La variante del bombo

Un bombo con le palle.

Verona – Milan: 0-2.

Secondo la leggenda metropolitana, il bombo non avrebbe la struttura fisica per poter volare, ma lui non lo sa ed essendo fatto per il 40% di giovanile esuberanza, per il 40% di ignoranza, per il 40% di arroganza e per il 40% di attributi vola lo stesso alla faccia dei soliti criticoni.
Ieri a Verona il Milan è stato bombo, molto bombo.

Consideriamo le assenze: Kjaer, Hernandez, Bennacer, Tonali, Calhanoglu, Rebic, Ibrahimovic.
Consideriamo le presenze: Dalot, Meité, Krunic. Brivido, Terrore e Raccapriccio.
E invece abbiamo vinto con due splendidi gol di Brivido e Raccapriccio e una partita di Terrore talmente solida che a volte si faceva fatica a distinguerlo da Kessie (uno dei due si faccia biondo, please).

Non c’è stato neppure bisogno di un #rigoreperilMilan (ma il buono è cumulabile e riutilizzabile nelle prossime partite).

Milan-Inter: 0-3

Perdere contro la seconda squadra di Milano è una cosa che dà particolarmente fastidio. Non che ci siano sconfitte piacevoli, ovviamente, ma con loro è una cosa particolare. Sembra quasi contro natura.
L’unica squadra contro cui è ancora peggio è la Juvemerda.
Perdere contro l’Inter allenata da quel tipo lì, l’emblema del gobbo dentro, quello della partita del gol di Muntari, quello del “siete voi la mafia del calcio”, è come perdere contemporaneamente contro l’Intermerda e la Juvemerda. Insieme, una sopra l’altra, fuse in un mostro osceno.
Al di là della classifica, ed al di là del fatto che loro sono la squadra costruita per vincere tutto quest’anno e i prossimi.

Purtroppo la sconfitta è netta. Purtroppo non c’è molto da dire. Bravi loro, meno bravi noi.
Ora, dato che loro comunque sono quella cosa lì, bauscia fino al midollo, racconteranno di una partita in cui hanno avuto dominio assoluto per 110 minuti e avrebbero potuto vincere 47-0.
Non è andata esattamente così.
Certo, loro hanno vinto di 3 gol, riuscendo ad andare a segno al 5° minuto grazie anche a un nostro marchiano errore in difesa, ma dopo il primo quarto d’ora del primo tempo, in cu abbiamo risentito del gol preso troppo presto, la partita è stata molto più equilibrata di quel che dice il risultato. soprattutto negli ultimi dieci minuti prima dell’intervallo. Loro ci hanno fatto paura in contropiede, ma abbiamo avuto almeno due nette occasioni per pareggiare, sfumate per un soffio.
Nei primi 5 minuti del secondo tempo abbiamo avuto altre tre occasioni clamorose, sventate da altrettanti miracoli di Handanovic.
Il fatto che il tuo portiere sia stato il migliore in campo in una partita che hai vinto 3-0 la dice comunque lunga su come è andata realmente.
Hanno trovato altri due gol in contropiede, ma fino al gol dello 0-2 la partita s’è svolta sempre intorno alla loro area e nessuno si sarebbe stupito del pareggio.
Sono stati bravi a fare il loro gioco e a capitalizzare le occasioni. Onore al merito. Questo non mi priverà del piacere di mandare in posti poco piacevoli tutti gli interisti che mi rivolgeranno la parola nei prossimi giorni.

Quindi, la batosta c’è. è incontestabile, ma non sul piano del gioco. Anzi, ho visto pure dei segnali di ripresa. Però è evidente che non ci si può sempre e solo affidare agli estri di Ibra. Occorre trovare delle alternative, anche a livello di modulo, perché ormai è chiaro che, dopo un anno a mille all’ora, gli altri sanno fin troppo bene come giochiamo e come fermarci, per cui se non riesci ad andare al massimo son guai.

Incidentalmente, siamo ancora messi abbastanza bene per l’obiettivo di fine stagione, che è quello di entrare nei primi 4 posti, per cui affidiamoci a quei segnali di ripresa che abbiamo visto oggi in vista delle prossime partite. E fanculo alla capolista.

Meno male che c’è Settore

Aspettavo il post di Settore, stimato blogger di fede ostinatamente sbagliata, perché come al solito si dimostra intelligente oltre lo standard del tifoso medio (a prescindere dalla squadra). Anche stavolta, sulla lite tra Ibrahimovic e Lukaku di ieri sera, non mi ha deluso, per cui adesso faccio una cosa che fa molto vecchia blogosfera: vi metto il link a un post di un altro blog, invitandovi a leggerlo.
Settore: lo zingaro e il ne**o.

(Avete notato che se scrivete zingaro, termine usato comunemente in senso molto dispregiativo, nessuno dice niente, mentre la parola con la n, anche se usata solo a scopo di riferimento, è diventata un tabù proprio perché usata generalmente in senso dispregiativo?
Ma questo, cari miei, è un altro discorso).

