Dudelange-Milan

Il Milan dei panchinari, tra cui alcuni destinati a rimanerlo per sempre, anche alla luce di quanto visto ieri sera, altri con buone speranze di vedere spesso il campo, sempre alla luce di quanto visto ieri sera, e pochi con prospettive di diventare titolari, non solo alla luce di quanto visto ieri sera, affronta una squadra di dopolavoristi lussemburghesi per i quali è una delle due partite della vita (l’altra sarà il ritorno a San Siro) e vince.
Fin qui, direte voi, nulla di strano.
Vince con un gol di Higuain.
Evviva, direte voi. Evviva dirò io.
Vince faticando più del previsto.
Siamo messi male, cacciateli tutti, licenziate Gattuso finché c’è ancora qualcosa da salvare, direte voi.
E cosa cacchio vi aspettavate? Dirò io.
Ma sul serio, chi le fa queste previsioni, e su che basi?
Il Milan di dieci anni fa il Dudelange lo avrebbe affrontato solo in un’amichevole estiva o in una partita di beneficienza, e lo avrebbe seppellito di gol.
Per il Milan del 2018 invece quella di ieri era una partita ufficiale di una coppa europea. E vorrei ricordare che il Milan del 2018 ha anche fatto una certa fatica a guadagnarsi, ed a mantenere, il diritto di giocarla quella partita.
Per i giocatori del Dudelange è stata la partita della vita, e l’hanno onorata al meglio lasciando sul campo ettolitri di sudore, svariati polmoni e uscendone sconfitti ma non umiliati.
Per i giocatori del MIlan in campo ieri invece è stata l’occasione di farsi vedere, di provare schemi e tattiche, di tentare di mostrare a Rino Gattuso che sì, quel tratto di prato che c’è tra la panchina e il campo ogni tanto possono anche percorrerlo per rendersi utili.
Qualcuno se l’è cavata meglio di altri, devo dire.
Ma la cosa importante è che abbiamo vinto, nessuno s’è fatto male e domenica sera i giocatori che scenderanno in campo contro l’Atalanta saranno freschi e riposati.

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Cagliari – Milan: non è successo (quasi) niente.

Dato che non è cambiato molto rispetto a due settimane fa, mi sono anche chiesto se valesse la pena di rilasciare nell’universo il mio ennesimo commento. Ma poi ho pensato alle faccine paciose dei miei 4 lettori, alla loro probabile delusione, al fatto che non c’è bisogno di aggiungere altro dolore in questo mondo di sofferenza e quindi eccomi qui.
Cos’è successo? Dicevamo, niente o quasi.
Quel quasi è che finalmente HIguain s’è sbloccato in campionato (anche quell’altro lì s’è sbloccato, quello nella squadra allenata da Allegrivattene, guarda caso contro la succursale il Sassuolo) e che Gigionedonnarumma ha preso un gol secondo molti commentatori non imparabile.
Dunque, chiariamoci: che Higuain segni non fa notizia.
Quello che, volendo, fa notizia, è che Higuain debba ancora fare tutta questa faticaccia porca per segnare.
Una squadra che ha la fortuna di poter schierare tutte le partite un attaccante come Higuain dovrebbe cercare di giocare in modo da fargli arrivare il maggior numero possibile di palloni giocabili. Invece il Milan sembra giocare come se lì davanti ci fosse ancora Kalinic.
Per cui Higuain si smarca, fa movimento, scatta in area, va a cercare il pallone fuori area mentre i suoi compagni sostanzialmente fanno altro; generalmente tiracci da lontano senza alcuna speranza o cross precisi come i calcoli di Di Maio sulla percentuale d’acqua presente nel corpo umano.
L’altra notizia che non dovrebbe esserlo è che Gigione ha preso un gol.
Ora riferirò una verità che potrebbe sconvolgere alcuni: i portieri prendono gol. Tanti, a caterve, per tutta la loro carriera.
Anche quello che secondo la stampa italiana è il miglior portiere di sempre, da sempre, per sempre, Gigi Buffon, ha preso tantissimi gol. Sul serio, andate a vedere le sue statistiche. Tantissimi.
Il mestiere dei portieri è di cercare di prendere meno gol possibili. Quelli bravi ci riescono meglio di quelli meno bravi. Ma prima o poi un gol lo prendono.
Fa parte del mestiere. Tu difendi la porta, la porta è grande, ma davanti a te ci sono dieci giocatori avversari che non vedono l’ora di farti gol e spesso ci riescono, soprattutto gli attaccanti. Soprattutto se, come successo col Cagliari, i tuoi amici difensori ti fanno uno scherzone e si dileguano lasciando i suddetti attaccanti liberi di tirare come meglio preferiscono.
Per cui le due notizie del giorno non sono il gol preso da Gigio o il gol segnato dal Pipita, ma che c’è ancora molto da fare don difesa e che c’è molto da fare in attacco. E dato che entrambi i reparti dipendono dal centrocampo, c’è ancora molto da fare pure lì.
Cosa che, scusatemi se lo dico, alla fine non è una notizia.
Se non fosse così probabilmente stasera giocheremmo noi in Champions League.
Ma resto fiducioso. Forza Milan, sempre.

