Il canto del Gallo

Perdonate il titolo insulso, ma lo sto masticando da un po’ e non riseco comunque a pensare niente di meglio. Consolatevi cercando di immaginare cosa potrei fare di peggio.
Innanzitutto vi linko questo post. E’ mio, è di un paio di anni fa, ma serve ad introdurre l’argomento. Che è, come purtroppo non mi capitava da un po’ di tempo, un giovane vulcaniano italiano di nostra conoscenza.
Dai tempi di quel post il ragazzo è stato tutt’altro che fortunato. Prima un crociato, poi un menisco lo hanno praticamente fermato per un paio di annetti. Quando poi è tornato s’è ritrovato a giocare a Denver con un coach che probabilmente non lo vedeva molto nel suo gioco. Fatto sta che ultimamente stava giocando proprio poco, troppo poco per uno come lui.
Poi a Denver l’aria è cambiata, l’allenatore precedente (non mi interessa fare nomi) è stato cacciato e quello nuovo ha deciso che il Gallo avrebbe dovuto passare più tempo in campo invece che a reggere la panchina.
Peccato che ormai la classifica della squadra sia compromessa e si giochi soprattutto per la gloria. Ma, signori miei, vale anche quella.
Nel mese di marzo il nostro amato vulcaniano ha tenuto una media di 19,2 punti in 11 partite, non lontano da quel ventello fisso che il sottoscritto, ma non solo, riteneva fosse alla sua portata quando ha iniziato la sua avventura in NBA,
L’altra sera poi s’è tolto pure la soddisfazione di doppiarlo il ventello, alzando il suo record in NBA a 40 punti (oltre a 7 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi, 2 stoppate, 1 palla persa e un fallo).
Io l’ho già detto e lo ripeto. Per me Danilo Gallinari è in assoluto il più grande talento prodotto finora dalla pallacanestro nostrana.

Il gallo canta e NY si sveglia

27 punti (4/7 da due, 6/12 da tre, 1/2 ai liberi), 10 rimbalzi, due stoppate e due assist del vulcaniano, e NY riesce nell’impresa di battere Phoenix.

Da tifoso del Gallo più che della squadra, dico quello che penso da un po’,  poi ditemi voi che ne pensate: se Mike D’Antoni vuole tentare di dare un’anima a questa squadra, in attesa che arrivi Lebronio (se mai arriverà), l’unica cosa che può fare è affidarsi a Danilo ed alle sue doti di leadership (che a Milano conosciamo bene), oltre che al suo enorme talento.
Se non farà così i NY Knicks continueranno ad essere quello che sono stati finora, un’inguardabile accozzaglia di discreti solisti che credono di essere prime donne. E continueranno a fare schifo.

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