Maledetto benedetto lunedì

Sono reduce da un week end di influenza. Un week end complicato, ma questo lunedì porta con sé un po’ di notizie che meritano, se non di essere commentate (cosa potrebbe cambiare la mia opinione?), di essere almeno ricordate.
La prima, importante soprattutto per me, è che nonostante gli innumerevoli tentativi, sono riuscito a trattenere i polmoni nella cassa toracica. Ok, vista la qualità dell’aria di Milano, non è che me ne faccia poi molto. Ma ho la sensazione che senza sarebbe comunque peggio.
La seconda è che il Milan ha vinto una partita brutta. L’ha vinta giocando male, con Gigio ancora una volta migliore in campo, ma l’ha vinta. Da quando è tornato Zlatan sono 4 di fila (e un pareggio). Non male.
mi piace anche citare la vittoria del Napoli di Ringhio Gattuso sull’impero del male rubentino. Sì, mi piace molto.
Poi c’è Kobe. E qui son solo lacrime. Per chi ama il basket è una botta enorme. Non ho parole.
Poi c’è l’Emilia Romagna, che ha ricacciato la bestia. Non tutto è perduto in questo paese.
La notizia però dovrebbe essere il fatto che il tam tam mediatico della sua macchina da guerra ci abbia fatto credere che c’era davvero la possibilità di una sua vittoria.
Comunque è lunedì. S’è fatta una certa.
BUONGIORNISSIMO,KAFFEEEE’?

La banalità del banale

Contro la Juve forse non meritavamo di perdere, ma abbiamo perso lo stesso. Cose che succedono se non la butti dentro neanche spingendo.
Col Napoli non meritavamo di perdere, e infatti abbiamo pareggiato.
Miglioriamo, a quanto pare. Poco, poco alla volta, ma miglioriamo. In questo un po’ ci vedo la mano di Pioli, che se non altro non si inventa di far giocare i nostri ragazzini fuori ruolo.
La differenza più grossa, rispetto alla partita con la Juvemerda, è che abbiamo segnato.
Viene più semplice segnare, se in campo hai giocatori bravi e giustamente motivati, come Jack Bonaventura.
Essere giovani e saper fare le mossette non serve a niente se non la butti dentro o se alla prima difficoltà ti deprimi come un bambino cui hanno appena detto che Babbo Natale non esiste.
Non che io non creda nel progetto giovani, ma se in mezzo ai quei giovani non c’è uno capace di essere un leader, bisogna rimediare. Jack è un buono rimedio, ma non basta.
Abbiamo visto che razza di debosciati senza spina dorsale siano i nostri eroi. L’anno scorso c’era Rino.
Quest’anno, secondo me, non potendo richiamare Rino, ci vuole Zlatan. Non mi aspetto miracoli, ma sicuramente lui è un leader, in campo e fuori.

Faccio come Giampaolo

Cambio idea, mi contraddico, me ne fotto e vado per la mia strada senza sapere quale sia, dove sto andando, cosa sto facendo.
La scorsa settimana ho scritto che era necessario stare dalla parte di Giampaolo. Oggi scrivo che spero che venga mandato via prima di fare ulteriori danni.
Domani forse potrei anche scrivere che bisogna dargli fiducia, non si butta il bambino insieme all’acqua sporca, è troppo presto per giudicare, etc.
Ma oggi, e ho lasciato passare 24 ore per sbollire, sono per la cacciata immediata.

