E’ un bel governo! Un santo! Un apostolo!

Chi si aspettava un governo tecnico, un governo del presidente, un chiamatelo come vi pare, se l’è bellamente presa in quel posto. E devo dire che non è una gran sorpresa.
Personalmente non avevo grandi aspettative, che è un modo per diminuire il rischio di rimanere delusi.
Però.

Però.

Questo sembra davvero un pateracchio senza forma né sostanza frutto di un’applicazione pedissequa del manuale Cencelli.
C’è dentro di tutto, qualche tecnico per fare presenza, vecchi arnesi della politica che fu ripescati da chissà quale sgabuzzino, giovani arnesi inservibili della politica che non sarà mai, uomini e donne di partito con varie sfumature di impresentabilità e per finire in bellezza qualche caso umano che aiuta a tenere su l’audience.

Ora vedremo se Draghi, incassata la fiducia che dovrebbe essere piuttosto ampia, riuscirà a imporre una sua linea o se dovrà chiedere il parere di tutti i partiti anche per scegliere che calzini mettersi la mattina.

Marione nostro

Sull’eventuale governo Draghi mi esprimerò quando non sarà più un’eventualità ma una solida realtà.
Ma francamente e un po’ ottimisticamente, io sono convinto che Marione nostro ce la farà, a metterlo in piedi. Se non altro perché si prospetta la necessità di misure draconiane e nessun politico è disposto a metterci la faccia.
Meglio un governo presieduto da un tecnico (ma già ieri qualcuno faceva notare che anche Conte, all’inizio, era presentato come un tecnico), da sostenere facendo finta di non conoscerlo quando farà cose impopolari, per poi sputargli addosso appena si tornerà a votare.

Vi ricorda qualcosa?
Sentite anche voi quell’aria friccicorina, come quella che si respirava prima del governo Monti?

Il cambiamento del Governo

Ovvero, come invertendo i fattori il risultato cambia.
Lo dico subito e mi tolgo il pensiero: a me il nuovo governo PD-M5S non piace.
Ma mi piaceva molto meno quello precedente M5S-Lega.
Siamo passati da una sensazione di profondo disgusto a una sensazione di disgusto quasi ineluttabile.
Volendo fare un esempio che si capisca (e ogni riferimento che può parere casuale, non lo è) siamo passati dall’olio di ricino all’olio di fegato di merluzzo.
Ovviamente si tratta di una iperbole. Per conoscere il vero sapore dovremo vedere la lista dei ministri.