Dopo Milan-Roma

Adesso butterò giù una serie di banalità da bar e di considerazioni personali che potrete condividere o meno. Cioè farò quello che si fa in un blog.
Toh, guarda caso, proprio come questo.
Come non aveva senso giudicare fallimentare una stagione per aver perso la prima partita, non ha senso che adesso ci si senta arrivati per la vittoria con la Roma.
Resta il fatto che vincere è decisamente meglio che perdere, la palla è rotonda, il campionato è ancora lungo e Higuain è una gran bel giocatore.
Il tipo di giocatore che non avevamo più da tempo, da quando hanno sciaguratamente venduto sua maestà Zlatan (cosa di cui bisogna ringraziare il buon Allegri per inciso).
Uno di quei giocatori in grado, finalmente, di farti vincere una partita quando sembra ormai impossibile.
Verrebbe quasi da ringraziare anche Bonucci per il doppio favore, essersi levato di mezzo e aver creato le condizioni per far venire da noi il pipita.
Ora si tratta di continuare sulla strada iniziata venerdì sera al 95° minuto, cercando di portare a casa tutti i punti possibili nelle partite (sulla carta) facili e di rubarne più possibili alle squadre che ancora hanno qualcosa più di noi (purtroppo ce ne sono e la Roma è una di queste).
Il Milan è, per forza di cose, un cantiere ancora aperto. Ecco, avevo promesso banalità da bar e questa lo è fino al midollo. Che non si dica che non mantengo le promesse.
Per ora abbiamo affrontato due partite, una è andata bene e l’altra si era messa molto bene, ma poi è successo quello che è successo. Ossia che preso troppo presto il gol del 1-2 dopo aver segnato il secondo gol la squadra si è (attenzione, arriva un francesismo) letteralmente cagata in mano. Sono convinto che se fossero riusciti a tenere il risultato sullo 0-2 per almeno un quarto d’ora avrebbe preso fiducia e magari sarebbero anche riusciti a tenere il vantaggio fino alla fine. Ma qui siamo alla solita storia dei se e dei ma.
È certo che col Napoli ci ha messo del suo anche Gattuso. Ha sbagliato i cambi, questo lo ha ammesso anche lui. Ma soprattutto ogni tanto, secondo me, avrebbe dovuto dire ai ragazzi che non è peccato buttare via la palla invece di cercare sempre di uscire in palleggio dalla propria linea di porta contro una squadra che ti pressa alla disperata.
Acqua passata.
Con la Roma è andata meglio, soprattutto perché non c’è stato, oltre ad un comprensibile calo fisico, anche il temuto cedimento psicologico. Ma soprattutto Gattuso ha azzeccato i cambi.
Non so che con quali giocatori o con che schemi finirà questa stagione, né in che posizione di classifica.
Dirò la mia, da tifoso che non ha nessuna pretesa di essere un tecnico: personalmente preferisco le due punte, anche perché credo che consentano proprio a Higuain di avere un po’ più di spazio lì davanti. E anche perché Cutrone ha già dimostrato di meritare di giocare tanto.
Altra convinzione puramente personale è che Laxalt alla fine potrebbe essere titolare al posto di Rodriguez. Troppa la differenza in termini di dinamismo e grinta.
Come sono convinto che un posto da titolare se lo meriterà anche Caldara al posto di Musacchio. E Conti, una volta che si sarà ripreso, se si riprenderà.
Come metterli in campo sarà un affare di Gattuso.
La stagione è appena cominciata e ci saranno un sacco di partite.
Ma io sono fiducioso.

Rino non avere paura

Non si giudica un intero campionato dalla prima partita, soprattutto se giocata contro una squadra che la scorsa stagione ha fatto 91 punti e segnati 77 gol, 27 punti 21 gol in più rispetto a quelli che ha segnato la tua squadra.
Però, però, però (e qui finisco coi però):
Se ad un certo punto del secondo tempo ti ritrovi inaspettatamente in vantaggio di 2 gol a zero contro siffatta squadra, fai qualcosa per mantenere il risultato. Provaci. Magari ogni tanto cerca di buttarla lontano dalla tua area, non per fare catenaccio, ma giusto per non trovarti sempre schiacciato nella tua metà campo da gente che, ormai si sa, quando vuole sa come farti male.
Se poi oltretutto hai avuto la buona sorte di prendere un attaccante che in genere fa una ventina di gol in campionato quando si sforza poco, non sarebbe male cercare più spesso il modo di dargli la palla vicino alla porta, giusto per vedere l’effetto che fa.
Detto questo abbiamo solo perso la prima, non è piacevole, ma contro il Napoli ci sta.
Spero dalle prossime di vedere un po’ di più di nuovo Milan.