Capita però che anche ai migliori di debba, o si possa, fare un appunto. Trovo poco interessante, tra tutte le altre cose, il dibattito su chi ha iniziato. Se due bambini litigano, li si separa e li si mette in castigo entrambi, a prescindere da chi ha cominciato, e basta.
Ma se vogliamo entrare nello specifico, Ibra non ha iniziato, ha buttato (da stronzo, perché le cose ogni tanto vanno chiamate col loro nome) un secchio di benzina su un fuoco già acceso. E ovviamente l’incendio non ci ha messo molto a divampare.

Detto questo, caro Settore, ti copio pure il finale, a spregio, ma migliorandolo.
Ci stiamo preoccupando un po’ troppo di due energumeni senza problemi economici che si sono fatti una litigata tipo campetto, tirando in ballo madri e mogli (no dico, dov’è la novità?). Torniamo alle cose serie, forza Milan, Inter e Juve merda.

We believe in Ibra

Un altro #rigoreperilmilan?
(Da scrivere così se no non è omologato, come i concerti senza la bandiera dei 4 mori)
Sì, un altro. ma c’era, per cui non rompete il cazzo e passate oltre.
D’altronde chi ne sa insegna che se giochi spesso nell’area avversaria è più facile ottenere rigori a favore. Punto.
Ah già, il presunto rigore negato al Cagliari identico a quello dato al Milan.
Riguardateveli, sono davvero identici?
No, non lo sono, vero?
In quello dato al Milan, le braccia di Ibra sono lontane dal corpo e non toccano il difensore. Invece in quello reclamato dal Cagliari Sottil prende per la maglia Diaz e praticamente se lo tira addosso. Il primo è rigore, il secondo no.
Passate oltre, non c’è nulla da vedere.

Per quelli invece della mozione #culomilan, vorrei ricordare che ieri abbiamo preso il 14° palo di questa stagione.
Inoltre, ma qui più che di sfiga si deve parlare di arbitri, abbiamo perso per squalifica altri due titolari (Salamella è stato decisamente pirla e merita di essere crocifisso all’ingresso di Milanello, ma l’ammonizione di Romagnoli è surreale quasi quanto quella di Leao la scorsa settimana).

A proposito di arbitri, anche ieri abbiamo avuto a che fare con un arbitraggio decisamente bizzarro, e forse prima o poi bisognerà trovare qualche soluzione. Non mi ricordo, nel recente passato, una generazione di arbitri tanto scarsa come quella attuale. Non è che potremmo passare direttamente alla prossima?

Ancora per almeno una settimana, e non è poco, nella corsa alla zona Champions siamo quelli messi meglio di tutti. Direi che qui ci sta un salutate la capolista. Finché dura, è una bella sensazione.
Lo scudetto inevitabilmente è destinato a finire nelle mani della seconda squadra di Milano, quella che nemmeno sa come si chiama, ma nel frattempo godiamoci il momento.
Sabato prossimo affronteremo l’Atalanta con molti dubbi di formazione e con qualche certezza. Tra cui, soprattutto, quella che chiunque scenderà in campo darà l’anima. Non è poco, è questo che finora fa e ha fatto la differenza.

E poi c’è lui Zlatan. 39 anni. 12 gol in 8 partite. Un ragazzino che si diverte con gli altri ragazzini.
Anche io credo in Zlatan.

Milan-Parma (una squadra che non sa più perdere)

In una giornata in cui tutte le pretendenti allo scudetto vincono, noi che abbiamo il dovere morale di giocarcela per il 4° posto riusciamo a portare a casa un’altra partita senza sconfitte, aumentando a non so più quante la striscia di risultati positivi in campionato.
Bene così.

Breve riassunto del primo tempo: al sesto minuto siamo costretti a fare il primo cambio, esce Gabbia per un intervento un po’ vivace di un giocatore del Parma (non sanzionato) ed entra Kalulu, alla sua prima in campionato.
Al primo e unico tiro del Parma prendiamo un gol.
Poi ne segniamo uno, annullato per un fuorigioco che trovo (my opinion) surreale.
Poi prendiamo due incroci dei pali in una azione.
Poi prendiamo un altro palo.
Il primo tempo finisce così.

Il secondo tempo inizia con due cambi (Leao e Hauge per Diaz e Castillejo).
Al quinto minuto Calha prende una traversa (terzo palo per lui, quarto per il Milan).
All’undicesimo il Parma fa il secondo tiro in porta della partita. E segna. Palo-rete.
Poi segna subito Theo.
A questo punto il Parma, che già prima non aveva fatto un gioco particolarmente offensivo, cala la serranda davanti alla porta e adotta un simpaticissimo schema 9-1.
Poi esce anche Benaccer per infortunio (aiutato forse da un pestone non visto) e entra Tonali.
Continuiamo a provarci, ma niente. Non entra.
Diciamo che un po’ si sente la mancanza di Ibra, in questa situazione. Ma anche lui poco potrebbe contro la sfiga.
E poi, al 91°, GAAAAAAAAAAHHHHHHHHH THEO HERNADEZ!
Pareggio. Doppietta di Theo. E’ tutto molto (abbastanza) bello.
Ci abbiamo provato fino alla fine, e sicuramente il pareggio premia il Parma ben oltre i suoi meriti.
Ma questo Milan è una squadra che ha anima, che non molla mai, anche quando sembra girare tutto storto. Una squadra che non sa perdere.

