Il banco_merda vince sempre

Saviano l'ha chiamata macchina del fango, perché era in televisione e non si poteva usare un linguaggio maggiormante veritiero, ma la fabbrica della merda al servizio del capo è una cosa ben più subdola ed efficace. In pratica vince sempre, comunque vada a finire, basandosi sul principio della puzzola.
Il principio della puzzola l'ho sentito in un film di tribunali americano e mi ritorna spesso in mente, perché esprime chiaramente quello che succede in questi casi.  Se getti una puzzola in un una stanza chi c'è dentro si affretterà a buttarla fuori immediatamente, ma nel frattempo la puzza sarà entrata e ci resterà.
Non importa se una cosa che tu hai affermato, nel caso del film davanti ad una giuria, in questo caso in un giornalaccio, sia vera o falsa, dimostrabile o meno. Quel che conta è che, anche se alla fine non hai dimostrato nulla, la puzza resterà. E provocherà effetti diversi, ma ne provocherà.
A chi sarà disposto a credere, anche in totale assenza di eventuali riscontri, che davvero Fini abbia frequentato prostitute, si potrà dire che lo fanno tutti e quindi attaccare il berlusca per la D'Addario è ipocrita.
A chi invece crederà che è una totale montatura si potrà dire che anche nei confronti del berlusca sono state create le medesime montature e poco conterà il fatto che ci siano riscontri o meno.
Quella che conta è la puzza, anche se della puzzola non c'è più traccia. E' quella che fa effetto.
Se Fini non è andato con la mora, perché berlusca dovrebbe essere andato con la bionda?
Oppure, se non c'è nulla di male in Fini che va con la mora, perché deve essercene in berlusca con la bionda?
Soprattutto perché questi messaggi, è questo che non dobbiamo dimenticare, sono mirati e il bersaglio non sono gli antiberlusconiani viscerali. Loro non hanno bisogno di ulteriori motivi per detestare Silvio e difficilmente, tranne alcuni, hanno bisogno di essere allontanati da Fini, perché quel che conta è il nemico comune.
Non sono neanche i finiani di ferro, che ormai hanno fatto una scelta. Almeno la gran parte di loro. Forse qualche dubbioso, ma il rischio è che questi attacchi ricompattino le posizioni.
Il messaggi odorosi sono per i berlusconiani, che ogni tanto hanno bisogno di essere foraggiati con argomenti nuovi e incoraggiati nella giustezza della loro fede. Ora hanno un nuovo nemico, svariati motivi per odiarlo e svariati argomenti, non importa se giusti o sbagliati (la sensatezza di un argomentazione in Italia non conta nulla ormai da anni) per controbatterlo.
Alla fine il banco spargi merda vince.

 

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Il "caso" Apple

Alla fine del periodo di prova, o alla scadenza del contratto, vieni lasciato a casa.
Può capitare, a me è successo un sacco di volte quando facevo l’interinale e nessuno s’è mai sognato di pretendere motivazioni, tanto meno sui giornali.
Innanzitutto, qui bisognerebbe essere chiari, non è un licenziamento. Le parole sono importanti, i contratti nazionali di lavoro normalmente prevedono che durante tutto il periodo di prova il dipendente possa essere lasciato a casa (oppure andarsene lui) in qualsiasi momento (compresa ovviamente la scadenza della prova) senza preavviso e senza obbligo di motivare la scelta. E’ per questo che si chiama periodo di prova.
Qualcuno mi spiega perché stanno facendo tutto questo  casino sui dipendenti dell’Apple Store di Torino?
Cosa c’è di diverso da quello che succede ogni giorno, in ogni azienda d’Italia?
E’ perché questa si chiama Apple?
Soprattutto, non vedo perché mai un’azienda (che non è un’opera di beneficenza) dovrebbe rispondere ad un giornale su quella che è una banalissima scelta aziendale, cioè confermare o non confermare qualcuno alla fine del periodo di prova.
A questo punto l’Espresso e Giglioli, che su questa storia stanno insistendo parecchio, dovrebbero mettersi a fare domande pressanti anche per ogni dipendente che allo scadere della prova viene confermato. Perché l’avete assunto? E’ davvero così bravo? Non c’era qualcuno di migliore che avete lasciato a casa? Etc.Poi mi fanno ridere quelli che partono da questa faccenda, che riguarda le decisioni di un responsabile del personale di uno dei tanti Apple Store al mondo (senza considerare l’ipotesi che possa essere semplicemente la persona sbagliata al posto sbagliato) per concludere che i prodotti Apple sono delle merde. Ma il mondo è bello perché è vario.