Milan-Chievo

Dunque tu sei lì che ti guardi la tua soporifera partitella della domenica alle tre (l’orario in cui ormai si collocano le partite che non contano niente) e il Milan è pure in vantaggio di un gol.
Quindi tutto bene, niente da segnalare. Se non che sti maledetti ne beccano due in due minuti. E qui al tifoso milanista di consolidata esperienza scattano tutti gli allarmi. Qualcuno la ha chiamata sindrome da Istanbul e i milanisti troppo giovani per soffrirne sono ragazzi fortunati.
Fortuna vuole che in campo ci sono una serie di ragazzini anche loro troppo giovani per conoscere la sindrome da Istanbul e in panchina invece c’è uno che ha fatto il vaccino, per cui alla fine vince l’amore e soprattutto vince il MIlan.
E tu tiri un sospiro di sollievo.

(Avrei voluto mettere la foto di tre pere, ma non ne ho in casa. Per cui godetevi questa sottile metafora con tre arance.)

Giusto un paio di banalità su Arsenal-Milan

A testa alta il mio prestigiosissimo belino.
Sta roba che abbiamo perso, ma a testa alta, quindi va tutto bene, ha rotto il cazzo.
Ha rotto il cazzo per la nazionale di rugby.
Ha rotto il cazzo per l’Olimpia un Eurolega.
Ha rotto il cazzo per il Milan.
E fidatevi, a testa alta e cazzo rotto non si va lontano.
Io a fine mese porto a casa uno stipendio (che non arriva vivo a metà del mese dopo, ma questa è un’altra storia).
Lo stipendio me lo devo guadagnare, e per farlo lavoro. Anche se non mi va. Anche se non mi piace.
Quello che segue è un dialogo immaginario a titolo di esempio.
“Amore, come è andata oggi?”
“Uh, bene tesoro, mi hanno licenziato, ma comunque sono uscito a testa alta”
“Oh, amore, sei il mio eroe!”
“Oh, tesoro, scopiamo”
“Sììììì, ma a testa alta”

INTERMEZZO DI BESTEMMIE A CASO

Breve considerazione sulla papera di Donnarumma:
Ha 19 anni e certe cose capitano anche a portieri con il doppio della sua età. Anzi, diciamo pure che probabilmente quel tiro lì la maggior parte degli altri portieri, se guardate bene, neppure l’avrebbero parato.
Poi sì, la respinta è venuta decisamente di merda e la palla è entrata in porta. Ma se la respinta fosse andata dove tutti vorremmo che fosse andata adesso parleremmo dell’ennesima paratona. E se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.
Invece sfiga ha voluto che la palla dopo la respinta abbia preso un effetto diabolico e sia tornata indietro per finire in porta, sull’altro palo. Roba che a volerla rifare non ci si riesce.
Per cui non rompete il cazzo a me e a lui.
E se c’è qualcuno che ritiene che Donnarumma è sopravvalutato vada a tifare una squadra più adatta alle sue competenze calcistiche.
I cugini lo accoglieranno a braccia aperte.

INTERVALLO PECORECCIO

L’Arsenal è più forte e più attrezzato. Non ci sono cazzi.
Però io mi ricordo il Milan di tre mesi fa.
Questo Milan avrebbe dovuto fare un vero miracolo per passare il turno.
Non l’ha fatto. Ma già il fatto che molti l’abbiano ritenuto possibile, fa tutta la differenza del mondo.
Amen.
Non sono contento, e su quella cosa del “a testa alta” ho già espresso il mio parere, ma non facciamone una tragedia. Gli ostacoli fanno parte del percorso.
Si inciampa, ci si rialza e si riparte. Ho fiducia in Gattuso, lui sa come si fa.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Wellbeck e l’arbitro di porta sono pronti per la Juvemerda. Fossi Marotta ci farei un pensierino (e magari l’ha già fatto).

PAUSA THE CALDO

Parliamo di un po’ di singoli.
Kalinic non si può vedere in campo. Francamente.
Ci sono anche altri giocatori che non c’entrano molto con una squadra che vuole crescere, e che sicuramente vedremo andare via senza alcun rimpianto, ma lui è il peggiore, perché lui è quello che dovrebbe, per blasone e per esperienza, fare la differenza in meglio.
Su Andrè Silva invece penso che meriti ancora fiducia. Non fosse altro per l’età. Però se al primo minuto avesse centrato la porta invece che sparacchiare a lato non voglio neanche pensare cosa sarebbe potuto succedere.
Borini ieri ha fatto una grande partita, per i suoi standard, e non si può certo criticarlo. ma sono convinto che se al suo posto ci fosse stato Calabria avremmo comunque visto un’altra partita.
Ma ricordiamoci, se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.