Dalla parte di Giampaolo

Tendenzialmente io starei dalla parte di Giampaolo, per un paio di motivi.
Il primo, banalmente, è che è l’allenatore del Milan.
Se è stato scelto per questo ruolo, occorre essere fiduciosi che non sia stata una scelta casuale. Certamente non è stato scelto per giocare con gli stessi giocatori e nello stesso modo, anche peggio, della squadra di Gattuso. Per cui, confidiamo che sia solo una fase di carburazione del suo gioco e che, magari già da sabato, si possa vedere qualcosa di nuovo e di meglio.
Resta sempre aperta l’ipotesi che sia lì semplicemente perché era l’unico disponibile tra quelli che non costavano troppo, ma non ci voglio credere.
Passiamo quindi al secondo motivo: anche lui, come noi tifosi, in questo momento ha l’aria di non capirci un cazzo. Ma, dato che lui è l’allenatore del Milan, c’è da vedere cosa succederà quando comincerà a capirci qualcosa, sperando che succeda già da questa settimana.
Lo so, con un po’ di sforzo si possono trovare argomenti migliori, tipo la sua carriera da giocatore e da allenatore, etc., ma se devo essere sincero ogni volta che lo vedo mi chiedo “da dove arriva questo?” e non mi vengono in mente imprese clamorose.
Per un milanista vero un personaggio come Gattuso ha un fascino enormemente maggiore. Ora però rischio di diventare sentimentale, per cui passiamo oltre. La nostalgia è una brutta bestia, bisogna guardare avanti.
La verità è che non capisco Giampaolo, non capisco le sue scelte, ma in questo momento non c’è altro che fare a fidarsi e vedere che succede.
Soprattutto nella settimana che precede il derby.

Verdetto triste solitario y final

Per un punto Martin perse la cappa, e Rino la coppa.
Possiamo disquisire all’infinito su chi sia il colpevole, o cercare di capire come evitare che si ripeta (semplice, costruendo una squadra più forte) (ho scritto semplice, non facile).
Ovviamente faranno quasi tutti la prima cosa, che è molto più veloce e appagante della seconda.
E chi sono io per escludermi dalla pugna?
Uno che semplicemente non ha più voglia di queste discussioni inutili.
Per cui lasciatemi solo salutare un grande milanista.
Ciao Rino, arrivederci mister. E Forza Milan, sempre.

Milan vs zombies

Sarà un caso che nello stesso giorno di Milan-Udinese esca il trailer di un film di zombie diretto da Jim Jasmush?
(L’unico altro regista che vorrei assolutamente facesse un film di zombie è Tarantino, ma a dire il vero vorrei che lui dirigesse qualsiasi film. Ve lo immaginate uno star wars fatto da Tarantino?).
Dicevamo: sarà un caso? Gibbs risponderebbe che le coincidenze non esistono e, dopo aver visto la partita verrebbe da credergli.
Ho letto da qualche parte che l’Udinese sembra il risultato di un’asta del fantacalcio andata in vacca. Se è così, il Milan è un campionato di fantacalcio andato in vacca. L’asta non è neanche andata male, hai preso un attaccante di punta (non è CR7 ma è comunque uno che la palla la butta dentro), qualche giocatore di buona esperienza, dei giovani di buone prospettive, insomma, si può fare.
Invece, ogni volta che qualcosa può andare storta, lo fa. Scientificamente.
Il tuo attaccante di punta non ha voglia di giocare e ti tocca svenderlo a metà stagione per correre ai ripari, mentre gli attaccanti dei tuoi avversari ogni volta che giocano con te sembrano CR7.
I tuoi giovani di belle speranze sono così fragili che si spezzano con un grissino, sia mentalmente che fisicamente, mentre i vecchi osservano la scena commentando che ai loro tempi non si faceva così a farsi male, c’era del mestiere una volta, mica come adesso.
Siamo questa roba qui. Facciamocene una ragione e tiriamo avanti.

Chievo-Milan: 1-2

  • La partita di ieri sera conferma cosa già scritte da queste parti. Alcune molte volte.
    Verrebbe voglia di non mettersi a ripeterle, ma a questo punto tanto varrebbe occuparsi d’altro.
    Quindi le ripeto, un po’ alla rifusa, come mi vengono in mente:
    • Non è che ci si possa permettere di fare proprio tutto questo turnover;
    • Però, la scuadra ha carattere e, anche se non sa nemmeno cosa si il bel gioco, sa cos’è il gioco;
    • Il carattere è ovviamente quello de suo allenatore, e guai a chi lo tocca;
    • Checché ne dica qualcuno, non è che gli arbitri ci vogliano proprio un gran benone, l’espulsione di Gattuso lo conferma.

    Detto questo, siamo alla quinta vittoria consecutiva. Direi che ci si può accontentare.