In sintesi

Pareggio che non fa male a nessuno, ma a noi non fa neppure troppo bene.
Perché sì, siamo di nuovo in serie positiva, ma stasera forse si sarebbe potuto osare di più, invece ho visto un po’ di quello che in gergo cestistico si chiama braccino corto.
La mancanza di Zlatan, e di altri elementi di esperienza in campo e fuori, ogni tanto giustamente si fa sentire. Immagino che anche loro si faranno sentire domani a Milanello. Fa tutto parte del percorso di crescita.

Parlando di basket, visto che ci siamo, grande soddisfazione dall’Olimpia, di cui non scrivopiù molto ma che resta una passione, e che stasera ha vinto in casa del Maccabi all’ultimo tiro del supplementare. Questo sì che si è il contrario del braccino corto.

Senza freni

Napoli-Milan è una di quelle partite che fino a inizio 2020 avremmo dato per perse prima ancora di giocare, invece ci siamo arrivati speranzosi e ne siamo usciti vittoriosi, meritatamente. Son segni che si accumulano uno sopra l’altro, come questa sequenza di risultati positivi che in campionato dura da ben 20 partite.
Certo, avere in campo uno che segna 10 gol in 6 partite, e che gol oserei dire, fa tutta la differenza del mondo.

A nessuno è dato sapere come finirà questo campionato, ma di certo non si può dire che non ci stiamo divertendo, almeno noi milanisti.

A dire il vero non è dato neanche sapere come andranno le prossime partite senza il Capo di tutto in campo. però giova ricordare che recentemente abbiamo già giocato senza di lui e non è andata così male.
Alla sua assenza si somma quella di Saelemakers e Leao e questo non aiuta. Bonera Pioli Ibra dovrà inventarsi qualcosa per l’attacco.

23

Aspetta che lo riscrivo: 23.
23 risultati utili consecutivi.
12 partite di fila con almeno 2 gol segnati. Gli esperti dicono che anche questo è un record. Tendo a fidarmi.
Questa volta, peraltro, senza gol del Capo di tutto, che addirittura ha sbagliato un rigore. Col rischio che adesso non tiri più in porta per cercare un rigore con cui rifarsi.

Sembrerà strano, ma quasi non ho più parole.

Certo, come ha tenuto a ribadire più e più volte Bergomi, lo Sparta Praga non è che sia chissà che avversario. Ma anche stasera Pioli si è divertito a rimescolare parecchio la formazione, e anche stavolta non è che ne abbiamo risentito poi tanto. Buon segno, ottimo segno.

Ho già scritto che quasi non ho più parole?

20

Basterebbe questo numero. 20 risultati utili consecutivi. Ottenuti da una squadra di ragazzini con un difensore di esperienza e poi lui, Zlatan. Che a 39 anni si permette di vincere un derby con una doppietta.
Chi è milanista da tanti tempo sa che ci sono stati momenti in cui è stato molto bello tifare per questa squadra. Momenti in cui le serie da 20 risultati utili quasi non facevano notizia. E anche in quei momenti, però, il derby era una partita speciale, era quel tipo di partita in cui le serie positive si potevano interrompere.
Ma non questa volta, cazzo.
Non questa volta.

L’Inter è una squadra più attrezzata e più forte. Hanno avuto più occasioni (non molte, a dire il vero, e noi abbiamo sbagliato almeno un paio di gol per i quali ho bruciato almeno un paio di pagine del calendario).
Durante la loro solita imparziale telecronaca, il magnifico duo di Sky ad un certo punto ha notato, come se fosse una notizia di rilievo, che il povero Conte (cui non perdonerò mai quel siete voi la mafia del calcio nell’intervallo della partita del gol di Muntari) che c’erano in panchina per la seconda squadra di Milano un paio di ragazzini 21enni.
Il Milan i 21enni (Gigio, Saelemaekers, Leao) li aveva in campo, insieme a un 22enne e 3 23enni, dall’inizio. E ormai quasi nessuno sembra farci caso.

Abbiamo sofferto, ma abbiamo vinto. Non è la prima volta in questa serie di risultati utili.
Ma i risultati sono arrivati perché questa squadra di ragazzini ha imparato a soffrire.
Ha ragione (e come ti sbagli) Maldini: la dote principale di questa squadra è il coraggio. Un coraggio di nome Zlatan, ma non solo.

Non vinceremo il campionato. Ci sono squadre costruite per lo scudetto, noi dobbiamo continuare a sperare in un posto in Champions e già sarebbe grasso che cola.
La serie positiva prima o poi si interromperà, e sarà da vedere come questi ragazzini coraggiosi reagiranno alla sconfitta. Ma intanto questi sono, finalmente, tempi interessanti in cui essere milanisti. E io mi godo il momento.

Quando uscirò di casa nei prossimi giorni, avrò stampato in faccia, sotto la mascherina, il sorriso di chi ha vinto il derby.

P.S: e comunque, nel frattempo, salutate la capolista.