Lazie-Milan: andiamo in finale

Ok, appena mi riprendo dalla sofferenza di questa serata ci ripenso e ricomincio a soffrire.
Però nel frattempo me la godo, e mi godo questa squadra che gioca e non molla mai, mai, mai. Come le mie coronarie, finora (e speriamo ancora per un po’).
Domenica sera ci sarà il derby.
I ragazzi saranno stanchi.
Ci sarà da soffrire.
Sarà bello.

Amare Rino Gattuso

Io Gennaro Gattuso lo amo.
Di un amore molto virile, ovviamente, assolutamente platonico e sportivo, un amore maschiale tutto pacche sulle spalle e gare di rutti, birra e partita, ma lo amo.
L’ho amato quando giocava, perché non si poteva non amare uno come lui.
Come allenatore l’amore se l’è dovuto sudare un po’, anche perché le recenti delusioni hanno indurito il cuore di molti tifosi. Ma sudare per lui non è mai stato un problema.
E’ arrivato quando ormai sembrava che non si potesse far niente, con quel fighetto da bar di Montella ad un passo dalle lacrime isteriche, ha studiato la situazione, ha detto “ci penso io” e da buon Gennaro Aggiustatutto ha preso gli attrezzi del mestiere ed ha effettivamente aggiustato tutto.
Ha preso una squadra senza capo né coda, ci ha infilato dentro il braccio fin quasi all’ascella e l’ha rivoltata come un calzino, dandole un senso.
Che in fondo è un po’ quello che faceva anche quando giocava.
Il centrocampo non girava? Lui apriva la valvola dei polmoni e cominciava a correre per tre.
Un attaccante avversario faceva lo screanzato e pensava di andare in porta con la palla? Una bella martellata ad altezza caviglia e via il problema alla radice.
Gattuso è nato per questo.
E’ l’eroe che non ti aspetti, quello che nei film di avventura alla fine risolve sempre tutti i problemi al protagonista (e nei porno gli tromba la moglie, ma questa è un’altra storia). Quello che all’inizio sembra un semplice comprimario, ma se ci pensi ti rendi conto che tiene insieme tutti i pezzi di una storia sgangherata.
Immaginate Star Wars senza R2-D2.
Ora immaginate il Milan degli ultimi 20 anni senza Gattuso.
(Non c’è bisogno di sforzarsi, basta pensare a cos’è successo negli ultimi anni).
Ecco.

Milan-Sampdoria: 1-0

Ci sono partite e partite.
Quella con la Samp è stata una Partita. Con la P maiuscola, dopo tanto tempo.
Intendiamoci, siamo comunque ad abissi dal Milan degli invincibili, ma domenica sera il Milan è sembrato, finalmente, una squadra di calcio, con un gioco, un senso ed una sua logica. E tutto questo per 90 minuti, rintuzzando quando gli altri tentavano invano di fare qualcosa e ripartendo a modo suo, gestendo la palla, addirittura tirando in porta.
Mi sono quasi commosso vedendo giocatori del Milan fare lanci di 30 metri che finivano sul piede di altri giocatori del MIlan che stoppavano la palla e sapevano cosa farsene.
Roba che da anni non si vedeva dalle nostre parti e con le nostre maglie.
Ehi, ripeto, nulla di trascendentale. Non siamo il nuovo Barcellona e di cose da migliorare ce ne sono a bizzeffe. Ma che passi avanti rispetto a solo due mesi fa.

Firmato: un milanista abbastanza contento, per ora.

Un paio di cose che ho visto ieri

La prima è una cosa che non si vedeva da tempo: ho visto il Milan vincere con un ampio risultato una partita che sulla carta avrebbe potuto vincere con un ampio risultato. Non è né una banalità, come potrebbe sembrare, né un gioco di parole, come sembra. E’ la constatazione di aver visto una squadra che, seppur con una parentesi nel primo tempo in cui la Spal ha tentato di spaventarci, finalmente sembra affrontare le partite con consapevolezza del proprio valore. Che non è quello di una squadra da scudetto, ma neppure quello di una squadra che deve tremare di fronte a qualunque avversario.
Un’altra cosa che ho visto è un attaccante che ha segnato due gol alla Inzaghi. Che, insomma, ora non montiamoci la testa né noi né lui, ma è sempre meglio avercelo.
Detto questo mi godo il momento.
Questa settimana torna l’Europa che conta. Stiamo a vedere se anche noi torneremo a contare in Europa.