Cane Nero

Ad un certo punto, a dibattito concluso (a proposito, la stampa non ne ha quasi parlato, ma mi è piaciuto l’intervento di Franceschini, duro il giusto),  Silvio ha deciso di palesarsi anche lui alla camera, salutando come se fosse ad una convention di venditori porta a porta.
L’immagine della convention all’americana s’è concretizzata davanti ai miei occhi e già mi figuravo Cicchitto che si faceva largo tra gli altri per farsi una camminata tra i carboni ardenti.
In quel preciso istante è partito, dai banchi del PDL,  il coro "Silvio, Silvio", la realtà che supera l’immaginazione, seguito a ruota  dal coro leghista  "Bossi, Bossi".
I cori al duo B&B mi hanno gettato nello sconforto.
Ho immaginato un colossal anni ’50 sulla Roma di Nerone, lui che canta acclamato dai suoi senatori mentre Roma brucia, o alcuni cinegiornali dell’Istituto Luce. Il parlamento ridotto ad una curva da stadio. Con tanto di zuffe .
Volevo dire solo questo, che schifo.

Edit: vedere per credere

L'importanza del nome (forza coso)

Prima vi racconto due storie, poi ci faccio la morale.

Prima storia: un mio amico, uno con cui lavoro ma non solo, è finito sui giornali per una storiaccia che lo riguarda solo marginalmente, ma gli sta procurando un sacco di guai. C’è finito perché ha avuto la sventura di conoscere una persona che alla luce del sole sembrava essere un bravuomo, ma in realtà non lo era. Una specie di vampiro, ma di quelli che si nutrono di escrementi.
Il mio amico con questa persona ci parlava di tutto, anche di politica alle volte, o di lavoro, e non so ma immagino anche di figa, come si fa tra conoscenti. Poi è saltato fuori che non era affatto una brava persona e qualcuno ha pensato bene di vedere qualcosa di male anche in queste chiacchiere, per cui il nome del mio amico è finito sui giornali. Per quelli cartacei il problema si risolve in breve tempo, quello necessario a farli finire nei container della raccolta differenziata. Il guaio sono gli articoli in rete. Quelli restano, e da qui agli anni a venire, fintanto che non ci saranno le inevitabili smentite (che, normalmente, vengono pubblicate in corpo 8 in coda alla pagina degli annunci economici), cercando il nome del mio amico salteranno fuori per prime notizie che lo riguardano, completamente false, e che lo dipingono come un colluso col vampiro mangiamerda.

Seconda storia: un tizio che si nasconde dietro un nickname idiota (nome omen) ha pubblicato in un famoso sito di cosiddetta controinformazione un post in cui, prendendo spunto da un post di un famoso blogger modenese, che per adeguarmi a quanto già succede altrove chiamerò coso, lo calunnia apertamente, rivolgendogli insulti e accuse infamanti. Non contento, l’idiota col nick idiota ha pubblicato il suo nome, la sua foto, la sua professione e lo ha minacciato apertamente.
Non so che provvedimenti intenda prendere coso (io, succedesse a me, avrei già fatto partire una colossale querela con richiesta di danni, devastazione e morte), ma in ogni caso tutto quello che è successo finora è gravissimo, perché andando a cercare il nome di coso ancora una volta salteranno fuori queste calunnie e, per quanto siano false (non conosco coso di persona, ma leggo da anni il suo blog e mi sono fatto una certa idea su che tipo di persona sia) ci sarà sempre qualcuno disposto a crederle vere.
Il tizio idiota col nickname adeguato se ne sta al sicuro, dietro al suo anonimato, mentre coso è esposto alla gogna. Situazione di merda, davvero.
La colpa è dell’idiota, ma anche del famoso sito di controinformazione, che pur informata sul fatto che quel post è pieno di calunnie e minacce ha deciso (finora) di non cancellarlo.

