Milan-Chievo

Dunque tu sei lì che ti guardi la tua soporifera partitella della domenica alle tre (l’orario in cui ormai si collocano le partite che non contano niente) e il Milan è pure in vantaggio di un gol.
Quindi tutto bene, niente da segnalare. Se non che sti maledetti ne beccano due in due minuti. E qui al tifoso milanista di consolidata esperienza scattano tutti gli allarmi. Qualcuno la ha chiamata sindrome da Istanbul e i milanisti troppo giovani per soffrirne sono ragazzi fortunati.
Fortuna vuole che in campo ci sono una serie di ragazzini anche loro troppo giovani per conoscere la sindrome da Istanbul e in panchina invece c’è uno che ha fatto il vaccino, per cui alla fine vince l’amore e soprattutto vince il MIlan.
E tu tiri un sospiro di sollievo.

(Avrei voluto mettere la foto di tre pere, ma non ne ho in casa. Per cui godetevi questa sottile metafora con tre arance.)

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Giusto un paio di banalità su Arsenal-Milan

A testa alta il mio prestigiosissimo belino.
Sta roba che abbiamo perso, ma a testa alta, quindi va tutto bene, ha rotto il cazzo.
Ha rotto il cazzo per la nazionale di rugby.
Ha rotto il cazzo per l’Olimpia un Eurolega.
Ha rotto il cazzo per il Milan.
E fidatevi, a testa alta e cazzo rotto non si va lontano.
Io a fine mese porto a casa uno stipendio (che non arriva vivo a metà del mese dopo, ma questa è un’altra storia).
Lo stipendio me lo devo guadagnare, e per farlo lavoro. Anche se non mi va. Anche se non mi piace.
Quello che segue è un dialogo immaginario a titolo di esempio.
“Amore, come è andata oggi?”
“Uh, bene tesoro, mi hanno licenziato, ma comunque sono uscito a testa alta”
“Oh, amore, sei il mio eroe!”
“Oh, tesoro, scopiamo”
“Sììììì, ma a testa alta”

INTERMEZZO DI BESTEMMIE A CASO

Breve considerazione sulla papera di Donnarumma:
Ha 19 anni e certe cose capitano anche a portieri con il doppio della sua età. Anzi, diciamo pure che probabilmente quel tiro lì la maggior parte degli altri portieri, se guardate bene, neppure l’avrebbero parato.
Poi sì, la respinta è venuta decisamente di merda e la palla è entrata in porta. Ma se la respinta fosse andata dove tutti vorremmo che fosse andata adesso parleremmo dell’ennesima paratona. E se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.
Invece sfiga ha voluto che la palla dopo la respinta abbia preso un effetto diabolico e sia tornata indietro per finire in porta, sull’altro palo. Roba che a volerla rifare non ci si riesce.
Per cui non rompete il cazzo a me e a lui.
E se c’è qualcuno che ritiene che Donnarumma è sopravvalutato vada a tifare una squadra più adatta alle sue competenze calcistiche.
I cugini lo accoglieranno a braccia aperte.

INTERVALLO PECORECCIO

L’Arsenal è più forte e più attrezzato. Non ci sono cazzi.
Però io mi ricordo il Milan di tre mesi fa.
Questo Milan avrebbe dovuto fare un vero miracolo per passare il turno.
Non l’ha fatto. Ma già il fatto che molti l’abbiano ritenuto possibile, fa tutta la differenza del mondo.
Amen.
Non sono contento, e su quella cosa del “a testa alta” ho già espresso il mio parere, ma non facciamone una tragedia. Gli ostacoli fanno parte del percorso.
Si inciampa, ci si rialza e si riparte. Ho fiducia in Gattuso, lui sa come si fa.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Wellbeck e l’arbitro di porta sono pronti per la Juvemerda. Fossi Marotta ci farei un pensierino (e magari l’ha già fatto).

PAUSA THE CALDO

Parliamo di un po’ di singoli.
Kalinic non si può vedere in campo. Francamente.
Ci sono anche altri giocatori che non c’entrano molto con una squadra che vuole crescere, e che sicuramente vedremo andare via senza alcun rimpianto, ma lui è il peggiore, perché lui è quello che dovrebbe, per blasone e per esperienza, fare la differenza in meglio.
Su Andrè Silva invece penso che meriti ancora fiducia. Non fosse altro per l’età. Però se al primo minuto avesse centrato la porta invece che sparacchiare a lato non voglio neanche pensare cosa sarebbe potuto succedere.
Borini ieri ha fatto una grande partita, per i suoi standard, e non si può certo criticarlo. ma sono convinto che se al suo posto ci fosse stato Calabria avremmo comunque visto un’altra partita.
Ma ricordiamoci, se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.

Lazie-Milan: andiamo in finale

Ok, appena mi riprendo dalla sofferenza di questa serata ci ripenso e ricomincio a soffrire.
Però nel frattempo me la godo, e mi godo questa squadra che gioca e non molla mai, mai, mai. Come le mie coronarie, finora (e speriamo ancora per un po’).
Domenica sera ci sarà il derby.
I ragazzi saranno stanchi.
Ci sarà da soffrire.
Sarà bello.