La crisi spiegata ai gattini

Ho visto l’apertura del PD ad una ipotesi di governo coi cinquestelle come un male necessario.
Ho detto necessario, non piacevole. E Soprattutto non credo che si debba andare fino in fondo a tutti i costi. Anzi.
E’ stato un male necessario, perché bisognava disinnescare le assurde pretese di Salvini di avere “pieni poteri”, chiarendo (evidentemente ce n’è bisogno) che siamo in una Repubblica parlamentare e che i Governi si fanno in Parlamento, non in spiaggia.
Per cui se cade un Governo non si va automaticamente al voto solo perché lo chiede chi l’ha fatto cadere.
Se cade un Governo se ne fa un altro, e se questo ottiene la fiducia in Parlamento, il 50% dei parlamentari + 1, governa.
Si va a elezioni anticipate se il Parlamento non è in grado di dare la fiducia ad un Governo.
E’ stato necessario, ma secondo me è comunque un male. Perché per quanto mi sforzi, non riesco a trovare punti in comune tra il PD e quelli che fino alla scorsa settimana lo definivano “il partito di Bibbiano”, tra il PD e quelli che definiscono i suoi elettori “Pidioti”, tra il PD e chi per 14 mesi ha accettato e sostenuto tutto quello che ha fatto Salvini, pur di tenere il proprio sedere sulla poltrona, e si è accorto delle sue malefatte solo quando Salvini ha minacciato di sfilargliela da sotto le chiappe.
Esistono motivi politici di opportunità per cui sarebbe forse meglio mollare il colpo e lasciare, come si dice, il cerino in mano a Di Maio e co.
Anzi, verrebbe da chiedersi chi glie lo fa fare di sforzarsi tanto per tentare di togliere le castagne dal fuoco a questa banda di incompetenti.
Ma esistono motivi politici e di opportunità per cui sarebbe meglio non farlo. Tipo che alla fine chi ci va di mezzo siamo sempre e comunque noi.
In questo momento il PD è quello che ha meno da perdere. Era già all’opposizione e tutto sommato ha consolidato un suo zoccolo duro di elettori.
Ma confido che all’interno del partito ci sia già chi lavora per riuscire a mandare in vacca tutto e peggiorare le situazione.
Per cui non me ne occupo in questo post. Ce ne vorrebbe un altro molto lungo, dal quale forse non riuscirei mai a uscire.
In tutto questo, purtroppo, l’ago della bilancia resta in mano ai 5stelle, dei quali mi fido quanto mi fiderei di un tassista cieco.
Se vogliono riprovarci con Salvini, facciano pure.
Si troveranno a dover scegliere tra un bis di quanto già visto negli ultimi mesi – ma dovranno fare i conti con la propria inadeguatezza e con un alleato ancora più arrogante e bizzoso di quanto non sia stato finora – o il voto subito. Per poi ritrovarsi probabilmente tra qualche mese fuori da ogni possibilità di governo. Altro che cambiamento.
Potrebbe anche essere un passaggio salutare per loro. Potrebbe essere la volta buona che tentano di pescare al loro interno, se c’è, qualcuno che sappia almeno fare un cerchio col bicchiere.
Ma non penso che l’Italia possa aspettare i loro comodi, né lo farà.
Poi magari mi sbaglio (non sarebbe la prima volta), ma credo che a questo punto anche lo stesso Salvini non abbia tutta questa voglia di rimettere in piedi un Governo coi 5stelle, sia che si tratti di un Conte-bis che di qualsiasi altro governo.
Gli toccherebbe fare quello da cui ha cercato di scappare aprendo la crisi, cioè una legge di bilancio che tenti di raddrizzare la rotta per evitare l’aumento dell’IVA.
Oltretutto dovrebbe farlo ingoiando il rospo di tutti gli insulti che gli sono arrivati dai suoi alleati in questa fase di crisi. Difficile da spiegare ai suoi elettori duri e puri.
Oppure dovrebbe riaprire una crisi subito dopo aver tentato di chiudere quella precedente, sapendo che i 5stelle hanno comunque un tavolo aperto col PD. Anche questa mossa, a occhio, mi sembra un po’ difficile da spiegare.
Però a questo punto si trova in mezzo al guado. Non può sfiduciare di nuovo il governo di cui fa parte (governo dimissionario). Non può trattare per cercare di mettere in piedi un governo in cui non ci siano i 5stelle. Non può, in questo momento, trattare per un nuovo governo coi 5stelle.
Può solo mettersi ad aspettare per decidere contro cosa o contro chi sbraitare.
Cosa succedera?
Spero proprio che nessuno dei miei sette lettori si aspetti che io sia in grado di fare previsioni in questa situazione.
Mi sono limitato a riassumere quel che penso di avere capito. Con la consapevolezza che potrei anche non averci capito una mazza (non sarei in nessun caso l’unico).

Lo sprezzo del ridicolo e l’italica scarpa

Se non ti rendi conto che quella che tu vai dipingendo come una fragorosa azione di protesta in realtà è una roba talmente scema che fa il giro ed è ancora più scema, allora sei pronto per andare a fare l’europarlamentare leghista.
Purtroppo i riferimenti di questo post non sono casuali né frutto di fantasia.
Altro che aver abolito la povertà, finora l’unica cosa che hanno abolito è il senso del ridicolo.

I pazzi, quelli veri.

Quando la realtà supera la fantasia che supera la realtà che supera la fantasia.
La bozza di contratto di governo vera va oltre. Oltre tutto.
Remissione di parte del debito. Ci starebbe anche, via, chi non è mai andato in banca a chiedere che cancellassero un po’ di rate del mutuo?
E poi fuori tutti, usciamo dall’Euro. Ma dopo la cancellazione del debito, così ce lo cancellano in Euro e non in Lire.
E dopo essere usciti dall’Euro tutti in braccio a papà Putin. Così riusciranno in quello in cui non sono riusciti i COMUNISTI in 40 anni di COMUNISMO: farci annettere all’unione sovietica (o a quel che ne rimane).
Per non parlare del COMITATO DI CONCILIAZIONE, ma che bella invenzione.
Non mi è chiaro però se sarà un consesso di persone che si incontrano veramente o una chat su Whatsapp. Direi meglio la seconda, che si possono mettere le faccine.