    Il Milan, Gattuso, il Paròn

    Poco da dire, questo Milan assomiglia sempre di più al suo allenatore.
    Non è spettacolare, e se lo è non lo fa apposta, ma non gli interessa.
    Fa quello che deve fare, mettendoci la giusta cattiveria.
    E’ dotato di una intelligenza naturale, non istruita, anzi, a volte quasi ignorante, ma efficace.
    Per certi versi, concedetemi l’azzardo, dei grandi allenatori della storia del Milan, quello cui Gattuso assomiglia di più è il Paròn Nereo Rocco.

    Non ci sono più le mezze misure.

    Il calcio è fatto così, o si vince o si perde. O si pareggia, ma a noi il pareggio non interessa. Per cui o si vince o si perde.
    Due settimane fa si perdeva, la settimana scorsa si è vinto, la prossima lo sapremo solo vivendo.
    Non mi meraviglia il fatto che questa serie di vittorie sia arrivata quando Gattuso ha capito che Cutrone le ossa se le deve fare in campo e non in panchina, né m stupisce che, per esempio, ieri si sia vinto anche grazie all’uscita di Higuain.
    Certe partite si vincono solo quando si vede il fondo del pozzo.
    Chiariamoci, resto dell’idea che Higuain è sempre meglio averlo in campo, ma ci sono situazioni in cui c’è il rischio che ci si adagi un po’ sul pensiero che prima o poi ci penserà lui a risolverla, per cui ogni tanto ci vuole una scossa.
    Diciamo poi che ieri sera l’arbitro non ha aiutato (sono ancora aperte le iscrizioni al campionato mondiale di eufemismi?). Per 100 minuti ha consentito ai giocatori diversamente bianconeri di menare come fabbri facendo finta di niente e l’unico rosso gli è scappato quando era assolutamente inevitabile, fallo tattico da dietro di uno tutte consonanti e cattiveria agonistica su Castillejo, al 95°. Per non parlare della colossale perdita di tempo nell’ultimo quarto d’ora del secondo tempo, per la quale ha concesso solo 5 minuti di recupero, nei quali l’Udinese ha continuato bellamente a perdere tempo.
    Per non parlare del tentativo di annullare il gol, per altro regolarissimo, di Romagnoli. Che non sarà mai come il numero 6, né come il numero 3, ma nel ruolo di capitano comincia a trovarcisi bene. Sicuramente meglio di quello dell’anno scorso.
    Detto questo, ci aspetta una settimana a interessante. Speriamo che dall’infermeria arrivino buone notizie e forza Milan, sempre.

    Senza titolo e quasi senza parole dopo Milan-Betis

    Questo Milan è come il PD. Non se ne salva uno, e se per caso ogni tanto sembra che se ne salvi uno, in realtà passava di lì per caso e non sa bene dove sta andando e cosa sta facendo.
    C’è sicuramente una forte carenza di leadership in campo.
    C’è sicuramente il problema di un centrocampo che non sapendo né fare filtro davanti alla difesa né creare gioco per l’attacco si ritrova esposto alle intemperie e, sostanzialmente, ha l’utilità di un cavatappi di marshmellow.
    Ci sarebbero poi un paio di punti fermi e a questo punto mi sembrano evidenti: il primo è che Cutrone deve giocare sempre.
    Aspetta che lo ripeto che magari non sono stato chiaro: Cutrone deve giocare sempre. Non importa con quale schema, 442, 4312, 4222, 3412, chissenefrega. Io non sono l’allenatore, ma è chiaro che uno come Cutrone deve stare in campo, e dovrà starci anche quando gli capiterà di sbagliare la partita, perché se c’è uno che ha l’anima da Milan in questo omento è lui.
    Il secondo è che ormai è più che evidente che il turnover non fa per noi. Non ce lo possiamo permettere. Già la formazione dei titolari alle volte è imbarazzante e necessita sicuramente di una qualche aggiustatina, figuriamoci se poi ci permettiamo di fare quelli che ne sostituiscono sette su 11 giusto per vedere l’effetto che fa. L’effetto che fa è una schifezza.
    Di Gennaro, scusatemi, non parlo.
    Punto.