Amare Rino Gattuso

Io Gennaro Gattuso lo amo.
Di un amore molto virile, ovviamente, assolutamente platonico e sportivo, un amore maschiale tutto pacche sulle spalle e gare di rutti, birra e partita, ma lo amo.
L’ho amato quando giocava, perché non si poteva non amare uno come lui.
Come allenatore l’amore se l’è dovuto sudare un po’, anche perché le recenti delusioni hanno indurito il cuore di molti tifosi. Ma sudare per lui non è mai stato un problema.
E’ arrivato quando ormai sembrava che non si potesse far niente, con quel fighetto da bar di Montella ad un passo dalle lacrime isteriche, ha studiato la situazione, ha detto “ci penso io” e da buon Gennaro Aggiustatutto ha preso gli attrezzi del mestiere ed ha effettivamente aggiustato tutto.
Ha preso una squadra senza capo né coda, ci ha infilato dentro il braccio fin quasi all’ascella e l’ha rivoltata come un calzino, dandole un senso.
Che in fondo è un po’ quello che faceva anche quando giocava.
Il centrocampo non girava? Lui apriva la valvola dei polmoni e cominciava a correre per tre.
Un attaccante avversario faceva lo screanzato e pensava di andare in porta con la palla? Una bella martellata ad altezza caviglia e via il problema alla radice.
Gattuso è nato per questo.
E’ l’eroe che non ti aspetti, quello che nei film di avventura alla fine risolve sempre tutti i problemi al protagonista (e nei porno gli tromba la moglie, ma questa è un’altra storia). Quello che all’inizio sembra un semplice comprimario, ma se ci pensi ti rendi conto che tiene insieme tutti i pezzi di una storia sgangherata.
Immaginate Star Wars senza R2-D2.
Ora immaginate il Milan degli ultimi 20 anni senza Gattuso.
(Non c’è bisogno di sforzarsi, basta pensare a cos’è successo negli ultimi anni).
Ecco.

Milan-Sampdoria: 1-0

Ci sono partite e partite.
Quella con la Samp è stata una Partita. Con la P maiuscola, dopo tanto tempo.
Intendiamoci, siamo comunque ad abissi dal Milan degli invincibili, ma domenica sera il Milan è sembrato, finalmente, una squadra di calcio, con un gioco, un senso ed una sua logica. E tutto questo per 90 minuti, rintuzzando quando gli altri tentavano invano di fare qualcosa e ripartendo a modo suo, gestendo la palla, addirittura tirando in porta.
Mi sono quasi commosso vedendo giocatori del Milan fare lanci di 30 metri che finivano sul piede di altri giocatori del MIlan che stoppavano la palla e sapevano cosa farsene.
Roba che da anni non si vedeva dalle nostre parti e con le nostre maglie.
Ehi, ripeto, nulla di trascendentale. Non siamo il nuovo Barcellona e di cose da migliorare ce ne sono a bizzeffe. Ma che passi avanti rispetto a solo due mesi fa.

Firmato: un milanista abbastanza contento, per ora.

Un paio di cose che ho visto ieri

La prima è una cosa che non si vedeva da tempo: ho visto il Milan vincere con un ampio risultato una partita che sulla carta avrebbe potuto vincere con un ampio risultato. Non è né una banalità, come potrebbe sembrare, né un gioco di parole, come sembra. E’ la constatazione di aver visto una squadra che, seppur con una parentesi nel primo tempo in cui la Spal ha tentato di spaventarci, finalmente sembra affrontare le partite con consapevolezza del proprio valore. Che non è quello di una squadra da scudetto, ma neppure quello di una squadra che deve tremare di fronte a qualunque avversario.
Un’altra cosa che ho visto è un attaccante che ha segnato due gol alla Inzaghi. Che, insomma, ora non montiamoci la testa né noi né lui, ma è sempre meglio avercelo.
Detto questo mi godo il momento.
Questa settimana torna l’Europa che conta. Stiamo a vedere se anche noi torneremo a contare in Europa.

Nulla da dichiarare

Sarei tentato di continuare questo silenzio stampa sul Milan, se non fosse che era dovuto più a pigrizia mancanza di tempo che a scaramantici a o altri motivi. Per cui mi faccio forza libero di un paio di impegni minori e butto giù due righe, giusto per dire che sì, sembra proprio che qualcosa stia cambiando, finalmente.
E’ presto per cantare vittoria, è presto per qualunque cosa, ma ci sono segnali positivi e, soprattutto, risultati positivi.
Vedremo, ma è bello poter affrontare qualche lunedì con la faccia di quelli che si sono portati a casa i 3 punti.

P.S: se per vedere che c’era un fallo di mano sono necessari 82 replay e un’inquadratura da sotto l’ascella del portiere, ma soprattutto se l’arbitro e il VAR hanno convalidato, è gol. Mettetevi l’anima in pace.

Il miracolo

Anche se è presto per gridare al miracolo di San Gennaro da San Siro, nonostante la ridondanza di santi, possiamo dire che qualcosa di nuovo, in fondo in fondo, sembra si sia visto ieri sera?
E non era solo la neve, che anche quella negli ultimi inverni a Milano s’è fatta desiderare.
Magari sono solo io, ma un po’ di Gattuso nel Milan di ieri m’è parso di vederlo. Soprattutto m’è piaciuta la formazione nel finale, molto simile a quella che mi piacerebbe vedere in campo sempre (da buon tifoso, come da statuto, devo avere una mia opinione su tutto, anche il look dell’allenatore) (e da buon blogger mi sento autorizzato a propinarvi la mia opinione su tutto, a proposito, la giacca di Gattuso non era poi così brutta, chissà quanto costa.