Cari professori

Forse non ci siamo capiti e temo che questa sia anche un po’ colpa nostra, che abbiamo cominciato con ‘sta storia del Governo dei professori e si vede che poi ci si confonde.
Il fatto è che non siete lì a sfornare pagelle, per quello bastava aprire un blog. Siete lì perché l’idea di base è che dovreste individuare i problemi e tentare di risolverli.
Lo so, non siamo gente facile da governare, ma lo siamo ancora meno se ci troviamo di fronte qualche saccentello che non fa altro che pontificare (al di là del fatto che possiate avere ragione o meno).
Già per molti di noi è difficile dover sottostare all’ennesimo governo di destra che fa cose di destra sulla nostra pelle, ma si tratta di una situazione di emergenza per cui cerchiamo di sopportare, sperando in un avvenire più radioso dopo le prossime elezioni, ammesso che ci si arrivi vivi. Ma se poi oltre alla supposta dobbiamo anche sentire le vostre continue lezioncine non si va da nessuna parte.
Di gente che parlava a vanvera ne abbiamo avuto più che abbastanza. E va detto che anche sforzandovi è difficile che riusciare a raggiungere i sublimi livelli del governo precedente, per cui lasciate perdere le ciance e limitatevi a fare quel che va fatto.
Con l’augurio che tra qualche anno anche voi possiate essere solo un lontano ricordo.

Resident evil liberalization – prossimamente nei migliori cinema

Esterno giorno.
Un ignaro commercialista di Cantù trova un taxi in piazza Cadorna, si china verso il conducente, domanda:
Scusi, mi porta in Piazza CastAAAARGHHHH!

Interno, farmacia al Giambellino, un’anziana signora ha appena ritirato la ricetta dal medico e si rivolge alla farmacista:
Avrei bisogno di una confezione di nimesulAAAAAARGHHHHH!

Così inizia il contagio. In un mondo ormai distrutto dal virus della liberalizzazione, chi ci potrà salvare?

Monti, Monti, ti sorridon le Heidy

Il governo Monti piace ai tedeschi e nuoce gravemente allo spread, che infatti oggi si sta rimpicciolendo a vista d’occhio, soprattutto da quando sono stati (finalmente) presentati i famigerati provvedimenti anti crisi (il finalmente è per la presentazione, non per i provvedimenti). Ricordo però che uno spread non fa primavera e che bisogna ancora passare dal parlamento. Giusto per contestualizzare la situazione.

Passata l’euforia per la presentazione dei provvedimenti si può anche andare, volendo, nel merito, che (molto sinteticamente) è questo: Monti non è di sinistra. Il governo Monti non è di sinistra, è un governo tecnico, ma fatto da gente sostanzialmente di centro-destra (più destra che centro, in alcuni casi). Non ci si può aspettare che un governo così, oltre a fare finalmente qualcosa di serio per fronteggiare la crisi (e questo, mi si consenta, è comunque un mezzo miracolo in confronto al governo precedente), lo faccia anche con provvedimenti che piacciano a chi si sente di sinistra.

La novità è che, per una volta, abbiamo a che fare con una destra seria, che fa le cose seriamente e sembra quasi di essere in un altro paese. Un governo di destra fa cose da governo di destra, anche quando è appoggiato dai partiti di sinistra come in questo caso, per un motivo molto semplice: sono quelle le cose che sa fare.

Per tentare di salvare il paese dalla crisi abbiamo dovuto sostituire un governo di destra impresentabile, con un altro governo sempre di destra, stavolta presentabile, ma pur sempre di destra. Se ci si deve rammaricare di qualcosa è del fatto che in questo momento i partiti di sinistra non sono in grado di fare un governo di sinistra che faccia anche cose che piacciono alla sinistra.