La morale a più strati: internet può essere un brutto posto, per cui è sempre meglio non fare nomi o, se li si fa, bisogna fare attenzione a come li si fa, perché quello che entra nel calderone ci rimane in eterno e anche le balle, spesso, si propagano come una pestilenza. Questo è il motivo per cui ho deciso di citare i fatti senza fare nomi.
L’anonimato in rete può essere utile o dannoso, anche in questo caso bisogna stare attenti a come lo si utilizza. Se ci si nasconde dietro ad un nickname per calunniare e minacciare si è solo vigliacchi.
Forza coso.

Senza parole

Stanno succedendo cose, qui intorno, che tengono la mia mente piuttosto occupata e, assommate al resto, mi distolgono dallo scrivere le solite cazzate.
Nulla che riguardi direttamente me (ciao mamma, non ti preoccupare), ma una persona cui sono particolarmente affezionato.
Però una sintetica, rapida, riflessione, ve la butto lì.
Ero, sono, e sarò contrario anche in futuro a quella immane porcheria che viene definita "Legge bavaglio", per quello che comporta e per quello che c’è dietro, ma una seria riflessione su come certi scribacchini in Italia fanno il loro mestiere (che dovrebbe essere di dare notizie, non di inventarle), andrebbe anche fatta.

questo è il disperato racconto di Paul. la terribile storia di un cucciolo nato felice e diventato infelice


Mi chiamo Paul, sono un amorevole cucciolo di cefalopode tedesco di taglia media.
Fino a pochi giorni fa vivevo felice con la mia famiglia all’acquario di Oberhausen.
Mi coccolavano, mi mostravano ai bambini e ogni tanto mi facevano giocare con delle simpatiche bandierine colorate.
Ma da ieri sera sento che qualcosa è cambiata.
Dicono che porto sfiga, e ho visto che hanno comprato un sacco di patate, non credo per darle a me.
Sono scappato e mi ha raccolto una simpatica volontaria di nome Helga. Al momento vivo nella sua vasca da bagno, ma lei non può tenermi perché non vado d’accordo col suo fidanzato, che è un famoso chef giapponese soprannominato "l’Imperatore del sushi".
Cerco una casa accogliente con un acquario, mi accontento di poco, e una famiglia disposta ad amarmi per quello che sono.
All’occorrenze posso rendermi utile con i numeri del lotto.

Paul è una taglia media e va d`accordo con tutti. e` abituato a vivere in acquario e ha 8 anni, uno per zampa.
verrà affidato microchippato, vaccinato, sterilizzato e con libretto sanitario, solo a veri amanti degli animali con firma del modulo di affido e successivi controlli post adozione.

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L'estate dell'Umberto

E’ la sua stagione, col caldo si sente meno impacciato, le signorine scollacciate gli fanno tornare un po’ di sangue in circolo, la badante gli mette la canotta buona (quella senza patacche) e lui si sente più leggero. Così può esprimersi in libertà.
Peccato che ormai si faccia un po’ fatica a stargli dietro, per cui quello che dice viene spesso travisato.
Dice "In dieci milioni vorrebbero sbattersi miss padania" e i giornalisti capiscono "dieci milioni pronti a battersi per la padania".
Dice "dovremmo seguire l’esempio indipendentista della Slovacchia, un popolo forte e fiero, vorrei vedere molti loro giocatori nel campionato padano" e i giornalisti capiscono "L’Italia comprerà la partita con la Slovacchia, vedrete che al prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi che giocano nelle squadre italiane…".
Alla fine si scoraggia, la badante gli dà l’aspirinetta e lui se ne va a dormire, sognando la rinascita dello Stato libero di padania, fondato nel 1467 da Cavour e Barbarossa con il sostegno morale della Chiesa Celtica Cristiana di padania.