Bye bye turboeuropa

Giusto ieri in pausa pranzo, in tempi non sospetti, argomentavo con alcuni colleghi fini intellettuali che queste partite in cui basta un minimo sforzo per passare il turno poco si addicono alle squadre italiane. Meglio quelle situazioni totalmente disperate in cui dovresti vincere 8-0.
L’esempio di Napoli, Inter e, da ieri sera, Milan, dovrebbe bastare.
La storia recente insegna che se basta un golletto alla fine se ne prendono due e si saluta la coppa.
Per cui il mio approccio alla partita di ieri è stato per quanto possibile zen.
C’erano già tutte le attenuanti del caso; 8 giocatori indisponibili, Higuain col mal di schiena (magari se diminuisce la panza gli passa. No, è solo un’idea), Suso sostituito da Castillejo, Cahlanoglu (basta il cognome, devo dire altro?), la difesa improvvisata, metteteci voi quel che resta.
Speravo però che comunque il mio ottimismo attenuato venisse smentito dai fatti.
In fondo sarebbe bastato fare quello che tutte le squadre italiane sanno fare da sempre: chiudere tutti gli accessi all’area di rigore e puntare sulle ripartenze. Muorinho ci ha vinto una coppa.
Oppure sarebbe bastato anche fare un golletto e cercare di non prenderne tre (ma questo è ottimismo non attenuato).
Invece abbiamo avuto almeno 4 buone occasioni da gol e le abbiamo gettate tutte. E come se non bastasse abbiamo consentito all’Olimpiakos di andare al tiro tutte le volte che voleva (e ringraziamo che sono scarsi come la merda e tutti i gol che hanno fatti glie li abbiamo regalati noi).
Certo, l’arbitro probabilmente s’è fatto 18 shottini di ouzo nell’intervallo, solo così si spiega il rigore. Ma lui è solo l’apostrofo di insensatezza messo a casaccio in mezzo alle parole “andate a cagare tutti”.
Nel loro primo gol c’è stata una dormita della difesa di quelle che, se non fosse che sono gli ultimi difensori disponibili, sarebbe da cacciarli tutti.
Anzi, forse sarebbe da cacciarli tutti lo stesso e ingaggiare al loro posto i teletubbies. Farebbero forse gli stessi danni, ma almeno ci si potrebbe guadagnare con la vendita dei gadget.
Il secondo gol è un autogol, vabbè. Chiamiamola sfiga. Se non ci fosse questo problemino che comunque hanno avuto la possibilità di tirare da fuori per tutta la partita. Dai e dai qualcosa succede. Ed è successa.
Motivo per cui anche sul terzo gol non ci si può chiamare del tutto fuori. L’ennesimo calcio d’angolo per loro, dai e dai e ridai qualcosa succede di nuovo. Ma che ve lo dico a fare.
Facciamoci ulteriormente del male: parliamo del centrocampo. Con lì in mezzo i due bronzi di Riace redivivi, i greci arrivavano comunque alle soglie delle nostra area come se ci fosse un casello aperto con la scritta “passate di qui, è gratis”. Diciamo che se in fase di creazione di gioco non ci si può aspettare troppo dai due baobab coi piedi quadri, è lecito aspettarsi almeno che dalle loro parti non passi nessuno.
Certo, diamo anche a Chalanoglu e a Castillejo la loro dose di responsabilità, non sia mai. Se sulle fasce ci sono autostrade di insensatezza, è ovvio che anche al centro non possono poi fare molto.
Pur con tutto questo, però, la partita l’abbiamo buttata via, insieme alla qualificazione, perché i nostri attaccanti hanno sprecato almeno quattro occasioni limpidissime. Tre in cinque minuti nel finale.
Su Cutrone mi sento di dire poco. Ha sbagliato un gol anche lui, ma è il più giovane del mazzo e il mazzo, come sempre, se l’è fatto per tutto il tempo in cui è rimasto in campo. Non ho capito né apprezzato la sua sostituzione, ma questo è un altro discorso e non dipende da lui.
Spiace dirlo, ma questo Higuain in versione cugino panzone e arrogante di Kalinic serve veramente a poco. Viene da sperare che arrivi presto un Quagliarella qualsiasi a mettergli un po’ di pepe al culo.
Ci rimane il campionato, e un quarto posto che forse abbiamo raggiunto senza neanche sapere come, ma che a questo punto va difeso in tutti i modi.
Su Gattuso non mi esprimo, gli voglio troppo bene e se anche la scelta di sostituire Cutrone si è rivelata tra le più felici, non poteva certo prevedere che l’arbitro si sarebbe inventato un rigore come quello.
Fa quello che può con il materiale umano e calcistico che ha a disposizione, e secondo me finora ha fatto più di quanto avrebbero potuto fare molti altri.
Non vedo in giro gente che potrebbe fare miracoli con questa rosa. Teniamocelo stretto, la storia recente ci insegna che ce ne sono tanti che potrebbero fare anche peggio.

Per chiudere, stendo un velo pietoso sulla sportività dei greci, giocatori raccattapalle e tifosi. Questo non è calcio.

Croniche del santissimo #Gennarinogattuso. 1.12.33

Nell’ameno paesello di San Brembano Merlato Catino Marittimo in assassina, vive una bambina di nome Jazira.
Jazira è una di quelle bambine che avendo di una tonalità di pelle un po’ scorretta non piacciono molto al nostro ministro dell’intestino, perché crescendo potrebbe diventare una pericolosa terrorista o contestare il suo fascino da padre e da ministro dell’intestino (un giorno queste due cose saranno lo stesso crimine).
Detto questo, la bambina era molto triste e piangeva sempre perché non poteva mai vedere il suo papà, che lavora di notte come passaggio a livello umano nelle locali ferrovie.
Passava giorno di lì il Santissimo Gennarinogattuso e venne a sapere di questa incresciosa situazione. Egli trovò intollerabile la tristezza della povera bambina e nella sua saggezza trovò la soluzione.
Disse quindi agli zotici paesani: mettete una foto del padre nella cella della ragazzina, affinché lei la veda tutti i giorni e se ne consoli.
Gli zotici, impressionati dalla sua saggezza e un po’ intimoriti dalle nocche delle sue mani forti come fucili, eseguirono, e da quel giorno Jazira fu meno infelice.
Questo per dire che Gennaro Gattuso risolve problemi, non ne crea. E se siamo quarti in classifica dopo un paio di decenni occorre cominciare a riconoscere i suoi meriti.