuti. Ha pure provato a vincere, senza riuscire a buttarla dentro. Poi ha preso il solito gol del cazzo e si è sgonfiato come un soufflè. Balotelli merda.
Sorvolo sui commenti nei confronti del Balo, perché non avendo visto nulla della partita non sono in grado di giudicare la sua prestazione. Inoltre sapete che ho un pregiudizio positivo nei suoi confronti che rende poco attendibile il mio giudizio e che mi fa pensare che i vostri siano viziati allo stesso modo, ma in senso contrario. Per cui è meglio lasciar perdere e tirare avanti.
Sulla squadra il giudizio complessivo non cambia. i 9 risultati positivi di seguito prima di ieri non ne hanno fatto un top team. La sconfitta di ieri non sposta una virgola, se non che forse riporta coi piedi per terra qualcuno che magari si era illuso. I problemi ed i punti di forza sono sempre gli stessi. Ora c’è solo da sperare che la squadra si rialzi in fretta e non si lasci condizionare dalle voci che, inevitabilmente, cominceranno a fioccare come le nespole. A cominciare da quelle sull’imminente esonero di Mihajlovic.

Addendum: però qualche parolina sulla sciagurata decisione di regalare (sì, perché al momento è regalato) il faraone alla Roma, con in più l’opzione si svenderglielo a fine anno nel caso dovesse continuare a fare bene come sta facendo adesso, potremmo anche cominciare a spenderla. Dalle mie parti chi ha preso una decisione strategica di tale devastante portata sarebbe da cacciare a calci nell’inguine. Soprattutto dato che non è la prima volta (vogliamo parlare di Saponara? Meglio di no).
Che poi sono gli stessi che hanno tranquillamente venduto gente come Ibra e Thiago Silva, per non citare Pirlo che invece è stato proprio regalato, che tanto noi avevamo Acerbi e Emanuelson (ve lo ricordate Evanuelson? Io purtroppo sì), e che quest’anno hanno rinforzato la squadra con la salma di Boateng, che ogni volta che lo vedo in campo mi fa venire in mente Harvey Esajas.

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.

I dolori del giovane ‘Mbaje

Da candidato al pallone d’oro ingiustamente snobbato dalla Fifa e futuro della squadra a giocatore vendibile (o meglio, svendibile) per meno di 16 milioni in meno di un mese.
C’era una volta una squadra che diceva di puntare sui giovani. Adesso quei giovani li regala alle concorrenti, pur di non averli in rosa, o pensa di svenderli al primo offerente, sempre che l’affare vada in porto, pur di mettere in cassa quattro soldi.
E possiamo scommettere quello che volete che quei quattro soldi se, arriveranno, non saranno reinvestiti. D’altronde siamo a posto così.
Succede anche questo in un Milan in cui c’è di tutto, tranne una società.

Con la dovuta calma (fai come il Milan)

Perché affannarsi?
Perché sbattersi?
Perché?
Fate come il Milan, con calma, rilassati, senza prendere le cose troppo a cuore.
Il campionato? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
La coppa Italia? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
IL derby? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.
Il mercato? E che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.

E allora, faccio come il Milan anche io, e scrivo i post prendendomi tutto il tempo possibile. Con la differenza che io per scrivere queste quattro stronzate non vengo pagato, anzi rubo il mio tempo a altre attività che magari potrebbero essere più fruttuose, e che, soprattutto, questo blog lo leggono in quattro e non chiedo soldi a nessuno, mentre per vedere il Milan giocare da schifo bisogna comunque pagare, o allo stadio o alle tv.
Ma che vuoi che sia, simm’o Milan paisa’, non corriamo troppo che si suda.